Corte d'Appello Roma, sentenza 14/03/2025, n. 1647
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Sentenza 14 marzo 2025

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Il provvedimento analizzato è stato emesso dalla Corte d'Appello di Roma, Sezione Seconda Civile, con la sentenza n. 5/2025. Le parti in causa sono la MA.CO.P. S.r.l. in liquidazione, attrice, e il Comune di NI LI, convenuto. La MA.CO.P. ha richiesto il pagamento di € 64.174,15, relativo a una fattura per lavori pubblici, e di € 6.045,38 per interessi, sostenendo che il certificato di collaudo emesso fosse sufficiente per far sorgere il diritto al pagamento. Il Comune, al contrario, ha chiesto il rigetto delle pretese, argomentando che il pagamento fosse subordinato all'approvazione formale del collaudo.

Il giudice ha accolto le richieste della MA.CO.P., affermando che, secondo la normativa vigente, il certificato di collaudo si considerava tacitamente approvato dopo due anni dalla sua emissione, anche in assenza di un atto formale di approvazione. La Corte ha quindi riconosciuto il diritto della MA.CO.P. al pagamento delle somme richieste, evidenziando che l'approvazione tacita del collaudo implicava anche l'accettazione delle riserve iscritte dall'appaltatore. La sentenza ha quindi condannato il Comune al pagamento delle somme dovute, oltre alle spese legali.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Roma, sentenza 14/03/2025, n. 1647
    Giurisdizione : Corte d'Appello Roma
    Numero : 1647
    Data del deposito : 14 marzo 2025

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