Sentenza 14 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Foggia, sentenza 14/04/2025, n. 37 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Foggia |
| Numero : | 37 |
| Data del deposito : | 14 aprile 2025 |
Testo completo
R.G. n. 191-1/2024 – procedimento unitario
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Tribunale Ordinario di Foggia Terza Sezione Civile Il Tribunale Ordinario di Foggia, Terza Sezione Civile, composto dai magistrati dott.ssa Caterina Lazzara - Presidente dott.ssa Stefania Rignanese - Giudice dott. Antonio Lacatena - Giudice rel./est. riunito in camera di consiglio ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento n. 191-1/2024 r.g., promosso da presso il Tribunale di Foggia;
Parte_1 nei confronti di (C.F. e P.IVA , titolare Controparte_1 C.F._1 P.IVA_1 dell'omonima impresa individuale, con sede in San Ferdinando di Puglia alla Contrada Lupo, avente ad oggetto “commercio all'ingrosso di prodotti ortofrutticoli” (v. visura camerale in atti); letto il ricorso per dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale depositato nei confronti di , viste le risultanze delle informative acquisite e sentito il Giudice Controparte_1
Relatore in camera di consiglio, a scioglimento della riserva assunta all'udienza del 6/3/2025; verificata la rituale notifica di ricorso e del decreto di fissazione d'udienza (a mezzo pec del
6/2/2025); esaminati gli atti ed i documenti, e ritenuta la competenza del Tribunale adito, atteso che la resistente ha sede nel circondario del medesimo Ufficio;
considerato che
il debitore è soggetto alla disciplina sui procedimenti concorsuali ex artt. 1, 2 e
121 CCII, essendo sufficiente, ai fini del riconoscimento della qualità di imprenditore commerciale, che l'attività esercitata sia obiettivamente economica, nel senso di proporzionalità tra costi e benefici, secondo il c.d. lucro oggettivo (Cass. Civ. n. 9567/2017); ritenuto che versi in stato di insolvenza non essendo in grado di Controparte_1 adempiere le obbligazioni assunte, come desumibile dai seguenti elementi:
a) il resistente, non costituendosi nel procedimento, non ha dimostrato il possesso congiunto dei requisiti dell'impresa minore di cui all'art. 2, CCII. La prova della sussistenza dei requisiti di non liquidabilità incombe, invero, sull'imprenditore debitore, alla stregua – tra l'altro – dei bilanci degli ultimi tre esercizi (cfr., nella vigenza della legge fallimentare, Cass. n. 625 del
15/01/2016; Cass. n. 14790 del 30/06/2014) anteriori alla istanza di liquidazione giudiziale, residuando in capo al tribunale un potere di indagine officiosa finalizzato ad evitare la pronuncia di liquidazioni ingiustificate;
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CCII. Dagli atti della disposta istruttoria emerge:
- un debito erariale iscritto al ruolo (al netto dell'importo sospeso) di €.6.195.499,79 (come da nota di del 2/1/2025); CP_2
- un debito nei confronti dell' di €.3.500,15 per lavoratori autonomi (come da informativa CP_3 del 2/1/2025);
c) risulta, altresì, provato lo stato di insolvenza che si desume dall'ammontare complessivo dei debiti, dalla persistente e ingiustificata volontà del debitore di non adempiere, dalla mancata partecipazione al presente procedimento, dall'esistenza di una procedura esecutiva immobiliare definita a seguito di riparto. Si consideri, al riguardo: che lo stato di insolvenza richiesto ai fini della pronunzia di liquidazione giudiziale si identifica con uno stato di impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all'impresa; lo stato di insolvenza dell'imprenditore è, tra l'altro, configurabile anche in assenza di protesti, pignoramenti e azioni di recupero dei crediti, i quali non sono parametro esclusivo del giudizio sul dissesto, posto che invece è la situazione di incapacità del debitore a fronteggiare con mezzi ordinari le proprie obbligazioni a realizzare quello stato, quali che siano gli “inadempimenti” in cui si concretizza e i “fatti esteriori” con cui si manifesta (sotto la vigenza della legge fallimentare, Cass. n.
9856/2006; Cass. n. 25961/2011); rilevato che l'ammontare dei debiti esigibili supera la soglia di cui all'art. 49, co. 5, CCII e che ricorre la fattispecie prevista per la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale;
tenuto conto nella nomina del Curatore dei criteri indicati dagli artt. 125, 356 e 358 CCII;
visti gli artt. 1, 2, 27, 28, 37, 40, 41, 42, 49, 54 e 121 CCII;
dichiara
l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di (C.F. Controparte_1
e P.IVA ), titolare dell'omonima impresa individuale, con C.F._1 P.IVA_1 sede in San Ferdinando di Puglia alla Contrada Lupo;
nomina
Giudice Delegato per la procedura il dott. Antonio Lacatena;
nomina curatrice l'avv. Marcella Vitale, con invito ad accettare l'incarico entro due giorni dalla comunicazione della nomina;
autorizza il Curatore, con le modalità di cui agli artt. 155 quater, 155 quinquies e 155 sexies disp. att.
c.p.c.:
1) ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
2) ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
3) ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all'art. 21 del D.L. 31 maggio
2010, n. 78, convertito dalla L.30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
4) ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
Pagina 2 di 3 5) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice;
ordina al legale rappresentante della società sottoposta a liquidazione giudiziale di depositare entro tre giorni i bilanci, le scritture contabili e fiscali obbligatorie - in formato digitale nei casi in cui la documentazione è tenuta a norma dell'art. 2215 bis c.c. - i libri sociali, le dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA dei tre esercizi precedenti, nonché l'elenco dei creditori corredato dall'indicazione del loro domicilio digitale, se già non eseguito a norma dell'art. 39 CCII;
stabilisce il giorno 10 luglio 2025, ore 11:00, per procedere all'esame dello stato passivo, davanti al
G.D.; assegna il termine perentorio di trenta giorni prima dell'adunanza per l'esame dello stato passivo, ai creditori ed a tutti i terzi che vantano diritti reali o personali su cose in possesso della società sottoposta a liquidazione giudiziale, perché presentino le relative domande di insinuazione e la documentazione allegata con le modalità di cui all'art. 201 CCII mediante trasmissione delle stesse all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore e con spedizione da un indirizzo di posta elettronica certificata;
avvisa
i creditori e i terzi che tali modalità di presentazione non ammettono equipollenti, con la conseguenza che eventuali domande trasmesse mediante deposito o invio per posta presso la cancelleria e/o presso lo studio del Curatore, o mediante invio telematico presso la cancelleria, saranno considerate inammissibili e quindi come non pervenute;
nelle predette domande dovrà altresì essere indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale i ricorrenti intendono ricevere le comunicazioni dal Curatore, con la conseguenza che, in mancanza di tale indicazione, le comunicazioni successive verranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria ai sensi dell'art. art.10, co. 3, CCII;
segnala al Curatore che deve tempestivamente comunicare al Registro delle Imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata relativo alla procedura al quale dovranno essere trasmesse le domande da parte dei creditori e dei terzi che vantano diritti reali o personali su beni in possesso della fallita;
dispone la prenotazione a debito del presente atto e sue conseguenze ex art. 146 d.P.R. 30.05.02 n. 115; dispone che la presente sentenza venga notificata al debitore soggetto a liquidazione giudiziale, comunicata al Curatore ed al ricorrente ed iscritta presso l'Ufficio del Registro delle imprese, ex art. 49, co.4, CCII.
Foggia, così deciso in data 09 aprile 2025 nella camera di consiglio della Terza Sezione Civile
Il Giudice estensore Il Presidente
dott. Antonio Lacatena dott.ssa Caterina Lazzara
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