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Sentenza 15 maggio 2025
Sentenza 15 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Avellino, sentenza 15/05/2025, n. 519 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Avellino |
| Numero : | 519 |
| Data del deposito : | 15 maggio 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI AVELLINO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice dott. Ciro Luce, in funzione di giudice del lavoro, all'udienza del 15 maggio
2025, ha pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo e delle ragioni di fatto e di diritto della decisione, la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 318/2025 R.G. lavoro e vertente
TRA
(C.F. ), rapp.ta e difesa dall'Avv.to Sabrina Parte_1 C.F._1
Mautone ed elettivamente domiciliata presso il suo studio legale in Avellino (AV), alla
Piazza della Libertà n. 11, giusta mandato in atti;
RICORRENTE
CONTRO
(c.f. ), in persona del legale rapp.te p.t., Controparte_1 P.IVA_1 rapp.to e difeso dall'Avv. Pierluigi Rizzo ed elett.te domiciliato in Napoli (NA), Centro
Direzionale Isola G8, giusta mandato in atti;
RESISTENTE
Conclusioni delle parti: come in atti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1) Con ricorso in atti, la ricorrente in epigrafe conviene in giudizio la Controparte_1
impugnando il licenziamento per giusta causa intimatole con nota dello
[...]
09.01.2025. Impugna le contestazioni disciplinari mossele in relazione ad una serie di episodi, intervenuti nei giorni 06.11.2024, 08.11.2024, 19.11.2024, 22.11.2024,
23.11.2024, 02.12.2024, per la inadeguatezza della prestazione resa, il rifiuto allo svolgimento della prestazione lavorativa e l'insubordinazione per i toni irriverenti ed offensivi, più volte utilizzati nei confronti della diretta superiore la Parte_2
ricorrente nega di aver utilizzato un linguaggio inappropriato nei confronti della responsabile, precisa di aver sempre svolto i compiti assegnati e di aver sofferto stress emotivo e disagio a causa dei continui rimproveri, a suo dire immotivatamente subiti.
1 Contesta, ancora, la sproporzione della sanzione subita in relazione alle contestazioni mosse, che non possono essere ritenute veri e propri illeciti disciplinari, tali da legittimare il licenziamento, con particolare riferimento al combinato disposto di cui agli art.40 e 42 del CCNL di categoria.
Parte resistente si è costituita.
Preliminarmente, va disposto il mutamento delle modalità di iscrizione del fascicolo,
erroneamente qualificato con richiamo all'art. 1 co. 47 e s.s.s legge 92/2012, cd. rito
Fornero, perché rito abrogato e non più in essere, con l'attribuzione della ritualità ordinaria.
2) I fatti oggetto di contestazione sono quelli di cui alle missive prodotte:
con la prima contestazione dello 04 dicembre 2024: Inadeguatezza della prestazione, rifiuto allo svolgimento della prestazione lavorativa ed insubordinazione nei giorni 6 e 7.12.2024.
Il giorno 6.11.2024, la sig.ra addetta al controllo ed alla gestione del Parte_2 servizio di pulizia presso la clinica, Le ha affidato l'incarico mediante il quaderno delle consegne, di provvedere, nel Suo turno di lavoro dalle ore 14.00 alle 20.00, alla pulizia della stanza n. 321 nonché dei vetri del corridoio del reparto di medicina/cardiologia.
Il giorno successivo, alle ore 13.55 circa, la sig.ra avendo constatato che i vetri del Pt_2
corridoio del reparto di medicina/cardiologia non erano stati puliti correttamente, Le ha evidenziato l'inadeguatezza. A quel punto, Lei, con atteggiamento arrogante e di disinteresse, ha risposto: “per me sono stati fatti bene e se per te non vao bene fatteli tu”.
Inadeguatezza della prestazione, insubordinazione e falsa asserzione di mobbing nei giorni
8.11 2024 e 13.11.2024.
Il giorno 8.11.2024, la sig.ra , alle ore 12.00 circa, scrivendo su un apposito Parte_2
quaderno di consegne, Le ha affidato l'incarico di provvedere, nel Suo turno di lavoro dalle ore 14.00 alle 20.00, vari spazi da pulire tra cui la pulizia di uno spazio adibito a deposito dei detersivi del reparto di medicina/cardiologia. In data 9.11.2024 alle ore 7.50 circa la sig.ra ha constatato che Lei non aveva provveduto alla pulizia dello spazio Parte_2
che, infatti, era ancora sporco.
In data 13.11.2024 alle ore 8.00 circa, al Suo rientro da alcuni giorni di ferie, la sig.ra
Le ha evidenziato quanto constatato il 9.11.2024. A quel punto, Lei ha proferito le Pt_2 seguenti espressioni. “per me è stato fatto bene, mi stai stressando, mi fai alzare la pressione, ti denuncio per mobbing, mi dovrai pagare e tue spese il cardiologo e lo psicologo”.
Inadeguatezza della prestazione rifiuto allo svolgimento della prestazione lavorativa ed insubordinazione nel giorno 19.11.2024.
2 Il giorno 19.11.2024, la sig.ra addetta al controllo ed alla gestione del Parte_2
servizio di pulizia presso la clinica, Le ha affidato l'incarico, mediante il quaderno delle consegne, di provvedere, nel Suo turno di lavoro dalle ore 14.00 alle 20.00, alla pulizia della stanza n. 301.
In data 20.11.2024, alle ore 7.40 circa, la sig.ra ha constatato che la stanza n. 301 Pt_2
non era stata pulita correttamente e che il bagno era sporco. Il giorno 21.11.2024, alle ore
13.50 circa, Le ha evidenziato l'inadeguatezza. A quel punto, Lei, con atteggiamento arrogante e di insubordinazione, ha risposto: “fattelo tu o tua figlia! chi sei tu per dirmi come pulire? Hai dimenticato quando facevi il mio stesso lavoro?”.
Inadeguatezza della prestazione, rifiuto allo svolgimento della prestazione lavorativa ed insubordinazione nel giorno 22.11.2024.
Il giorno 22.11.2024, la sig.ra addetta al controllo ed alla gestione del Parte_2
servizio di pulizia presso la clinica, Le ha affidato, mediante il quaderno delle consegne,
l'incarico di provvedere, nel Suo turno di lavoro dalle ore 14.00 alle 20.00, alla pulizia della stanza n. 303.
Alle ore 8.00 circa del giorno 23.11.2024, la sig.ra ha constatato che la stanza n. Pt_2
303 non era stata pulita correttamente e che il bagno era sporco. In data 25.11.2024, alle ore
8.00 circa, Le ha evidenziato l'inadeguatezza. A quel punto, Lei, con atteggiamento arrogante e di insubordinazione, ha risposto: “fattelo tu o tua figlia! chi sei tu per dirmi come pulire?”.
False dichiarazioni di asserite vessazioni da parte della sig.ra ed Parte_2 ingiustificato allarmismo, con richiesta di intervento dei Carabinieri, nel giorno 2.12.2024.
In data 2.12.2024, alle ore 8.00 circa, la sig.ra ha riscontrato che la camera Parte_2
303 non era stata pulita a fondo, in violazione della disposizione dalla stessa espressa al sig.
il 30.11.2024. Preso atto di ciò e della indisponibilità del sig. di CP_2 CP_2
adempiere, la sig.ra ha incaricato le sigg.re e di Pt_2 Parte_1 Persona_1 procedere alla pulizia della camera in oggetto.
A quel punto, il sig. con la Sua approvazione e condivisione, ha richiesto CP_2
l'intervento dei Carabinieri della stazione di Atripalda, che sono prontamente sopraggiunti presso la , creando inevitabilmente scompiglio ed apprensione. CP_3
Nel contempo, Lei ha sospeso arbitrariamente la Sua attività dalle ore 9.10 alle ore 10.00 ed ha poi riferito falsamente di essere soggetta a continue vessazioni da parte della sig.ra
Pt_2
Ciò ha turbato la regolarità del servizio di pubblica necessità assolto dalla nostra Società”-
Con la successiva contestazione disciplinare del 10.12.2024 :
3 “Sebbene con precedente nota di contestazione disciplinare del 4.12.2024 Le avevamo comunicato la sospensione cautelare dal lavoro, ferma restando la maturazione della retribuzione, Lei, disattendendo la disposizione aziendale e, quindi, incorrendo in un atto di insubordinazione, si è presentata al lavoro il giorno 9.12.2024 ed ha iniziato a svolgere la
Sua prestazione lavorativa alle ore 8.00.
Alle ore 8.20, la sig.ra e la caposala si sono avvedute della Sua Parte_2 Parte_3 presenza e, dopo aver interloquito con la dott.ssa dell'ufficio del personale, Persona_2
l'hanno invitata ad allontanarsi e, quindi, ad attenersi alla disposta sospensione cautelare”.
Esaminate e respinte, in quanto infondate, le giustificazioni da Lei presentate sia con note del 9.12.2024 e del 12.12.2024 sia nel corso dell'incontro del 20.12.2024, Le
comunichiamo, in considerazione della irrimediabile lesione del vincolo fiduciario, ai sensi dell'art. 2119 c.c., la risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa, con effetto alla data di ricezione della prima contestazione disciplinare de 4.12.2024.
2) Nel corso del giudizio è stata svolta attività istruttoria.
La ricorrente (udienza del 11 aprile 2025): “Mi riporto a quanto al ricorso. In merito all'episodio dello 02.12.2024 io non mi sono sentita bene, il collega ha CP_2
chiamato la caposala , la quale non è venuta, e allora ha Parte_3 CP_2
ritenuto di chiamare i carabinieri. Io non mi sono sentita bene, avevo tachicardia, una sorta di panico, dopo un poco mi sono ripresa e sono venuti a dirmi che dovevo riprendere e salire sulla scala, e io l'ho fatto, pure se mi girava la testa, ma poi CP_2
mi ha detto di scendere e io ho fatto le parti basse della camera. Sulla scala
[...]
bisogna salire perché ci fanno pulire la tapparelle e gli infissi, cosa che noi facciamo regolarmente. Poi mi sono ripresa, me ne sono andata a casa, e non mi sono fatta vedere da un medico. per tutto il resto, io ho sempre fatto bene le stanze, mi facevano anche i complimenti. Il giorno 9 dicembre 2024 sono andata a lavoro, poi sono venuti e mi hanno detto che dovevo andare a casa , cosa che io ho fatto subito;
pensavo di dover rientrare”.
- (udienza del 11 aprile 2025): “Sono dipendente della Parte_2 CP_4 come responsabile di vari settori. tra i miei compiti c'è anche la
[...]
responsabilità di verificare la corretta pulizia dei locali e della intera struttura, camere comprese. io ripartisco i compiti tra gli addetti alle pulizie, tra cui c'era la SI
. Da sei sette otto mesi con il cambio della proprietà abbiamo avuto direttive Pt_1
diverse circa la pulizia, che prima non era fatta bene, nel senso che non veniva fatto il dettaglio: nell'angolo, sopra la porta, le ragnatele, il calcare vicino ai rubinetti. La SV mi chiede degli episodi che si sono verificati nelle giornate di 06, 07, 08, 13, 19 e 22
4 novembre 2024 e di 02.12.2024. C'è un quaderno in cui io metto il nome dei dipendenti e cosa debbono pulire, e poi il giorno dopo io verifico se la pulizia è stata fatta e fatta bene, altrimenti annoto quello da rifare e quello che trovo non fatto bene. Io sto di mattina e controllo la mattina, e in caso di problemi lo dico direttamente al dipendente oppure glielo dico se non è di turno quando lo vedo;
per le pulizie fatte il pomeriggio faccio questa annotazione la mattina dopo quando controllo come sono state fatte le pulizie. Io non ho fatto una relazione specifica sui fatti che hanno coinvolto la IG
nei giorni di cui mi è stato chiesto. poi un giorno vennero i Carabinieri, e Pt_1
l'Amministrazione mi ha chiesto di consegnare il registro, quel quaderno di cui ho detto, e io l'ho fatto. Il responsabile del personale mi ha quindi chiesto che cosa era successo e come si comportavano i lavoratori quando io sottolineavo i lavori non fatti bene, e io ho risposto come rispondevano gli operatori quando io dicevo loro che i lavori non erano fatti bene. Gli operatori rispondevano sgarbati, alcuni sgarbati. in
Co particolare, mi riferisco alla , . La mi mostra quattro fogli Pt_1 Parte_4
che nella produzione di parte resistente sono indicati al n. 9 come estratti brogliaccio per consegne. si tratta appunto di fogli estratti dal quaderno di cui ho detto, e le evidenziazioni in rosso sono state apposte da me. Quanto alla giornata dello 06 novembre 2024 io ricordo vagamente una stanza, 303 o 301, che doveva essere fatta dalla di pomeriggio, e che il giorno dopo io riscontrai che non era stata pulita Pt_1
bene: il bagno non era fatto bene, il water non era pulito bene, c'erano schizzi di feci, la porta aveva aloni, forse detersivo non sciacquato bene, le pareti erano opache, i letti non
Co erano stati spolverati. la stanza era stata affidata alla . Nei fogli che la mi Pt_1
mostra sono riportate le consegne date agli addetti, ed evidenziate le cose che non erano state fatte bene e che andavano rifatte. nella giornata dello 06 novembre 2024 ci sono le consegne date ai dipendenti e , e quelle che compaiono sono le loro CP_6 Pt_1 firme. l'annotazione che leggo è che dovevano essere rifatti i vetri. il resto andava bene.
i vetri non erano stati fatti, erano stati fatti nel senso che erano striati sul lato destro: un operatore fa i vetri a destra, un altro a sinistra. io il giorno dopo chiesi all' come Pt_1
mai i vetri non li aveva fatti bene, e la mi disse che erano fatti bene, e io risposi Pt_1
che non erano fatti bene e quindi li ho dovuti fare rifare. La mi disse che si era Pt_1
occupata di quello che io ritenevo non esser stato fatto bene. la mi disse che si Pt_1
era ammazzata, che era passato pure il dottore, chiese se ci eravamo impazziti negli ultimi tempi;
io dissi che non le avevo detto che non erano stati fatti, ma solo che non erano stati fatti bene, al che l' mi disse -fatteli tu, fatteli fare da tua figlia-; Pt_1
5 questa cosa me l'ha detta in varie occasioni. Per come leggo sul foglio, la stanza 321 il giorno 06 novembre 2021 era fatta bene. Non ricordo cosa è successo il giorno 08 Co novembre 2024. la mi mostra il foglio nel quale per la giornata dello 08 novembre sta scritto che c'è stato un problema alle verande, dove mettiamo i detersivi, dove il terrazzino non era stato pulito bene. il giorno dopo mi confrontai con la ed il Pt_1
, e mi rispose che l'aveva fatta , e mi disse che CP_6 CP_6 Pt_1 Pt_1
aveva fatto bene, e io le feci vedere dove non era stato pulito bene: il pavimento e la vetrata. la si ribellava, diceva - Dopo quaranta anni mi devi dire tu come devo Pt_1 pulire,”, continue lamentale. La mi diceva pure -Ti sei dimenticata quando Pt_1
facevi le pulizie?- ed altre cose non carucce. Forse la era stata assente per Pt_1
malattia o ferie, e io gli dissi la cosa della veranda qualche giorno dopo, quando è rientrata. Non ricordo del 19 novembre. alla visione del foglio, noto che il problema era alla stanza 301. il problema era la non corretta pulizia: il bagno aveva aloni ecalcare, le pareti avevano aloni, il tavolo aveva aloni, non era stato sciacquato bene. il giorno dopo mi sono confrontato con e , e sempre la si alterava. diceva Pt_1 CP_6 Pt_1
sempre le stesse cose. Il giorno 22 sempre dopo aver visionato il foglio riferisco che era tutto a posto. Ricordo di quando sono arrivati i Carabinieri. Quella mattina io contestai la 303 a che l'aveva fatta la domenica, il giorno prima. la CP_2 Pt_1
quella mattina era di turno al piano, e io le chiesi di fare la 303 perché non era fatta bene, e la mi disse -fattela fare da chi non l'ha fatta bene-. io risposi che ora Pt_1
era di turno ad un altro piano e che doveva provvedere la e me ne CP_2 Pt_1
andai. andai quindi al piano dove stava e chiesi al capo sala se potevo CP_2
prendere un operatore, e ho spostato al piano dove c'era la 303. poi ho saputo CP_2 che sono arrivati i Carabinieri. la stanza alla fine dopo l'intervento dei carabinieri l'ho fatta pulire da . Qualche giorno dopo la ha preso servizio, ma da Persona_1 Pt_1 sopra mi dissero che doveva andare a casa e io insieme alla capo sala l'ho Parte_3
detto alla . Io ho fatto una relazione sul punto. primo ho detto di no, ma ora Pt_1
ricordo di aver messo per iscritto tutto quello che è successo. Non ricordo altre affermazioni provenienti dalla ”. Pt_1
- , (udienza del 11 aprile 2025): “Sono dipendente della Testimone_1 CP_4
come ausiliare e mi occupo delle pulizie. ci indica cosa fare, e quando ci Parte_2
dice cosa non è fatto bene noi dobbiamo rifare. I problemi nelle stanze 303, 305 e 307 li abbiamo avuti tutti, e la ci contestava la non corretta pulizia anche se secondo Pt_2
noi era pulita bene;
domandavamo cosa non andava bene e la insisteva che Pt_2
6 dovevamo rifarla senza dirci cosa non andasse. Spesso noi, la maggior parte di noi me compresa me battibecchiamo con la La non ha mai minacciato la Pt_2 Pt_1
A specifica domanda del Giudice, la teste risponde: in mia presenza la Pt_2 Pt_1
non ha detto alla mi stai stressando, mi fai alzare la pressione, ti denuncio per Pt_2
mobbing. mi dovrai pagare a tue spese lo psicologo e il cardiologo. Io non ho mai verificato, dopo una discussione tra la e la , che una stanza potesse Pt_2 Pt_1
avere problemi di pulizia del water o non corretta pulizia di una stanza. non so nulla della veranda dove ci sono i detersivi. Non ho mai controllato lo stato delle pulizie fatte dalla dopo un contrasto tra questa e la . Pt_1 Pt_2
Co
- (udienza del 11 aprile 2025): “Sono dipendente della casa Controparte_7
Cura come ausiliaria, mi occupo delle pulizie. ho assistito a qualche CP_4
discussione tra la e la . Stavano sempre quelle cose che non pulisce, ma Pt_2 Pt_1
non è mai stata aggressiva con la Non ho mai sentito la dire Pt_1 Pt_2 Pt_1
cose come mi stai stressando, mi fai alzare la pressione, ti denuncio per mobbing. mi dovrai pagare a tue spese lo psicologo e il cardiologo, fattele tu, tu e tua figlia. Ancora oggi le porte hanno le striature. Non è mai successo che io abbia visto dopo la pulizia ci fossero tracce di feci nel water, di pipì”.
- , (udienza del 11 aprile 2025): “, (udienza del 11 aprile 2025): Testimone_2
“Sono dipendente della come ausiliario, e mi occupo delle pulizie. Io lavoro CP_4
da sei mesi, e posso dire che effettivamente a volte riscontro che ci sono dopo la pulizia pareti non sciacquate bene, vetri non fatti bene. ovviamente non posso addebitare nulla alla . ho anche riscontrato che i water potevano non essere puliti bene intorno, Pt_1 non all'interno, nel reparto di medicina al terzo piano, dove ci sono le stanze che vanno dalla 313 in poi, non so dire, mi è capitato di aver visto tracce di feci nel water. Non ricordo dello 06 novembre 2024. la SV mi chiede della stanza 321, che sta appunto nel reparto medicina, ma non ricordo se quello che ho detto si colloca appunto il 06 novembre 2024.
Ricordo di un problema con la veranda che non era stata fatta bene;
dico che non era stata fatta bene perché così diceva la responsabile con la quale io andai nella Pt_2
veranda e accertai che gli angoli non erano stati puliti, le pareti non erano state ben lavate, e gli armadietti non erano stati puliti bene. non ricordo se oltre a me ed alla c'era qualcun altro. Ricordo che la disse una volta alla la Pt_2 Pt_1 Pt_2 quale le diceva che bisognava rifare le camere, che l'avrebbe denunciata per mobbing, che non si doveva dimenticare che anche lei era stata ausiliaria, che questi lavori poteva
7 metterli a fare anche alla figlia, che è ausiliaria come noi. la diceva alla Pt_1
che a causa della condotta della si sentiva stressata, psicologicamente Pt_2 Pt_2
provata, ed era costretta ad andare dal cardiologo e che le spese del cardiologo le doveva pagare lei”.
- (udienza del 11 aprile 2025): “Sono dipendente Sanigest, e lavoro in Tes_3
Co
come addetta alle pulizie. La mi chiede di singole giornate, che io non CP_4
ricordo. ricordo episodi. Non ricordo di una stanza in cui siano stati trovate contemporaneamente tracce di feci nella stanza, striature a porte e pareti e letti non spolverati. Ricordo di un giorno in cui la vetrata che fa corridoio era stata contestato che da un lato non era stata fatta bene la pulizia, e dal confronto venne fuori che quel lato era stato pulito dalla . l'altro lato lo avevo pulito io. i vetri sono stati fatti il Pt_1
pomeriggio, il mattino dopo la ha verificato, e io andai a vedere se il mio lato Pt_2 era stato fatto bene;
l'altro lato presentava delle striature, quando si puliscono i vetri rimangono aloni;
gli aloni, le striature non rimangono perché io faccio un passaggio con acqua e finisco con carta asciutta. non so dire cosa abbia fatto o non fatto la sul Pt_1
suo lato. Quando la ha contestato alla la non corretta pulizia secondo Pt_2 Pt_1 quanto assegnatole, è capitato che la abbia detto alla Io l'ho fatto bene, Pt_1 Pt_2
quando mai non l'ho fatto bene, sono tanti anni che pulisco mò debbo sentirmi dire da te che non pulisco bene, che si sentiva sotto stress, che questo era mobbing e che lei non si sentiva bene perché troppo pressata dalla che lei doveva andare dal dottore e Pt_2
che chi doveva pagare le visite. ho sentito anche la dire fattele tu, tu e tua figlia. Pt_1
Non ricordo episodi specifici che abbiano coinvolto la stanza 301”.
- (udienza del 11 aprile 2025): “Lavoro per la Santa Rita come CP_2
ausiliario, sono sto licenziato e ho fatto una causa che sarà chiamata innanzi a questo tribunale. Io il 02 dicembre 2024 ho chiamato i Carabinieri, costretto a farlo perché da quattro mesi la da quando si è insediata la nuova società, ci perseguitava Pt_2
diabolicamente. io lavoro da otto anni, e ogni volta la anche dopo due giorni ci Pt_2
diceva di rifare la stanza, senza dirci cosa non era stato fatto bene;
la contestazione ce la faceva dopo due giorni. il giorno 02 dicembre la fece venire su la , a Pt_2 Pt_1 rifare la stanza 303, terzo piano cardiologia, e una parola tira l'altra e la si sentì Pt_1
male, e io a quel punto chiamai la caposala , che non venne a soccorrere la Pt_3
, e io chiamai i carabinieri. erano quattro mesi che la ci dava fastidio, Pt_1 Pt_2
anche senza controllare la cooperativa. quando faceva tutte queste cose io andavo dai caposala, e la diceva voi dipendete da Quando arrivarono i Carabinieri e Pt_3 Pt_2
8 su richiesta di questi siamo stati in cucina, i Carabinieri ci hanno chiesto i nomi, la era andata in panico e tremava. Poi abbiamo continuato a lavorare dopo un'ora, Pt_1 un'ora e mezza. Non ricordo di giorni specifici. Mai è successo che la abbia Pt_2
contestato una stanza con il water con tracce di feci, con aloni a porta e finestre o altro, letto non spolverato., le stanze dopo la nostra pulizia sono aperte. sette anni fa successe un problema su di una stanza. Riguardo alla passerella con le vetrate ai lati, ricordo che la pose il problema di un lato dei vetri, ma i vetri quando sono fatti sono fatti Pt_2
bene, e la viene il giorno dopo. Quando il problema è successo con la Pt_2 Pt_2
io non controllai se il lato del vetro era fatto bene. La stanza 303 la feci io. Non ho mai assistito a discussioni tra la e la in seguito a contestazioni che la Pt_1 Pt_2
possa avere fatto alle sul lavoro. ho visto la dire alla Pt_2 Pt_1 Pt_2 Pt_1
che non aveva fatto bene un lavoro. la non ha risposto niente. La diceva Pt_1 Pt_1
fammi vedere cosa non è fatto bene e la rifaccio. Non ricordo che la abbia mai Pt_1
detto alla di stress, di psicologi, cardiologi e costi di visite;
fatti tu la stanza, tu Pt_2
e tua figlia”.
3) La prova dei fatti oggetto di contestazione è stata solo parzialmente fornita.
I fatti dello 06 e 07 novembre 2024 sono comprovati dalle dichiarazioni della Pt_2
confermate da quanto riportato da riportato da la quale, avendo operato su uno Tes_3
dei lati del corridoio in vetri, constatava che effettivamente sul lato sul quale aveva operato la comparivano “… striature, quando si puliscono i vetri rimangono aloni;
gli Pt_1 aloni…”, eliminabili con un secondo passaggio che, evidentemente, la non Pt_1
aveva realizzato.
La riferisce anche di essere stata destinataria delle espressioni “Fatteli tu, fatteli Pt_2 fare da tua figlia”, espressione che, anche se non espressamente in quella giornata ed in quella specifica occasione, viene attribuita alla anche dal teste il che Pt_1 Tes_3 avvalora e conferma quanto dichiarato dalla Pt_2
Il Giudice ritiene che sia stata fornita la prova anche dei fatti contestati come commessi in data 08 novembre 2024, ossia la non corretta esecuzione dei lavori di pulizia della veranda adibita a deposito detersivi. la narrazione della è confermata dalla teste Pt_2 Tes_2
la quale riferisce che “…le pareti non erano state ben lavate, e gli armadietti
[...] non erano stati puliti bene…”.
Non vi è conferma della ulteriore contestazione afferente le espressioni che la Pt_1
avrebbe rivolta alla superiore il successivo 13 novembre.
Infondata appare anche la contestazione riferita alla giornata del 19 novembre, nella parte in cui si addebita alla la non corretta pulizia della stanza n. 301. La deposizione della Pt_1
9 non trova conferma nelle deposizioni degli altri testi, ed in mancanza di riscontri Pt_2
non è possibile ritenere che la contestazione sia fondata. Nemmeno può ritenersi la prova della circostanza che la abbia pronunciato alla le espressioni contestate: si Pt_1 Pt_2 tratta sempre delle stesse espressioni , riferite anche alle altre giornate, e non essendovi la prova del fatto presupposto ,, che avrebbe costituito prova della occasione scatenante la reazione, nemmeno questo può dirsi comprovata.
Per la giornata del 22 la riferisce che “era tutto a posto”, traendo spunto dal registro Pt_1
ove la medesima annotava gli interventi affidati ai vari operatori e eventuali problemi sorti in sede di verifica.
In realtà, la visione del registro permette di individuare un problema nella stanza 303, per la quale vi è una annotazione “da rifare”, che nella contestazione si afferma essere stata apposta dalla appunto allorchè, il giorno successivo all'intervento, questa ha Pt_2
controllato quanto fatto il giorno precedente. Il fatto però che la teste non riferisca Pt_2 nulla su quell'episodio non permette di ritenere che la contestazione trovi conferma.
Quanto all'episodio dello 02 dicembre, gli addebiti mossi alla sono limitati ad aver Pt_1
“condiviso ed approvato “ con altro dipendente, la richiesta di intervento CP_2 dei locali Carabinieri , intervento che avrebbe creato “scompiglio ed apprensione”, e di avere arbitrariamente interrotto la prestazione dalle 09.10 alle 10.00, riferendo “falsamente di essere soggetta a continue vessazioni da parte della SI , così turbando la Pt_2
regolarità del servizio di pubblica necessità svolto dalla datrice.
Tutte queste affermazioni non hanno trovato alcuna conferma, né nella prova testimoniale né nella documentazione prodotta.
Nel ricorso la quantifica in dieci minuti il tempo di presenza nella struttura del Pt_1
militari intervenuti, ma nulla consente di ritenere che tale presenza abbia in qualsiasi modo interferito con la ordinaria operatività della struttura stessa.
Infine, in data 09 dicembre la , già sospesa il precedente 04 dicembre, si è presentata Pt_1 al lavoro, alle ore 09.00 , per essere allontanata alle 09.20 .
Conclusivamente, la contestazione è stata confermata solo nelle parti indicate, quindi nella non corretta esecuzione dei lavori di pulizia delle vetrate nella giornata dello 06 novembre e della veranda nella giornata dello 08 novembre, e nell'aver profferito in data 09 dicembre le espressioni riportate.
4) I fatti sono stati contestati, nella missiva dello 04 dicembre e nella lettera di licenziamento, facendo richiamo all'art. 40 del CCNL pacificamente applicato, e mente del quale “Il lavoratore, in relazione alle particolari esigenze dell'assistenza sanitaria, deve improntare il proprio comportamento al rispetto ed alla comprensione dell'assistito,
ispirandosi ai principi della solidarietà umana e subordinando ogni propria azione alla
10 consapevole necessità e responsabilità della sua assistenza. Il lavoratore deve rispettare l'impostazione e la fisionomia propria della Struttura ove opera, ed attenersi alle disposizioni impartite dalla stessa, secondo la struttura organizzativa interna in cui opera ed osservare in modo corretto i propri doveri.”.
Negli atti della datrice non vi è richiamo all'art. 42 del Ccnl di categoria, ove, in materia di “Provvedimenti disciplinari”, si stabilisce che “Le mancanze del dipendente possono dar luogo all'adozione dei seguenti provvedimenti disciplinari da parte della Struttura:
1) richiamo verbale;
2) richiamo scritto;
3) multa non superiore all'importo di quattro ore della retribuzione;
4) sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo non superiore a dieci giorni.
Esemplificativamente, a seconda della gravità della mancanza e nel rispetto del principio della proporzionalità, incorre nei provvedimenti di cui sopra il lavoratore che, tra l'altro, : III. “Commette negligenza in servizio o irregolarità nell'espletamento dei compiti assegnati”, VI. “Compia insubordinazione nei confronti dei superiori gerarchici, esegua il lavoro affidatogli negligentemente o non ottemperando alle disposizioni impartite.”
Lo stesso articolo limita la possibilità di infliggere la sanzione del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo “semprechè si configuri un notevole indampimento”
A) ai casi previsti dal capoverso precedente qualora le infrazioni abbiano carattere di particolare gravità”
Il Giudice ritiene che i fatti, oggetto della contestazione e che nel presente giudizio hanno trovato conferma, integrino illecito disciplinare punibile solo con sanzione conservativa, e che in essi non sia possibile ravvisare il notevole inadempimento e la particolare gravità che giustificherebbero la sanzione espulsiva.
I fatti meritevoli d rilievo sono stati solo quelli descritti della non corretta pulizia della vetrata e della veranda: nel primo caso, la pulizia non era stata correttamente ultimata, perché non era stato effettuato un passaggio definitivo che consentisse di eliminare del tutto i residui, sotto forma di aloni e di striature, della pulizia comunque effettuata;
nel secondo caso, le pareti non erano state ben lavate, e gli armadietti non erano stati ben puliti.
La non corretta esecuzione della prestazione assume rilevanza disciplinare, ma non vi è nessun elemento che consenta di ravvisare il notevole inadempimento e la particolare gravità della mancanza. L'alone, la striatura residuata sulla vetrata costituiscono appunto il residuo di un intervento di pulizia comunque effettuato, anche se non
11 completato a regola d'arte, né viene esplicitata la effettiva destinazione della area ove insiste la vetrata, che appare essere un luogo di passaggio e non già una area destinata a specifiche attività mediche e sanitarie ove si possa e si debba pretendere un livello di pulizia assoluto. Allo stesso modo, non vi è alcun elemento che consenta di attribuire particolare gravità e rilevanza alla non corretta pulizia della area, della veranda, ove pure le pareti e gli armadietti erano stati puliti, anche se non in termini soddisfacenti, e tanto anche a voler superare il dato che al Giudice non sono offerti specifici elementi fattuali da cui poter trarre il convincimento che la pulizia non sarebbe stata “ben“ effettuata.
Le espressioni pronunciate dalla nella occasione dello 07 novembre (per me Pt_1
sono stati fatti bene e se per te non vanno bene fatteli tu) appaiono dotate di rilevanza disciplinare, perché comunque atte ed idonee a rifiutare l'autorità del superiore, mettendone in discussione il ruolo, ma anche in questo caso il Giudice esclude la particolare gravità, di cui non si ravvisano i presupposti.
Infine, presentandosi al lavoro, alle ore 09.00 dello 09 dicembre 2024, pur se sospesa precedente 04 dicembre, la ha ancora violato la disposizione ed il provvedimento Pt_1
datoriale, ma anche in questo caso non viene nemmeno esplicitato un motivo per cui quella condotta possa ritenersi di particolare gravità.
Solo per completezza, il licenziamento è consentito, in caso di recidiva nelle condotte sanzionate diversamente, solo quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione disciplinare nell'arco di due anni dalla applicazione della prima sanzione.
5) Pacificamente la questione ricade nell'ambito di applicazione dell'art. 18 legge
300/1970 come sostituito e modificato dall'art. 1 Legge 92/2012.
A mente dell'art 18 co. 5 Legge 300/70, il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, per insussistenza del fatto contestato ovvero perché il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro di cui al primo comma e al pagamento di un'indennità risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione, dedotto quanto il lavoratore ha percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di una nuova occupazione. In ogni caso la misura dell'indennità
12 risarcitoria non può essere superiore a dodici mensilità della retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoro è condannato, altresì, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misura legale senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardata contribuzione, per un importo pari al differenziale contributivo esistente tra la contribuzione che sarebbe stata maturata nel rapporto di lavoro risolto dall'illegittimo licenziamento e quella accreditata al lavoratore in conseguenza dello svolgimento di altre attività lavorative.
Considerando la data del licenziamento (09 gennaio 2025) e quella della pronuncia, e considerando quale retribuzione globale di fatto quella risultante dalla busta paga di novembre 2024, prodotta in atti (€#2.052,55) ed un moltiplicatore di quattro mesi, la somma dovuta ammonta ad €#8.210,20# (ottomiladuecentodieci,20), oltre interessi nella misura di Legge sulla somma via via rivalutata dalla data del licenziamento e fino all'effettivo soddisfo. la resistente va condannata anche al pagamento al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misura legale senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardata contribuzione
6) La resistente va condannata al pagamento a favore di PA
, delle spese di lite, che si liquidano nella somma €#4.629,00# Parte_1
(quattromilaseicentoventinove), oltre spese generali al 15%, I.V.A. e C.P.A. se applicabili, con attribuzione al procuratore dichiaratosi antistatario.
P.Q.M.
Il Tribunale di Avellino, in persona del Giudice del Lavoro Dott. Ciro Luce, nella causa iscritta al nr. 318/2025 R.G. Lavoro, e vertente tra nei confronti di Parte_1 [...]
ogni contraria istanza, eccezioni e deduzioni respinta così decide: Controparte_9
1) Accoglie il ricorso, e per l'effetto e per le causali di cui alla parte motiva, accerta e dichiara l'illegittimità del licenziamento comminato nei confronti di in data 09.01.2025, ed oggetto di impugnativa;
Parte_1
2) Per l'effetto, annulla il licenziamento stesso e condanna Controparte_9
a reintegrare nel posto di lavoro precedentemente occupato
[...] Parte_1 con le mansioni e la qualifica in godimento all'atto del licenziamento, ed al pagamento a favore della stessa di un'indennità quantificata nella somma di
13 €#8.210,20# (ottomiladuecentodieci,20), oltre interessi nella misura di Legge sulla somma via via rivalutata dalla data del licenziamento e fino all'effettivo soddisfo;
3) Condanna versamento a favore di dei Controparte_9 Parte_1
contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento e fino a quello della effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misura legale senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardata contribuzione;
4) Condanna al pagamento delle spese di lite a favore di Controparte_9
e che liquida in complessivi €#4.629# Parte_1
(quattromilaseicentoventinove), oltre spese generali al 15%, Iva e Cpa se applicabili, con attribuzione al procuratore dichiaratosi antistatario.
Avellino, 15 maggio 2025
Il GdL
Dott. Ciro LUCE
14
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice dott. Ciro Luce, in funzione di giudice del lavoro, all'udienza del 15 maggio
2025, ha pronunciato e pubblicato, mediante lettura del dispositivo e delle ragioni di fatto e di diritto della decisione, la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 318/2025 R.G. lavoro e vertente
TRA
(C.F. ), rapp.ta e difesa dall'Avv.to Sabrina Parte_1 C.F._1
Mautone ed elettivamente domiciliata presso il suo studio legale in Avellino (AV), alla
Piazza della Libertà n. 11, giusta mandato in atti;
RICORRENTE
CONTRO
(c.f. ), in persona del legale rapp.te p.t., Controparte_1 P.IVA_1 rapp.to e difeso dall'Avv. Pierluigi Rizzo ed elett.te domiciliato in Napoli (NA), Centro
Direzionale Isola G8, giusta mandato in atti;
RESISTENTE
Conclusioni delle parti: come in atti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1) Con ricorso in atti, la ricorrente in epigrafe conviene in giudizio la Controparte_1
impugnando il licenziamento per giusta causa intimatole con nota dello
[...]
09.01.2025. Impugna le contestazioni disciplinari mossele in relazione ad una serie di episodi, intervenuti nei giorni 06.11.2024, 08.11.2024, 19.11.2024, 22.11.2024,
23.11.2024, 02.12.2024, per la inadeguatezza della prestazione resa, il rifiuto allo svolgimento della prestazione lavorativa e l'insubordinazione per i toni irriverenti ed offensivi, più volte utilizzati nei confronti della diretta superiore la Parte_2
ricorrente nega di aver utilizzato un linguaggio inappropriato nei confronti della responsabile, precisa di aver sempre svolto i compiti assegnati e di aver sofferto stress emotivo e disagio a causa dei continui rimproveri, a suo dire immotivatamente subiti.
1 Contesta, ancora, la sproporzione della sanzione subita in relazione alle contestazioni mosse, che non possono essere ritenute veri e propri illeciti disciplinari, tali da legittimare il licenziamento, con particolare riferimento al combinato disposto di cui agli art.40 e 42 del CCNL di categoria.
Parte resistente si è costituita.
Preliminarmente, va disposto il mutamento delle modalità di iscrizione del fascicolo,
erroneamente qualificato con richiamo all'art. 1 co. 47 e s.s.s legge 92/2012, cd. rito
Fornero, perché rito abrogato e non più in essere, con l'attribuzione della ritualità ordinaria.
2) I fatti oggetto di contestazione sono quelli di cui alle missive prodotte:
con la prima contestazione dello 04 dicembre 2024: Inadeguatezza della prestazione, rifiuto allo svolgimento della prestazione lavorativa ed insubordinazione nei giorni 6 e 7.12.2024.
Il giorno 6.11.2024, la sig.ra addetta al controllo ed alla gestione del Parte_2 servizio di pulizia presso la clinica, Le ha affidato l'incarico mediante il quaderno delle consegne, di provvedere, nel Suo turno di lavoro dalle ore 14.00 alle 20.00, alla pulizia della stanza n. 321 nonché dei vetri del corridoio del reparto di medicina/cardiologia.
Il giorno successivo, alle ore 13.55 circa, la sig.ra avendo constatato che i vetri del Pt_2
corridoio del reparto di medicina/cardiologia non erano stati puliti correttamente, Le ha evidenziato l'inadeguatezza. A quel punto, Lei, con atteggiamento arrogante e di disinteresse, ha risposto: “per me sono stati fatti bene e se per te non vao bene fatteli tu”.
Inadeguatezza della prestazione, insubordinazione e falsa asserzione di mobbing nei giorni
8.11 2024 e 13.11.2024.
Il giorno 8.11.2024, la sig.ra , alle ore 12.00 circa, scrivendo su un apposito Parte_2
quaderno di consegne, Le ha affidato l'incarico di provvedere, nel Suo turno di lavoro dalle ore 14.00 alle 20.00, vari spazi da pulire tra cui la pulizia di uno spazio adibito a deposito dei detersivi del reparto di medicina/cardiologia. In data 9.11.2024 alle ore 7.50 circa la sig.ra ha constatato che Lei non aveva provveduto alla pulizia dello spazio Parte_2
che, infatti, era ancora sporco.
In data 13.11.2024 alle ore 8.00 circa, al Suo rientro da alcuni giorni di ferie, la sig.ra
Le ha evidenziato quanto constatato il 9.11.2024. A quel punto, Lei ha proferito le Pt_2 seguenti espressioni. “per me è stato fatto bene, mi stai stressando, mi fai alzare la pressione, ti denuncio per mobbing, mi dovrai pagare e tue spese il cardiologo e lo psicologo”.
Inadeguatezza della prestazione rifiuto allo svolgimento della prestazione lavorativa ed insubordinazione nel giorno 19.11.2024.
2 Il giorno 19.11.2024, la sig.ra addetta al controllo ed alla gestione del Parte_2
servizio di pulizia presso la clinica, Le ha affidato l'incarico, mediante il quaderno delle consegne, di provvedere, nel Suo turno di lavoro dalle ore 14.00 alle 20.00, alla pulizia della stanza n. 301.
In data 20.11.2024, alle ore 7.40 circa, la sig.ra ha constatato che la stanza n. 301 Pt_2
non era stata pulita correttamente e che il bagno era sporco. Il giorno 21.11.2024, alle ore
13.50 circa, Le ha evidenziato l'inadeguatezza. A quel punto, Lei, con atteggiamento arrogante e di insubordinazione, ha risposto: “fattelo tu o tua figlia! chi sei tu per dirmi come pulire? Hai dimenticato quando facevi il mio stesso lavoro?”.
Inadeguatezza della prestazione, rifiuto allo svolgimento della prestazione lavorativa ed insubordinazione nel giorno 22.11.2024.
Il giorno 22.11.2024, la sig.ra addetta al controllo ed alla gestione del Parte_2
servizio di pulizia presso la clinica, Le ha affidato, mediante il quaderno delle consegne,
l'incarico di provvedere, nel Suo turno di lavoro dalle ore 14.00 alle 20.00, alla pulizia della stanza n. 303.
Alle ore 8.00 circa del giorno 23.11.2024, la sig.ra ha constatato che la stanza n. Pt_2
303 non era stata pulita correttamente e che il bagno era sporco. In data 25.11.2024, alle ore
8.00 circa, Le ha evidenziato l'inadeguatezza. A quel punto, Lei, con atteggiamento arrogante e di insubordinazione, ha risposto: “fattelo tu o tua figlia! chi sei tu per dirmi come pulire?”.
False dichiarazioni di asserite vessazioni da parte della sig.ra ed Parte_2 ingiustificato allarmismo, con richiesta di intervento dei Carabinieri, nel giorno 2.12.2024.
In data 2.12.2024, alle ore 8.00 circa, la sig.ra ha riscontrato che la camera Parte_2
303 non era stata pulita a fondo, in violazione della disposizione dalla stessa espressa al sig.
il 30.11.2024. Preso atto di ciò e della indisponibilità del sig. di CP_2 CP_2
adempiere, la sig.ra ha incaricato le sigg.re e di Pt_2 Parte_1 Persona_1 procedere alla pulizia della camera in oggetto.
A quel punto, il sig. con la Sua approvazione e condivisione, ha richiesto CP_2
l'intervento dei Carabinieri della stazione di Atripalda, che sono prontamente sopraggiunti presso la , creando inevitabilmente scompiglio ed apprensione. CP_3
Nel contempo, Lei ha sospeso arbitrariamente la Sua attività dalle ore 9.10 alle ore 10.00 ed ha poi riferito falsamente di essere soggetta a continue vessazioni da parte della sig.ra
Pt_2
Ciò ha turbato la regolarità del servizio di pubblica necessità assolto dalla nostra Società”-
Con la successiva contestazione disciplinare del 10.12.2024 :
3 “Sebbene con precedente nota di contestazione disciplinare del 4.12.2024 Le avevamo comunicato la sospensione cautelare dal lavoro, ferma restando la maturazione della retribuzione, Lei, disattendendo la disposizione aziendale e, quindi, incorrendo in un atto di insubordinazione, si è presentata al lavoro il giorno 9.12.2024 ed ha iniziato a svolgere la
Sua prestazione lavorativa alle ore 8.00.
Alle ore 8.20, la sig.ra e la caposala si sono avvedute della Sua Parte_2 Parte_3 presenza e, dopo aver interloquito con la dott.ssa dell'ufficio del personale, Persona_2
l'hanno invitata ad allontanarsi e, quindi, ad attenersi alla disposta sospensione cautelare”.
Esaminate e respinte, in quanto infondate, le giustificazioni da Lei presentate sia con note del 9.12.2024 e del 12.12.2024 sia nel corso dell'incontro del 20.12.2024, Le
comunichiamo, in considerazione della irrimediabile lesione del vincolo fiduciario, ai sensi dell'art. 2119 c.c., la risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa, con effetto alla data di ricezione della prima contestazione disciplinare de 4.12.2024.
2) Nel corso del giudizio è stata svolta attività istruttoria.
La ricorrente (udienza del 11 aprile 2025): “Mi riporto a quanto al ricorso. In merito all'episodio dello 02.12.2024 io non mi sono sentita bene, il collega ha CP_2
chiamato la caposala , la quale non è venuta, e allora ha Parte_3 CP_2
ritenuto di chiamare i carabinieri. Io non mi sono sentita bene, avevo tachicardia, una sorta di panico, dopo un poco mi sono ripresa e sono venuti a dirmi che dovevo riprendere e salire sulla scala, e io l'ho fatto, pure se mi girava la testa, ma poi CP_2
mi ha detto di scendere e io ho fatto le parti basse della camera. Sulla scala
[...]
bisogna salire perché ci fanno pulire la tapparelle e gli infissi, cosa che noi facciamo regolarmente. Poi mi sono ripresa, me ne sono andata a casa, e non mi sono fatta vedere da un medico. per tutto il resto, io ho sempre fatto bene le stanze, mi facevano anche i complimenti. Il giorno 9 dicembre 2024 sono andata a lavoro, poi sono venuti e mi hanno detto che dovevo andare a casa , cosa che io ho fatto subito;
pensavo di dover rientrare”.
- (udienza del 11 aprile 2025): “Sono dipendente della Parte_2 CP_4 come responsabile di vari settori. tra i miei compiti c'è anche la
[...]
responsabilità di verificare la corretta pulizia dei locali e della intera struttura, camere comprese. io ripartisco i compiti tra gli addetti alle pulizie, tra cui c'era la SI
. Da sei sette otto mesi con il cambio della proprietà abbiamo avuto direttive Pt_1
diverse circa la pulizia, che prima non era fatta bene, nel senso che non veniva fatto il dettaglio: nell'angolo, sopra la porta, le ragnatele, il calcare vicino ai rubinetti. La SV mi chiede degli episodi che si sono verificati nelle giornate di 06, 07, 08, 13, 19 e 22
4 novembre 2024 e di 02.12.2024. C'è un quaderno in cui io metto il nome dei dipendenti e cosa debbono pulire, e poi il giorno dopo io verifico se la pulizia è stata fatta e fatta bene, altrimenti annoto quello da rifare e quello che trovo non fatto bene. Io sto di mattina e controllo la mattina, e in caso di problemi lo dico direttamente al dipendente oppure glielo dico se non è di turno quando lo vedo;
per le pulizie fatte il pomeriggio faccio questa annotazione la mattina dopo quando controllo come sono state fatte le pulizie. Io non ho fatto una relazione specifica sui fatti che hanno coinvolto la IG
nei giorni di cui mi è stato chiesto. poi un giorno vennero i Carabinieri, e Pt_1
l'Amministrazione mi ha chiesto di consegnare il registro, quel quaderno di cui ho detto, e io l'ho fatto. Il responsabile del personale mi ha quindi chiesto che cosa era successo e come si comportavano i lavoratori quando io sottolineavo i lavori non fatti bene, e io ho risposto come rispondevano gli operatori quando io dicevo loro che i lavori non erano fatti bene. Gli operatori rispondevano sgarbati, alcuni sgarbati. in
Co particolare, mi riferisco alla , . La mi mostra quattro fogli Pt_1 Parte_4
che nella produzione di parte resistente sono indicati al n. 9 come estratti brogliaccio per consegne. si tratta appunto di fogli estratti dal quaderno di cui ho detto, e le evidenziazioni in rosso sono state apposte da me. Quanto alla giornata dello 06 novembre 2024 io ricordo vagamente una stanza, 303 o 301, che doveva essere fatta dalla di pomeriggio, e che il giorno dopo io riscontrai che non era stata pulita Pt_1
bene: il bagno non era fatto bene, il water non era pulito bene, c'erano schizzi di feci, la porta aveva aloni, forse detersivo non sciacquato bene, le pareti erano opache, i letti non
Co erano stati spolverati. la stanza era stata affidata alla . Nei fogli che la mi Pt_1
mostra sono riportate le consegne date agli addetti, ed evidenziate le cose che non erano state fatte bene e che andavano rifatte. nella giornata dello 06 novembre 2024 ci sono le consegne date ai dipendenti e , e quelle che compaiono sono le loro CP_6 Pt_1 firme. l'annotazione che leggo è che dovevano essere rifatti i vetri. il resto andava bene.
i vetri non erano stati fatti, erano stati fatti nel senso che erano striati sul lato destro: un operatore fa i vetri a destra, un altro a sinistra. io il giorno dopo chiesi all' come Pt_1
mai i vetri non li aveva fatti bene, e la mi disse che erano fatti bene, e io risposi Pt_1
che non erano fatti bene e quindi li ho dovuti fare rifare. La mi disse che si era Pt_1
occupata di quello che io ritenevo non esser stato fatto bene. la mi disse che si Pt_1
era ammazzata, che era passato pure il dottore, chiese se ci eravamo impazziti negli ultimi tempi;
io dissi che non le avevo detto che non erano stati fatti, ma solo che non erano stati fatti bene, al che l' mi disse -fatteli tu, fatteli fare da tua figlia-; Pt_1
5 questa cosa me l'ha detta in varie occasioni. Per come leggo sul foglio, la stanza 321 il giorno 06 novembre 2021 era fatta bene. Non ricordo cosa è successo il giorno 08 Co novembre 2024. la mi mostra il foglio nel quale per la giornata dello 08 novembre sta scritto che c'è stato un problema alle verande, dove mettiamo i detersivi, dove il terrazzino non era stato pulito bene. il giorno dopo mi confrontai con la ed il Pt_1
, e mi rispose che l'aveva fatta , e mi disse che CP_6 CP_6 Pt_1 Pt_1
aveva fatto bene, e io le feci vedere dove non era stato pulito bene: il pavimento e la vetrata. la si ribellava, diceva - Dopo quaranta anni mi devi dire tu come devo Pt_1 pulire,”, continue lamentale. La mi diceva pure -Ti sei dimenticata quando Pt_1
facevi le pulizie?- ed altre cose non carucce. Forse la era stata assente per Pt_1
malattia o ferie, e io gli dissi la cosa della veranda qualche giorno dopo, quando è rientrata. Non ricordo del 19 novembre. alla visione del foglio, noto che il problema era alla stanza 301. il problema era la non corretta pulizia: il bagno aveva aloni ecalcare, le pareti avevano aloni, il tavolo aveva aloni, non era stato sciacquato bene. il giorno dopo mi sono confrontato con e , e sempre la si alterava. diceva Pt_1 CP_6 Pt_1
sempre le stesse cose. Il giorno 22 sempre dopo aver visionato il foglio riferisco che era tutto a posto. Ricordo di quando sono arrivati i Carabinieri. Quella mattina io contestai la 303 a che l'aveva fatta la domenica, il giorno prima. la CP_2 Pt_1
quella mattina era di turno al piano, e io le chiesi di fare la 303 perché non era fatta bene, e la mi disse -fattela fare da chi non l'ha fatta bene-. io risposi che ora Pt_1
era di turno ad un altro piano e che doveva provvedere la e me ne CP_2 Pt_1
andai. andai quindi al piano dove stava e chiesi al capo sala se potevo CP_2
prendere un operatore, e ho spostato al piano dove c'era la 303. poi ho saputo CP_2 che sono arrivati i Carabinieri. la stanza alla fine dopo l'intervento dei carabinieri l'ho fatta pulire da . Qualche giorno dopo la ha preso servizio, ma da Persona_1 Pt_1 sopra mi dissero che doveva andare a casa e io insieme alla capo sala l'ho Parte_3
detto alla . Io ho fatto una relazione sul punto. primo ho detto di no, ma ora Pt_1
ricordo di aver messo per iscritto tutto quello che è successo. Non ricordo altre affermazioni provenienti dalla ”. Pt_1
- , (udienza del 11 aprile 2025): “Sono dipendente della Testimone_1 CP_4
come ausiliare e mi occupo delle pulizie. ci indica cosa fare, e quando ci Parte_2
dice cosa non è fatto bene noi dobbiamo rifare. I problemi nelle stanze 303, 305 e 307 li abbiamo avuti tutti, e la ci contestava la non corretta pulizia anche se secondo Pt_2
noi era pulita bene;
domandavamo cosa non andava bene e la insisteva che Pt_2
6 dovevamo rifarla senza dirci cosa non andasse. Spesso noi, la maggior parte di noi me compresa me battibecchiamo con la La non ha mai minacciato la Pt_2 Pt_1
A specifica domanda del Giudice, la teste risponde: in mia presenza la Pt_2 Pt_1
non ha detto alla mi stai stressando, mi fai alzare la pressione, ti denuncio per Pt_2
mobbing. mi dovrai pagare a tue spese lo psicologo e il cardiologo. Io non ho mai verificato, dopo una discussione tra la e la , che una stanza potesse Pt_2 Pt_1
avere problemi di pulizia del water o non corretta pulizia di una stanza. non so nulla della veranda dove ci sono i detersivi. Non ho mai controllato lo stato delle pulizie fatte dalla dopo un contrasto tra questa e la . Pt_1 Pt_2
Co
- (udienza del 11 aprile 2025): “Sono dipendente della casa Controparte_7
Cura come ausiliaria, mi occupo delle pulizie. ho assistito a qualche CP_4
discussione tra la e la . Stavano sempre quelle cose che non pulisce, ma Pt_2 Pt_1
non è mai stata aggressiva con la Non ho mai sentito la dire Pt_1 Pt_2 Pt_1
cose come mi stai stressando, mi fai alzare la pressione, ti denuncio per mobbing. mi dovrai pagare a tue spese lo psicologo e il cardiologo, fattele tu, tu e tua figlia. Ancora oggi le porte hanno le striature. Non è mai successo che io abbia visto dopo la pulizia ci fossero tracce di feci nel water, di pipì”.
- , (udienza del 11 aprile 2025): “, (udienza del 11 aprile 2025): Testimone_2
“Sono dipendente della come ausiliario, e mi occupo delle pulizie. Io lavoro CP_4
da sei mesi, e posso dire che effettivamente a volte riscontro che ci sono dopo la pulizia pareti non sciacquate bene, vetri non fatti bene. ovviamente non posso addebitare nulla alla . ho anche riscontrato che i water potevano non essere puliti bene intorno, Pt_1 non all'interno, nel reparto di medicina al terzo piano, dove ci sono le stanze che vanno dalla 313 in poi, non so dire, mi è capitato di aver visto tracce di feci nel water. Non ricordo dello 06 novembre 2024. la SV mi chiede della stanza 321, che sta appunto nel reparto medicina, ma non ricordo se quello che ho detto si colloca appunto il 06 novembre 2024.
Ricordo di un problema con la veranda che non era stata fatta bene;
dico che non era stata fatta bene perché così diceva la responsabile con la quale io andai nella Pt_2
veranda e accertai che gli angoli non erano stati puliti, le pareti non erano state ben lavate, e gli armadietti non erano stati puliti bene. non ricordo se oltre a me ed alla c'era qualcun altro. Ricordo che la disse una volta alla la Pt_2 Pt_1 Pt_2 quale le diceva che bisognava rifare le camere, che l'avrebbe denunciata per mobbing, che non si doveva dimenticare che anche lei era stata ausiliaria, che questi lavori poteva
7 metterli a fare anche alla figlia, che è ausiliaria come noi. la diceva alla Pt_1
che a causa della condotta della si sentiva stressata, psicologicamente Pt_2 Pt_2
provata, ed era costretta ad andare dal cardiologo e che le spese del cardiologo le doveva pagare lei”.
- (udienza del 11 aprile 2025): “Sono dipendente Sanigest, e lavoro in Tes_3
Co
come addetta alle pulizie. La mi chiede di singole giornate, che io non CP_4
ricordo. ricordo episodi. Non ricordo di una stanza in cui siano stati trovate contemporaneamente tracce di feci nella stanza, striature a porte e pareti e letti non spolverati. Ricordo di un giorno in cui la vetrata che fa corridoio era stata contestato che da un lato non era stata fatta bene la pulizia, e dal confronto venne fuori che quel lato era stato pulito dalla . l'altro lato lo avevo pulito io. i vetri sono stati fatti il Pt_1
pomeriggio, il mattino dopo la ha verificato, e io andai a vedere se il mio lato Pt_2 era stato fatto bene;
l'altro lato presentava delle striature, quando si puliscono i vetri rimangono aloni;
gli aloni, le striature non rimangono perché io faccio un passaggio con acqua e finisco con carta asciutta. non so dire cosa abbia fatto o non fatto la sul Pt_1
suo lato. Quando la ha contestato alla la non corretta pulizia secondo Pt_2 Pt_1 quanto assegnatole, è capitato che la abbia detto alla Io l'ho fatto bene, Pt_1 Pt_2
quando mai non l'ho fatto bene, sono tanti anni che pulisco mò debbo sentirmi dire da te che non pulisco bene, che si sentiva sotto stress, che questo era mobbing e che lei non si sentiva bene perché troppo pressata dalla che lei doveva andare dal dottore e Pt_2
che chi doveva pagare le visite. ho sentito anche la dire fattele tu, tu e tua figlia. Pt_1
Non ricordo episodi specifici che abbiano coinvolto la stanza 301”.
- (udienza del 11 aprile 2025): “Lavoro per la Santa Rita come CP_2
ausiliario, sono sto licenziato e ho fatto una causa che sarà chiamata innanzi a questo tribunale. Io il 02 dicembre 2024 ho chiamato i Carabinieri, costretto a farlo perché da quattro mesi la da quando si è insediata la nuova società, ci perseguitava Pt_2
diabolicamente. io lavoro da otto anni, e ogni volta la anche dopo due giorni ci Pt_2
diceva di rifare la stanza, senza dirci cosa non era stato fatto bene;
la contestazione ce la faceva dopo due giorni. il giorno 02 dicembre la fece venire su la , a Pt_2 Pt_1 rifare la stanza 303, terzo piano cardiologia, e una parola tira l'altra e la si sentì Pt_1
male, e io a quel punto chiamai la caposala , che non venne a soccorrere la Pt_3
, e io chiamai i carabinieri. erano quattro mesi che la ci dava fastidio, Pt_1 Pt_2
anche senza controllare la cooperativa. quando faceva tutte queste cose io andavo dai caposala, e la diceva voi dipendete da Quando arrivarono i Carabinieri e Pt_3 Pt_2
8 su richiesta di questi siamo stati in cucina, i Carabinieri ci hanno chiesto i nomi, la era andata in panico e tremava. Poi abbiamo continuato a lavorare dopo un'ora, Pt_1 un'ora e mezza. Non ricordo di giorni specifici. Mai è successo che la abbia Pt_2
contestato una stanza con il water con tracce di feci, con aloni a porta e finestre o altro, letto non spolverato., le stanze dopo la nostra pulizia sono aperte. sette anni fa successe un problema su di una stanza. Riguardo alla passerella con le vetrate ai lati, ricordo che la pose il problema di un lato dei vetri, ma i vetri quando sono fatti sono fatti Pt_2
bene, e la viene il giorno dopo. Quando il problema è successo con la Pt_2 Pt_2
io non controllai se il lato del vetro era fatto bene. La stanza 303 la feci io. Non ho mai assistito a discussioni tra la e la in seguito a contestazioni che la Pt_1 Pt_2
possa avere fatto alle sul lavoro. ho visto la dire alla Pt_2 Pt_1 Pt_2 Pt_1
che non aveva fatto bene un lavoro. la non ha risposto niente. La diceva Pt_1 Pt_1
fammi vedere cosa non è fatto bene e la rifaccio. Non ricordo che la abbia mai Pt_1
detto alla di stress, di psicologi, cardiologi e costi di visite;
fatti tu la stanza, tu Pt_2
e tua figlia”.
3) La prova dei fatti oggetto di contestazione è stata solo parzialmente fornita.
I fatti dello 06 e 07 novembre 2024 sono comprovati dalle dichiarazioni della Pt_2
confermate da quanto riportato da riportato da la quale, avendo operato su uno Tes_3
dei lati del corridoio in vetri, constatava che effettivamente sul lato sul quale aveva operato la comparivano “… striature, quando si puliscono i vetri rimangono aloni;
gli Pt_1 aloni…”, eliminabili con un secondo passaggio che, evidentemente, la non Pt_1
aveva realizzato.
La riferisce anche di essere stata destinataria delle espressioni “Fatteli tu, fatteli Pt_2 fare da tua figlia”, espressione che, anche se non espressamente in quella giornata ed in quella specifica occasione, viene attribuita alla anche dal teste il che Pt_1 Tes_3 avvalora e conferma quanto dichiarato dalla Pt_2
Il Giudice ritiene che sia stata fornita la prova anche dei fatti contestati come commessi in data 08 novembre 2024, ossia la non corretta esecuzione dei lavori di pulizia della veranda adibita a deposito detersivi. la narrazione della è confermata dalla teste Pt_2 Tes_2
la quale riferisce che “…le pareti non erano state ben lavate, e gli armadietti
[...] non erano stati puliti bene…”.
Non vi è conferma della ulteriore contestazione afferente le espressioni che la Pt_1
avrebbe rivolta alla superiore il successivo 13 novembre.
Infondata appare anche la contestazione riferita alla giornata del 19 novembre, nella parte in cui si addebita alla la non corretta pulizia della stanza n. 301. La deposizione della Pt_1
9 non trova conferma nelle deposizioni degli altri testi, ed in mancanza di riscontri Pt_2
non è possibile ritenere che la contestazione sia fondata. Nemmeno può ritenersi la prova della circostanza che la abbia pronunciato alla le espressioni contestate: si Pt_1 Pt_2 tratta sempre delle stesse espressioni , riferite anche alle altre giornate, e non essendovi la prova del fatto presupposto ,, che avrebbe costituito prova della occasione scatenante la reazione, nemmeno questo può dirsi comprovata.
Per la giornata del 22 la riferisce che “era tutto a posto”, traendo spunto dal registro Pt_1
ove la medesima annotava gli interventi affidati ai vari operatori e eventuali problemi sorti in sede di verifica.
In realtà, la visione del registro permette di individuare un problema nella stanza 303, per la quale vi è una annotazione “da rifare”, che nella contestazione si afferma essere stata apposta dalla appunto allorchè, il giorno successivo all'intervento, questa ha Pt_2
controllato quanto fatto il giorno precedente. Il fatto però che la teste non riferisca Pt_2 nulla su quell'episodio non permette di ritenere che la contestazione trovi conferma.
Quanto all'episodio dello 02 dicembre, gli addebiti mossi alla sono limitati ad aver Pt_1
“condiviso ed approvato “ con altro dipendente, la richiesta di intervento CP_2 dei locali Carabinieri , intervento che avrebbe creato “scompiglio ed apprensione”, e di avere arbitrariamente interrotto la prestazione dalle 09.10 alle 10.00, riferendo “falsamente di essere soggetta a continue vessazioni da parte della SI , così turbando la Pt_2
regolarità del servizio di pubblica necessità svolto dalla datrice.
Tutte queste affermazioni non hanno trovato alcuna conferma, né nella prova testimoniale né nella documentazione prodotta.
Nel ricorso la quantifica in dieci minuti il tempo di presenza nella struttura del Pt_1
militari intervenuti, ma nulla consente di ritenere che tale presenza abbia in qualsiasi modo interferito con la ordinaria operatività della struttura stessa.
Infine, in data 09 dicembre la , già sospesa il precedente 04 dicembre, si è presentata Pt_1 al lavoro, alle ore 09.00 , per essere allontanata alle 09.20 .
Conclusivamente, la contestazione è stata confermata solo nelle parti indicate, quindi nella non corretta esecuzione dei lavori di pulizia delle vetrate nella giornata dello 06 novembre e della veranda nella giornata dello 08 novembre, e nell'aver profferito in data 09 dicembre le espressioni riportate.
4) I fatti sono stati contestati, nella missiva dello 04 dicembre e nella lettera di licenziamento, facendo richiamo all'art. 40 del CCNL pacificamente applicato, e mente del quale “Il lavoratore, in relazione alle particolari esigenze dell'assistenza sanitaria, deve improntare il proprio comportamento al rispetto ed alla comprensione dell'assistito,
ispirandosi ai principi della solidarietà umana e subordinando ogni propria azione alla
10 consapevole necessità e responsabilità della sua assistenza. Il lavoratore deve rispettare l'impostazione e la fisionomia propria della Struttura ove opera, ed attenersi alle disposizioni impartite dalla stessa, secondo la struttura organizzativa interna in cui opera ed osservare in modo corretto i propri doveri.”.
Negli atti della datrice non vi è richiamo all'art. 42 del Ccnl di categoria, ove, in materia di “Provvedimenti disciplinari”, si stabilisce che “Le mancanze del dipendente possono dar luogo all'adozione dei seguenti provvedimenti disciplinari da parte della Struttura:
1) richiamo verbale;
2) richiamo scritto;
3) multa non superiore all'importo di quattro ore della retribuzione;
4) sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un periodo non superiore a dieci giorni.
Esemplificativamente, a seconda della gravità della mancanza e nel rispetto del principio della proporzionalità, incorre nei provvedimenti di cui sopra il lavoratore che, tra l'altro, : III. “Commette negligenza in servizio o irregolarità nell'espletamento dei compiti assegnati”, VI. “Compia insubordinazione nei confronti dei superiori gerarchici, esegua il lavoro affidatogli negligentemente o non ottemperando alle disposizioni impartite.”
Lo stesso articolo limita la possibilità di infliggere la sanzione del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo “semprechè si configuri un notevole indampimento”
A) ai casi previsti dal capoverso precedente qualora le infrazioni abbiano carattere di particolare gravità”
Il Giudice ritiene che i fatti, oggetto della contestazione e che nel presente giudizio hanno trovato conferma, integrino illecito disciplinare punibile solo con sanzione conservativa, e che in essi non sia possibile ravvisare il notevole inadempimento e la particolare gravità che giustificherebbero la sanzione espulsiva.
I fatti meritevoli d rilievo sono stati solo quelli descritti della non corretta pulizia della vetrata e della veranda: nel primo caso, la pulizia non era stata correttamente ultimata, perché non era stato effettuato un passaggio definitivo che consentisse di eliminare del tutto i residui, sotto forma di aloni e di striature, della pulizia comunque effettuata;
nel secondo caso, le pareti non erano state ben lavate, e gli armadietti non erano stati ben puliti.
La non corretta esecuzione della prestazione assume rilevanza disciplinare, ma non vi è nessun elemento che consenta di ravvisare il notevole inadempimento e la particolare gravità della mancanza. L'alone, la striatura residuata sulla vetrata costituiscono appunto il residuo di un intervento di pulizia comunque effettuato, anche se non
11 completato a regola d'arte, né viene esplicitata la effettiva destinazione della area ove insiste la vetrata, che appare essere un luogo di passaggio e non già una area destinata a specifiche attività mediche e sanitarie ove si possa e si debba pretendere un livello di pulizia assoluto. Allo stesso modo, non vi è alcun elemento che consenta di attribuire particolare gravità e rilevanza alla non corretta pulizia della area, della veranda, ove pure le pareti e gli armadietti erano stati puliti, anche se non in termini soddisfacenti, e tanto anche a voler superare il dato che al Giudice non sono offerti specifici elementi fattuali da cui poter trarre il convincimento che la pulizia non sarebbe stata “ben“ effettuata.
Le espressioni pronunciate dalla nella occasione dello 07 novembre (per me Pt_1
sono stati fatti bene e se per te non vanno bene fatteli tu) appaiono dotate di rilevanza disciplinare, perché comunque atte ed idonee a rifiutare l'autorità del superiore, mettendone in discussione il ruolo, ma anche in questo caso il Giudice esclude la particolare gravità, di cui non si ravvisano i presupposti.
Infine, presentandosi al lavoro, alle ore 09.00 dello 09 dicembre 2024, pur se sospesa precedente 04 dicembre, la ha ancora violato la disposizione ed il provvedimento Pt_1
datoriale, ma anche in questo caso non viene nemmeno esplicitato un motivo per cui quella condotta possa ritenersi di particolare gravità.
Solo per completezza, il licenziamento è consentito, in caso di recidiva nelle condotte sanzionate diversamente, solo quando siano stati comminati due provvedimenti di sospensione disciplinare nell'arco di due anni dalla applicazione della prima sanzione.
5) Pacificamente la questione ricade nell'ambito di applicazione dell'art. 18 legge
300/1970 come sostituito e modificato dall'art. 1 Legge 92/2012.
A mente dell'art 18 co. 5 Legge 300/70, il giudice, nelle ipotesi in cui accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa addotti dal datore di lavoro, per insussistenza del fatto contestato ovvero perché il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base delle previsioni dei contratti collettivi ovvero dei codici disciplinari applicabili, annulla il licenziamento e condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro di cui al primo comma e al pagamento di un'indennità risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento sino a quello dell'effettiva reintegrazione, dedotto quanto il lavoratore ha percepito, nel periodo di estromissione, per lo svolgimento di altre attività lavorative, nonché quanto avrebbe potuto percepire dedicandosi con diligenza alla ricerca di una nuova occupazione. In ogni caso la misura dell'indennità
12 risarcitoria non può essere superiore a dodici mensilità della retribuzione globale di fatto. Il datore di lavoro è condannato, altresì, al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misura legale senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardata contribuzione, per un importo pari al differenziale contributivo esistente tra la contribuzione che sarebbe stata maturata nel rapporto di lavoro risolto dall'illegittimo licenziamento e quella accreditata al lavoratore in conseguenza dello svolgimento di altre attività lavorative.
Considerando la data del licenziamento (09 gennaio 2025) e quella della pronuncia, e considerando quale retribuzione globale di fatto quella risultante dalla busta paga di novembre 2024, prodotta in atti (€#2.052,55) ed un moltiplicatore di quattro mesi, la somma dovuta ammonta ad €#8.210,20# (ottomiladuecentodieci,20), oltre interessi nella misura di Legge sulla somma via via rivalutata dalla data del licenziamento e fino all'effettivo soddisfo. la resistente va condannata anche al pagamento al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento fino a quello della effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misura legale senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardata contribuzione
6) La resistente va condannata al pagamento a favore di PA
, delle spese di lite, che si liquidano nella somma €#4.629,00# Parte_1
(quattromilaseicentoventinove), oltre spese generali al 15%, I.V.A. e C.P.A. se applicabili, con attribuzione al procuratore dichiaratosi antistatario.
P.Q.M.
Il Tribunale di Avellino, in persona del Giudice del Lavoro Dott. Ciro Luce, nella causa iscritta al nr. 318/2025 R.G. Lavoro, e vertente tra nei confronti di Parte_1 [...]
ogni contraria istanza, eccezioni e deduzioni respinta così decide: Controparte_9
1) Accoglie il ricorso, e per l'effetto e per le causali di cui alla parte motiva, accerta e dichiara l'illegittimità del licenziamento comminato nei confronti di in data 09.01.2025, ed oggetto di impugnativa;
Parte_1
2) Per l'effetto, annulla il licenziamento stesso e condanna Controparte_9
a reintegrare nel posto di lavoro precedentemente occupato
[...] Parte_1 con le mansioni e la qualifica in godimento all'atto del licenziamento, ed al pagamento a favore della stessa di un'indennità quantificata nella somma di
13 €#8.210,20# (ottomiladuecentodieci,20), oltre interessi nella misura di Legge sulla somma via via rivalutata dalla data del licenziamento e fino all'effettivo soddisfo;
3) Condanna versamento a favore di dei Controparte_9 Parte_1
contributi previdenziali e assistenziali dal giorno del licenziamento e fino a quello della effettiva reintegrazione, maggiorati degli interessi nella misura legale senza applicazione di sanzioni per omessa o ritardata contribuzione;
4) Condanna al pagamento delle spese di lite a favore di Controparte_9
e che liquida in complessivi €#4.629# Parte_1
(quattromilaseicentoventinove), oltre spese generali al 15%, Iva e Cpa se applicabili, con attribuzione al procuratore dichiaratosi antistatario.
Avellino, 15 maggio 2025
Il GdL
Dott. Ciro LUCE
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