Sentenza 20 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Nola, sentenza 20/05/2025, n. 1064 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Nola |
| Numero : | 1064 |
| Data del deposito : | 20 maggio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice del lavoro del Tribunale di Nola, dott. FLORA SCELZA, lette le note di trattazione in forma scritta depositate dalle parti ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., ha pronunziato a seguito della riserva assunta in data 20-5-2025 la seguente
SENTENZA
nella causa iscritta al n. 501/2021 R.G. sez. LAVORO/PREVIDENZA
TRA
( ), rappresentata e difesa dall'Avv. Lucia De Filippo, Parte_1 C.F._1
e con la stessa elettivamente domiciliata come in atti
Ricorrente
E
, in persona del suo legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'Avv. Gianfranco CP_1
Pepe, e con lo stesso elettivamente domiciliato in Nola, Via Variante 7/bis
Resistente
MOTIVI DI FATTO E DI DIRITTO
Con ricorso depositato in data 1-2-2021 ai sensi dell'art. 445bis 6° comma C.P.C., , Parte_1 dopo aver ritualmente contestato le conclusioni del CTU, nell'ambito del procedimento per A.T.P. introdotto al fine di ottenere il riconoscimento del diritto all'indennità di accompagnamento, ha proposto il giudizio di merito rilevando l'erroneità della consulenza tecnica svolta durante il procedimento di ATP ed affermando la sussistenza del requisito sanitario per la prestazione richiesta.
Successivamente, a seguito di decreto presidenziale, la causa veniva scardinata ed assegnata alla scrivente.
All'udienza del 20-5-2025 il Giudice, lette le note di trattazione in forma scritta depositate dalle parti ex art. 127 ter c.p.c., decideva la causa pronunciando la presente sentenza.
La domanda è inammissibile.
Dispone l'art. 445bis C.P.C., nell'ambito del procedimento di ATP obbligatorio disciplinato da tale disposizione: “Il giudice, terminate le operazioni di consulenza, con decreto comunicato alle parti, fissa un termine perentorio non superiore a trenta giorni, entro il quale le medesime devono dichiarare, con atto scritto depositato in cancelleria, se intendono contestare le conclusioni del consulente tecnico dell'ufficio…
Nei casi di mancato accordo la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del consulente tecnico dell'ufficio deve depositare, presso il giudice di cui al comma primo, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla formulazione della dichiarazione di dissenso, il ricorso introduttivo del giudizio, specificando, a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione”.
Occorre rilevare che il meccanismo previsto dal legislatore, articolato in 2 fasi consequenziali nell'intento di deflazionare l'enorme contenzioso previdenziale ed assistenziale che grava sui
Tribunali, è diretto ad accertare prioritariamente la sussistenza del requisito sanitario attraverso un giudizio medico-legale preventivo, soggetto (in caso di assenso delle parti) ad omologazione, ovvero, in caso di dissenso, a successivo esame nel giudizio di merito. La necessità di proporre specifiche contestazioni nella fase di merito è correlata alla possibilità di esprimere il dissenso, rispetto alle conclusioni del CTU relative alla fase di ATP, senza formulare alcuna particolare motivazione, la quale diviene invece necessaria, a pena di inammissibilità, nel successivo giudizio, correlato al primo e strutturato come una vera e propria contestazione dell'operato del CTU.
Così configurato il giudizio di merito, successivo alla mancata omologazione dell'ATP ex art. 445bis C.P.C., appare evidente (in analogia con quanto previsto dalla legge nel giudizio di appello) che la specificità dei motivi serva anzitutto ad individuare le statuizioni impugnate (tantum devolutum quantum appellatum) e debba, pertanto, essere correlata alla esposizione, pur sommaria ma chiara, delle censure mosse alle argomentazioni e conclusioni della perizia medico-legale il cui richiamo, in mancanza di specifiche doglianze fatte dalle parti e sempreché il giudice non si discosti dalla stessa CTU, esaurisce l'obbligo di motivazione del decreto di omologazione in fase di ATP.
Nel presente giudizio, la parte ricorrente ha contestato genericamente le conclusioni del CTU nominato nel procedimento di ATP, indicando genericamente le patologie da cui era affetta e sottolineando la presunta gravità delle proprie condizioni di salute, senza fornire valide argomentazioni scientifiche di segno contrario, mentre la norma poc'anzi evidenziata impone che siano specificati “a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione”.
Mancano nel ricorso introduttivo riferimenti a certificazioni mediche o specifiche patologie non esaminate dal perito, né vi sono specifiche critiche all'operato del CTU. Di fatto, risulta che il CTU nominato nel procedimento di ATP ha preso in considerazione tutte le patologie di cui la parte ricorrente era portatrice. Si tratta, in sintesi, di mero dissenso diagnostico. Appare opportuno riportare quanto il CTU afferma nella parte “ESAME OBIETTIVO GENERALE” della relazione depositata nella fase di ATP: “…Passaggi posturali e deambulazione autonomi con ausilio. SISTEMA NERVOSO-PSICHE: Soggetto vigile, normo orientato, collaborante, ma con
Timo-psiche lievemente orientato verso il polo depressivo”.
In conclusione, la domanda va dichiarata inammissibile.
Vista la dichiarazione ex art. 152 disp. Att. c.p., si dichiara parte ricorrente non tenuta al pagamento delle spese di lite.
Liquida le spese della CTU redatta in sede di ATP con separato decreto.
P.Q.M.
Il Giudice del Lavoro, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, così provvede:
a) Dichiara inammissibile il ricorso, e conseguentemente dichiara che non sussistono in capo alla ricorrente i requisiti medico legali per l'indennità di accompagnamento;
Parte_1
b) Dichiara parte ricorrente non tenuta al pagamento delle spese processuali;
c) Liquida le spese relative alla CTU espletata in fase di ATP come da separato decreto.
Così deciso in Nola il 20-5-2025
Il Giudice del Lavoro
Dott. Flora Scelza