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Sentenza 3 giugno 2025
Sentenza 3 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Potenza, sentenza 03/06/2025, n. 1052 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Potenza |
| Numero : | 1052 |
| Data del deposito : | 3 giugno 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE ORDINARIO DI POTENZA
Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea in composizione monocratica in persona del dott. Filippo Palumbo, provvedendo ai sensi degli artt. 281-sexies, comma terzo, e 127-ter c.p.c. (come risultanti a seguito del D. Lgs. 10 ottobre 2022 n. 149,
c.d. "Riforma Cartabia") all'esito del deposito di note scritte in so- stituzione dell'udienza;
letti ed esaminati gli atti di causa;
richiamato il contenuto del precedente provvedimento di fissa- zione di udienza ai sensi dell'art. 127-ter c.p.c., che, dalla consul- tazione del fascicolo telematico, risulta essere stato debitamente comunicato alle parti;
preso atto delle note di trattazione scritta in sostituzione della citata udienza, depositate telematicamente in atti e da intendersi qui integralmente richiamate;
rilevato che parte ricorrente ha fornito prova della rituale notifi- ca del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione di udienza alla controparte, la quale non risulta essersi costituita in giudizio;
osservato che oggetto del giudizio risulta essere l'accertamento dello stato di cittadinanza italiana, per cui il rito applicabile è quello previsto dall'art. 19-bis d.lgs. 150/2011 e che il presente procedimento risulta instaurato dopo la data del 28.02.2023, sic- ché (in ragione di quanto disposto dall'art. 35, comma 1, d.lgs.
149/2022, come modificato dalla Legge n. 197/2022) il rito appli- cabile richiamato dal predetto art. 19-bis d.lgs. 150/2011 è quello semplificato di cognizione, disciplinato agli artt. 281-decies e ss.
c.p.c.;
ritenuto che la causa sia matura per la decisione e che possa in
Pag. 1 di 8 questa sede procedersi con la pronuncia della sentenza ai sensi dei citati artt. 281-sexies, comma terzo, e 127-ter c.p.c. (come ri- sultanti a seguito del D. Lgs. 10 ottobre 2022 n. 149, c.d. "Riforma
Cartabia"), atteso che parte convenuta/resistente, nonostante la notifica del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione di udien- za, non si è costituita in giudizio e parte attrice/ricorrente, nelle proprie note scritte ex art. 127-ter c.p.c., ha espressamente chiesto la decisione della causa, formulando anche le relative conclusioni;
pronuncia la seguente
SENTENZA nel procedimento iscritto al n. R.G. 1409 / 2023 promosso da:
, nata a [...] Parte_1 il 07.06.1995, rappresentata, assistita e difesa dall'Avv. Ilaria
MAGGI ed elettivamente domiciliata presso il suo studio sito in
Verona, Via Leoncino n.16, giusta procura in atti;
-parti ricorrenti-
nei confronti del , in persona del Controparte_1
Ministro p.t.
-parte resistente non costituita -
con l'intervento ex lege del Pubblico Ministero presso il Tribunale;
OGGETTO: riconoscimento della cittadinanza italiana
FATTO E DIRITTO
1. – La ricorrente ha proposto ricorso avverso il
[...]
al fine di ottenere il riconoscimento della cittadinanza CP_1 italiana iure sanguinis, esponendo di essere discendente in linea retta ed ininterrotta del cittadino italiano sig. R_
, nato a [...], il [...], il quale
[...] emigrava in Argentina senza mai naturalizzarsi cittadino argen- tino, come si evince dal Certificato elettorale n. 03164368, rila- sciato il 16.12.2022, attestante la non registrazione dell'avo presso l'Ufficio Nazionale degli Elettori (Camara Nacional Electoral) do-
Pag. 2 di 8 ve risultano iscritti tutti i cittadini argentini nati in Argentina e quelli che hanno scelto la cittadinanza argentina, maggiori di 16 anni, e quelli naturalizzati argentini a partire dai 18 anni d'età.
A sostegno della domanda, l'odierna ricorrente ha prodotto docu- menti e certificazioni, debitamente tradotte e apostillate, tali da considerarsi provata la sua linea di discendenza italiana.
Il , nonostante la regolare notifica Controparte_1 all'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Potenza, non si costitui- va nel presente procedimento e, pertanto, se ne dichiara la con- tumacia.
2. – Preliminarmente, in ordine alla competenza del Tribunale adito, si osserva che l'art. 1, comma 36, della legge di riforma del processo civile n. 206 del 26.11.2021, ha modificato il comma 5 dell'art. 4 del decreto-legge 17.02.2017 n. 13, aggiungendo il se- guente periodo: “Quando l'attore risiede all'estero, le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”.
Il successivo comma 37, ha previsto che la disposizione di cui so- pra venisse applicata a partire dal centottantesimo giorno dall'en- trata in vigore della legge. Pertanto, dal 22 giugno 2022, la com- petenza viene fissata assumendo come parametro di riferimento il
Comune di nascita del padre, della madre o, in ultima ratio, dell'antenato della ricorrente. In ordine alla competenza funziona- le della Sezione Immigrazione si osserva inoltre che l'art. 1 del de- creto-legge del 17.02.2017 n. 13 ha istituito le "Sezioni specializza- te in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea" presso i tribunali ordinari del luogo nel quale hanno sede le Corti d'appello e la leg- ge di conversione del 13 aprile 2017, n. 46 ha attribuito per esse la competenza inderogabile anche in materia di "stato di cittadinan- za italiana".
Alla luce di detti principi, posto che nel caso di specie la ricorrente risiede all'estero e che il suo avo era nato in [...] che rien- tra nella competenza del Distretto della Corte di Appello di Poten- za, il Foro competente è inderogabilmente il Tribunale Civile di
Pag. 3 di 8 Potenza - Sezione specializzata in materia di immigrazione prote- zione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione
Europea.
3. – Ciò posto, in linea di principio, dovrebbe poi affermarsi nel caso in esame, la carenza di interesse ad agire giudizialmente per l'accertamento della cittadinanza italiana, poiché dalla documen- tazione versata in atti, non si registrano eventi interruttivi della linea di discendenza come passaggi generazionali per linea fem- minile in epoca precostituzionale e, pertanto, nessun dubbio viene a porsi in merito all'operatività della giurisprudenza costituziona- le (sentenza n. 87 del 1975, sentenza n. 30 del 1983) che ha de- terminato il venir meno del criterio di trasmissione unicamente maschile e della disposizione che prevedeva la perdita della citta- dinanza per la donna che contraeva matrimonio con un cittadino straniero. E poiché il riconoscimento dello status civitatis incombe sul , la ricorrente avrebbero dovuto limitarsi Controparte_1
a chiedere il rilascio del relativo certificato o comunque a richiede- re il riconoscimento dello status all'autorità consolare presso il paese di residenza, nella specie in Argentina, sulla scorta della documentazione attestante la discendenza da cittadino italiano, senza necessità di instaurare un giudizio dinanzi al giudice ordi- nario.
Tuttavia, l'odierna ricorrente ha dato prova della dimostrata diffi- coltà ad ottenere la pronuncia, richiesta in via amministrativa, a causa dei lunghi tempi di attesa a ciò necessari, deducendo di aver correttamente adito l'Amministrazione resistente e avviato, pres- so il Consolato Generale d'Italia a Rosario (Argentina), il proce- dimento per il riconoscimento della cittadinanza italiana.
La documentazione prodotta consente di apprezzare come l'attuale sistema di prenotazione sia strutturato in maniera tale da rendere, in concreto, sostanzialmente impossibile l'esame della relativa istanza in tempi ragionevolmente congrui.
Va rilevato in proposito come l'art. 100 c.p.c. definisce l'interesse ad agire, quale condizione dell'azione, come l'interesse di colui che propone la domanda ad ottenere tutela giurisdizionale;
tale inte- resse deve essere concreto, cioè effettivo ed attuale, ossia esistente
Pag. 4 di 8 quantomeno al momento della decisione. Secondo l'opinione tradi- zionale, questo sorge quando vi è uno stato di obiettiva lesione del diritto e l'idoneità del provvedimento richiesto al giudice per porvi rimedio. Tale interesse consiste, dunque, nella necessità di otte- nere dal processo la protezione dell'interesse sostanziale, a sem- plice e sola affermazione da parte del soggetto della lesione di un proprio diritto. Ebbene, ai sensi dell'art. 2 della Legge n. 241/1990
i procedimenti di competenza delle Amministrazioni statali devo- no essere conclusi entro tempi determinati e certi, anche in con- formità al principio di ragionevole durata del processo.
Nella specie, il D.P.C.M. del 17 gennaio 2014 n. 33 prescrive che la durata massima del procedimento amministrativo per l'accertamento del possesso della cittadinanza italiana iure san- guinis, da parte degli Uffici sia pari a 730 giorni. Cio- Parte_2 nonostante, per giurisprudenza prevalente, il decorso del termine di 730 giorni non può essere configurato, in difetto di espressa previsione legislativa, come condizione di procedibilità, proponibi- lità o ammissibilità della domanda, poiché, essendo la nozione di improcedibilità, intesa generalmente come conseguenza di un comportamento procedurale omissivo, derivante dal mancato compimento di un atto espressamente configurato come necessa- rio nella sequenza procedimentale, deve concludersi che detta sanzione debba essere espressamente prevista, non potendo, atte- se le gravi conseguenze, procedersi ad applicazione analogica in materia sanzionatoria. A tutto ciò si aggiunga che l'incertezza in ordine alla definizione della richiesta di riconoscimento dello sta- tus civitatis italiano iure sanguinis ed il decorso di un lasso tem- porale irragionevole rispetto all'interesse vantato, comportano in- vero una lesione dell'interesse stesso, equivalente ad un diniego di riconoscimento del diritto, giustificando in tal senso l'interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale.
Sussiste pertanto, l'interesse ad agire della ricorrente.
4. – Nel merito il ricorso deve essere accolto per le seguenti ragio- ni.
Com'è noto, per principio, il riconoscimento della cittadinanza ita- liana iure sanguinis ai discendenti di emigrati italiani all'estero
Pag. 5 di 8 consiste nella ricognizione del possesso ininterrotto dalla nascita dello status civitatis di un soggetto quale discendente di cittadino italiano (ex art. 1, comma 1, Legge n. 91/1992: “È cittadino per na- scita: a) il figlio di padre o di madre cittadini;
b) chi è nato nel ter- ritorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apoli- di, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono).
La legislazione italiana, del resto, anche in regime della normati- va precedentemente in vigore alla Legge n. 91/1992, ossia la Leg- ge n. 555/1912, ha sempre assunto e mantenuto, come principio cardine per l'acquisto della cittadinanza ab origine lo ius sangui- nis, ponendo così in primo piano il legame di sangue tra genitore e figlio.
Di conseguenza, le condizioni richieste per il riconoscimento dello status civitatis italiano iure sanguinis ai discendenti da avo ita- liano emigrato all'estero, si basano sostanzialmente sulla dimo- strazione della discendenza diretta da soggetto originariamente investito dello status civitatis italiano (nella specie l'avo emigra- to); ed invero, al riguardo si è espressa la Suprema Corte di Cas- sazione a Sezioni Unite con le c.d. sentenze gemelle nn. 25317 e
25318 del 2022, che hanno affermato il seguente principio di dirit- to: “secondo la tradizione giuridica italiana, nel sistema delineato dal codice civile del 1865, dalla successiva legge sulla cittadinanza
n. 555 del 1912 e dall'attuale legge n. 91 del 1992, la cittadinanza per atto di nascita si acquista a titolo originario iure sanguinis, e lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile ed è giustiziabile in ogni tempo in base alla sem- plice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita da cittadino italiano;
a chi richieda il riconoscimento della cittadi- nanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di tra- smissione, mentre incombe alla controparte, che ne abbia fatto ec- cezione, la prova dell'eventuale fattispecie interruttiva.”
Nel caso di specie, la linea di discendenza riportata in ricorso tro- va esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debita- mente tradotta e apostillata.
Risulta, infatti, che l'avo cittadino italiano dell'odierna ricorrente
Pag. 6 di 8 era emigrato in Argentina senza mai naturalizzarsi cittadino ar- gentino. Il Certificato rilasciato dalla Camara Nacional Electoral attesta, infatti, che il predetto non risulta registrato presso il Re- gistro nazionale degli elettori nel quale si trovano iscritti tutti i cittadini argentini nativi o per opzione maggiori ai 16 anni e gli argentini naturalizzati dai 18 anni, sicché non avendo mai perso la cittadinanza italiana l'ha trasmessa iure sanguinis alla propria discendente.
Dall'esame delle certificazioni anagrafiche depositate emerge, inoltre, che la linea di discendenza della ricorrente è tale da non contemplare né eventi interruttivi rappresentati da passaggi per via materna intervenuti in epoca precostituzionale né tanto meno ostacoli di carattere normativo alla trasmissione della cittadinan- za italiana e ratione temporis rilevanti.
In ragione di tutto quanto precede, il ricorso merita accoglimento, dovendo dichiararsi che l'odierna ricorrente è cittadina italiana e disporsi l'adozione, da parte del , dei prov- Controparte_1 vedimenti conseguenti.
5. – Sussistono giusti motivi in ragione della peculiarità della ma- teria, delle questioni trattate e della mancata costituzione di parte resistente per compensare integralmente le spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale in composizione monocratica, definitivamente pro- nunciando, ogni contraria istanza ed eccezione disattesa:
- DICHIARA la contumacia del resistente;
Controparte_1
- DICHIARA che la ricorrente , Parte_1 nata a [...] il [...] è cittadina italiana iure sanguinis dalla nascita;
- ORDINA per l'effetto al e, per esso, Controparte_1 all'Ufficiale dello stato civile del Comune di Marsico Nuovo (PZ), ovvero ogni altro competente, di procedere alle iscrizioni, trascri- zioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cit- tadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali co- municazioni alle autorità consolari competenti;
Pag. 7 di 8 - DICHIARA le spese di lite integralmente compensate;
- MANDA alla Cancelleria per gli adempimenti di competenza.
Così deciso il 31.05.2025
Il Giudice dott. Filippo Palumbo
Pag. 8 di 8
IL TRIBUNALE ORDINARIO DI POTENZA
Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea in composizione monocratica in persona del dott. Filippo Palumbo, provvedendo ai sensi degli artt. 281-sexies, comma terzo, e 127-ter c.p.c. (come risultanti a seguito del D. Lgs. 10 ottobre 2022 n. 149,
c.d. "Riforma Cartabia") all'esito del deposito di note scritte in so- stituzione dell'udienza;
letti ed esaminati gli atti di causa;
richiamato il contenuto del precedente provvedimento di fissa- zione di udienza ai sensi dell'art. 127-ter c.p.c., che, dalla consul- tazione del fascicolo telematico, risulta essere stato debitamente comunicato alle parti;
preso atto delle note di trattazione scritta in sostituzione della citata udienza, depositate telematicamente in atti e da intendersi qui integralmente richiamate;
rilevato che parte ricorrente ha fornito prova della rituale notifi- ca del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione di udienza alla controparte, la quale non risulta essersi costituita in giudizio;
osservato che oggetto del giudizio risulta essere l'accertamento dello stato di cittadinanza italiana, per cui il rito applicabile è quello previsto dall'art. 19-bis d.lgs. 150/2011 e che il presente procedimento risulta instaurato dopo la data del 28.02.2023, sic- ché (in ragione di quanto disposto dall'art. 35, comma 1, d.lgs.
149/2022, come modificato dalla Legge n. 197/2022) il rito appli- cabile richiamato dal predetto art. 19-bis d.lgs. 150/2011 è quello semplificato di cognizione, disciplinato agli artt. 281-decies e ss.
c.p.c.;
ritenuto che la causa sia matura per la decisione e che possa in
Pag. 1 di 8 questa sede procedersi con la pronuncia della sentenza ai sensi dei citati artt. 281-sexies, comma terzo, e 127-ter c.p.c. (come ri- sultanti a seguito del D. Lgs. 10 ottobre 2022 n. 149, c.d. "Riforma
Cartabia"), atteso che parte convenuta/resistente, nonostante la notifica del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione di udien- za, non si è costituita in giudizio e parte attrice/ricorrente, nelle proprie note scritte ex art. 127-ter c.p.c., ha espressamente chiesto la decisione della causa, formulando anche le relative conclusioni;
pronuncia la seguente
SENTENZA nel procedimento iscritto al n. R.G. 1409 / 2023 promosso da:
, nata a [...] Parte_1 il 07.06.1995, rappresentata, assistita e difesa dall'Avv. Ilaria
MAGGI ed elettivamente domiciliata presso il suo studio sito in
Verona, Via Leoncino n.16, giusta procura in atti;
-parti ricorrenti-
nei confronti del , in persona del Controparte_1
Ministro p.t.
-parte resistente non costituita -
con l'intervento ex lege del Pubblico Ministero presso il Tribunale;
OGGETTO: riconoscimento della cittadinanza italiana
FATTO E DIRITTO
1. – La ricorrente ha proposto ricorso avverso il
[...]
al fine di ottenere il riconoscimento della cittadinanza CP_1 italiana iure sanguinis, esponendo di essere discendente in linea retta ed ininterrotta del cittadino italiano sig. R_
, nato a [...], il [...], il quale
[...] emigrava in Argentina senza mai naturalizzarsi cittadino argen- tino, come si evince dal Certificato elettorale n. 03164368, rila- sciato il 16.12.2022, attestante la non registrazione dell'avo presso l'Ufficio Nazionale degli Elettori (Camara Nacional Electoral) do-
Pag. 2 di 8 ve risultano iscritti tutti i cittadini argentini nati in Argentina e quelli che hanno scelto la cittadinanza argentina, maggiori di 16 anni, e quelli naturalizzati argentini a partire dai 18 anni d'età.
A sostegno della domanda, l'odierna ricorrente ha prodotto docu- menti e certificazioni, debitamente tradotte e apostillate, tali da considerarsi provata la sua linea di discendenza italiana.
Il , nonostante la regolare notifica Controparte_1 all'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Potenza, non si costitui- va nel presente procedimento e, pertanto, se ne dichiara la con- tumacia.
2. – Preliminarmente, in ordine alla competenza del Tribunale adito, si osserva che l'art. 1, comma 36, della legge di riforma del processo civile n. 206 del 26.11.2021, ha modificato il comma 5 dell'art. 4 del decreto-legge 17.02.2017 n. 13, aggiungendo il se- guente periodo: “Quando l'attore risiede all'estero, le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”.
Il successivo comma 37, ha previsto che la disposizione di cui so- pra venisse applicata a partire dal centottantesimo giorno dall'en- trata in vigore della legge. Pertanto, dal 22 giugno 2022, la com- petenza viene fissata assumendo come parametro di riferimento il
Comune di nascita del padre, della madre o, in ultima ratio, dell'antenato della ricorrente. In ordine alla competenza funziona- le della Sezione Immigrazione si osserva inoltre che l'art. 1 del de- creto-legge del 17.02.2017 n. 13 ha istituito le "Sezioni specializza- te in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea" presso i tribunali ordinari del luogo nel quale hanno sede le Corti d'appello e la leg- ge di conversione del 13 aprile 2017, n. 46 ha attribuito per esse la competenza inderogabile anche in materia di "stato di cittadinan- za italiana".
Alla luce di detti principi, posto che nel caso di specie la ricorrente risiede all'estero e che il suo avo era nato in [...] che rien- tra nella competenza del Distretto della Corte di Appello di Poten- za, il Foro competente è inderogabilmente il Tribunale Civile di
Pag. 3 di 8 Potenza - Sezione specializzata in materia di immigrazione prote- zione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione
Europea.
3. – Ciò posto, in linea di principio, dovrebbe poi affermarsi nel caso in esame, la carenza di interesse ad agire giudizialmente per l'accertamento della cittadinanza italiana, poiché dalla documen- tazione versata in atti, non si registrano eventi interruttivi della linea di discendenza come passaggi generazionali per linea fem- minile in epoca precostituzionale e, pertanto, nessun dubbio viene a porsi in merito all'operatività della giurisprudenza costituziona- le (sentenza n. 87 del 1975, sentenza n. 30 del 1983) che ha de- terminato il venir meno del criterio di trasmissione unicamente maschile e della disposizione che prevedeva la perdita della citta- dinanza per la donna che contraeva matrimonio con un cittadino straniero. E poiché il riconoscimento dello status civitatis incombe sul , la ricorrente avrebbero dovuto limitarsi Controparte_1
a chiedere il rilascio del relativo certificato o comunque a richiede- re il riconoscimento dello status all'autorità consolare presso il paese di residenza, nella specie in Argentina, sulla scorta della documentazione attestante la discendenza da cittadino italiano, senza necessità di instaurare un giudizio dinanzi al giudice ordi- nario.
Tuttavia, l'odierna ricorrente ha dato prova della dimostrata diffi- coltà ad ottenere la pronuncia, richiesta in via amministrativa, a causa dei lunghi tempi di attesa a ciò necessari, deducendo di aver correttamente adito l'Amministrazione resistente e avviato, pres- so il Consolato Generale d'Italia a Rosario (Argentina), il proce- dimento per il riconoscimento della cittadinanza italiana.
La documentazione prodotta consente di apprezzare come l'attuale sistema di prenotazione sia strutturato in maniera tale da rendere, in concreto, sostanzialmente impossibile l'esame della relativa istanza in tempi ragionevolmente congrui.
Va rilevato in proposito come l'art. 100 c.p.c. definisce l'interesse ad agire, quale condizione dell'azione, come l'interesse di colui che propone la domanda ad ottenere tutela giurisdizionale;
tale inte- resse deve essere concreto, cioè effettivo ed attuale, ossia esistente
Pag. 4 di 8 quantomeno al momento della decisione. Secondo l'opinione tradi- zionale, questo sorge quando vi è uno stato di obiettiva lesione del diritto e l'idoneità del provvedimento richiesto al giudice per porvi rimedio. Tale interesse consiste, dunque, nella necessità di otte- nere dal processo la protezione dell'interesse sostanziale, a sem- plice e sola affermazione da parte del soggetto della lesione di un proprio diritto. Ebbene, ai sensi dell'art. 2 della Legge n. 241/1990
i procedimenti di competenza delle Amministrazioni statali devo- no essere conclusi entro tempi determinati e certi, anche in con- formità al principio di ragionevole durata del processo.
Nella specie, il D.P.C.M. del 17 gennaio 2014 n. 33 prescrive che la durata massima del procedimento amministrativo per l'accertamento del possesso della cittadinanza italiana iure san- guinis, da parte degli Uffici sia pari a 730 giorni. Cio- Parte_2 nonostante, per giurisprudenza prevalente, il decorso del termine di 730 giorni non può essere configurato, in difetto di espressa previsione legislativa, come condizione di procedibilità, proponibi- lità o ammissibilità della domanda, poiché, essendo la nozione di improcedibilità, intesa generalmente come conseguenza di un comportamento procedurale omissivo, derivante dal mancato compimento di un atto espressamente configurato come necessa- rio nella sequenza procedimentale, deve concludersi che detta sanzione debba essere espressamente prevista, non potendo, atte- se le gravi conseguenze, procedersi ad applicazione analogica in materia sanzionatoria. A tutto ciò si aggiunga che l'incertezza in ordine alla definizione della richiesta di riconoscimento dello sta- tus civitatis italiano iure sanguinis ed il decorso di un lasso tem- porale irragionevole rispetto all'interesse vantato, comportano in- vero una lesione dell'interesse stesso, equivalente ad un diniego di riconoscimento del diritto, giustificando in tal senso l'interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale.
Sussiste pertanto, l'interesse ad agire della ricorrente.
4. – Nel merito il ricorso deve essere accolto per le seguenti ragio- ni.
Com'è noto, per principio, il riconoscimento della cittadinanza ita- liana iure sanguinis ai discendenti di emigrati italiani all'estero
Pag. 5 di 8 consiste nella ricognizione del possesso ininterrotto dalla nascita dello status civitatis di un soggetto quale discendente di cittadino italiano (ex art. 1, comma 1, Legge n. 91/1992: “È cittadino per na- scita: a) il figlio di padre o di madre cittadini;
b) chi è nato nel ter- ritorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apoli- di, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono).
La legislazione italiana, del resto, anche in regime della normati- va precedentemente in vigore alla Legge n. 91/1992, ossia la Leg- ge n. 555/1912, ha sempre assunto e mantenuto, come principio cardine per l'acquisto della cittadinanza ab origine lo ius sangui- nis, ponendo così in primo piano il legame di sangue tra genitore e figlio.
Di conseguenza, le condizioni richieste per il riconoscimento dello status civitatis italiano iure sanguinis ai discendenti da avo ita- liano emigrato all'estero, si basano sostanzialmente sulla dimo- strazione della discendenza diretta da soggetto originariamente investito dello status civitatis italiano (nella specie l'avo emigra- to); ed invero, al riguardo si è espressa la Suprema Corte di Cas- sazione a Sezioni Unite con le c.d. sentenze gemelle nn. 25317 e
25318 del 2022, che hanno affermato il seguente principio di dirit- to: “secondo la tradizione giuridica italiana, nel sistema delineato dal codice civile del 1865, dalla successiva legge sulla cittadinanza
n. 555 del 1912 e dall'attuale legge n. 91 del 1992, la cittadinanza per atto di nascita si acquista a titolo originario iure sanguinis, e lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile ed è giustiziabile in ogni tempo in base alla sem- plice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita da cittadino italiano;
a chi richieda il riconoscimento della cittadi- nanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di tra- smissione, mentre incombe alla controparte, che ne abbia fatto ec- cezione, la prova dell'eventuale fattispecie interruttiva.”
Nel caso di specie, la linea di discendenza riportata in ricorso tro- va esatto riscontro nella documentazione versata in atti, debita- mente tradotta e apostillata.
Risulta, infatti, che l'avo cittadino italiano dell'odierna ricorrente
Pag. 6 di 8 era emigrato in Argentina senza mai naturalizzarsi cittadino ar- gentino. Il Certificato rilasciato dalla Camara Nacional Electoral attesta, infatti, che il predetto non risulta registrato presso il Re- gistro nazionale degli elettori nel quale si trovano iscritti tutti i cittadini argentini nativi o per opzione maggiori ai 16 anni e gli argentini naturalizzati dai 18 anni, sicché non avendo mai perso la cittadinanza italiana l'ha trasmessa iure sanguinis alla propria discendente.
Dall'esame delle certificazioni anagrafiche depositate emerge, inoltre, che la linea di discendenza della ricorrente è tale da non contemplare né eventi interruttivi rappresentati da passaggi per via materna intervenuti in epoca precostituzionale né tanto meno ostacoli di carattere normativo alla trasmissione della cittadinan- za italiana e ratione temporis rilevanti.
In ragione di tutto quanto precede, il ricorso merita accoglimento, dovendo dichiararsi che l'odierna ricorrente è cittadina italiana e disporsi l'adozione, da parte del , dei prov- Controparte_1 vedimenti conseguenti.
5. – Sussistono giusti motivi in ragione della peculiarità della ma- teria, delle questioni trattate e della mancata costituzione di parte resistente per compensare integralmente le spese di lite.
P.Q.M.
Il Tribunale in composizione monocratica, definitivamente pro- nunciando, ogni contraria istanza ed eccezione disattesa:
- DICHIARA la contumacia del resistente;
Controparte_1
- DICHIARA che la ricorrente , Parte_1 nata a [...] il [...] è cittadina italiana iure sanguinis dalla nascita;
- ORDINA per l'effetto al e, per esso, Controparte_1 all'Ufficiale dello stato civile del Comune di Marsico Nuovo (PZ), ovvero ogni altro competente, di procedere alle iscrizioni, trascri- zioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, della cit- tadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali co- municazioni alle autorità consolari competenti;
Pag. 7 di 8 - DICHIARA le spese di lite integralmente compensate;
- MANDA alla Cancelleria per gli adempimenti di competenza.
Così deciso il 31.05.2025
Il Giudice dott. Filippo Palumbo
Pag. 8 di 8