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Sentenza 3 giugno 2025
Sentenza 3 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Campobasso, sentenza 03/06/2025, n. 474 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Campobasso |
| Numero : | 474 |
| Data del deposito : | 3 giugno 2025 |
Testo completo
R.G. n. 2303/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI CAMPOBASSO
Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'U.E.
Il Tribunale ordinario di Campobasso, in composizione monocratica, nella persona del giudice, dott.ssa Rossella Casillo, ha pronunciato la seguente:
S E N T E N Z A
Nella causa civile di primo grado, iscritta al n. 2303 del ruolo generale degli affari civili contenziosi dell'anno 2024; promossa da:
• (C.F: ), nata in [...] il [...]; Parte_1 C.F._1
• (C.F.: ), nato in [...] il Parte_2 C.F._2
22/12/1963;
• (C.F.: ), nata in [...] il [...], Per_1 Controparte_1 C.F._3
tramite il genitore esercente la responsabilità, (sopra Parte_2
generalizzato);
• (C.F.: ), nato in [...] il Parte_3 C.F._4
09/10/1992;
• (C.F.: ), nato in [...] il [...]; Parte_4 C.F._5
• , nato negli Stati Uniti d'America il 19/02/2021, Persona_2
tramite il genitore esercente la responsabilità, (sopra Parte_4
generalizzato);
• , nato negli Stati Uniti d'America a Tucson il 20/07/2024, Persona_2
tramite il genitore esercente la responsabilità, (sopra Parte_4
generalizzato);
• (C.F.: ), nata in [...] il [...]; Parte_5 C.F._6
• (C.F.: ), nata in [...] il [...]; Parte_6 C.F._7
• (C.F.: ), nato in [...] il Parte_7 C.F._8
22/10/1962; • (C.F.: ), nato in [...] il [...]; Parte_8 C.F._9
• (C.F.: ), nata in [...] il Parte_9 C.F._10
15/09/1982;
• (C.F.: ), nata in [...] il [...], tramite Parte_10 C.F._11
il genitore esercente la responsabilità, (sopra Parte_9
generalizzata);
• (C.F.: 197.179.867-38), nato in [...] il [...], Persona_3
tramite il genitore esercente la responsabilità, (sopra Parte_9
generalizzata);
• (C.F.: ) nato in [...] il [...]; CP_2 Parte_1 C.F._12
• (C.F.: ), nato in [...] il [...]; Parte_11 C.F._13
• (C.F.: ), nata in [...] il Parte_12 C.F._14
21/01/1989; tutti elettivamente domiciliati in Reggio Calabria, via Guglielmo Pepe n. 43, presso lo studio dell'avv.
Claudio Antonino Laganà, che li rappresenta e difende nel presente giudizio, unitamente agli avv.ti
Tommaso Veneziano e Giulia Maria Minicuci;
(ricorrenti)
contro
:
(C.F.: in persona del ministro pro tempore, Controparte_3 P.IVA_1
domiciliato ex lege in Campobasso;
(parte resistente non costituitasi)
E con l'intervento del pubblico ministero in sede;
(interventore ex lege)
Oggetto: accertamento della cittadinanza iure sanguinis;
Conclusioni: come da note scritte ex art. 127-ter c.p.c.
FATTO E DIRITTO
Con ricorso ex art. 281-decies c.p.c., gli odierni ricorrenti hanno adito l'intestato Tribunale, chiedendo di accertare la cittadinanza italiana iure sanguinis in capo agli stessi e, per l'effetto, di ordinare al e, per esso, all'ufficiale di stato civile, di procedere alle relative iscrizioni, Controparte_3
trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile.
La causa è stata istruita in via esclusivamente documentale e il giudice ha quindi assegnato termine sino al 19 marzo 2025 per il deposito, ex art. 127-ter c.p.c., di note scritte sostitutive dell'udienza di precisazione delle conclusioni e di discussione ex art. 281-sexies c.p.c., disponendo, al contempo, la trasmissione degli atti al pubblico ministero in sede, il quale – ritenuta la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge n. 91/1992 con riferimento agli articoli 1 e 117 Cost. (quest'ultimo, in relazione agli obblighi internazionali e agli artt. 9 TUE e 20 TFUE), nella parte in cui non pone alcun limite (quali, ad es., potrebbero essere: il limite temporale di vent'anni e/o l'avere, il discendente e i suoi genitori, soggiornato sul territorio nazionale) al riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis –, ha chiesto la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale e la sospensione del giudizio.
***
Deve, preliminarmente, essere rigettata l'eccezione di legittimità costituzionale sollevata dal pubblico ministero (benché astrattamente rilevante), in quanto manifestamente infondata, trattandosi di materia rimessa alla discrezionalità del legislatore.
Si osserva, infatti, al riguardo, che, ai sensi dell'art. 28 della l. n. 87/1953, il “controllo di legittimità della Corte costituzionale su una legge o un atto avente forza di legge esclude ogni valutazione di natura politica e ogni sindacato sull'uso del potere discrezionale del Parlamento”.
Il rispetto della discrezionalità del legislatore costituisce, in altri termini, un limite alla possibilità di intervento della Corte, la quale, infatti, deve dichiarare la questione di legittimità costituzionale inammissibile laddove essa presenta (come nel caso di specie e come si evince, del resto, dalle stesse conclusioni del pubblico ministero, laddove prospetta, astrattamente, una pluralità di soluzioni costituzionalmente conformi), appunto, una pluralità di possibili soluzioni costituzionalmente compatibili, anziché un'unica soluzione costituzionalmente imposta (le cd. “rime obbligate”).
***
Del pari preliminarmente, deve essere dichiarata la contumacia dell'amministrazione resistente, non costituitasi nel presente giudizio, benché ritualmente citata.
***
Nel merito, la domanda è fondata e, pertanto, deve essere accolta.
Gli odierni ricorrenti hanno agito per chiedere l'accertamento della cittadinanza italiana iure sanguinis.Come chiarito, anche di recente, dalla Suprema corte a Sezioni unite, “a chi chiede il riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione”
(v. in tal senso: Cass. civ., Sez. unite, n. 25317/2022).
Nel caso di specie, i ricorrenti hanno puntualmente allegato e documentato la loro linea di discendenza dall'avo, , nato in [...] il [...] e, precisamente, a Spinete (Campobasso), Persona_4
successivamente emigrato in Brasile senza mai naturalizzarsi, come da certificato negativo di naturalizzazione (in atti).
La linea di discendenza, in particolare, passa: - da , alla figlia Maria da , nata il [...] e coniugatasi con Persona_4 Persona_5
cittadino verosimilmente brasiliano in data 27/05/1916;
- da , alla figlia nata il [...] e Controparte_4 Persona_6
coniugatasi con cittadino brasiliano in data 13/03/1947;
- da ai figli: Persona_6
o , nata il [...] e coniugatasi in data 16/12/1961 con cittadino Persona_7 di cui – dalla documentazione in atti – non è dato conoscere la cittadinanza, benché sia noto che lo stesso è nato in [...] e, quindi, astrattamente straniero;
o (odierno ricorrente), nato il [...]; Parte_8
- da , ai di lei figli: Persona_7
o (odierno ricorrente), nato il [...]; Parte_7
o (odierno ricorrente), nato il [...]; Parte_2
o nato il [...]; Persona_8
- da ai di lui figli (odierni ricorrenti): Parte_7
o nato il [...]; Parte_1
o nato il [...]; Persona_9
- da alle di lui figlie (odierne ricorrenti): Parte_2
o nata il [...]; Parte_6
o nata il [...]; Parte_5
o nata il [...]; Persona_10
- da ai di lui figli (odierni ricorrenti): Persona_8
o nata il [...]; Parte_12
o nato il [...]; Parte_3
- da ai di lui figli (odierni ricorrenti): Parte_8
o , nato il [...]; Parte_4
o , nata il [...]; Parte_9
o nata il [...]; Parte_11
- da , ai di lui figli (odierni ricorrenti): Parte_4
o , nato il [...]; Persona_2
o , nato il [...]; Persona_2
- da , ai di lei figli (odierni ricorrenti): Parte_9
o nato il [...]; Persona_3
o , nata il [...]. Parte_10 Ebbene, com'è evidente, nella linea di discendenza è presente più di un passaggio generazionale per linea femminile anteriore all'entrata in vigore della Costituzione, in particolare:
- da (coniugatasi nel 1916 con cittadino di cui – dalla Controparte_4
documentazione in atti – non è dato conoscere la cittadinanza, benché sia noto che lo stesso è nato in [...] e, quindi, astrattamente straniero), alla figlia, Persona_6
nata nel 1917;
- da (coniugatasi nel 1947 con cittadino brasiliano), alla figlia, Persona_6
nata nel 1942. Persona_7
È opportuno premettere, in via generale, che, all'epoca, la trasmissione iure sanguinis della cittadinanza italiana – salvo casi del tutto marginali – avveniva, ai sensi dell'art. 1 della l. n. 555/1912, unicamente per via paterna e che, inoltre, l'art. 10 della stessa legge sanciva la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si univa in matrimonio con un cittadino straniero.
La Corte costituzionale, però, com'è noto, con la sentenza n. 30 del 1983, ha dichiarato l'illegittimità della legge n. 555/1912 nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina. Tale pronuncia ha, così, ricondotto nell'alveo dei valori costituzionali di uguaglianza la previgente disciplina legislativa sullo status civitatis, consentendo l'acquisto della cittadinanza italiana anche per linea materna.
Già in precedenza, del resto, la medesima Corte, con la sentenza n. 87 del 1975, aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 10 della legge n. 555 del 1912, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana della donna coniugata con un cittadino straniero, e ciò indipendentemente dalla volontà della donna.
Ebbene, nonostante un primo orientamento interpretativo tendesse a limitare gli effetti favorevoli di tali pronunce solo a partire dalla data di entrata in vigore della Costituzione, con cristallizzazione delle situazioni già definite all'epoca, la Corte di cassazione, con la sentenza a Sezioni unite n.
4466/2009, ha superato tale disparità di trattamento.
La Suprema corte, infatti, con la citata pronuncia, pur riconoscendo che “la declaratoria
d'incostituzionalità delle norme precostituzionali produce effetto soltanto sui rapporti e le situazioni non ancora esaurite alla data del 1° gennaio 1948, non potendo retroagire oltre l'entrata in vigore della Costituzione”, ha tuttavia mitigato l'impossibilità di applicare retroattivamente, oltre il 1° gennaio 1948, le citate sentenze costituzionali, ritenendo che lo status di cittadino, in quanto “qualità essenziale della persona con caratteri di assolutezza, originarietà, indisponibilità ed imprescrittibilità che lo rendono giustiziabile in ogni tempo e di regola non definito o chiuso”, perduri, appunto, nel tempo e non possa, quindi, ritenersi esaurito se non per effetto di espresso diniego o riconoscimento con sentenza passata in giudicato. La Suprema corte, nella pronuncia citata, ha quindi concluso che “le norme precostituzionali riconosciute illegittime per effetto di sentenze del giudice della legge sono inapplicabili e non hanno più effetto dal 1° gennaio 1948 sui rapporti su cui ancora incidono, se permanga la discriminazione delle persone per il loro sesso […], sempre che vi sia una persona sulla quale determinano ancora conseguenze ingiuste, ma giustiziabili, cioè tutelabili in sede giurisdizionale”.
Ne consegue che, in forza delle pronunce di incostituzionalità citate nonché dell'interpretazione offertane dalla giurisprudenza di legittimità, la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche a coloro i quali, in base alla legge dell'epoca, non l'avevano acquistata perché nati anteriormente al 1° gennaio 1948 da madre cittadina che aveva, altresì, perduto la propria cittadinanza, in quanto coniugatasi, anteriormente al 1° gennaio 1948, con cittadino straniero e, quindi, nel caso di specie, anche a e Persona_6 Persona_7
(nate, rispettivamente, negli anni 1917 e 1942, da madri cittadine che avevano, altresì, perduto, in base alla legge dell'epoca, la loro cittadinanza per essersi coniugate, negli anni 1916 e 1947, con cittadini stranieri) e, conseguentemente, ai loro discendenti.
Per quanto riguarda, invece, i successivi passaggi generazionali per via materna, posteriori all'entrata in vigore della Costituzione ma anteriori alle pronunce di incostituzionalità sopra richiamate, nulla osta alla trasmissione della cittadinanza italiana, spiegando le sentenze costituzionali suddette piena efficacia retroattiva sino all'entrata in vigore della Costituzione.
Ne deriva, alla luce di tutto quanto osservato, che la linea di discendenza dall'avo, , Persona_4
agli odierni ricorrenti, non risulta essersi mai interrotta, con conseguente trasmissione, in capo agli stessi, dello status di cittadini italiani.
Alla luce di tutto quanto sin qui osservato, consegue l'accoglimento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana in capo ai ricorrenti.
Deve, pertanto, essere dichiarata la cittadinanza italiana in capo agli stessi, con conseguente obbligo del e, per esso, del competente ufficiale dello stato civile, di procedere alle Controparte_3
relative iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge.
La natura sostanzialmente non contenziosa della controversia in esame, e, soprattutto, le ragioni della decisione – fondata sull'orientamento della Suprema corte di cui alla sentenza n. 4466/2009, che ritiene inapplicabili le norme precostituzionali, riconosciute illegittime per effetto di sentenze di illegittimità costituzionali sui rapporti su cui ancora incidono – unitamente alla circostanza per cui il riveste nel presente procedimento una posizione meramente formale, che non Controparte_3
consente di ritenerlo tecnicamente soccombente ex art. 91 c.p.c., giustificano l'integrale compensazione tra le parti delle spese di lite del presente giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale ordinario di Campobasso, nella composizione monocratica indicata in epigrafe, definitivamente pronunciando nella causa iscritta al R.G. n. 2303/2024, così provvede:
• Dichiara la contumacia del;
Controparte_3
• Dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
• Ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile competente, di Controparte_3
procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
• Dichiara integralmente compensate tra le parti le spese di lite del presente giudizio.
Così deciso in Campobasso, 30 maggio 2025.
Il giudice dott.ssa Rossella Casillo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI CAMPOBASSO
Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'U.E.
Il Tribunale ordinario di Campobasso, in composizione monocratica, nella persona del giudice, dott.ssa Rossella Casillo, ha pronunciato la seguente:
S E N T E N Z A
Nella causa civile di primo grado, iscritta al n. 2303 del ruolo generale degli affari civili contenziosi dell'anno 2024; promossa da:
• (C.F: ), nata in [...] il [...]; Parte_1 C.F._1
• (C.F.: ), nato in [...] il Parte_2 C.F._2
22/12/1963;
• (C.F.: ), nata in [...] il [...], Per_1 Controparte_1 C.F._3
tramite il genitore esercente la responsabilità, (sopra Parte_2
generalizzato);
• (C.F.: ), nato in [...] il Parte_3 C.F._4
09/10/1992;
• (C.F.: ), nato in [...] il [...]; Parte_4 C.F._5
• , nato negli Stati Uniti d'America il 19/02/2021, Persona_2
tramite il genitore esercente la responsabilità, (sopra Parte_4
generalizzato);
• , nato negli Stati Uniti d'America a Tucson il 20/07/2024, Persona_2
tramite il genitore esercente la responsabilità, (sopra Parte_4
generalizzato);
• (C.F.: ), nata in [...] il [...]; Parte_5 C.F._6
• (C.F.: ), nata in [...] il [...]; Parte_6 C.F._7
• (C.F.: ), nato in [...] il Parte_7 C.F._8
22/10/1962; • (C.F.: ), nato in [...] il [...]; Parte_8 C.F._9
• (C.F.: ), nata in [...] il Parte_9 C.F._10
15/09/1982;
• (C.F.: ), nata in [...] il [...], tramite Parte_10 C.F._11
il genitore esercente la responsabilità, (sopra Parte_9
generalizzata);
• (C.F.: 197.179.867-38), nato in [...] il [...], Persona_3
tramite il genitore esercente la responsabilità, (sopra Parte_9
generalizzata);
• (C.F.: ) nato in [...] il [...]; CP_2 Parte_1 C.F._12
• (C.F.: ), nato in [...] il [...]; Parte_11 C.F._13
• (C.F.: ), nata in [...] il Parte_12 C.F._14
21/01/1989; tutti elettivamente domiciliati in Reggio Calabria, via Guglielmo Pepe n. 43, presso lo studio dell'avv.
Claudio Antonino Laganà, che li rappresenta e difende nel presente giudizio, unitamente agli avv.ti
Tommaso Veneziano e Giulia Maria Minicuci;
(ricorrenti)
contro
:
(C.F.: in persona del ministro pro tempore, Controparte_3 P.IVA_1
domiciliato ex lege in Campobasso;
(parte resistente non costituitasi)
E con l'intervento del pubblico ministero in sede;
(interventore ex lege)
Oggetto: accertamento della cittadinanza iure sanguinis;
Conclusioni: come da note scritte ex art. 127-ter c.p.c.
FATTO E DIRITTO
Con ricorso ex art. 281-decies c.p.c., gli odierni ricorrenti hanno adito l'intestato Tribunale, chiedendo di accertare la cittadinanza italiana iure sanguinis in capo agli stessi e, per l'effetto, di ordinare al e, per esso, all'ufficiale di stato civile, di procedere alle relative iscrizioni, Controparte_3
trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile.
La causa è stata istruita in via esclusivamente documentale e il giudice ha quindi assegnato termine sino al 19 marzo 2025 per il deposito, ex art. 127-ter c.p.c., di note scritte sostitutive dell'udienza di precisazione delle conclusioni e di discussione ex art. 281-sexies c.p.c., disponendo, al contempo, la trasmissione degli atti al pubblico ministero in sede, il quale – ritenuta la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge n. 91/1992 con riferimento agli articoli 1 e 117 Cost. (quest'ultimo, in relazione agli obblighi internazionali e agli artt. 9 TUE e 20 TFUE), nella parte in cui non pone alcun limite (quali, ad es., potrebbero essere: il limite temporale di vent'anni e/o l'avere, il discendente e i suoi genitori, soggiornato sul territorio nazionale) al riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis –, ha chiesto la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale e la sospensione del giudizio.
***
Deve, preliminarmente, essere rigettata l'eccezione di legittimità costituzionale sollevata dal pubblico ministero (benché astrattamente rilevante), in quanto manifestamente infondata, trattandosi di materia rimessa alla discrezionalità del legislatore.
Si osserva, infatti, al riguardo, che, ai sensi dell'art. 28 della l. n. 87/1953, il “controllo di legittimità della Corte costituzionale su una legge o un atto avente forza di legge esclude ogni valutazione di natura politica e ogni sindacato sull'uso del potere discrezionale del Parlamento”.
Il rispetto della discrezionalità del legislatore costituisce, in altri termini, un limite alla possibilità di intervento della Corte, la quale, infatti, deve dichiarare la questione di legittimità costituzionale inammissibile laddove essa presenta (come nel caso di specie e come si evince, del resto, dalle stesse conclusioni del pubblico ministero, laddove prospetta, astrattamente, una pluralità di soluzioni costituzionalmente conformi), appunto, una pluralità di possibili soluzioni costituzionalmente compatibili, anziché un'unica soluzione costituzionalmente imposta (le cd. “rime obbligate”).
***
Del pari preliminarmente, deve essere dichiarata la contumacia dell'amministrazione resistente, non costituitasi nel presente giudizio, benché ritualmente citata.
***
Nel merito, la domanda è fondata e, pertanto, deve essere accolta.
Gli odierni ricorrenti hanno agito per chiedere l'accertamento della cittadinanza italiana iure sanguinis.Come chiarito, anche di recente, dalla Suprema corte a Sezioni unite, “a chi chiede il riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione”
(v. in tal senso: Cass. civ., Sez. unite, n. 25317/2022).
Nel caso di specie, i ricorrenti hanno puntualmente allegato e documentato la loro linea di discendenza dall'avo, , nato in [...] il [...] e, precisamente, a Spinete (Campobasso), Persona_4
successivamente emigrato in Brasile senza mai naturalizzarsi, come da certificato negativo di naturalizzazione (in atti).
La linea di discendenza, in particolare, passa: - da , alla figlia Maria da , nata il [...] e coniugatasi con Persona_4 Persona_5
cittadino verosimilmente brasiliano in data 27/05/1916;
- da , alla figlia nata il [...] e Controparte_4 Persona_6
coniugatasi con cittadino brasiliano in data 13/03/1947;
- da ai figli: Persona_6
o , nata il [...] e coniugatasi in data 16/12/1961 con cittadino Persona_7 di cui – dalla documentazione in atti – non è dato conoscere la cittadinanza, benché sia noto che lo stesso è nato in [...] e, quindi, astrattamente straniero;
o (odierno ricorrente), nato il [...]; Parte_8
- da , ai di lei figli: Persona_7
o (odierno ricorrente), nato il [...]; Parte_7
o (odierno ricorrente), nato il [...]; Parte_2
o nato il [...]; Persona_8
- da ai di lui figli (odierni ricorrenti): Parte_7
o nato il [...]; Parte_1
o nato il [...]; Persona_9
- da alle di lui figlie (odierne ricorrenti): Parte_2
o nata il [...]; Parte_6
o nata il [...]; Parte_5
o nata il [...]; Persona_10
- da ai di lui figli (odierni ricorrenti): Persona_8
o nata il [...]; Parte_12
o nato il [...]; Parte_3
- da ai di lui figli (odierni ricorrenti): Parte_8
o , nato il [...]; Parte_4
o , nata il [...]; Parte_9
o nata il [...]; Parte_11
- da , ai di lui figli (odierni ricorrenti): Parte_4
o , nato il [...]; Persona_2
o , nato il [...]; Persona_2
- da , ai di lei figli (odierni ricorrenti): Parte_9
o nato il [...]; Persona_3
o , nata il [...]. Parte_10 Ebbene, com'è evidente, nella linea di discendenza è presente più di un passaggio generazionale per linea femminile anteriore all'entrata in vigore della Costituzione, in particolare:
- da (coniugatasi nel 1916 con cittadino di cui – dalla Controparte_4
documentazione in atti – non è dato conoscere la cittadinanza, benché sia noto che lo stesso è nato in [...] e, quindi, astrattamente straniero), alla figlia, Persona_6
nata nel 1917;
- da (coniugatasi nel 1947 con cittadino brasiliano), alla figlia, Persona_6
nata nel 1942. Persona_7
È opportuno premettere, in via generale, che, all'epoca, la trasmissione iure sanguinis della cittadinanza italiana – salvo casi del tutto marginali – avveniva, ai sensi dell'art. 1 della l. n. 555/1912, unicamente per via paterna e che, inoltre, l'art. 10 della stessa legge sanciva la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si univa in matrimonio con un cittadino straniero.
La Corte costituzionale, però, com'è noto, con la sentenza n. 30 del 1983, ha dichiarato l'illegittimità della legge n. 555/1912 nella parte in cui non prevedeva che fosse cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina. Tale pronuncia ha, così, ricondotto nell'alveo dei valori costituzionali di uguaglianza la previgente disciplina legislativa sullo status civitatis, consentendo l'acquisto della cittadinanza italiana anche per linea materna.
Già in precedenza, del resto, la medesima Corte, con la sentenza n. 87 del 1975, aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 10 della legge n. 555 del 1912, nella parte in cui prevedeva la perdita della cittadinanza italiana della donna coniugata con un cittadino straniero, e ciò indipendentemente dalla volontà della donna.
Ebbene, nonostante un primo orientamento interpretativo tendesse a limitare gli effetti favorevoli di tali pronunce solo a partire dalla data di entrata in vigore della Costituzione, con cristallizzazione delle situazioni già definite all'epoca, la Corte di cassazione, con la sentenza a Sezioni unite n.
4466/2009, ha superato tale disparità di trattamento.
La Suprema corte, infatti, con la citata pronuncia, pur riconoscendo che “la declaratoria
d'incostituzionalità delle norme precostituzionali produce effetto soltanto sui rapporti e le situazioni non ancora esaurite alla data del 1° gennaio 1948, non potendo retroagire oltre l'entrata in vigore della Costituzione”, ha tuttavia mitigato l'impossibilità di applicare retroattivamente, oltre il 1° gennaio 1948, le citate sentenze costituzionali, ritenendo che lo status di cittadino, in quanto “qualità essenziale della persona con caratteri di assolutezza, originarietà, indisponibilità ed imprescrittibilità che lo rendono giustiziabile in ogni tempo e di regola non definito o chiuso”, perduri, appunto, nel tempo e non possa, quindi, ritenersi esaurito se non per effetto di espresso diniego o riconoscimento con sentenza passata in giudicato. La Suprema corte, nella pronuncia citata, ha quindi concluso che “le norme precostituzionali riconosciute illegittime per effetto di sentenze del giudice della legge sono inapplicabili e non hanno più effetto dal 1° gennaio 1948 sui rapporti su cui ancora incidono, se permanga la discriminazione delle persone per il loro sesso […], sempre che vi sia una persona sulla quale determinano ancora conseguenze ingiuste, ma giustiziabili, cioè tutelabili in sede giurisdizionale”.
Ne consegue che, in forza delle pronunce di incostituzionalità citate nonché dell'interpretazione offertane dalla giurisprudenza di legittimità, la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche a coloro i quali, in base alla legge dell'epoca, non l'avevano acquistata perché nati anteriormente al 1° gennaio 1948 da madre cittadina che aveva, altresì, perduto la propria cittadinanza, in quanto coniugatasi, anteriormente al 1° gennaio 1948, con cittadino straniero e, quindi, nel caso di specie, anche a e Persona_6 Persona_7
(nate, rispettivamente, negli anni 1917 e 1942, da madri cittadine che avevano, altresì, perduto, in base alla legge dell'epoca, la loro cittadinanza per essersi coniugate, negli anni 1916 e 1947, con cittadini stranieri) e, conseguentemente, ai loro discendenti.
Per quanto riguarda, invece, i successivi passaggi generazionali per via materna, posteriori all'entrata in vigore della Costituzione ma anteriori alle pronunce di incostituzionalità sopra richiamate, nulla osta alla trasmissione della cittadinanza italiana, spiegando le sentenze costituzionali suddette piena efficacia retroattiva sino all'entrata in vigore della Costituzione.
Ne deriva, alla luce di tutto quanto osservato, che la linea di discendenza dall'avo, , Persona_4
agli odierni ricorrenti, non risulta essersi mai interrotta, con conseguente trasmissione, in capo agli stessi, dello status di cittadini italiani.
Alla luce di tutto quanto sin qui osservato, consegue l'accoglimento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana in capo ai ricorrenti.
Deve, pertanto, essere dichiarata la cittadinanza italiana in capo agli stessi, con conseguente obbligo del e, per esso, del competente ufficiale dello stato civile, di procedere alle Controparte_3
relative iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge.
La natura sostanzialmente non contenziosa della controversia in esame, e, soprattutto, le ragioni della decisione – fondata sull'orientamento della Suprema corte di cui alla sentenza n. 4466/2009, che ritiene inapplicabili le norme precostituzionali, riconosciute illegittime per effetto di sentenze di illegittimità costituzionali sui rapporti su cui ancora incidono – unitamente alla circostanza per cui il riveste nel presente procedimento una posizione meramente formale, che non Controparte_3
consente di ritenerlo tecnicamente soccombente ex art. 91 c.p.c., giustificano l'integrale compensazione tra le parti delle spese di lite del presente giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale ordinario di Campobasso, nella composizione monocratica indicata in epigrafe, definitivamente pronunciando nella causa iscritta al R.G. n. 2303/2024, così provvede:
• Dichiara la contumacia del;
Controparte_3
• Dichiara che i ricorrenti sono cittadini italiani;
• Ordina al e, per esso, all'ufficiale dello stato civile competente, di Controparte_3
procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello stato civile della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
• Dichiara integralmente compensate tra le parti le spese di lite del presente giudizio.
Così deciso in Campobasso, 30 maggio 2025.
Il giudice dott.ssa Rossella Casillo