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Sentenza 16 ottobre 2025
Sentenza 16 ottobre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Napoli, sentenza 16/10/2025, n. 9310 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Napoli |
| Numero : | 9310 |
| Data del deposito : | 16 ottobre 2025 |
Testo completo
n. 16598/2023 r.g.a.c.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Napoli, XIII sezione civile, sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea, riunito in camera di consiglio, in composizione collegiale, in persona dei magistrati dott. Mario Suriano Presidente dott.ssa Grazia Bisogni Giudice dott.ssa Stefania Starace Giudice relatore sciogliendo la riserva in decisione del 15.10.2025, ha emesso la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 16598 del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi dell'anno 2023, avente ad oggetto: diniego protezione speciale
TRA
nato in [...] il [...], rapp.to e difeso Parte_1
dall'avv.to Mariagiovanna De Pietro, presso il cui studio elett.nte domicilia, sito a San
GE UV alla via Ferrovia n. 39, in virtù di procura in atti
RICORRENTE
E
, in persona del rapp.to e difeso ex Controparte_1 CP_2
lege dall'Avvocatura Distrettale dello Stato, con sede a Napoli, in via A. Diaz n. 11
RESISTENTE
MOTIVI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Il Questore della Provincia di Napoli, con decreto n. 325 del 16.05.2023, pagina 1 di 23 notificato il 27.07.2023, rigettava l'istanza presentata dal ricorrente in data 08.09.2022 di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale, basandosi sul parere negativo espresso il 04.04.2023 dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Salerno, sezione di Napoli.
Con ricorso tempestivamente depositato il 29.07.2023 il ricorrente si opponeva al provvedimento, censurandone la legittimità ed evidenziando: di essere giunto in Italia nel 2017; di essersi integrato in Italia, sul piano lavorativo e sociale, in particolare lavorando ininterrottamente sin dal dicembre 2018 e fino all'attualità; la precarietà delle condizioni oggettive del paese di origine. Chiedeva, dunque, che fosse accertato il diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale e trasmessi gli atti al
Questore di Napoli per gli adempimenti di competenza.
Integrato il contraddittorio della causa sull'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, il si costituiva in Controparte_1
giudizio in data 01.10.2023 e chiedeva il rigetto della domanda.
Con ordinanza collegiale depositata il 02.11.2023, il Tribunale accoglieva l'istanza cautelare di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento e fissava per il 30.10.2024, l'udienza di comparizione delle parti e di trattazione della causa nel merito, disponendo che la stessa fosse sostituita, ex art. 127ter c.p.c., dallo scambio di note di parte, da depositare nel termine perentorio del 30.10.2024.
In vista dell'udienza del 30.10.2024, le parti si richiamavano alle rispettive conclusioni.
Scaduto il termine, prodotti documenti, il giudice designato fissava dinanzi a sè
l'udienza del 15.10.2025 di discussione orale della causa ai sensi dell'art. 281terdecies
c.p.c.
All'udienza, presente il ricorrente, all'esito della discussione orale, il giudice si riservava di riferire al Collegio, rimettendogli la decisione della lite.
Il ricorso è fondato e merita di essere accolto.
La fattispecie all'esame dell'adito giudice rientra nell'ambito applicativo dell'art.
pagina 2 di 23 19ter d.lgs. 150\11, in quanto ha ad oggetto l'impugnazione del diniego della richiesta di permesso di soggiorno per protezione speciale.
All'istanza si applica l'art. 19 t.u.i., come modificato dal decreto-legge 21 ottobre
2020, n. 130, convertito con modificazioni nella legge 173\2020.
L'articolo 1, comma 1, lettera e) del citato d-l 130 ha modificato nuovamente l'articolo 19, comma 1.1, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, così statuendo « 1.1.
Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica nonche' di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge
24 luglio 1954, n. 722, e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettivita' dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonche' dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese
d'origine.».
Si prevede inoltre che “1.2 Nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1., la Commissione territoriale trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale. Nel caso in cui sia presentata una domanda di rilascio di un permesso di soggiorno, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, il Questore,
pagina 3 di 23 previo parere della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un permesso di soggiorno per protezione speciale.”
L'articolo 1, comma 1, lettera a) del d-l 130/20 ha ripristinato il riferimento nell'articolo 5, comma 6, al «rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello
Stato italiano».
Con le nuove disposizioni, come reso evidente anche dalla lettura dei lavori preparatori del d-l 130, il legislatore ha nuovamente conformato il diritto d'asilo ex articolo 10, comma 3, Costituzione, nel rispetto dei vincoli costituzionali, a partire dai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale della comunità verso i cittadini, nel caso stranieri (articolo 2, comma 2, Costituzione), e di quelli europei ed internazionali ex articolo 117, comma 1, Costituzione (articoli 19, paragrafo 2, Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, 3 e 8 Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali).
I fatti ai quali il legislatore ha attribuito rilevanza giuridica con le nuove disposizioni sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli che fondavano la protezione cosiddetta “umanitaria”, per come conformata dalla più diffusa giurisprudenza di legittimità e di merito, prima della novella di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), numero 2), del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in legge 1 dicembre
2018, n. 132, e definita dalla Corte di Cassazione come espressione del diritto di asilo sancito in Costituzione (tra le tante, Cass. civ., sez. I, 13 ottobre 2020, n. 22057).
Essi, invero, sono espressivi del diritto dello straniero, che versi in condizioni di un concreto bisogno di aiuto, di ricevere protezione dallo Stato ospitante in virtù del dovere di solidarietà sociale assicurato dall'art. 2 Cost., affinchè egli non subisca, in caso di rimpatrio nel paese di origine, il rischio di una grave deprivazione dei diritti fondamentali, che gli spettano non in quanto partecipe di una determinata comunità politica, ma in quanto essere umano, non potendo la sua condizione giuridica di straniero giustificare trattamenti diversificati e peggiorativi (Corte Cost. 10 aprile 2001,
n. 105; 8 luglio 2010, n. 249).
pagina 4 di 23 Con riguardo, in particolare, alla fattispecie prevista dal primo periodo dell'art. 19, comma 1.1. – divieto di respingimento o di espulsione di una persona verso uno
Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6 – richiamata anche dall'art. 32 co. 3 d.lgs 25/08 come una delle ipotesi in cui può essere riconosciuta la protezione speciale, in caso di rigetto della domanda di protezione internazionale, ritiene il Collegio che la sostanziale continuità con la disciplina della (precedente) protezione umanitaria emerga con chiarezza ove si tengano presenti, da un lato, le numerose pronunzie dei giudici nazionali di legittimità e di merito, in cui si evidenzia che la condizione di vulnerabilità del richiedente asilo, su cui fondare il permesso per motivi umanitari, è rappresentata "dalla privazione della titolarità dell'esercizio dei diritti umani, al di sotto del nucleo ineliminabile e costitutivo della dignità personale” (cfr., tra le altre, Cass. 4455/18, cass. 11912/20, SU 29454/19); dall'altro, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e della Corte di
Giustizia sull'interpretazione dell'art. 3 CEDU e dell'art. 4 della Carta dei Diritti
Fondamentali dell'Unione Europea.
A questo proposito vale la pena ricordare la sentenza della CGUE C 163/17 che, richiamata la giurisprudenza della CEDU sull'art. 3 in tema di unità Dublino, ha ravvisato una violazione del principio del non refoulement, codificato dall'art. 3 CEDU
e dall'art. 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, qualora una persona sia rinviata in un paese in cui si venga a trovare, indipendentemente dalla sua volontà e dalle sue scelte personali, in una situazione di estrema deprivazione materiale che non le consenta di far fronte ai suoi bisogni più elementari quali, segnatamente, nutrirsi, lavarsi e disporre di un alloggio, e che pregiudichi la sua salute fisica o psichica o che la ponga in uno stato di degrado incompatibile con la dignità umana (v., in tal senso, Corte EDU, 21 gennaio 2011, M.S.S. c. Belgio e Grecia, § da 252 a 263).
Con riguardo alla previsione di cui al secondo periodo dell'art. 19, comma 1.1., il diritto dello straniero al riconoscimento della protezione interna è riconosciuto pagina 5 di 23 ogniqualvolta il respingimento (o l'espulsione) rappresenti, per fondati motivi, una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare.
Gli elementi che costituiscono parametro di valutazione sono la natura e l'effettività dei vincoli familiari dell'interessato, l'effettivo inserimento sociale in Italia, la durata del suo soggiorno nel territorio nazionale, l'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine.
Venendo alla disamina del caso concreto, come emerge dal parere negativo espresso dalla Commissione, cui il Questore si è richiamato e che è stato prodotto dal ricorrente, le ragioni che hanno determinato il resistente a rigettare l'istanza di permesso consistono, in primo luogo, nel fatto che le condizioni personali dell'istante e la documentazione lavorativa dal medesimo prodotta per sostenere l'istanza di protezione speciale sarebbero state già dalla stessa negativamente valutate il 05.12.2019, allorquando aveva rigettato la domanda di protezione internazionale, e, in secondo luogo, nel fatto che la documentazione lavorativa successiva (CU 2020 relativo al rapporto di lavoro costituito nel dicembre 2018; proroga del contratto di lavoro dal
19.02.2019 al 31.01.2020) non appariva idonea a dimostrare uno stabile e duraturo percorso di integrazione nel tessuto socioeconomico del Paese d'accoglienza.
Orbene, tale statuizione può dirsi superata dai numerosi documenti prodotti dall'istante unitamente al ricorso e nel corso del giudizio che attestano il regolare lavoro svolto per anni nell'industria tessile e, in particolare, la proroga del contratto a tempo determinato, costituito nel febbraio 2019, quanto meno fino al mese di aprile 2020
(ultima busta paga in atti emessa da ) nonché la Controparte_3
costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato il 24.11.2022 alle dipendenze di con mansioni di sarto (cfr. comunicazione CP_4
obbligatoria di assunzione inviata dal datore di lavoro all'INPS il 23.11.2022; CU 2024), durato almeno fino al 31.08.2024 (ultima busta paga depositata in atti), cui si aggiunge il certificato anagrafico di residenza nel Comune di San Giuseppe UV.
Il ricorrente, pertanto, ha ampiamente dimostrato non solo di essersi integrato sul pagina 6 di 23 piano lavorativo ma anche di avere, in via del tutto intuibile, costituito una conseguente rete sociale, favorita proprio dal pluriennale lavoro.
Inoltre, la Commissione e con essa il convenuto hanno trascurato di considerare le condizioni oggettive in cui il Bangladesh versa all'attualità, pur accennando ad un bilanciamento tra il paese di origine e quello ospitante.
Se il bilanciamento fosse stato effettivamente eseguito, la Commissione avrebbe dovuto indicare le condizioni oggettive in cui il Bangladesh versa e le c.o.i. utilizzate ed esprimere il suo giudizio sulle medesime. Ciò non è affatto accaduto.
Ebbene, la loro disamina, compiuta dal Tribunale, consente di rilevare il rischio di grave compromissione dei diritti fondamentali, in caso di ritorno in patria dell'istante.
Per quanto concerne le condizioni oggettive del paese di origine ed a proposito dell'insicurezza alimentare in Bangladesh, secondo l'analisi pubblicata il 5.6.2025 da
IPC Global Support Unit, in collaborazione con Bangladesh: Acute Controparte_5
Food Insecurity Current Situation for April and Projection for May - December 2025, previa traduzione, Circa 15,5 milioni di persone in Bangladesh (il 16% della popolazione analizzata) hanno sperimentato elevati livelli di insicurezza alimentare acuta nell'aprile 2025 e sono state classificate nella Fase IPC 3 o superiore (Crisi o superiore). L'analisi dell'insicurezza alimentare acuta IPC per il Bangladesh ha coperto
39 unità. Di queste, 16 distretti sono stati classificati nella Fase IPC 3 (Crisi), a causa di shock climatici come cicloni e inflazione che ha fatto aumentare i prezzi dei prodotti alimentari. Rispetto alla precedente analisi dell'ottobre 2024, che ha classificato 23,6 milioni di persone (il 26% della popolazione) nella Fase IPC 3 o superiore, l'analisi di aprile 2025 mostra un sostanziale miglioramento della situazione della sicurezza alimentare. La percentuale della popolazione che si trova ad affrontare la Fase IPC 3 o superiore è scesa al 16% dal 26% del periodo attuale e al 17% nel periodo previsto.
Le restanti 23 unità sono classificate in stato di stress (fase IPC 2). La più alta incidenza di insicurezza alimentare acuta è stata osservata a Cox's Bazar, in particolare nelle comunità che ospitano rifugiati e cittadini birmani sfollati forzatamente (FDMN),
pagina 7 di 23 con il 30% della popolazione classificata in fase 3. EG , Per_1 Per_2
a Bhashanchar, e dove circa il 25% delle Per_3 Per_4 Per_5 Per_6
persone è classificato in fase 3. Queste popolazioni richiedono interventi urgenti per salvaguardare i loro mezzi di sussistenza e mitigare le carenze alimentari.
Nel periodo di proiezione (maggio-dicembre 2025), si prevede che il numero di persone in Fase IPC 3 o superiore (Crisi o peggiore) aumenterà leggermente a 16 milioni, pari al 17% della popolazione totale analizzata. Questo include 400.000 persone classificate in Emergenza (Fase IPC 4). Si prevede che la situazione della sicurezza alimentare peggiorerà notevolmente per i cittadini del Myanmar sfollati forzatamente ( a Cox's Bazar e con rispettivamente il 20% Per_4 Persona_7
classificato in Fase 4 e il 20% in Fase 3. Si prevede inoltre che e la Per_6
comunità ospitante e la comunità locale non ospitante a Cox's Bazar affronteranno un'elevata insicurezza alimentare, con il 30% e il 35% delle rispettive popolazioni classificate in Fase 3 o superiore e il 5% della popolazione classificata in Fase IPC 4
(Emergenza) per Per_6
La medesima fonte, il 7.11.2024, nel Bangladesh: Acute Food Insecurity
Projection Update for October - December 2024
(https://www.ipcinfo.org/fileadmin/user_upload/ipcinfo/docs/IPC_Bangladesh_Acute_F ood_Insecurity_Projection_Update_Oct_Dec2024_Report.pdf), previa traduzione, riporta che Tra ottobre e dicembre 2024, 23,3 milioni di bengalesi e 300.000 cittadini del Myanmar sfollati forzatamente ), il 26 percento della popolazione Per_4
analizzata, stanno vivendo alti livelli di insicurezza alimentare acuta, classificati come fase IPC 3 o superiore, e hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria per la sicurezza alimentare (HFSA). Oltre 1,6 milioni di persone sono in fase IPC 4
(emergenza), la maggior parte delle quali risiede nelle divisioni di Chattogram,
e Delle 40 aree analizzate, 33 sono classificate nella Fase 3 Per_8 Per_9 Per_10
dell'IPC (Crisi), il che indica un deterioramento della sicurezza alimentare rispetto all'analisi delle proiezioni dell'IPC pubblicata nell'aprile 2024, in cui 20 aree su 33
pagina 8 di 23 erano nella Fase 3. Da maggio 2024, il Bangladesh è stato gravemente colpito da una serie di disastri legati al clima, tra cui il ciclone a maggio, le inondazioni Per_11
improvvise nella regione di Haor a giugno, le inondazioni fluviali nel bacino di Jamuna
a luglio e le inondazioni senza precedenti nelle regioni orientali ad agosto. Le inondazioni più recenti a Chattogram hanno coinciso con un periodo di transizione politica nel paese, a seguito delle proteste guidate dagli studenti che hanno portato all'istituzione di un nuovo governo ad interim. Disastri naturali e shock. Circa metà della popolazione in Bangladesh dipende dall'agricoltura, con un quarto impegna pesca e scorte alimentari nella maggior parte dei distretti. L'imminente stagione dei cicloni e le condizioni in corso di rappresentano una minaccia per la produzione Pt_2
alimentare, il reddito delle famiglie e l'accesso alle risorse.
Secondo la medesima fonte, nell'analisi compiuta il 2.4.2024, Bangladesh: Acute
Food Insecurity Situation for February - March 2024 and Projection for April - October
2024 (https://www.ipcinfo.org/ipc-country-analysis/details- map/en/c/1156935/?iso3=BGD), previa traduzione, circa 14,6 milioni di persone (il 20% della popolazione analizzata) ha sperimentato livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, classificati nella Fase 3 IPC o superiore (Crisi o peggio) tra febbraio e marzo
2024. Si stima che 14,3 milioni di persone si trovino nella Fase 3 IPC (Crisi) e circa 0,3 milioni di persone si trovano nella fase 4 (emergenza) dell'IPC. L'elevata inflazione, unita ai ripetuti shock climatici e alle ridotte opportunità di reddito, stanno esercitando forti pressioni sulle famiglie più povere e provocando una grave insicurezza alimentare nella popolazione analizzata. È necessaria un'azione urgente per proteggere i loro mezzi di sussistenza e ridurre il divario nel consumo alimentare. Un quinto dei distretti analizzati era soggetto a shock naturali nel 2023, mentre la maggior parte era stata precedentemente classificata tra livelli da moderati a gravi di insicurezza alimentare cronica (IPC Chronic Food Insecurity Level 3 e 4) (Fonte: Bangladesh Chronic Food
Insecurity Situation rapporto 2019-2024). Si prevede che la situazione peggiorerà tra aprile e ottobre 2024 a causa dei previsti eventi meteorologici estremi come cicloni e pagina 9 di 23 inondazioni. L'accesso delle famiglie al cibo peggiorerà ulteriormente in questo periodo a causa dei prezzi alimentari costantemente elevati e dei previsti shock climatici che renderanno estremamente vulnerabili la maggior parte delle persone che soffrono di insicurezza alimentare. È probabile che il numero di persone nella Fase 3 dell'IPC aumenti fino a 16,5 milioni (il 22% della popolazione analizzata) in questo periodo, con circa 0,8 milioni di persone che si prevede saranno nella Fase 4 dell'IPC (Emergenza) e
15,7 milioni di persone nella Fase IPC 4 (Emergenza). Fase 3 (Crisi). La maggior parte della popolazione in emergenza è costituita da cittadini del Myanmar sfollati forzatamente (FDMN) e da popolazioni di e . È probabile che Per_6 Per_12
l'insicurezza alimentare dei cittadini del Myanmar sfollati forzatamente aumenterà nel periodo di proiezione in caso di carenze di finanziamenti che porterebbero a una diminuzione dei livelli di assistenza alimentare umanitaria a causa della loro elevata dipendenza dagli aiuti;
Contro
Secondo World Food Program, Bangladesh: Food Security Monitoring
October - December 2023 - Remote Household Food Security Survey Brief, 4.2.2024
(https://reliefweb.int/report/bangladesh/bangladesh-food-security-monitoring-october- december-2023-remote-household-food-security-survey-brief), previa traduzione, Le famiglie con lavoro a breve termine e temporaneo, come quelle legate alle attività agricole, i lavoratori salariati giornalieri, i piccoli commercianti, ecc., hanno sofferto di più perché il tasso salariale era insufficiente a coprire i debiti del mese precedente e le elevate spese della famiglia per mettere in tavola cibo nutriente, per non parlare di altre spese non alimentari. I conducenti di Rikshaw, i titolari di piccole imprese, gli operai edili, i lavoratori dell'industria tessile, ecc., hanno sofferto a causa di disordini politici come l'hartal e i blocchi in tutte le divisioni. Questi gruppi a basso reddito presentavano la più alta insicurezza alimentare nel paese, soprattutto nella divisione Barishal. Le famiglie con insicurezza alimentare da moderata a grave erano fortemente dipendenti dai mezzi di sostentamento e dalla capacità di far fronte alla situazione alimentare, con un divario nel consumo alimentare. In media, era un'osservazione comune,
pagina 10 di 23 indipendentemente dalla stagionalità, che molte famiglie dichiarassero di vivere con il credito, riflettendo la loro dipendenza dagli strumenti di sopravvivenza…Indipendentemente dalle opportunità stagionali per le diverse fonti di reddito, in queste indagini mensili la situazione dei gruppi a basso reddito è stata segnalata come quella più vulnerabile e l'insicurezza alimentare è sempre stata due volte superiore alla media. Molte famiglie hanno riferito di aver affrontato negativamente i prestiti di denaro e l'acquisto di cibo a credito, compreso il peso dei debiti precedenti. Una percentuale molto piccola di famiglie ha ricevuto assistenza da diverse fonti. Circa il 24% delle famiglie ha riferito di aver ricevuto assistenza da fonti governative e non governative.
Secondo ACCORD – Austrian Centre for Country of Origin and Asylum
Research and Documentation, Bangladesh: COI Compilation, agosto 2023
(https://www.ecoi.net/en/file/local/2096725/ACCORD_Bangladesh_August_2023.pdf), previa traduzione, Sulla disuguaglianza di reddito e sulla categoria emergente delle famiglie “nuovi poveri”, il Relatore speciale sulla povertà estrema e i diritti umani,
IV De HU, a seguito di una visita in Bangladesh dal 17 al 29 maggio 2023 osserva: “[…] [Indicatori generali] non raccontare tutta la storia. Innanzitutto, la disuguaglianza dei redditi è in aumento. Misurata con il coefficiente di Gini, la disuguaglianza dei redditi era pari a 0,458 nel 2010 ed è salita a 0,499 nel 2022 (la disuguaglianza dei consumi è aumentata da 0,321 a 0,334 nello stesso periodo). […]
[Quanto più il progresso economico generale sarà equamente diffuso, tanto più rapidamente la povertà sarà sradicata. In secondo luogo, sta emergendo una categoria di “nuovi poveri”: si tratta di famiglie che si trovano appena al di sopra della soglia di povertà, hanno pochi o nessun risparmio e sono quindi altamente vulnerabili a diventare povere dopo uno shock. Un'indagine sull'impatto del COVID-19 ha evidenziato questa vulnerabilità: più di tre quarti (77%) degli intervistati che vivevano in insediamenti urbani informali o in aree baraccopoli e che non erano poveri ma il cui reddito era inferiore al livello di reddito medio, nella povertà a seguito del primo blocco pagina 11 di 23 nazionale nel 2020; e mentre l'aumento iniziale delle aree di insediamento informale rurale e urbano è stato simile, la ripresa nelle aree urbane è stata molto lenta. […] In altri termini, i progressi generali nella riduzione della povertà rimangono fragili: molte famiglie, soprattutto nelle aree urbane, rimangono vulnerabili agli shock. In un contesto simile, l'inflazione costituisce una delle principali preoccupazioni. Il Bangladesh
Bureau of Statistics (BBS) ha stimato che nell'aprile 2023 l'inflazione fosse al 9,2%
(l'inflazione alimentare era all'8,8%) e l'inflazione reale affrontata dalle persone più povere, che devono spendere una percentuale maggiore del proprio reddito, è anche molto più alta. Gli aumenti dei prezzi sono stati costantemente menzionati da coloro che il Relatore ha incontrato come enormi preoccupazioni. L'inflazione è nemica Pt_3
delle persone più povere: divora i redditi bassi e si traduce rapidamente in insicurezza alimentare, calo del tenore di vita e del debito.'” (OHCHR, 29 maggio 2023, pp. 2-
3).…Nel 2022 erano impiegate nel settore industriale circa 12 milioni di persone, di cui circa 4 milioni nel settore dell'abbigliamento (Financial Express, 23 giugno 2023; cfr. anche OHCHR, 29 maggio 2023). Secondo un articolo del quotidiano bengalese
Financial Express del dicembre 2020,108 il salario minimo in Bangladesh è sceso al di sotto della soglia di povertà riconosciuta a livello internazionale (Financial Express, 18 dicembre 2020). Secondo un articolo del novembre 2022 dell'organizzazione mediatica no-profit statunitense NPR, si stima che tra il 58 e l'80% dei lavoratori dell'industria tessile siano donne, la maggior parte delle quali percepisce un salario minimo pari a
8.000 Taka [73,94 dollari al 30 giugno 2023] al mese. (NPR, 9 novembre 2022).
L'Unione internazionale IndustriALL Global, che tra gli altri rappresenta i lavoratori dei settori manifatturieri, nel febbraio 2023 riferisce che i sindacati del Bangladesh chiedono che il salario minimo per i lavoratori dell'industria tessile in Bangladesh venga aumentato da 8.000 Taka [74,99 USD al 6 febbraio 2023] a 23.000 Taka [215,60
USD al 6 febbraio 2023]. I sindacati sostengono che l'ultima revisione del salario minimo di ingresso per i lavoratori dell'industria tessile è stata nel 2018 e da allora l'inflazione è salita alle stelle. Di conseguenza, è diventato impossibile per chi pagina 12 di 23 percepisce un salario minimo permettersi uno standard di vita dignitoso (IndustriALL
Global Union, 6 febbraio 2023).
Nella classifica dei paesi affetti da insicurezza alimentare cronica, stilata da IPC
(Integrated Food Security Phase Classification) per il periodo dicembre 2019 – novembre 2024, il Bangladesh si colloca al primo posto, con tutti i suoi distretti caratterizzati da un grado di insicurezza alimentare da moderato a grave
(https://www.ipcinfo.org/ipc-country-analysis/details-map/en/c/1155697/?iso3=BGD).
Infatti, in IPC, Bangladesh IPC Chronic Food Insecurity Report – June 2022
(https://www.ipcinfo.org/fileadmin/user_upload/ipcinfo/docs/IPC_Bangladesh_Chronic
_Food_Insecurity_2022June_report.pdf) si legge che quasi 35 milioni di persone, pari al
21% della popolazione totale del Bangladesh, si trovano ad affrontare un'insicurezza alimentare cronica moderata e grave (livelli IPC 3 e 4), di cui 11,7 milioni di persone, pari al 7% della popolazione totale, si trovano ad affrontare un'insicurezza alimentare cronica grave (livello IPC 4) e 23,2 milioni di persone, pari al 14% della popolazione totale, si trovano ad affrontare un'insicurezza alimentare cronica moderata (livello IPC
3).
Secondo la medesima organizzazione, in IPC, Bangladesh Food CP_7
Insecurity Analysis, March - September 2023, 31.5.2023, https://reliefweb.int/report/bangladesh/bangladesh-ipc-acute-food-insecurity-analysis- march-september-2023-published-may-31-2023, previa traduzione, Quasi 9 milioni di persone in alcune parti del Bangladesh (il 24% della popolazione analizzata) hanno sperimentato livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, classificati nelle fasi 3 e 4 dell'IPC tra marzo e aprile 2023 (stagione del raccolto). Si stima che 7,9 milioni di persone si trovino nella Fase 3 dell'IPC, Crisi e quasi 1 milione di persone si trovino nella Fase 4 dell'IPC, Emergenza. L'elevata inflazione, unita a redditi ridotti e ripetuti shock climatici, stanno mettendo a dura prova le famiglie più povere e provocando un'acuta insicurezza alimentare nella popolazione analizzata. È necessaria un'azione urgente per proteggere i loro mezzi di sussistenza e ridurre i divari nel consumo di cibo.
pagina 13 di 23 La maggior parte dei distretti analizzati è stata soggetta a shock e precedentemente classificata tra livelli da moderati a gravi di insicurezza alimentare cronica (rapporto
IPC Bangladesh Chronic Food Insecurity Situation 2019-2024). Si prevede che la situazione peggiorerà tra maggio e settembre 2023 a causa di eventi meteorologici estremi come cicloni e inondazioni. È probabile che il numero di persone nella Fase 3 o superiore aumenti a 11,9 milioni in questo periodo, un aumento dell'8% rispetto al periodo attuale. Si prevede che oltre 2 milioni di persone saranno nella fase 4 dell'IPC, emergenza tra maggio e settembre 2023, la maggior parte di queste persone sono cittadini birmani sfollati con la forza. È probabile che l'accesso delle famiglie al cibo si deteriorerà ulteriormente in questo periodo a causa della lenta ripresa dagli shock verificatisi nel 2022 - gravi inondazioni ed esposizione prolungata a prezzi alimentari elevati - nonché di una stagione magra. L'afflusso di cittadini birmani sfollati con la forza ( continuerà ad aumentare a causa della riduzione dell'assistenza Per_4
umanitaria nel marzo 2023 e della carenza di finanziamenti nel periodo previsto.
A ciò si aggiunge che il Bangladesh è comunemente colpito da fenomeni atmosferici violenti, che gravemente danneggiano le popolazioni locali, impoverendole ancora di più, anche dopo il peggioramento causato dagli effetti economici disastrosi prodotti dalla pandemia di covid.
Bangladesh - Severe weather and floods, update (Bangladesh Red Crescent
Society, BMD) (ECHO Daily Flash of 4 June 2025), https://reliefweb.int/report/bangladesh/bangladesh-severe-weather-and-floods-update-
, previa traduzione, Email_1
riferisce che Forti piogge e forti venti hanno continuato a colpire diversi distretti, principalmente nel nord-est e nel sud-est del Bangladesh da metà maggio, causando inondazioni, inondazioni improvvise e straripamenti di diversi fiumi che hanno provocato un aumento del numero di vittime e danni diffusi. I distretti colpiti sono
, , Per_10 Per_6 Per_13 Per_14 Per_15 Per_16 Per_3 Per_17
e La Mezzaluna Rossa del Bangladesh riporta, a partire dal 4 Per_2 Per_18
pagina 14 di 23 giugno, cinque vittime in tutto il distretto di e diverse persone evacuate in Per_15
una serie di rifugi temporanei in tutto il distretto di Inoltre, la stessa fonte Per_3
riporta anche migliaia di sfollati e diverse case distrutte in tutti i suddetti quartieri colpiti. Nelle prossime 72 ore, sono ancora previste piogge più intense con precipitazioni localmente molto forti nella maggior parte del paese.
La fonte su citata IPC Global Support Unit, in collaborazione con
[...]
del 5.6.2025 ricorda che Nel 2024, il Bangladesh è stato colpito da gravi CP_5
inondazioni e dal ciclone tropicale REMAL-24, che hanno causato danni significativi all'agricoltura e compromesso la sicurezza alimentare. Le persistenti sfide, in particolare quelle causate dalle inondazioni del settembre 2024, hanno portato a una persistente insicurezza alimentare e all'esaurimento delle risorse.
Secondo USAID, nel documento Bangladesh – Complex Emergency,
DECEMBER 20, 2024, previa traduzione, senza precedenti in Bangladesh Pt_4
causano un aumento dei danni ai rifugi. Il Bangladesh ha registrato quasi il 50 percento di precipitazioni in più rispetto alla media ad agosto e oltre il 30 percento in più a settembre durante la stagione monsonica da giugno a ottobre, il che ha comportato un aumento dei danni ai rifugi dovuti alle condizioni meteorologiche, secondo l'UNHCR...
Gli shock climatici durante l'anno fiscale 2024 hanno esacerbato le esigenze umanitarie in tutto il paese. Il ciclone tropicale Remal a maggio e le inondazioni dovute alle forti piogge monsoniche da giugno hanno colpito 19 milioni di persone, esacerbando le già elevate esigenze tra i rifugiati e i membri vulnerabili della comunità ospitante. Per_19
IFRC, nel OPERATION UPDATE, Bangladesh | Floods del 24.11.2024
(https://www.ifrc.org/emergency/bangladesh-floods-0), riporta, previa traduzione, che
Da metà giugno 2024, circa 14,6 milioni di persone sono state colpite da una serie di eventi alluvionali che hanno colpito il Bangladesh nelle regioni settentrionali, nordorientali e sudorientali, sfollando milioni di persone e causando danni ingenti. Le sfide affrontate dalle comunità vulnerabili alle prese con pericoli naturali sono state ulteriormente esacerbate a metà luglio 2024 da un periodo di transizione governativa,
pagina 15 di 23 che ha imposto ulteriori vincoli temporali alla comunicazione, all'accesso e alla sicurezza. A partire da metà giugno 2024, ripetute inondazioni hanno gravemente colpito le regioni settentrionali del Bangladesh a causa delle forti piogge e degli afflussi d'acqua dai paesi a monte, tra cui Nepal e India. Distretti come , , Per_20 Per_21
, e hanno subito Per_22 Per_12 Per_23 Per_24 Per_25 Per_26
inondazioni estese. Il rapporto del Needs Assessment Working Group (NAWG) dell'11 luglio 2024 stimava che circa 5,13 milioni di persone fossero state colpite, di cui 2,61 milioni di donne, 1,51 milioni di bambini e adolescenti e 0,53 milioni di anziani. Al culmine dell'inondazione, 723.331 persone erano sfollate, di cui 599.767 si erano rifugiate nei centri di evacuazione e 123.564 avevano cercato rifugio lungo strade e argini. Le inondazioni hanno causato notevoli difficoltà nelle regioni colpite. C'è un urgente bisogno di ripristinare acqua pulita e strutture igienico-sanitarie per prevenire epidemie, rendendo essenziale la distribuzione di compresse per la purificazione dell'acqua e kit per l'igiene. Anche la distribuzione immediata di cibo è fondamentale a causa delle gravi carenze, poiché le attività economiche hanno raggiunto un punto morto. Per affrontare l'insicurezza alimentare, è essenziale ripristinare la disponibilità di cibo, fornire supporto agricolo, colmare il divario nei consumi e prevenire il crollo dei mezzi di sussistenza. È inoltre necessaria un'assistenza immediata per il supporto in denaro per le riparazioni dei rifugi e per fornire materiali essenziali come tende, teloni, kit di attrezzi per rifugi, articoli essenziali per la casa, vestiti e set da cucina. I servizi sanitari sono stati gravemente interrotti, rendendo necessaria un'azione urgente per mantenere l'accesso alle cure vitali, inclusa la fornitura di medicinali essenziali e attrezzature mediche. Sono necessari team medici e imbarcazioni aggiuntivi per raggiungere le aree remote e ripristinare le operazioni delle strutture sanitarie. Inoltre,
l'impatto psicologico del disastro sulle popolazioni colpite sottolinea la necessità di supporto psicosociale e servizi di salute mentale... Il Bangladesh rimane altamente vulnerabile alle inondazioni ricorrenti a causa della sua topografia bassa e della frequente esposizione a cicloni tropicali e piogge monsoniche. Il cambiamento climatico pagina 16 di 23 sta intensificando questi pericoli, aumentando i rischi associati a inondazioni, cicloni, mareggiate, siccità ed erosione delle rive dei fiumi. Secondo l'indice di rischio INFORM del 2024, il Bangladesh è classificato molto alto in diverse categorie di rischio, con proiezioni che suggeriscono che il cambiamento climatico potrebbe sfollare una persona su sette entro il 2050.
United Nations UN News, il 6.9.2024
(https://news.un.org/en/story/2024/09/1154036), nell'articolo, Millions impacted by
'catastrophic and massive floods' in Bangladesh riporta, previa traduzione che Le recenti "catastrofiche e massicce inondazioni" in Bangladesh hanno colpito milioni di persone in tutto il Paese, comprese quelle di Cox's Bazar, dove quasi un milione di rifugiati provenienti dal Myanmar vivono insieme alle comunità ospitanti, ha Per_19
detto venerdì il portavoce ai giornalisti a Ginevra. La distruzione ha Testimone_1
spinto l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) a inviare urgentemente aiuti umanitari dalle sue scorte nel paese per aiutare le persone in difficoltà. Oltre 18 milioni di persone in Bangladesh sono state colpite dalle gravi condizioni monsoniche e più di 1,2 milioni di famiglie sono rimaste intrappolate dalle inondazioni improvvise che hanno sommerso vaste aree nell'est e nel sud-est del Paese. Sono stati segnalati danni ingenti anche alle strade, ai terreni coltivati e alle attività ittiche, con gravi ripercussioni sui mezzi di sussistenza
IFRC - International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies, in
Bangladesh | Heatwave - DREF Final Report (MDRBD034), del 20 marzo 2025
(https://reliefweb.int/report/bangladesh/bangladesh-heatwave-dref-final-report- mdrbd034), riporta che, nell'aprile 2024, il distretto di Faridpur, è stato colpito, insieme a molti altri, da un'ondata di calore senza precedenti. La fonte precisa in proposito, previa traduzione, che L'esposizione al caldo estremo ha ridotto la capacità lavorativa, soprattutto per le persone impegnate in attività all'aperto. Secondo il Dipartimento
Meteorologico, per sette giorni le temperature nella capitale e in altre aree colpite dall'ondata di calore sono state costantemente da quattro a cinque gradi Celsius in più
pagina 17 di 23 rispetto al periodo corrispondente degli ultimi 30 anni. Mentre l'ondata di calore si diffondeva in tutto il Paese, il governo del Bangladesh ha dichiarato la chiusura di scuole e istituti per una settimana, fino al 27 aprile, costringendo 33 milioni di bambini Con a lasciare la scuola. Secondo il quotidiano RO , circa il 70% della popolazione totale del Bangladesh è stata colpita dall'ondata di calore, in particolare nelle divisioni di , e Il caldo estremo ha causato notevoli Per_9 Per_27 Per_8 Per_28 Per_29
disagi, soprattutto per coloro che lavorano all'aperto. Molte persone sono state costrette a rimanere nelle loro case, ma i lavoratori a salario giornaliero, come gli operai edili e i tiratori di risciò, non hanno avuto altra scelta che sopportare le temperature brutali per guadagnarsi da vivere.
Sul peggioramento delle condizioni di vita per le persone appartenenti alle fasce sociali ed economiche disagiate, tra le quali vi è il ricorrente, esposte al rischio concreto della deprivazione dei suoi fondamentali diritti, secondo il rapporto di BTI 2024 Country
Report Bangladesh, 19.3.2024, di (su ecoi.net), che copre il Controparte_9
periodo da febbraio 2021 al gennaio 2023, previa traduzione, Come è avvenuto per tutti i paesi della regione, il periodo in esame è stato significativamente influenzato dalla pandemia di COVID-19. Il Bangladesh ha rilevato il suo primo caso di COVID-19 nel marzo 2020. A gennaio 2023, i registri ufficiali contavano 2,03 milioni di casi confermati e 29.443 decessi. Molteplici ondate di pandemia hanno causato difficoltà economiche ai cittadini e hanno inferto un duro colpo all'economia generale. Per contrastare questi effetti, il governo ha varato 28 pacchetti di stimoli per un totale di
22,1 miliardi di dollari, equivalenti a circa il 6,2% del prodotto interno lordo (PIL) del paese per l'anno fiscale 2021. Tra il 2010 e il 2020, la percentuale di popolazione con accesso ai servizi sanitari l'elettricità è aumentata dal 55,3% al 96,2% entro il 2020.
Nel 2020, il 97,7% ha un accesso di base all'acqua, ma non è gestita in sicurezza
(58,5%). La situazione è ancora peggiore dal punto di vista igienico-sanitario; solo il
54,2% ha accesso ai servizi igienico-sanitari di base e solo il 38,7% ha accesso a servizi igienico-sanitari gestiti in sicurezza. Esiste anche un profondo divario tra le aree pagina 18 di 23 urbane e quelle rurali per quanto riguarda la disponibilità dei servizi di base. Le fonti di acqua potabile gestite dal governo sono disponibili in poche e limitate aree. Le strutture sanitarie, le terapie intensive e i medici sono scarsi nelle zone rurali. La politicizzazione e la corruzione nell'amministrazione di base rendono difficile per i servizi pubblici raggiungere la popolazione generale, cosa evidente nel settore sanitario durante e dopo la pandemia di COVID-19… Secondo il World Inequality Report 2022 del World
Inequality Lab di Parigi, la povertà e la disuguaglianza escludono una parte significativa della popolazione dalla società del Bangladesh. Nel 2021, solo l'1% della popolazione ha ricevuto il 16,3% del reddito nazionale e il 10% della popolazione ha ricevuto il 44% del reddito nazionale. Questa disuguaglianza è evidente anche nell'accesso al settore sanitario. Il rapporto rivela che quando è iniziata la pandemia di
Covid-19, gli Stati Uniti avevano circa 33 posti letto in unità di terapia intensiva ogni
100.000 persone, mentre il Bangladesh ne aveva solo due. Le crescenti sfide economiche del paese hanno raggiunto un livello oneroso. Secondo l'indice sull'uguaglianza di genere delle Nazioni Unite, nel 2016, l'indice di Gini era 32,4, mentre la disuguaglianza di genere era 0,530 nel 2021. Il valore complessivo dell'indice di sviluppo umano (HDI) per il Bangladesh nel 2021 era 0,661. Secondo un rapporto di
Wealth-X, un'organizzazione di ricerca con sede negli Stati Uniti, il numero di milionari in Bangladesh è aumentato più che in qualsiasi altro paese al mondo tra il 2010 e il
2019. Il rapporto rileva che il numero di bengalesi con più di 5 milioni di dollari o più di patrimonio netto sono aumentati in media del 14,3% ogni anno negli ultimi dieci anni. Mentre la pandemia di COVID-19 ha causato disoccupazione e perdite economiche significative nel vasto settore informale del paese, individui ricchi e influenti hanno rafforzato i legami con l'attuale governo e successivamente sono riusciti ad accumulare ricchezza attraverso la corruzione, le irregolarità economiche e l'inflazione della ricchezza. A causa del basso reddito e dell'elevata disparità di risorse, la percentuale della popolazione classificata come povera è aumentata da quando il
COVID-19 ha colpito il paese all'inizio del 2020. Secondo una ricerca multisettoriale pagina 19 di 23 sull'inflazione, 30,9 milioni, ovvero il 18,5% della popolazione, sono caduti in povertà per la prima volta durante la pandemia. Le opportunità per migliorare la salute,
l'occupazione e l'istruzione si concentrano principalmente nelle aree urbane. La centralizzazione e la dipendenza dalla capitale, per la maggior parte dei servizi Per_28
limitano l'accesso ai benefici di base per le persone che vivono nelle zone rurali.
BTI 2022 Country Report Bangladesh, 23.2.2022, di (su Controparte_9
ecoi.net), previa traduzione, riferisce che Secondo l'Asian Development Bank (ADB), la crescita del PIL è scesa dall'8,2% nel 2019 al 5,2% nel 2020 a causa della pandemia. Il governo ha introdotto le cosiddette One Stop Service Rules (OSS) per attirare gli investitori. Le banche private e statali continuano a cancellare crediti inesigibili e a riscrivere le regole per nascondere l'elevato numero di prestiti in default. Come parte dei suoi pacchetti di stimolo pandemico, il governo ha riprogrammato il rimborso del prestito….Mentre il Bangladesh ha compiuto progressi significativi nel raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), persistono povertà, disuguaglianza sociale e discriminazione delle donne sul posto di lavoro. Secondo il Bangladesh Bureau of
Statistics (BBS), l'85,1% della popolazione occupata lavora nel settore informale, che non è regolamentato e non offre protezioni legali. La pandemia ha devastato il settore informale, colpendo in particolare coloro che sono impiegati nei settori informali non agricoli. La povertà è aumentata considerevolmente a causa della pandemia, passando dal 20,5% dell'ultimo anno fiscale al 29,5% nell'agosto 2020. Il South Asian Network on
Economic Modeling (SANEM) ha previsto un aumento al 40,9% e il Bangladesh
Institute of Development Studies (BIDS) prevede che altri 16,4 milioni di persone saranno spinte verso la povertà a causa della pandemia. Reti di sicurezza sociale inadeguate hanno accelerato la situazione… L'incidenza della povertà è generalmente elevata tra le persone che lavorano nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca e ancora più elevata tra gli analfabeti e senza terra. L'estrema povertà spesso costringe le persone ad accettare condizioni di lavoro non sicure, spesso per lunghe ore.
Il Bangladesh si è classificato al 75° posto nel Global Hunger Index 2020 e al 133°
pagina 20 di 23 posto su 189 paesi nel 2020 Human Development Report. La percentuale della popolazione denutrita si è attestata al 13,0% nel periodo dal 2017 al 2019. La prevalenza dell'arresto della crescita nei bambini al di sotto dei cinque anni è stata del
30,8% nel 2018. Secondo la World Population Review, il coefficiente di Gini del
Bangladesh è 0,678. Il coefficiente di disuguaglianza umana per il Bangladesh è del
23,4%, indicando una discriminazione generale che persiste all'interno del paese.
Anche il sistema sanitario bengalese è affetto da gravi carenze e l'accesso alle cure per le fasce più deboli della popolazione risulta fortemente limitato (cfr.: Accord,
Bangladesh COI compilation, August 2023 cit., disponibile a https://www.ecoi.net/en/file/local/2096725/ACCORD_Bangladesh_August_2023.pdf, dove si legge, previa traduzione, che Il rapporto del DFAT del novembre 2022 fornisce una breve panoramica della situazione dell'assistenza sanitaria in Bangladesh: "La qualità dell'assistenza sanitaria in Bangladesh è generalmente scarsa, ma alcune costose cliniche private offrono servizi di migliore qualità. Molte strutture sanitarie sono fornite da partner di sviluppo e ONG. Tra i problemi che incidono sull'accesso all'assistenza sanitaria vi sono i bassi livelli di personale, la mancanza di fondi, la cattiva gestione e la corruzione (spesso è necessario pagare tangenti per accedere alle cure), la mancanza di strutture (soprattutto al di fuori delle grandi città), gli alti costi di tasca propria e gli alti livelli di povertà. I servizi nelle aree rurali tendono a essere molto limitati o inesistenti e alcune persone si rivolgono a "medici di villaggio" che potrebbero non avere alcuna formazione medica").
Il rimpatrio forzato del ricorrente violerebbe, dunque, il diritto al rispetto della vita privata, riconosciuto dal combinato disposto degli artt. 8 CEDU, 2, 3 e 117 C, poiché lo sradicherebbe, lacerando anche i legami sociali che verosimilmente ha costituito nello svolgimento dell'attività lavorativa e, a fronte delle su richiamate condizioni oggettive del paese di origine, lo costringerebbe a subire la compressione del suo fondamentale diritto alla salute, di cui all'art. 32 C, nonché al cibo, ad un'abitazione e ad un ambiente salubre, riconosciuti anche dal Patto internazionale sui diritti pagina 21 di 23 economici, sociali e culturali, adottato dall'Assemblea Generale il 16 dicembre 1966, entrato in vigore il 3 gennaio 1976 e ratificato in Italia con legge 881/1977. In particolare, l'art. 2 del Patto dispone che “Ciascuno Stato Parte del presente Patto si impegna ad adottare misure, individualmente e attraverso l'assistenza e la cooperazione internazionale, soprattutto economica e tecnica, nella misura massima delle sue risorse disponibili, al fine di raggiungere progressivamente la piena realizzazione dei diritti riconosciuti nel presente Patto con tutti i mezzi appropriati, compresa in particolare l'adozione di misure legislative”; l'art. 11 dispone che “Gli Stati Parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la sua famiglia, compresi un'alimentazione, un vestiario e un alloggio adeguati, e al miglioramento continuo delle condizioni di vita. Gli Stati parti prenderanno le misure appropriate per garantire la realizzazione di questo diritto, riconoscendo a tal fine l'importanza essenziale della cooperazione internazionale basata sul libero consenso.”.
Il ricorrente, dunque, si trova in una condizione d'inespellibilità prevista dall'art. 19, comma 1.1., t.u.i., nel testo ratione temporis applicabile.
In ordine alle spese processuali si provvede ad una loro compensazione ai sensi dell'art. 92, comma 2, c.p.c., integrato dalla sentenza n. 77 del 2018 della Corte
Costituzionale, per gravi ed eccezionali ragioni, consistenti nell'integrazione della documentazione lavorativa avvenuta nel corso del giudizio nonché nell'ampio esercizio dei poteri istruttori ufficiosi per addivenire all'accertamento della fondatezza della domanda.
PQM
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così provvede: accoglie il ricorso e, per l'effetto, riconosce al ricorrente il diritto alla protezione speciale ex art. 32, comma 3, d.lgs. 25\2008, come modificato dal d-l 130\2020 e dispone la trasmissione degli atti al Questore per quanto di competenza. compensa le spese processuali.
Così deciso a Napoli nella camera di consiglio del 15.10.2025
pagina 22 di 23 IL PRESIDENTE
Dott. Mario Suriano
pagina 23 di 23
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Napoli, XIII sezione civile, sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea, riunito in camera di consiglio, in composizione collegiale, in persona dei magistrati dott. Mario Suriano Presidente dott.ssa Grazia Bisogni Giudice dott.ssa Stefania Starace Giudice relatore sciogliendo la riserva in decisione del 15.10.2025, ha emesso la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 16598 del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi dell'anno 2023, avente ad oggetto: diniego protezione speciale
TRA
nato in [...] il [...], rapp.to e difeso Parte_1
dall'avv.to Mariagiovanna De Pietro, presso il cui studio elett.nte domicilia, sito a San
GE UV alla via Ferrovia n. 39, in virtù di procura in atti
RICORRENTE
E
, in persona del rapp.to e difeso ex Controparte_1 CP_2
lege dall'Avvocatura Distrettale dello Stato, con sede a Napoli, in via A. Diaz n. 11
RESISTENTE
MOTIVI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
Il Questore della Provincia di Napoli, con decreto n. 325 del 16.05.2023, pagina 1 di 23 notificato il 27.07.2023, rigettava l'istanza presentata dal ricorrente in data 08.09.2022 di rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale, basandosi sul parere negativo espresso il 04.04.2023 dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Salerno, sezione di Napoli.
Con ricorso tempestivamente depositato il 29.07.2023 il ricorrente si opponeva al provvedimento, censurandone la legittimità ed evidenziando: di essere giunto in Italia nel 2017; di essersi integrato in Italia, sul piano lavorativo e sociale, in particolare lavorando ininterrottamente sin dal dicembre 2018 e fino all'attualità; la precarietà delle condizioni oggettive del paese di origine. Chiedeva, dunque, che fosse accertato il diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale e trasmessi gli atti al
Questore di Napoli per gli adempimenti di competenza.
Integrato il contraddittorio della causa sull'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato, il si costituiva in Controparte_1
giudizio in data 01.10.2023 e chiedeva il rigetto della domanda.
Con ordinanza collegiale depositata il 02.11.2023, il Tribunale accoglieva l'istanza cautelare di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento e fissava per il 30.10.2024, l'udienza di comparizione delle parti e di trattazione della causa nel merito, disponendo che la stessa fosse sostituita, ex art. 127ter c.p.c., dallo scambio di note di parte, da depositare nel termine perentorio del 30.10.2024.
In vista dell'udienza del 30.10.2024, le parti si richiamavano alle rispettive conclusioni.
Scaduto il termine, prodotti documenti, il giudice designato fissava dinanzi a sè
l'udienza del 15.10.2025 di discussione orale della causa ai sensi dell'art. 281terdecies
c.p.c.
All'udienza, presente il ricorrente, all'esito della discussione orale, il giudice si riservava di riferire al Collegio, rimettendogli la decisione della lite.
Il ricorso è fondato e merita di essere accolto.
La fattispecie all'esame dell'adito giudice rientra nell'ambito applicativo dell'art.
pagina 2 di 23 19ter d.lgs. 150\11, in quanto ha ad oggetto l'impugnazione del diniego della richiesta di permesso di soggiorno per protezione speciale.
All'istanza si applica l'art. 19 t.u.i., come modificato dal decreto-legge 21 ottobre
2020, n. 130, convertito con modificazioni nella legge 173\2020.
L'articolo 1, comma 1, lettera e) del citato d-l 130 ha modificato nuovamente l'articolo 19, comma 1.1, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, così statuendo « 1.1.
Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica nonche' di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge
24 luglio 1954, n. 722, e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettivita' dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonche' dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese
d'origine.».
Si prevede inoltre che “1.2 Nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1., la Commissione territoriale trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale. Nel caso in cui sia presentata una domanda di rilascio di un permesso di soggiorno, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, il Questore,
pagina 3 di 23 previo parere della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un permesso di soggiorno per protezione speciale.”
L'articolo 1, comma 1, lettera a) del d-l 130/20 ha ripristinato il riferimento nell'articolo 5, comma 6, al «rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello
Stato italiano».
Con le nuove disposizioni, come reso evidente anche dalla lettura dei lavori preparatori del d-l 130, il legislatore ha nuovamente conformato il diritto d'asilo ex articolo 10, comma 3, Costituzione, nel rispetto dei vincoli costituzionali, a partire dai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale della comunità verso i cittadini, nel caso stranieri (articolo 2, comma 2, Costituzione), e di quelli europei ed internazionali ex articolo 117, comma 1, Costituzione (articoli 19, paragrafo 2, Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, 3 e 8 Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali).
I fatti ai quali il legislatore ha attribuito rilevanza giuridica con le nuove disposizioni sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli che fondavano la protezione cosiddetta “umanitaria”, per come conformata dalla più diffusa giurisprudenza di legittimità e di merito, prima della novella di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), numero 2), del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in legge 1 dicembre
2018, n. 132, e definita dalla Corte di Cassazione come espressione del diritto di asilo sancito in Costituzione (tra le tante, Cass. civ., sez. I, 13 ottobre 2020, n. 22057).
Essi, invero, sono espressivi del diritto dello straniero, che versi in condizioni di un concreto bisogno di aiuto, di ricevere protezione dallo Stato ospitante in virtù del dovere di solidarietà sociale assicurato dall'art. 2 Cost., affinchè egli non subisca, in caso di rimpatrio nel paese di origine, il rischio di una grave deprivazione dei diritti fondamentali, che gli spettano non in quanto partecipe di una determinata comunità politica, ma in quanto essere umano, non potendo la sua condizione giuridica di straniero giustificare trattamenti diversificati e peggiorativi (Corte Cost. 10 aprile 2001,
n. 105; 8 luglio 2010, n. 249).
pagina 4 di 23 Con riguardo, in particolare, alla fattispecie prevista dal primo periodo dell'art. 19, comma 1.1. – divieto di respingimento o di espulsione di una persona verso uno
Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6 – richiamata anche dall'art. 32 co. 3 d.lgs 25/08 come una delle ipotesi in cui può essere riconosciuta la protezione speciale, in caso di rigetto della domanda di protezione internazionale, ritiene il Collegio che la sostanziale continuità con la disciplina della (precedente) protezione umanitaria emerga con chiarezza ove si tengano presenti, da un lato, le numerose pronunzie dei giudici nazionali di legittimità e di merito, in cui si evidenzia che la condizione di vulnerabilità del richiedente asilo, su cui fondare il permesso per motivi umanitari, è rappresentata "dalla privazione della titolarità dell'esercizio dei diritti umani, al di sotto del nucleo ineliminabile e costitutivo della dignità personale” (cfr., tra le altre, Cass. 4455/18, cass. 11912/20, SU 29454/19); dall'altro, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e della Corte di
Giustizia sull'interpretazione dell'art. 3 CEDU e dell'art. 4 della Carta dei Diritti
Fondamentali dell'Unione Europea.
A questo proposito vale la pena ricordare la sentenza della CGUE C 163/17 che, richiamata la giurisprudenza della CEDU sull'art. 3 in tema di unità Dublino, ha ravvisato una violazione del principio del non refoulement, codificato dall'art. 3 CEDU
e dall'art. 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, qualora una persona sia rinviata in un paese in cui si venga a trovare, indipendentemente dalla sua volontà e dalle sue scelte personali, in una situazione di estrema deprivazione materiale che non le consenta di far fronte ai suoi bisogni più elementari quali, segnatamente, nutrirsi, lavarsi e disporre di un alloggio, e che pregiudichi la sua salute fisica o psichica o che la ponga in uno stato di degrado incompatibile con la dignità umana (v., in tal senso, Corte EDU, 21 gennaio 2011, M.S.S. c. Belgio e Grecia, § da 252 a 263).
Con riguardo alla previsione di cui al secondo periodo dell'art. 19, comma 1.1., il diritto dello straniero al riconoscimento della protezione interna è riconosciuto pagina 5 di 23 ogniqualvolta il respingimento (o l'espulsione) rappresenti, per fondati motivi, una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare.
Gli elementi che costituiscono parametro di valutazione sono la natura e l'effettività dei vincoli familiari dell'interessato, l'effettivo inserimento sociale in Italia, la durata del suo soggiorno nel territorio nazionale, l'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine.
Venendo alla disamina del caso concreto, come emerge dal parere negativo espresso dalla Commissione, cui il Questore si è richiamato e che è stato prodotto dal ricorrente, le ragioni che hanno determinato il resistente a rigettare l'istanza di permesso consistono, in primo luogo, nel fatto che le condizioni personali dell'istante e la documentazione lavorativa dal medesimo prodotta per sostenere l'istanza di protezione speciale sarebbero state già dalla stessa negativamente valutate il 05.12.2019, allorquando aveva rigettato la domanda di protezione internazionale, e, in secondo luogo, nel fatto che la documentazione lavorativa successiva (CU 2020 relativo al rapporto di lavoro costituito nel dicembre 2018; proroga del contratto di lavoro dal
19.02.2019 al 31.01.2020) non appariva idonea a dimostrare uno stabile e duraturo percorso di integrazione nel tessuto socioeconomico del Paese d'accoglienza.
Orbene, tale statuizione può dirsi superata dai numerosi documenti prodotti dall'istante unitamente al ricorso e nel corso del giudizio che attestano il regolare lavoro svolto per anni nell'industria tessile e, in particolare, la proroga del contratto a tempo determinato, costituito nel febbraio 2019, quanto meno fino al mese di aprile 2020
(ultima busta paga in atti emessa da ) nonché la Controparte_3
costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato il 24.11.2022 alle dipendenze di con mansioni di sarto (cfr. comunicazione CP_4
obbligatoria di assunzione inviata dal datore di lavoro all'INPS il 23.11.2022; CU 2024), durato almeno fino al 31.08.2024 (ultima busta paga depositata in atti), cui si aggiunge il certificato anagrafico di residenza nel Comune di San Giuseppe UV.
Il ricorrente, pertanto, ha ampiamente dimostrato non solo di essersi integrato sul pagina 6 di 23 piano lavorativo ma anche di avere, in via del tutto intuibile, costituito una conseguente rete sociale, favorita proprio dal pluriennale lavoro.
Inoltre, la Commissione e con essa il convenuto hanno trascurato di considerare le condizioni oggettive in cui il Bangladesh versa all'attualità, pur accennando ad un bilanciamento tra il paese di origine e quello ospitante.
Se il bilanciamento fosse stato effettivamente eseguito, la Commissione avrebbe dovuto indicare le condizioni oggettive in cui il Bangladesh versa e le c.o.i. utilizzate ed esprimere il suo giudizio sulle medesime. Ciò non è affatto accaduto.
Ebbene, la loro disamina, compiuta dal Tribunale, consente di rilevare il rischio di grave compromissione dei diritti fondamentali, in caso di ritorno in patria dell'istante.
Per quanto concerne le condizioni oggettive del paese di origine ed a proposito dell'insicurezza alimentare in Bangladesh, secondo l'analisi pubblicata il 5.6.2025 da
IPC Global Support Unit, in collaborazione con Bangladesh: Acute Controparte_5
Food Insecurity Current Situation for April and Projection for May - December 2025, previa traduzione, Circa 15,5 milioni di persone in Bangladesh (il 16% della popolazione analizzata) hanno sperimentato elevati livelli di insicurezza alimentare acuta nell'aprile 2025 e sono state classificate nella Fase IPC 3 o superiore (Crisi o superiore). L'analisi dell'insicurezza alimentare acuta IPC per il Bangladesh ha coperto
39 unità. Di queste, 16 distretti sono stati classificati nella Fase IPC 3 (Crisi), a causa di shock climatici come cicloni e inflazione che ha fatto aumentare i prezzi dei prodotti alimentari. Rispetto alla precedente analisi dell'ottobre 2024, che ha classificato 23,6 milioni di persone (il 26% della popolazione) nella Fase IPC 3 o superiore, l'analisi di aprile 2025 mostra un sostanziale miglioramento della situazione della sicurezza alimentare. La percentuale della popolazione che si trova ad affrontare la Fase IPC 3 o superiore è scesa al 16% dal 26% del periodo attuale e al 17% nel periodo previsto.
Le restanti 23 unità sono classificate in stato di stress (fase IPC 2). La più alta incidenza di insicurezza alimentare acuta è stata osservata a Cox's Bazar, in particolare nelle comunità che ospitano rifugiati e cittadini birmani sfollati forzatamente (FDMN),
pagina 7 di 23 con il 30% della popolazione classificata in fase 3. EG , Per_1 Per_2
a Bhashanchar, e dove circa il 25% delle Per_3 Per_4 Per_5 Per_6
persone è classificato in fase 3. Queste popolazioni richiedono interventi urgenti per salvaguardare i loro mezzi di sussistenza e mitigare le carenze alimentari.
Nel periodo di proiezione (maggio-dicembre 2025), si prevede che il numero di persone in Fase IPC 3 o superiore (Crisi o peggiore) aumenterà leggermente a 16 milioni, pari al 17% della popolazione totale analizzata. Questo include 400.000 persone classificate in Emergenza (Fase IPC 4). Si prevede che la situazione della sicurezza alimentare peggiorerà notevolmente per i cittadini del Myanmar sfollati forzatamente ( a Cox's Bazar e con rispettivamente il 20% Per_4 Persona_7
classificato in Fase 4 e il 20% in Fase 3. Si prevede inoltre che e la Per_6
comunità ospitante e la comunità locale non ospitante a Cox's Bazar affronteranno un'elevata insicurezza alimentare, con il 30% e il 35% delle rispettive popolazioni classificate in Fase 3 o superiore e il 5% della popolazione classificata in Fase IPC 4
(Emergenza) per Per_6
La medesima fonte, il 7.11.2024, nel Bangladesh: Acute Food Insecurity
Projection Update for October - December 2024
(https://www.ipcinfo.org/fileadmin/user_upload/ipcinfo/docs/IPC_Bangladesh_Acute_F ood_Insecurity_Projection_Update_Oct_Dec2024_Report.pdf), previa traduzione, riporta che Tra ottobre e dicembre 2024, 23,3 milioni di bengalesi e 300.000 cittadini del Myanmar sfollati forzatamente ), il 26 percento della popolazione Per_4
analizzata, stanno vivendo alti livelli di insicurezza alimentare acuta, classificati come fase IPC 3 o superiore, e hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria per la sicurezza alimentare (HFSA). Oltre 1,6 milioni di persone sono in fase IPC 4
(emergenza), la maggior parte delle quali risiede nelle divisioni di Chattogram,
e Delle 40 aree analizzate, 33 sono classificate nella Fase 3 Per_8 Per_9 Per_10
dell'IPC (Crisi), il che indica un deterioramento della sicurezza alimentare rispetto all'analisi delle proiezioni dell'IPC pubblicata nell'aprile 2024, in cui 20 aree su 33
pagina 8 di 23 erano nella Fase 3. Da maggio 2024, il Bangladesh è stato gravemente colpito da una serie di disastri legati al clima, tra cui il ciclone a maggio, le inondazioni Per_11
improvvise nella regione di Haor a giugno, le inondazioni fluviali nel bacino di Jamuna
a luglio e le inondazioni senza precedenti nelle regioni orientali ad agosto. Le inondazioni più recenti a Chattogram hanno coinciso con un periodo di transizione politica nel paese, a seguito delle proteste guidate dagli studenti che hanno portato all'istituzione di un nuovo governo ad interim. Disastri naturali e shock. Circa metà della popolazione in Bangladesh dipende dall'agricoltura, con un quarto impegna pesca e scorte alimentari nella maggior parte dei distretti. L'imminente stagione dei cicloni e le condizioni in corso di rappresentano una minaccia per la produzione Pt_2
alimentare, il reddito delle famiglie e l'accesso alle risorse.
Secondo la medesima fonte, nell'analisi compiuta il 2.4.2024, Bangladesh: Acute
Food Insecurity Situation for February - March 2024 and Projection for April - October
2024 (https://www.ipcinfo.org/ipc-country-analysis/details- map/en/c/1156935/?iso3=BGD), previa traduzione, circa 14,6 milioni di persone (il 20% della popolazione analizzata) ha sperimentato livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, classificati nella Fase 3 IPC o superiore (Crisi o peggio) tra febbraio e marzo
2024. Si stima che 14,3 milioni di persone si trovino nella Fase 3 IPC (Crisi) e circa 0,3 milioni di persone si trovano nella fase 4 (emergenza) dell'IPC. L'elevata inflazione, unita ai ripetuti shock climatici e alle ridotte opportunità di reddito, stanno esercitando forti pressioni sulle famiglie più povere e provocando una grave insicurezza alimentare nella popolazione analizzata. È necessaria un'azione urgente per proteggere i loro mezzi di sussistenza e ridurre il divario nel consumo alimentare. Un quinto dei distretti analizzati era soggetto a shock naturali nel 2023, mentre la maggior parte era stata precedentemente classificata tra livelli da moderati a gravi di insicurezza alimentare cronica (IPC Chronic Food Insecurity Level 3 e 4) (Fonte: Bangladesh Chronic Food
Insecurity Situation rapporto 2019-2024). Si prevede che la situazione peggiorerà tra aprile e ottobre 2024 a causa dei previsti eventi meteorologici estremi come cicloni e pagina 9 di 23 inondazioni. L'accesso delle famiglie al cibo peggiorerà ulteriormente in questo periodo a causa dei prezzi alimentari costantemente elevati e dei previsti shock climatici che renderanno estremamente vulnerabili la maggior parte delle persone che soffrono di insicurezza alimentare. È probabile che il numero di persone nella Fase 3 dell'IPC aumenti fino a 16,5 milioni (il 22% della popolazione analizzata) in questo periodo, con circa 0,8 milioni di persone che si prevede saranno nella Fase 4 dell'IPC (Emergenza) e
15,7 milioni di persone nella Fase IPC 4 (Emergenza). Fase 3 (Crisi). La maggior parte della popolazione in emergenza è costituita da cittadini del Myanmar sfollati forzatamente (FDMN) e da popolazioni di e . È probabile che Per_6 Per_12
l'insicurezza alimentare dei cittadini del Myanmar sfollati forzatamente aumenterà nel periodo di proiezione in caso di carenze di finanziamenti che porterebbero a una diminuzione dei livelli di assistenza alimentare umanitaria a causa della loro elevata dipendenza dagli aiuti;
Contro
Secondo World Food Program, Bangladesh: Food Security Monitoring
October - December 2023 - Remote Household Food Security Survey Brief, 4.2.2024
(https://reliefweb.int/report/bangladesh/bangladesh-food-security-monitoring-october- december-2023-remote-household-food-security-survey-brief), previa traduzione, Le famiglie con lavoro a breve termine e temporaneo, come quelle legate alle attività agricole, i lavoratori salariati giornalieri, i piccoli commercianti, ecc., hanno sofferto di più perché il tasso salariale era insufficiente a coprire i debiti del mese precedente e le elevate spese della famiglia per mettere in tavola cibo nutriente, per non parlare di altre spese non alimentari. I conducenti di Rikshaw, i titolari di piccole imprese, gli operai edili, i lavoratori dell'industria tessile, ecc., hanno sofferto a causa di disordini politici come l'hartal e i blocchi in tutte le divisioni. Questi gruppi a basso reddito presentavano la più alta insicurezza alimentare nel paese, soprattutto nella divisione Barishal. Le famiglie con insicurezza alimentare da moderata a grave erano fortemente dipendenti dai mezzi di sostentamento e dalla capacità di far fronte alla situazione alimentare, con un divario nel consumo alimentare. In media, era un'osservazione comune,
pagina 10 di 23 indipendentemente dalla stagionalità, che molte famiglie dichiarassero di vivere con il credito, riflettendo la loro dipendenza dagli strumenti di sopravvivenza…Indipendentemente dalle opportunità stagionali per le diverse fonti di reddito, in queste indagini mensili la situazione dei gruppi a basso reddito è stata segnalata come quella più vulnerabile e l'insicurezza alimentare è sempre stata due volte superiore alla media. Molte famiglie hanno riferito di aver affrontato negativamente i prestiti di denaro e l'acquisto di cibo a credito, compreso il peso dei debiti precedenti. Una percentuale molto piccola di famiglie ha ricevuto assistenza da diverse fonti. Circa il 24% delle famiglie ha riferito di aver ricevuto assistenza da fonti governative e non governative.
Secondo ACCORD – Austrian Centre for Country of Origin and Asylum
Research and Documentation, Bangladesh: COI Compilation, agosto 2023
(https://www.ecoi.net/en/file/local/2096725/ACCORD_Bangladesh_August_2023.pdf), previa traduzione, Sulla disuguaglianza di reddito e sulla categoria emergente delle famiglie “nuovi poveri”, il Relatore speciale sulla povertà estrema e i diritti umani,
IV De HU, a seguito di una visita in Bangladesh dal 17 al 29 maggio 2023 osserva: “[…] [Indicatori generali] non raccontare tutta la storia. Innanzitutto, la disuguaglianza dei redditi è in aumento. Misurata con il coefficiente di Gini, la disuguaglianza dei redditi era pari a 0,458 nel 2010 ed è salita a 0,499 nel 2022 (la disuguaglianza dei consumi è aumentata da 0,321 a 0,334 nello stesso periodo). […]
[Quanto più il progresso economico generale sarà equamente diffuso, tanto più rapidamente la povertà sarà sradicata. In secondo luogo, sta emergendo una categoria di “nuovi poveri”: si tratta di famiglie che si trovano appena al di sopra della soglia di povertà, hanno pochi o nessun risparmio e sono quindi altamente vulnerabili a diventare povere dopo uno shock. Un'indagine sull'impatto del COVID-19 ha evidenziato questa vulnerabilità: più di tre quarti (77%) degli intervistati che vivevano in insediamenti urbani informali o in aree baraccopoli e che non erano poveri ma il cui reddito era inferiore al livello di reddito medio, nella povertà a seguito del primo blocco pagina 11 di 23 nazionale nel 2020; e mentre l'aumento iniziale delle aree di insediamento informale rurale e urbano è stato simile, la ripresa nelle aree urbane è stata molto lenta. […] In altri termini, i progressi generali nella riduzione della povertà rimangono fragili: molte famiglie, soprattutto nelle aree urbane, rimangono vulnerabili agli shock. In un contesto simile, l'inflazione costituisce una delle principali preoccupazioni. Il Bangladesh
Bureau of Statistics (BBS) ha stimato che nell'aprile 2023 l'inflazione fosse al 9,2%
(l'inflazione alimentare era all'8,8%) e l'inflazione reale affrontata dalle persone più povere, che devono spendere una percentuale maggiore del proprio reddito, è anche molto più alta. Gli aumenti dei prezzi sono stati costantemente menzionati da coloro che il Relatore ha incontrato come enormi preoccupazioni. L'inflazione è nemica Pt_3
delle persone più povere: divora i redditi bassi e si traduce rapidamente in insicurezza alimentare, calo del tenore di vita e del debito.'” (OHCHR, 29 maggio 2023, pp. 2-
3).…Nel 2022 erano impiegate nel settore industriale circa 12 milioni di persone, di cui circa 4 milioni nel settore dell'abbigliamento (Financial Express, 23 giugno 2023; cfr. anche OHCHR, 29 maggio 2023). Secondo un articolo del quotidiano bengalese
Financial Express del dicembre 2020,108 il salario minimo in Bangladesh è sceso al di sotto della soglia di povertà riconosciuta a livello internazionale (Financial Express, 18 dicembre 2020). Secondo un articolo del novembre 2022 dell'organizzazione mediatica no-profit statunitense NPR, si stima che tra il 58 e l'80% dei lavoratori dell'industria tessile siano donne, la maggior parte delle quali percepisce un salario minimo pari a
8.000 Taka [73,94 dollari al 30 giugno 2023] al mese. (NPR, 9 novembre 2022).
L'Unione internazionale IndustriALL Global, che tra gli altri rappresenta i lavoratori dei settori manifatturieri, nel febbraio 2023 riferisce che i sindacati del Bangladesh chiedono che il salario minimo per i lavoratori dell'industria tessile in Bangladesh venga aumentato da 8.000 Taka [74,99 USD al 6 febbraio 2023] a 23.000 Taka [215,60
USD al 6 febbraio 2023]. I sindacati sostengono che l'ultima revisione del salario minimo di ingresso per i lavoratori dell'industria tessile è stata nel 2018 e da allora l'inflazione è salita alle stelle. Di conseguenza, è diventato impossibile per chi pagina 12 di 23 percepisce un salario minimo permettersi uno standard di vita dignitoso (IndustriALL
Global Union, 6 febbraio 2023).
Nella classifica dei paesi affetti da insicurezza alimentare cronica, stilata da IPC
(Integrated Food Security Phase Classification) per il periodo dicembre 2019 – novembre 2024, il Bangladesh si colloca al primo posto, con tutti i suoi distretti caratterizzati da un grado di insicurezza alimentare da moderato a grave
(https://www.ipcinfo.org/ipc-country-analysis/details-map/en/c/1155697/?iso3=BGD).
Infatti, in IPC, Bangladesh IPC Chronic Food Insecurity Report – June 2022
(https://www.ipcinfo.org/fileadmin/user_upload/ipcinfo/docs/IPC_Bangladesh_Chronic
_Food_Insecurity_2022June_report.pdf) si legge che quasi 35 milioni di persone, pari al
21% della popolazione totale del Bangladesh, si trovano ad affrontare un'insicurezza alimentare cronica moderata e grave (livelli IPC 3 e 4), di cui 11,7 milioni di persone, pari al 7% della popolazione totale, si trovano ad affrontare un'insicurezza alimentare cronica grave (livello IPC 4) e 23,2 milioni di persone, pari al 14% della popolazione totale, si trovano ad affrontare un'insicurezza alimentare cronica moderata (livello IPC
3).
Secondo la medesima organizzazione, in IPC, Bangladesh Food CP_7
Insecurity Analysis, March - September 2023, 31.5.2023, https://reliefweb.int/report/bangladesh/bangladesh-ipc-acute-food-insecurity-analysis- march-september-2023-published-may-31-2023, previa traduzione, Quasi 9 milioni di persone in alcune parti del Bangladesh (il 24% della popolazione analizzata) hanno sperimentato livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, classificati nelle fasi 3 e 4 dell'IPC tra marzo e aprile 2023 (stagione del raccolto). Si stima che 7,9 milioni di persone si trovino nella Fase 3 dell'IPC, Crisi e quasi 1 milione di persone si trovino nella Fase 4 dell'IPC, Emergenza. L'elevata inflazione, unita a redditi ridotti e ripetuti shock climatici, stanno mettendo a dura prova le famiglie più povere e provocando un'acuta insicurezza alimentare nella popolazione analizzata. È necessaria un'azione urgente per proteggere i loro mezzi di sussistenza e ridurre i divari nel consumo di cibo.
pagina 13 di 23 La maggior parte dei distretti analizzati è stata soggetta a shock e precedentemente classificata tra livelli da moderati a gravi di insicurezza alimentare cronica (rapporto
IPC Bangladesh Chronic Food Insecurity Situation 2019-2024). Si prevede che la situazione peggiorerà tra maggio e settembre 2023 a causa di eventi meteorologici estremi come cicloni e inondazioni. È probabile che il numero di persone nella Fase 3 o superiore aumenti a 11,9 milioni in questo periodo, un aumento dell'8% rispetto al periodo attuale. Si prevede che oltre 2 milioni di persone saranno nella fase 4 dell'IPC, emergenza tra maggio e settembre 2023, la maggior parte di queste persone sono cittadini birmani sfollati con la forza. È probabile che l'accesso delle famiglie al cibo si deteriorerà ulteriormente in questo periodo a causa della lenta ripresa dagli shock verificatisi nel 2022 - gravi inondazioni ed esposizione prolungata a prezzi alimentari elevati - nonché di una stagione magra. L'afflusso di cittadini birmani sfollati con la forza ( continuerà ad aumentare a causa della riduzione dell'assistenza Per_4
umanitaria nel marzo 2023 e della carenza di finanziamenti nel periodo previsto.
A ciò si aggiunge che il Bangladesh è comunemente colpito da fenomeni atmosferici violenti, che gravemente danneggiano le popolazioni locali, impoverendole ancora di più, anche dopo il peggioramento causato dagli effetti economici disastrosi prodotti dalla pandemia di covid.
Bangladesh - Severe weather and floods, update (Bangladesh Red Crescent
Society, BMD) (ECHO Daily Flash of 4 June 2025), https://reliefweb.int/report/bangladesh/bangladesh-severe-weather-and-floods-update-
, previa traduzione, Email_1
riferisce che Forti piogge e forti venti hanno continuato a colpire diversi distretti, principalmente nel nord-est e nel sud-est del Bangladesh da metà maggio, causando inondazioni, inondazioni improvvise e straripamenti di diversi fiumi che hanno provocato un aumento del numero di vittime e danni diffusi. I distretti colpiti sono
, , Per_10 Per_6 Per_13 Per_14 Per_15 Per_16 Per_3 Per_17
e La Mezzaluna Rossa del Bangladesh riporta, a partire dal 4 Per_2 Per_18
pagina 14 di 23 giugno, cinque vittime in tutto il distretto di e diverse persone evacuate in Per_15
una serie di rifugi temporanei in tutto il distretto di Inoltre, la stessa fonte Per_3
riporta anche migliaia di sfollati e diverse case distrutte in tutti i suddetti quartieri colpiti. Nelle prossime 72 ore, sono ancora previste piogge più intense con precipitazioni localmente molto forti nella maggior parte del paese.
La fonte su citata IPC Global Support Unit, in collaborazione con
[...]
del 5.6.2025 ricorda che Nel 2024, il Bangladesh è stato colpito da gravi CP_5
inondazioni e dal ciclone tropicale REMAL-24, che hanno causato danni significativi all'agricoltura e compromesso la sicurezza alimentare. Le persistenti sfide, in particolare quelle causate dalle inondazioni del settembre 2024, hanno portato a una persistente insicurezza alimentare e all'esaurimento delle risorse.
Secondo USAID, nel documento Bangladesh – Complex Emergency,
DECEMBER 20, 2024, previa traduzione, senza precedenti in Bangladesh Pt_4
causano un aumento dei danni ai rifugi. Il Bangladesh ha registrato quasi il 50 percento di precipitazioni in più rispetto alla media ad agosto e oltre il 30 percento in più a settembre durante la stagione monsonica da giugno a ottobre, il che ha comportato un aumento dei danni ai rifugi dovuti alle condizioni meteorologiche, secondo l'UNHCR...
Gli shock climatici durante l'anno fiscale 2024 hanno esacerbato le esigenze umanitarie in tutto il paese. Il ciclone tropicale Remal a maggio e le inondazioni dovute alle forti piogge monsoniche da giugno hanno colpito 19 milioni di persone, esacerbando le già elevate esigenze tra i rifugiati e i membri vulnerabili della comunità ospitante. Per_19
IFRC, nel OPERATION UPDATE, Bangladesh | Floods del 24.11.2024
(https://www.ifrc.org/emergency/bangladesh-floods-0), riporta, previa traduzione, che
Da metà giugno 2024, circa 14,6 milioni di persone sono state colpite da una serie di eventi alluvionali che hanno colpito il Bangladesh nelle regioni settentrionali, nordorientali e sudorientali, sfollando milioni di persone e causando danni ingenti. Le sfide affrontate dalle comunità vulnerabili alle prese con pericoli naturali sono state ulteriormente esacerbate a metà luglio 2024 da un periodo di transizione governativa,
pagina 15 di 23 che ha imposto ulteriori vincoli temporali alla comunicazione, all'accesso e alla sicurezza. A partire da metà giugno 2024, ripetute inondazioni hanno gravemente colpito le regioni settentrionali del Bangladesh a causa delle forti piogge e degli afflussi d'acqua dai paesi a monte, tra cui Nepal e India. Distretti come , , Per_20 Per_21
, e hanno subito Per_22 Per_12 Per_23 Per_24 Per_25 Per_26
inondazioni estese. Il rapporto del Needs Assessment Working Group (NAWG) dell'11 luglio 2024 stimava che circa 5,13 milioni di persone fossero state colpite, di cui 2,61 milioni di donne, 1,51 milioni di bambini e adolescenti e 0,53 milioni di anziani. Al culmine dell'inondazione, 723.331 persone erano sfollate, di cui 599.767 si erano rifugiate nei centri di evacuazione e 123.564 avevano cercato rifugio lungo strade e argini. Le inondazioni hanno causato notevoli difficoltà nelle regioni colpite. C'è un urgente bisogno di ripristinare acqua pulita e strutture igienico-sanitarie per prevenire epidemie, rendendo essenziale la distribuzione di compresse per la purificazione dell'acqua e kit per l'igiene. Anche la distribuzione immediata di cibo è fondamentale a causa delle gravi carenze, poiché le attività economiche hanno raggiunto un punto morto. Per affrontare l'insicurezza alimentare, è essenziale ripristinare la disponibilità di cibo, fornire supporto agricolo, colmare il divario nei consumi e prevenire il crollo dei mezzi di sussistenza. È inoltre necessaria un'assistenza immediata per il supporto in denaro per le riparazioni dei rifugi e per fornire materiali essenziali come tende, teloni, kit di attrezzi per rifugi, articoli essenziali per la casa, vestiti e set da cucina. I servizi sanitari sono stati gravemente interrotti, rendendo necessaria un'azione urgente per mantenere l'accesso alle cure vitali, inclusa la fornitura di medicinali essenziali e attrezzature mediche. Sono necessari team medici e imbarcazioni aggiuntivi per raggiungere le aree remote e ripristinare le operazioni delle strutture sanitarie. Inoltre,
l'impatto psicologico del disastro sulle popolazioni colpite sottolinea la necessità di supporto psicosociale e servizi di salute mentale... Il Bangladesh rimane altamente vulnerabile alle inondazioni ricorrenti a causa della sua topografia bassa e della frequente esposizione a cicloni tropicali e piogge monsoniche. Il cambiamento climatico pagina 16 di 23 sta intensificando questi pericoli, aumentando i rischi associati a inondazioni, cicloni, mareggiate, siccità ed erosione delle rive dei fiumi. Secondo l'indice di rischio INFORM del 2024, il Bangladesh è classificato molto alto in diverse categorie di rischio, con proiezioni che suggeriscono che il cambiamento climatico potrebbe sfollare una persona su sette entro il 2050.
United Nations UN News, il 6.9.2024
(https://news.un.org/en/story/2024/09/1154036), nell'articolo, Millions impacted by
'catastrophic and massive floods' in Bangladesh riporta, previa traduzione che Le recenti "catastrofiche e massicce inondazioni" in Bangladesh hanno colpito milioni di persone in tutto il Paese, comprese quelle di Cox's Bazar, dove quasi un milione di rifugiati provenienti dal Myanmar vivono insieme alle comunità ospitanti, ha Per_19
detto venerdì il portavoce ai giornalisti a Ginevra. La distruzione ha Testimone_1
spinto l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) a inviare urgentemente aiuti umanitari dalle sue scorte nel paese per aiutare le persone in difficoltà. Oltre 18 milioni di persone in Bangladesh sono state colpite dalle gravi condizioni monsoniche e più di 1,2 milioni di famiglie sono rimaste intrappolate dalle inondazioni improvvise che hanno sommerso vaste aree nell'est e nel sud-est del Paese. Sono stati segnalati danni ingenti anche alle strade, ai terreni coltivati e alle attività ittiche, con gravi ripercussioni sui mezzi di sussistenza
IFRC - International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies, in
Bangladesh | Heatwave - DREF Final Report (MDRBD034), del 20 marzo 2025
(https://reliefweb.int/report/bangladesh/bangladesh-heatwave-dref-final-report- mdrbd034), riporta che, nell'aprile 2024, il distretto di Faridpur, è stato colpito, insieme a molti altri, da un'ondata di calore senza precedenti. La fonte precisa in proposito, previa traduzione, che L'esposizione al caldo estremo ha ridotto la capacità lavorativa, soprattutto per le persone impegnate in attività all'aperto. Secondo il Dipartimento
Meteorologico, per sette giorni le temperature nella capitale e in altre aree colpite dall'ondata di calore sono state costantemente da quattro a cinque gradi Celsius in più
pagina 17 di 23 rispetto al periodo corrispondente degli ultimi 30 anni. Mentre l'ondata di calore si diffondeva in tutto il Paese, il governo del Bangladesh ha dichiarato la chiusura di scuole e istituti per una settimana, fino al 27 aprile, costringendo 33 milioni di bambini Con a lasciare la scuola. Secondo il quotidiano RO , circa il 70% della popolazione totale del Bangladesh è stata colpita dall'ondata di calore, in particolare nelle divisioni di , e Il caldo estremo ha causato notevoli Per_9 Per_27 Per_8 Per_28 Per_29
disagi, soprattutto per coloro che lavorano all'aperto. Molte persone sono state costrette a rimanere nelle loro case, ma i lavoratori a salario giornaliero, come gli operai edili e i tiratori di risciò, non hanno avuto altra scelta che sopportare le temperature brutali per guadagnarsi da vivere.
Sul peggioramento delle condizioni di vita per le persone appartenenti alle fasce sociali ed economiche disagiate, tra le quali vi è il ricorrente, esposte al rischio concreto della deprivazione dei suoi fondamentali diritti, secondo il rapporto di BTI 2024 Country
Report Bangladesh, 19.3.2024, di (su ecoi.net), che copre il Controparte_9
periodo da febbraio 2021 al gennaio 2023, previa traduzione, Come è avvenuto per tutti i paesi della regione, il periodo in esame è stato significativamente influenzato dalla pandemia di COVID-19. Il Bangladesh ha rilevato il suo primo caso di COVID-19 nel marzo 2020. A gennaio 2023, i registri ufficiali contavano 2,03 milioni di casi confermati e 29.443 decessi. Molteplici ondate di pandemia hanno causato difficoltà economiche ai cittadini e hanno inferto un duro colpo all'economia generale. Per contrastare questi effetti, il governo ha varato 28 pacchetti di stimoli per un totale di
22,1 miliardi di dollari, equivalenti a circa il 6,2% del prodotto interno lordo (PIL) del paese per l'anno fiscale 2021. Tra il 2010 e il 2020, la percentuale di popolazione con accesso ai servizi sanitari l'elettricità è aumentata dal 55,3% al 96,2% entro il 2020.
Nel 2020, il 97,7% ha un accesso di base all'acqua, ma non è gestita in sicurezza
(58,5%). La situazione è ancora peggiore dal punto di vista igienico-sanitario; solo il
54,2% ha accesso ai servizi igienico-sanitari di base e solo il 38,7% ha accesso a servizi igienico-sanitari gestiti in sicurezza. Esiste anche un profondo divario tra le aree pagina 18 di 23 urbane e quelle rurali per quanto riguarda la disponibilità dei servizi di base. Le fonti di acqua potabile gestite dal governo sono disponibili in poche e limitate aree. Le strutture sanitarie, le terapie intensive e i medici sono scarsi nelle zone rurali. La politicizzazione e la corruzione nell'amministrazione di base rendono difficile per i servizi pubblici raggiungere la popolazione generale, cosa evidente nel settore sanitario durante e dopo la pandemia di COVID-19… Secondo il World Inequality Report 2022 del World
Inequality Lab di Parigi, la povertà e la disuguaglianza escludono una parte significativa della popolazione dalla società del Bangladesh. Nel 2021, solo l'1% della popolazione ha ricevuto il 16,3% del reddito nazionale e il 10% della popolazione ha ricevuto il 44% del reddito nazionale. Questa disuguaglianza è evidente anche nell'accesso al settore sanitario. Il rapporto rivela che quando è iniziata la pandemia di
Covid-19, gli Stati Uniti avevano circa 33 posti letto in unità di terapia intensiva ogni
100.000 persone, mentre il Bangladesh ne aveva solo due. Le crescenti sfide economiche del paese hanno raggiunto un livello oneroso. Secondo l'indice sull'uguaglianza di genere delle Nazioni Unite, nel 2016, l'indice di Gini era 32,4, mentre la disuguaglianza di genere era 0,530 nel 2021. Il valore complessivo dell'indice di sviluppo umano (HDI) per il Bangladesh nel 2021 era 0,661. Secondo un rapporto di
Wealth-X, un'organizzazione di ricerca con sede negli Stati Uniti, il numero di milionari in Bangladesh è aumentato più che in qualsiasi altro paese al mondo tra il 2010 e il
2019. Il rapporto rileva che il numero di bengalesi con più di 5 milioni di dollari o più di patrimonio netto sono aumentati in media del 14,3% ogni anno negli ultimi dieci anni. Mentre la pandemia di COVID-19 ha causato disoccupazione e perdite economiche significative nel vasto settore informale del paese, individui ricchi e influenti hanno rafforzato i legami con l'attuale governo e successivamente sono riusciti ad accumulare ricchezza attraverso la corruzione, le irregolarità economiche e l'inflazione della ricchezza. A causa del basso reddito e dell'elevata disparità di risorse, la percentuale della popolazione classificata come povera è aumentata da quando il
COVID-19 ha colpito il paese all'inizio del 2020. Secondo una ricerca multisettoriale pagina 19 di 23 sull'inflazione, 30,9 milioni, ovvero il 18,5% della popolazione, sono caduti in povertà per la prima volta durante la pandemia. Le opportunità per migliorare la salute,
l'occupazione e l'istruzione si concentrano principalmente nelle aree urbane. La centralizzazione e la dipendenza dalla capitale, per la maggior parte dei servizi Per_28
limitano l'accesso ai benefici di base per le persone che vivono nelle zone rurali.
BTI 2022 Country Report Bangladesh, 23.2.2022, di (su Controparte_9
ecoi.net), previa traduzione, riferisce che Secondo l'Asian Development Bank (ADB), la crescita del PIL è scesa dall'8,2% nel 2019 al 5,2% nel 2020 a causa della pandemia. Il governo ha introdotto le cosiddette One Stop Service Rules (OSS) per attirare gli investitori. Le banche private e statali continuano a cancellare crediti inesigibili e a riscrivere le regole per nascondere l'elevato numero di prestiti in default. Come parte dei suoi pacchetti di stimolo pandemico, il governo ha riprogrammato il rimborso del prestito….Mentre il Bangladesh ha compiuto progressi significativi nel raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), persistono povertà, disuguaglianza sociale e discriminazione delle donne sul posto di lavoro. Secondo il Bangladesh Bureau of
Statistics (BBS), l'85,1% della popolazione occupata lavora nel settore informale, che non è regolamentato e non offre protezioni legali. La pandemia ha devastato il settore informale, colpendo in particolare coloro che sono impiegati nei settori informali non agricoli. La povertà è aumentata considerevolmente a causa della pandemia, passando dal 20,5% dell'ultimo anno fiscale al 29,5% nell'agosto 2020. Il South Asian Network on
Economic Modeling (SANEM) ha previsto un aumento al 40,9% e il Bangladesh
Institute of Development Studies (BIDS) prevede che altri 16,4 milioni di persone saranno spinte verso la povertà a causa della pandemia. Reti di sicurezza sociale inadeguate hanno accelerato la situazione… L'incidenza della povertà è generalmente elevata tra le persone che lavorano nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca e ancora più elevata tra gli analfabeti e senza terra. L'estrema povertà spesso costringe le persone ad accettare condizioni di lavoro non sicure, spesso per lunghe ore.
Il Bangladesh si è classificato al 75° posto nel Global Hunger Index 2020 e al 133°
pagina 20 di 23 posto su 189 paesi nel 2020 Human Development Report. La percentuale della popolazione denutrita si è attestata al 13,0% nel periodo dal 2017 al 2019. La prevalenza dell'arresto della crescita nei bambini al di sotto dei cinque anni è stata del
30,8% nel 2018. Secondo la World Population Review, il coefficiente di Gini del
Bangladesh è 0,678. Il coefficiente di disuguaglianza umana per il Bangladesh è del
23,4%, indicando una discriminazione generale che persiste all'interno del paese.
Anche il sistema sanitario bengalese è affetto da gravi carenze e l'accesso alle cure per le fasce più deboli della popolazione risulta fortemente limitato (cfr.: Accord,
Bangladesh COI compilation, August 2023 cit., disponibile a https://www.ecoi.net/en/file/local/2096725/ACCORD_Bangladesh_August_2023.pdf, dove si legge, previa traduzione, che Il rapporto del DFAT del novembre 2022 fornisce una breve panoramica della situazione dell'assistenza sanitaria in Bangladesh: "La qualità dell'assistenza sanitaria in Bangladesh è generalmente scarsa, ma alcune costose cliniche private offrono servizi di migliore qualità. Molte strutture sanitarie sono fornite da partner di sviluppo e ONG. Tra i problemi che incidono sull'accesso all'assistenza sanitaria vi sono i bassi livelli di personale, la mancanza di fondi, la cattiva gestione e la corruzione (spesso è necessario pagare tangenti per accedere alle cure), la mancanza di strutture (soprattutto al di fuori delle grandi città), gli alti costi di tasca propria e gli alti livelli di povertà. I servizi nelle aree rurali tendono a essere molto limitati o inesistenti e alcune persone si rivolgono a "medici di villaggio" che potrebbero non avere alcuna formazione medica").
Il rimpatrio forzato del ricorrente violerebbe, dunque, il diritto al rispetto della vita privata, riconosciuto dal combinato disposto degli artt. 8 CEDU, 2, 3 e 117 C, poiché lo sradicherebbe, lacerando anche i legami sociali che verosimilmente ha costituito nello svolgimento dell'attività lavorativa e, a fronte delle su richiamate condizioni oggettive del paese di origine, lo costringerebbe a subire la compressione del suo fondamentale diritto alla salute, di cui all'art. 32 C, nonché al cibo, ad un'abitazione e ad un ambiente salubre, riconosciuti anche dal Patto internazionale sui diritti pagina 21 di 23 economici, sociali e culturali, adottato dall'Assemblea Generale il 16 dicembre 1966, entrato in vigore il 3 gennaio 1976 e ratificato in Italia con legge 881/1977. In particolare, l'art. 2 del Patto dispone che “Ciascuno Stato Parte del presente Patto si impegna ad adottare misure, individualmente e attraverso l'assistenza e la cooperazione internazionale, soprattutto economica e tecnica, nella misura massima delle sue risorse disponibili, al fine di raggiungere progressivamente la piena realizzazione dei diritti riconosciuti nel presente Patto con tutti i mezzi appropriati, compresa in particolare l'adozione di misure legislative”; l'art. 11 dispone che “Gli Stati Parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la sua famiglia, compresi un'alimentazione, un vestiario e un alloggio adeguati, e al miglioramento continuo delle condizioni di vita. Gli Stati parti prenderanno le misure appropriate per garantire la realizzazione di questo diritto, riconoscendo a tal fine l'importanza essenziale della cooperazione internazionale basata sul libero consenso.”.
Il ricorrente, dunque, si trova in una condizione d'inespellibilità prevista dall'art. 19, comma 1.1., t.u.i., nel testo ratione temporis applicabile.
In ordine alle spese processuali si provvede ad una loro compensazione ai sensi dell'art. 92, comma 2, c.p.c., integrato dalla sentenza n. 77 del 2018 della Corte
Costituzionale, per gravi ed eccezionali ragioni, consistenti nell'integrazione della documentazione lavorativa avvenuta nel corso del giudizio nonché nell'ampio esercizio dei poteri istruttori ufficiosi per addivenire all'accertamento della fondatezza della domanda.
PQM
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così provvede: accoglie il ricorso e, per l'effetto, riconosce al ricorrente il diritto alla protezione speciale ex art. 32, comma 3, d.lgs. 25\2008, come modificato dal d-l 130\2020 e dispone la trasmissione degli atti al Questore per quanto di competenza. compensa le spese processuali.
Così deciso a Napoli nella camera di consiglio del 15.10.2025
pagina 22 di 23 IL PRESIDENTE
Dott. Mario Suriano
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