Sentenza 1 dicembre 2023
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Sul provvedimento
| Citazione : | TAR Roma, sez. II, sentenza 01/12/2023, n. 18065 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Tribunale amministrativo regionale - Roma |
| Numero : | 18065 |
| Data del deposito : | 1 dicembre 2023 |
| Fonte ufficiale : |
Testo completo
Pubblicato il 01/12/2023
N. 18065/2023 REG.PROV.COLL.
N. 08915/2023 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Seconda)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 8915 del 2023, proposto da
ER AS e UR Mei, entrambi rappresentati e difesi dagli avvocati Ennio Abrusci e Mario Goldoni, con domicilio digitale in atti;
contro
Ministero della Giustizia, in persona del Ministro pro tempore , rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria per legge in Roma, via dei Portoghesi, n. 12;
per l’esecuzione
del giudicato formatosi sul decreto della Corte di Appello di Roma n. rep. 8388/2019, cron. n. 2686/2019, depositato il 9 dicembre 2019, a definizione del procedimento R.G. n. 52629/2019, avente ad oggetto l’equa riparazione per inosservanza del termine ragionevole di durata del processo ai sensi della legge n. 98/2001 (c.d. Legge Pinto).
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero della Giustizia;
Visto l'art. 114 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 25 ottobre 2023 la dott.ssa Eleonora Monica e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
LETTO il ricorso, notificato nei tempi e nelle forme di rito, con cui i ricorrenti lamentano l’inottemperanza della sentenza in epigrafe, di condanna del Ministero della Giustizia al pagamento in loro favore la somma di euro 4.000,00 ciascuno, oltre interessi legali a far data dalla domanda sino al soddisfo;
RILEVATO che parte ricorrente chiede, inoltre, il “ rimborso delle spese successive all’emissione del Decreto di condanna per cui si agisce, e precisamente la somma di €.3,87, quale esborso affrontato dal ricorrente per la richiesta di Certificato di non opposizione, nonché la somma di €.30,98 per la richiesta di copie del titolo esecutivo, per un totale di €.34,85 ”;
RILEVATO che il Ministero intimato si è costituito in giudizio con memoria di pura forma;
RILEVATO che, come emerge dalla documentazione versata in atti, ricorrono tutti i presupposti stabiliti all’art. 114 c.p.a., atteso il comprovato passaggio in giudicato del titolo azionato e l’inutile decorso del termine relativo alla dichiarazione di cui al comma 1 dell’art. 5 sexies della l. n. 89/2001, che, data la sua natura speciale, assorbe, altresì, quello dilatorio di cui all’art. 14 del d.l. n. 669/1996;
CONSIDERATO, in definitiva, che non sussistono ragioni ostative all’accoglimento del gravame proposto, stante il palese inadempimento del Ministero intimato, che ha peraltro mancato di contestare in qualsivoglia modo la pretesa di parte ricorrente (comportamento valutabile anche ai sensi dell’art. 64, comma 4, c.p.a.);
CONSIDERATO, relativamente alla richiesta di condanna espressa dell’amministrazione resistente al rimborso delle spese successive e dei diritti successivi all’emissione del titolo, che, come ripetutamente affermato dalla giurisprudenza, l’obbligo di eseguire il giudicato sussista anche con riferimento a tali spese e diritti nei limiti, però, delle attività strettamente necessarie a conseguire il passaggio in giudicato del titolo (registrazione obbligatoria, estrazione di copie, notifica, esame del titolo et similia ma non anche spese e compensi relativi al precetto), rientrando essi automaticamente tra quelle conseguenti alla decisione, senza che sia necessaria al riguardo un’espressa statuizione del giudice;
RITENUTO, pertanto, che il ricorso debba essere accolto, con conseguenziale ordine al Ministero della Giustizia di provvedere - nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente decisione, ovvero della sua notifica su istanza di parte se anteriore - al puntuale ed integrale pagamento delle rivendicate spettanze derivanti dalla decisione giurisdizionale indicata in epigrafe, sempre ed a condizione che la documentazione depositata in giudizio dalla parte istante sia ritenuta completa ed esaustiva dall’amministrazione intimata;
RITENUTO di dover accogliere, per l’ipotesi di ulteriore inadempienza, la domanda di nomina di un commissario ad acta , individuato nella persona del responsabile dell'Ufficio I - Bilancio e adempimenti contabili della Direzione generale del bilancio e della contabilità del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia, con facoltà di delega ad altro funzionario del medesimo ufficio, il quale dovrà provvedere in via sostitutiva, su istanza di parte, al pagamento di quanto dovuto, entro il successivo termine di trenta giorni, compiendo tutti gli atti a tal fine necessari, senza diritto ad alcun compenso, rientrando la remunerazione per la funzione commissariale nell'onnicomprensività della retribuzione dei dirigenti o dei funzionari;
RITENUTO, infine, che le spese del presente giudizio di ottemperanza, secondo la regola della soccombenza, vadano poste a carico dell’inadempiente Ministero e liquidate nell’importo indicato in dispositivo.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto: 1) lo accoglie e, per l’effetto, ordina al Ministero della Giustizia di dare esecuzione al provvedimento azionato entro il termine di cui in motivazione; 2) per l’ipotesi di ulteriore inadempienza, nomina il responsabile dell'Ufficio I - Bilancio e adempimenti contabili della Direzione generale del bilancio e della contabilità del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia - con facoltà di delega ad altro funzionario del medesimo ufficio - quale commissario ad acta per procedere in via sostitutiva nell’ulteriore termine di trenta giorni; 3) condanna l’amministrazione intimata al rimborso delle spese di giudizio, liquidate in complessivi euro 700,00 (settecento/00), oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 25 ottobre 2023 con l'intervento dei magistrati:
Francesco Riccio, Presidente
Eleonora Monica, Consigliere, Estensore
Igor Nobile, Referendario
| L'ESTENSORE | IL PRESIDENTE |
| Eleonora Monica | Francesco Riccio |
IL SEGRETARIO