Corte d'Appello Roma, sentenza 22/12/2025, n. 7825
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Sentenza 22 dicembre 2025

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  • Rigettato
    Ingiustizia risoluzione contratto per violazione art. 7 contratto e art. 136 d.lgs. 163/2006

    La Corte ha ritenuto che la diffida ad adempiere del 10 marzo 2016 integrasse i requisiti di legge e che il contratto prevedesse una facoltà alternativa di risoluzione, giustificata dalla natura della fornitura. Ha inoltre considerato che, alla data del 1° aprile 2016, persisteva un grave inadempimento. La Corte ha anche evidenziato la presenza di una clausola risolutiva espressa nell'art. 7 del contratto che l'Amministrazione ha esercitato.

  • Rigettato
    Domanda di risarcimento danni

    La domanda è assorbita dalla dichiarata legittimità della risoluzione del contratto.

  • Rigettato
    Domanda di restituzione cauzione

    La domanda è assorbita dalla dichiarata legittimità della risoluzione del contratto.

  • Rigettato
    Impossibilità sopravvenuta della prestazione per fatto non imputabile

    La Corte ha ritenuto non provata l'impossibilità non imputabile della prestazione. La società si è limitata ad affermazioni generiche senza dimostrare la diligenza e la documentazione fornita (denuncia di furto) non era pertinente alla fornitura in oggetto. Inoltre, il furto è avvenuto dopo che la società era già in mora, allocando il rischio in capo al debitore.

  • Accolto
    Rigetto dell'appello

    L'appello è stato ritenuto infondato su entrambi i motivi.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Roma, sentenza 22/12/2025, n. 7825
    Giurisdizione : Corte d'Appello Roma
    Numero : 7825
    Data del deposito : 22 dicembre 2025

    Testo completo