Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 27/11/2024, n. 30527
CASS
Sentenza 27 novembre 2024

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Massime1

L'art. 9 l. n. 19 del 1990 - per il quale il pubblico dipendente non può essere destituito di diritto a seguito di condanna penale - deve intendersi riferito alla destituzione adottata quale conseguenza disciplinare della condanna, che necessita, in ogni caso dell'esperimento del procedimento per l'adozione di sanzioni di carattere disciplinare, e non anche a quella conseguente all'applicazione di misure accessorie di carattere interdittivo, rispetto alle quali la cessazione del rapporto costituisce solo un effetto indiretto, per la fisiologica impossibilità di prosecuzione del rapporto; ne consegue che il suddetto intervento normativo non può ritenersi abrogativo dell'art. 85, lett. b), del d.P.R. n. 3 del 1957, atteso che tale norma si riferisce all'ipotesi di interdizione perpetua dai pubblici uffici, che determina la cessazione del rapporto senza la necessità di un procedimento disciplinare, ed è pertanto immune - in conformità dei principi sanciti dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 286 del 1999 - da censure di legittimità costituzionale.

Commentari3

  • 1Il dipendente condannato in sede penale con interdizione perpetua dai pubblici uffici deve essere destituito
    Monica Catellani · https://www.publika.it/ · 20 dicembre 2024

    La Corte di Cassazione, sezione lavoro, nella sentenza 27 novembre 2024, n. 30527, ha ricordato il principio secondo il quale nel nostro ordinamento devono ritenersi ancora presenti ipotesi di destituzione automatica, in quanto il principio dell'ineluttabilità del procedimento disciplinare non concerne le pene accessorie di carattere interdittivo, atteso che la risoluzione del rapporto di impiego costituisce solo un effetto indiretto della pena accessoria comminata in perpetuo (e salve le ipotesi di indulto, grazia o riabilitazione che costituiscono accidenti futuri ed incerti rispetto alla tendenziale stabilità che caratterizza le pene in esame), che impedisce, ab externo, il …

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  • 2Enti Locali News
    Monica Catellani · https://www.publika.it/

    L'ANAC, con il parere (funzione consultiva) del 16 dicembre 2024, reperibile a questo link https://wwwanticorruzioneit/en/-/parere-anticorruzione-del-16-dicembre-2024-fasc53712024, ha esaminato la richiesta di un ente riguardo al presunto conflitto di interessi nel quale verserebbe il dirigente dell'ambito Risorse umane con riferimento [...] La Corte dei Conti, sezione regionale Piemonte, con la delibera n 184/2024/SRCPIE/PAR del 20 dicembre 2024, ha esaminato il seguente quesito: “se la possibilità di dar corso alle progressioni tra le aree di cui all'art 13, commi 6, 7 e [...] La Corte di Cassazione, sezione lavoro, nella sentenza 27 novembre 2024, n 30527, ha ricordato il principio …

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  • 3Il dipendente pubblico condannando con interdizione perpetua dai pubblici uffici può essere destituito
    Gruppodelfino.It · https://www.gruppodelfino.it/ · 27 dicembre 2024

    La Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza n. 30527/2024 si è occupata della vicenda di un dipendente del MIUR, professore di educazione fisica, il quale aveva impugnato il provvedimento di licenziamento disciplinare comminato a seguito di condanna penale con interdizione perpetua dai pubblici uffici. La S.C., in particolare, ha chiarito che, secondo costante giurisprudenza “nel nostro ordinamento devono ritenersi ancora presenti ipotesi di destituzione automatica, in quanto il principio dell'ineluttabilità del procedimento disciplinare non concerne le pene accessorie di carattere interdittivo, atteso che la risoluzione del rapporto di impiego costituisce solo un …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 27/11/2024, n. 30527
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 30527
Data del deposito : 27 novembre 2024

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