Art. 1. Art. 12. - Rappresentanza delle Forze armate dello Stato nella composizione organica dei Tribunali militari.
Il presidente deve appartenere alla stessa Forza armata alla quale appartiene il Comando presso cui e' istituito il Tribunale; e, per la Regia marina, deve inoltre appartenere al Corpo di Stato Maggiore.
I giudici devono appartenere : cinque al Regio esercito, cinque alla Regia marina, cinque alla Regia aeronautica, cinque alla Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, due alla Regia guardia di finanza e due al Corpo di polizia dell'Africa italiana.
Dei giudici del Regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica e della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, quattro, per ciascuna Forza, sono scelti fra gli ufficiali superiori.
Quando ricorrono particolari esigenze di servizio i Ministri per la guerra, per la marina e per l'aeronautica hanno facolta', di non designare, in tutto o in parte, ufficiali delle rispettive Forze armate quali giudici nei Tribunali istituiti presso Comandi da essi, rispettivamente, non dipendenti.
La stessa facolta' spetta, al Ministro per l'Africa Italiana, limitatamente, pero', ad uno o piu' Tribunali militari.
Art. 15. - Composizione del collegio giudicante, in relazione all'appartenenza dell'imputato alle varie Forze armate dello Stato.
Nei giudizi a carico di militari del Regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica e della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, almeno due giudici militari devono appartenere alla stessa Forza armata alla quale appartiene l'imputato. Dei giudici della Regia marina, almeno uno deve appartenere al Corpo di Stato Maggiore.
Nei giudizi a carico di militari della Regia guardia di finanza e del Corpo di polizia dell'Africa italiana, uno dei giudici militari deve appartenere alla stessa Forza armata alla quale appartiene l'imputato.
Ove piu' siano gli imputati e appartenenti a Forze armate diverse, il collegio e' composto avendosi riguardo all'imputato piu' elevato in grado, o, a parita' di grado, al maggior numero di imputati, o, infine, a parita' di grado e di numero, all'imputato piu' anziano.
Quando si tratti di giudicare alcuno dei reati preveduti dagli articoli 103, 105 a 108, 110 a 115, 117, 121, 124 e 125 del Codice penale militare di pace, il presidente e tutti i giudici militari, che compongono il Tribunale, devono essere, rispettivamente, ufficiali del Regio esercito, o ufficiali del Corpo di Stato Maggiore della Regia marina, o ufficiali della Regia aeronautica, secondo che l'imputato appartenga ad alcuna di dette Forze militari.
Art. 42. - Casi in cui non puo' costituirsi il Tribunale.
Se la convocazione del Tribunale militare non e' possibile per mancanza di personale o per altre circostanze, il comandante del Corpo di spedizione dopo aver disposto per l'accertamento del reato, e, occorrendo, per l'arresto dell'imputato, ordina il rinvio della causa, al Tribunale militare costituito presso la Forza armata cui appartiene l'imputato, piu' vicino al luogo del commesso reato, o, se questo sia stato commesso in navigazione od all'estero, piu' vicino al luogo del rientro dell'imputato nel territorio dello Stato.
Art. 43. - Sede e costituzione del Tribunale supremo militare.
Il Tribunale supremo militare ha sede nella capitale si compone di un presidente, ufficiale di grado non inferiore a generale di Corpo d'armata o equiparato, di ventitre giudici, di cui dieci ufficiali generali, di grado non superiore a generale di divisione o equiparato, tre consiglieri di Stato, otto consiglieri della Corte suprema di cassazione e due magistrati militari di grado equiparato.
I giudici militari appartengono: tre al Regio esercito, due alla Regia marina, due alla Regia aeronautica uno a ciascuna delle altre Forze militari.
Le nomine del presidente, dei giudici militari, dei consiglieri di Stato e dei consiglieri della Corte suprema di cassazione sono fatte con decreto Reale.
Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 10 e 11.
In caso di mancanza, assenza, incompatibilita' o altro impedimento del presidente, ne esercita le funzioni l'ufficiale piu' anziano fra i generali di divisione o equiparati.
Con decreto Reale, puo' disporsi che nel Tribunale supremo militare funzionino piu' sezioni. In questo caso, il presidente presiede la prima sezione, e le altre sono presiedute dai giudici militari piu' elevati in grado, o, a parita' di grado, piu' anziani, designati per le singole sezioni, dal presidente; salvo che questi ritenga di presiederle egli stesso.
Nel caso preveduto dal comma precedente, il presidente del Tribunale, sentito il procuratore generale militare del Re Imperatore, stabilisce quali procedimenti devono essere assegnati, per il giudizio, a ciascuna sezione.
Art. 45. - Composizione speciale del collegio giudicante.
Il Tribunale supremo militare e' composto del presidente e di sei giudici, dei quali tre sono ufficiali, due consiglieri di Stato e uno magistrato militare, designati per ciascuna udienza dal presidente, quando pronuncia sui seguenti oggetti:
1° riabilitazione militare;
2° reintegrazione nel grado perduto dagli ufficiali, sottufficiali e graduati di truppa delle Forze armate dello Stato, in seguito a condanna o a procedimento disciplinare;
3° impiego di persone divenute, per condanna, incapaci di appartenere alle Forze armate dello Stato;
4° cancellazione dai ruoli di ufficiali che, prosciolti dal giudice penale, siano sottoposti a misura di sicurezza, ovvero quando, condannati, siano stati ricoverati, per infermita' psichica, in una casa di cura e di custodia.
Nei casi preveduti dal comma precedente, almeno uno dei giudici militari, compreso il presidente, deve appartenere alla Forza armata dello Stato alla quale appartiene o apparteneva la persona cui si riferisce la deliberazione.
Il presidente incarica uno dei giudici predetti di riferire in Camera di Consiglio e di redigere i motivi della deliberazione.
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a San Rossore, addi' 27 giugno 1942-XX
VITTORIO EMANUELE
MUSSOLINI - TERUZZI - GRANDI - DI REVEL
Visto, il Guardasigilli: GRANDI
Il presidente deve appartenere alla stessa Forza armata alla quale appartiene il Comando presso cui e' istituito il Tribunale; e, per la Regia marina, deve inoltre appartenere al Corpo di Stato Maggiore.
I giudici devono appartenere : cinque al Regio esercito, cinque alla Regia marina, cinque alla Regia aeronautica, cinque alla Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, due alla Regia guardia di finanza e due al Corpo di polizia dell'Africa italiana.
Dei giudici del Regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica e della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, quattro, per ciascuna Forza, sono scelti fra gli ufficiali superiori.
Quando ricorrono particolari esigenze di servizio i Ministri per la guerra, per la marina e per l'aeronautica hanno facolta', di non designare, in tutto o in parte, ufficiali delle rispettive Forze armate quali giudici nei Tribunali istituiti presso Comandi da essi, rispettivamente, non dipendenti.
La stessa facolta' spetta, al Ministro per l'Africa Italiana, limitatamente, pero', ad uno o piu' Tribunali militari.
Art. 15. - Composizione del collegio giudicante, in relazione all'appartenenza dell'imputato alle varie Forze armate dello Stato.
Nei giudizi a carico di militari del Regio esercito, della Regia marina, della Regia aeronautica e della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, almeno due giudici militari devono appartenere alla stessa Forza armata alla quale appartiene l'imputato. Dei giudici della Regia marina, almeno uno deve appartenere al Corpo di Stato Maggiore.
Nei giudizi a carico di militari della Regia guardia di finanza e del Corpo di polizia dell'Africa italiana, uno dei giudici militari deve appartenere alla stessa Forza armata alla quale appartiene l'imputato.
Ove piu' siano gli imputati e appartenenti a Forze armate diverse, il collegio e' composto avendosi riguardo all'imputato piu' elevato in grado, o, a parita' di grado, al maggior numero di imputati, o, infine, a parita' di grado e di numero, all'imputato piu' anziano.
Quando si tratti di giudicare alcuno dei reati preveduti dagli articoli 103, 105 a 108, 110 a 115, 117, 121, 124 e 125 del Codice penale militare di pace, il presidente e tutti i giudici militari, che compongono il Tribunale, devono essere, rispettivamente, ufficiali del Regio esercito, o ufficiali del Corpo di Stato Maggiore della Regia marina, o ufficiali della Regia aeronautica, secondo che l'imputato appartenga ad alcuna di dette Forze militari.
Art. 42. - Casi in cui non puo' costituirsi il Tribunale.
Se la convocazione del Tribunale militare non e' possibile per mancanza di personale o per altre circostanze, il comandante del Corpo di spedizione dopo aver disposto per l'accertamento del reato, e, occorrendo, per l'arresto dell'imputato, ordina il rinvio della causa, al Tribunale militare costituito presso la Forza armata cui appartiene l'imputato, piu' vicino al luogo del commesso reato, o, se questo sia stato commesso in navigazione od all'estero, piu' vicino al luogo del rientro dell'imputato nel territorio dello Stato.
Art. 43. - Sede e costituzione del Tribunale supremo militare.
Il Tribunale supremo militare ha sede nella capitale si compone di un presidente, ufficiale di grado non inferiore a generale di Corpo d'armata o equiparato, di ventitre giudici, di cui dieci ufficiali generali, di grado non superiore a generale di divisione o equiparato, tre consiglieri di Stato, otto consiglieri della Corte suprema di cassazione e due magistrati militari di grado equiparato.
I giudici militari appartengono: tre al Regio esercito, due alla Regia marina, due alla Regia aeronautica uno a ciascuna delle altre Forze militari.
Le nomine del presidente, dei giudici militari, dei consiglieri di Stato e dei consiglieri della Corte suprema di cassazione sono fatte con decreto Reale.
Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 10 e 11.
In caso di mancanza, assenza, incompatibilita' o altro impedimento del presidente, ne esercita le funzioni l'ufficiale piu' anziano fra i generali di divisione o equiparati.
Con decreto Reale, puo' disporsi che nel Tribunale supremo militare funzionino piu' sezioni. In questo caso, il presidente presiede la prima sezione, e le altre sono presiedute dai giudici militari piu' elevati in grado, o, a parita' di grado, piu' anziani, designati per le singole sezioni, dal presidente; salvo che questi ritenga di presiederle egli stesso.
Nel caso preveduto dal comma precedente, il presidente del Tribunale, sentito il procuratore generale militare del Re Imperatore, stabilisce quali procedimenti devono essere assegnati, per il giudizio, a ciascuna sezione.
Art. 45. - Composizione speciale del collegio giudicante.
Il Tribunale supremo militare e' composto del presidente e di sei giudici, dei quali tre sono ufficiali, due consiglieri di Stato e uno magistrato militare, designati per ciascuna udienza dal presidente, quando pronuncia sui seguenti oggetti:
1° riabilitazione militare;
2° reintegrazione nel grado perduto dagli ufficiali, sottufficiali e graduati di truppa delle Forze armate dello Stato, in seguito a condanna o a procedimento disciplinare;
3° impiego di persone divenute, per condanna, incapaci di appartenere alle Forze armate dello Stato;
4° cancellazione dai ruoli di ufficiali che, prosciolti dal giudice penale, siano sottoposti a misura di sicurezza, ovvero quando, condannati, siano stati ricoverati, per infermita' psichica, in una casa di cura e di custodia.
Nei casi preveduti dal comma precedente, almeno uno dei giudici militari, compreso il presidente, deve appartenere alla Forza armata dello Stato alla quale appartiene o apparteneva la persona cui si riferisce la deliberazione.
Il presidente incarica uno dei giudici predetti di riferire in Camera di Consiglio e di redigere i motivi della deliberazione.
Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a San Rossore, addi' 27 giugno 1942-XX
VITTORIO EMANUELE
MUSSOLINI - TERUZZI - GRANDI - DI REVEL
Visto, il Guardasigilli: GRANDI