Sentenza 24 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Milano, sentenza 24/02/2025, n. 128 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Milano |
| Numero : | 128 |
| Data del deposito : | 24 febbraio 2025 |
Testo completo
SI PRENOTI
A DEBITO
(artt. 146 d.p.r. 115/2002
59 d.p.r.131/1986)
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO
SEZIONE SECONDA CIVILE
RG N. 11/2025 P.U. riunita in camera di consiglio nelle persone dei sottoscritti magistrati:
Dott.ssa Caterina Macchi Presidente
Dott.ssa Guendalina Pascale Giudice
Dott. Francesco Pipicelli Giudice rel. est. ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento unitario RG PU N. 11 /2025 per dichiarazione di apertura di liquidazione giudiziale promosso, con ricorso depositato telematicamente da:
DBC Paper s.r.l. (C.F./P.IVA 02997970047) con sede legale in Candiolo (TO) via Sestriere, 30 (di seguito, “DBC Paper”), in persona del legale rappresentante pro tempore Sig. EL Fabrizio, rappresentata e difesa, dagli avvocati Walter Limongi (C.F. [...]) (PEC walter.limongi@milano.pecavvocati.it) e Fabio Ravone (C.F. [...]) (PEC fabio.ravone@milano.pecavvocati.it) del Foro di Milano, presso lo Studio professionale dei quali in
Milano, Corso Monforte, 39, è elettivamente domiciliate, difensori che chiedono l'invio di comunicazioni e avvisi di cancelleria ai predetti recapiti PEC ed al fax n. 0258328211; nei confronti di
1
(PV) VIA LIGURIA 3 CAP 27100;
*****
Il Tribunale esaminati gli atti ed udita la relazione del Giudice Delegato;
PREMESSO CHE fissata udienza, il contradditorio si è regolarmente costituito con la notifica alla società debitrice del ricorso, del decreto di fissazione d'udienza e delega del giudice relatore, a mezzo PEC a cura della cancelleria, in data 10 gennaio 2025, nel rispetto dei termini di almeno quindici giorni anteriori ex art. 41 comma 2 CCII, essendo stata fissata e tenuta l'udienza di convocazione innanzi al giudice relatore designato in data 18 febbraio 2025;
è comparso in udienza il legale rappresentante ed amministratore unico della debitrice CRISTIANO
VALLEBONA, il quale ha dichiarato espressamente a verbale la volontà di aderire all'istanza di apertura della liquidazione giudiziale;
OSSERVA
La competenza territoriale
Sussiste, ai sensi degli articoli 26, 27 e 28 CCII (D.Lvo 14/2019 e successive modifiche) la giurisdizione e competenza di questo Tribunale dal momento che il Centro degli interessi principali dell'impresa (COMI) è situato in Italia, in Comune ricompreso nel circondario dell'intestato
Tribunale.
Al fine di determinare il COMI ( center of mail interest) occorre avere riguardo al luogo in cui la debitrice esercita, in modo abituale e riconoscibile dai terzi, la gestione dei propri interessi .
Deve essere disattesa, nel caso di specie, la presunzione relativa di coincidenza tra la sede legale della società e il COMI della stessa, in quanto la sua sede effettiva apparente e riconoscibile dai terzi ove si svolge l'attività di impresa è situata in VIA MILANO 3/5 PESCHIERA BORROMEO (MI) CAP
20068 “presso il capannone sito a Peschiera Borromeo, dove è ubicata l'unica unità produttiva e dove sono collocati tutti e 10 i dipendenti”.
Al contrario, risulta da visura aggiornata che la società debitrice ha sede legale a PAVIA (PV) VIA
LIGURIA 3 CAP 27100, ma la predetta sede è una mera domiciliazione, in quanto coincide unicamente con lo studio del commercialista dott. Roberto Dino Ravetta che si occupa della tenuta della contabilità aziendale, come deciso e motivato dal Tribunale di Pavia con l'ordinanza di declaratoria di incompetenza territoriale e trasmissione degli atti adottata in data 17.12.2024.
2 L'esercizio di attività commerciale e le soglie dimensionali
• La debitrice è una società che esercita attività commerciale ai sensi dell'articolo 2195 c.c. come da visura camerale, avente per oggetto sociale, senza pretesa di esaustività, l'attività prevalente ivi descritta di “litografia”;
• La debitrice non ha dimostrato la sussistenza congiunta dei requisiti di cui all'articolo 2, comma 1, lett. d) CCII, risultando pertanto soggetta alle disposizioni sulla liquidazione giudiziale, conformemente a quanto stabilito dall'art. 121 CCII;
infatti il totale attivo dello stato patrimoniale nel bilancio al 31.12.2023 è superiore ad € 300.000 e pari ad €
3.239.932,00.
La legittimazione attiva di parte ricorrente e la condizione di procedibilità ex art. 49 u.c. CCII.
Sussiste la legittimazione attiva di parte ricorrente, in virtù di decreto ingiuntivo notificato alla debitrice in data 05/08/2024, unitamente all'atto di precetto, per complessivi € 177.656,55.
Sussistono, inoltre, debiti previdenziali e tributari scaduti, non pagati e non rateizzati, non oggetto di definizione agevolata, come da estratto aggiornato del concessionario di riscossione, pari ad €
1.287.429,34 formatisi a partire da marzo 2018.
Ai sensi dell'art. 49 co. 5 CCII l'ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti è pertanto complessivamente superiore a € 30.000,00.
L'insolvenza Quanto al requisito dell'insolvenza, va rammentato in diritto che lo stato d'insolvenza dell'imprenditore commerciale, quale presupposto per la dichiarazione di fallimento, “si realizza in presenza di una situazione d'impotenza, strutturale e non solo transitoria, a soddisfare regolarmente
e con mezzi normali le proprie obbligazioni, a seguito del venire meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie alla relativa attività…” (vedi da ultimo Sez. 1 - , Ordinanza n. 7087 del
03/03/2022; Cass. Sez. 1 - , Sentenza n. 29913 del 20/11/2018; conforme da ultimo Cass. Sez. 1 - ,
Ordinanza n. 30284 del 14/10/2022 secondo cui lo stato di insolvenza “va desunto, più che dal rapporto tra attività e passività, dalla possibilità dell'impresa di continuare ad operare proficuamente sul mercato, fronteggiando con mezzi ordinari le obbligazioni, sicché i beni e i crediti che compongono il patrimonio sociale vanno considerati non solo per il loro valore contabile e di mercato, ma anche in rapporto all'attitudine ad essere adoperati per estinguere tempestivamente i debiti, senza compromissione – di regola – dell'operatività dell'impresa”); l'insolvenza consiste nell'accertata impotenza economico-finanziaria dell'impresa ad operare sul mercato, fronteggiando le obbligazioni secondo un criterio di "normalità", ben potendosi desumere sulla base di parametri ed
3 indici concreti quali: perdite di esercizio relative all'anno precedente al fallimento;
la pesante situazione debitoria;
inesistenza di liquidità; mancato adempimento di debiti anche di modesto importo ecc.;
La debitrice si trova pertanto in stato di insolvenza, secondo quanto previsto dall'art. 121 CCII, come risulta desumibile in concreto:
a. dall'inadempimento in relazione all'ingente credito commerciale di parte ricorrente, fatto indicativo pertanto dell'incapacità di pagare regolarmente e con mezzi normali le obbligazioni commerciali;
b. dal mancato pagamento di ingenti debiti di natura previdenziale e tributaria, scaduti e non rateizzati per un importo superiore ad € 1,2 milioni, risalenti nel tempo;
c. dalla pendenza di una procedura esecutiva mobiliare con udienza fissata in data 5.3.2025, emergente dalla certificazione di cancelleria;
d. dalla presenza nel bilancio al 31.12.2023 di una perdita di esercizio di oltre € 1,9 milioni e di un patrimonio netto negativo superiore ad € 1,8 milioni;
e. dalla cessazione di fatto dell'attività commerciale con conseguente licenziamento dei dipendenti, come dichiarato in udienza dal legale rappresentante;
f. dalle riferite dichiarazioni negative dei terzi pignorati.
Alla luce di tali elementi univoci e concreti è da escludere il ricorrere di un fenomeno di occasionale inadempienza, dovendosi per contro desumere dagli elementi sinora evidenziati e da altri “fatti esteriori” il sussistere uno stato di definitiva incapacità dell'impresa di fare fronte regolarmente alle proprie obbligazioni: emerge infatti come l'impresa debitrice non abbia più credito di terzi e mezzi finanziari propri per soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni.
Ritiene, pertanto, il Collegio che debba emettersi sentenza di apertura della liquidazione giudiziale ex art. 49 CCII, designando un curatore che sia in possesso di una struttura organizzativa adeguata e di risorse che appaiano adeguate al fine del rispetto dei tempi previsti dall'articolo 213 CCII e che alla data odierna risulta iscritto all'albo dei soggetti incaricati dall'autorità giudiziaria delle funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di cui al codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza.
P.Q.M.
1) DICHIARA l'apertura della liquidazione giudiziale della società AZIENDE GRAFICHE
PRINTING SRL (c.f. e P. IVA 02479580181), con sede legale a PAVIA (PV) VIA
4 LIGURIA 3 CAP 27100, quale procedura principale di insolvenza ex art. 3 comma 1 Reg. UE
n. 848/15;
2) NOMINA Giudice Delegato il dott. Francesco Pipicelli;
3) NOMINA Curatore il Dott. ANDREA ROSATI, soggetto che ha i requisiti di cui agli articoli
356, 358, 2 lettera n) codice della crisi;
4) ORDINA al debitore, ove non vi abbia già provveduto, di depositare, entro tre giorni dalla data di comunicazione della presente sentenza, i bilanci e le scritture contabili e fiscali obbligatorie, in formato digitale nei casi in cui la documentazione è tenuta a norma dell'articolo 2215-bis del codice civile, dei libri sociali, delle dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA dei tre esercizi precedenti, nonché dell'elenco dei creditori corredato dall'indicazione del loro domicilio digitale, se non già eseguito a norma dell'art. 39 CCII;
5) FISSA l'adunanza per l'esame dello stato passivo in data 17 giugno 2025 ore 12.30 in modalità da remoto mediante il programma autorizzato Microsoft Teams al seguente link di collegamento ipertestuale della stanza virtuale del giudice delegato che si trascrive di seguito, disponendosi la modalità di trattazione da remoto dell'udienza ai sensi dell'art. 203 co. 3 ultima parte CCII, che consente la copertura normativa indipendentemente dal c.d. “periodo emergenziale”, avvisando il debitore che può comparire alla predetta udienza e può chiedere di essere sentito sulle domande di ammissione al passivo a norma dell'art. 203 comma 4 CCII: https://teams.microsoft.com/l/meetup- join/19%3ameeting_MGVkNjgzY2UtMDdhMS00M2ZiLTkyNjctNTI0MmJiZGIyOTMx%40thr ead.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22792bc8b1-9088-4858-b830-
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6) assegna ai creditori e ai terzi, che vantano diritti reali o personali su cose in possesso del debitore, il termine perentorio di trenta giorni prima dell'udienza di cui al precedente n. 5 per la presentazione delle domande di insinuazione a norma dell'art. 201 codice della crisi;
7) ORDINA al curatore di effettuare le comunicazioni di cui all'art. 200 codice della crisi;
8) autorizza il curatore, con le modalità di cui agli articoli 155-quater, 155-quinquies e 155-sexies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile:
a) ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
b) ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
5 c) ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all'articolo 21 del decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
d) ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
e) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice;
f) ad accedere alla Banca dati del PRA (Pubblico Registro Automobilistico) in regime di esenzione degli importi per ottenere la visura attuale e la visura storica dell'impresa debitrice;
9) ORDINA al curatore di procedere immediatamente – utilizzando i più opportuni strumenti, anche fotografici – alla ricognizione informale dei beni esistenti nei locali di pertinenza del debitore (sede principale, eventuali sedi secondarie ovvero locali e spazi a qualunque titolo utilizzati), anche senza la presenza del cancelliere e dello stimatore, ai sensi dell'art. 193 codice della crisi;
10) ORDINA al curatore, ai sensi dell'art. 195 codice della crisi, di iniziare successivamente e con sollecitudine il procedimento di inventariazione dei predetti beni, omettendo l'apposizione dei sigilli, salvo che sussistano ragioni concrete che la rendono necessaria, utile o comunque opportuna, tenuto conto della natura e dello stato dei beni;
per i beni e le cose sulle quali non è possibile apporre i sigilli, dispone che si proceda ai sensi dell'art. 758 cpc;
11) ORDINA ai sensi dell'art. 45 codice della crisi, che la presente sentenza sia comunicata in copia integrale al curatore, al debitore, al creditore istante per l'apertura della liquidazione giudiziale ed al pubblico ministero;
12) DISPONE la trasmissione ai sensi dell'art. 45 e 49 co. 4 codice della crisi all'ufficio del registro delle imprese ove il debitore ha sede legale e , se difforme, da quella effettiva anche all'Ufficio del Registro delle imprese della sede effettiva per l'annotazione.
Così deciso in Milano, nella camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, in data 20 febbraio
2025.
Il giudice rel. est. Il Presidente
Dott. Francesco Pipicelli Dott.ssa Caterina Macchi
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