Cass. pen., sez. I, sentenza 16/07/2015, n. 876
CASS
Sentenza 16 luglio 2015

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime3

In tema di reclamo ai sensi degli artt. 35-ter, ord. pen., la natura essenzialmente compensativa, più che risarcitoria in senso stretto, dell'azione finalizzata ad ottenere una riparazione effettiva delle violazioni dell'art. 3 CEDU, derivanti dal sovraffollamento, esclude che la domanda debba essere corredata dalla indicazione precisa e completa degli elementi che si pongono a fondamento della stessa, ne consegue che ai fini dell'ammissibilità del reclamo è sufficiente l'indicazione dei periodi di detenzione, degli istituti di pena e delle specifiche condizioni detentive, in relazione ai quali l'interessato deduce un trattamento penitenziario subito in violazione dell'art. 3 Cedu.

In materia di rimedi risarcitori conseguenti alla violazione dell'art. 3 CEDU nei confronti di soggetti detenuti o internati, l'attualità del pregiudizio non è condizione di accoglibilità della domanda riparatoria rivolta al Magistrato di sorveglianza, in quanto il richiamo contenuto nell'art. 35 ter ord. pen. al pregiudizio di cui all'art. 69, comma sesto, lett. b), ord. pen., ai fini della riduzione della pena, non si riferisce al presupposto della necessaria attualità del pregiudizio medesimo.

È illegittimo il decreto, con il quale il Magistrato di sorveglianza dichiara l'inammissibilità del reclamo ex art. 35-bis, ord. pen., sulla base dei risultati di accertamenti effettuati fuori dal contraddittorio.

Commentari2

  • 1Responsabilità professionale dell’avvocato per negligenza (mancata riassunzione processo): deve esserci un danno effettivo
    Studio Legale Calvello · https://www.studiolegalecalvello.it/articoli/ · 16 febbraio 2019

    Cass. civ. Sez. III, Ordinanza del 21-06-2018, n. 16342 La Corte di Cassazione si sofferma sull'incidenza della condotta dell'avvocato danneggiante nella sfera del danneggiato. Ed invero, l'accertamento della responsabilità presuppone che venga individuata non solo la condotta professionale che si assume essere stata negligente, ma anche il danno che ne è derivato come conseguenza della condotta, in quanto nell'azione civile di risarcimento del danno l'affermazione di responsabilità non può essere disgiunta dall'accertamento della determinazione di un effettivo danno. IL PRINCIPIO ENUNCIATO DALLA CASSAZIONE “Nell'ipotesi in cui un'azione giudiziale svolta nell'interesse del cliente non …

     Leggi di più…

  • 2L'inammissibilità de plano dell'istanza di risarcimento per sovraffollamento carcerario
    Di Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 27 settembre 2016

    Abstract Con la sentenza in argomento, la Cassazione ha affrontato la tematica connessa alla rilevabilità de plano dell'inammissibilità di una istanza avanzata a norma dell'art. 35 ter legge n. 354/1975. Il fatto Con provvedimento adottato de plano, il Magistrato di Sorveglianza di Avellino dichiarava inammissibile la richiesta avanzata ex art. 35 ter O.P. dal detenuto il quale aveva lamentato di avere sofferto la restrizione detentiva in condizioni di sovraffollamento e quindi in violazione di quanto disposto dall'art. 3 CEDU. In particolare, la declaratoria di inammissibilità veniva fatta derivare dal tenore letterale della norma richiamata, la quale avrebbe imposto il requisito della …

     Leggi di più…

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 16/07/2015, n. 876
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 876
Data del deposito : 16 luglio 2015

Testo completo