Cass. pen., sez. V, sentenza 18/05/1999, n. 10372
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Sentenza 18 maggio 1999

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In tema di diffamazione a mezzo stampa, poiché, qualunque sia la forma grammaticale o sintattica delle frasi o delle locuzioni adoperate, ciò che conta è la loro capacità di ledere o mettere in pericolo l'altrui reputazione, il reato si realizza anche quando il contesto della pubblicazione determini il mutamento del significato apparente di una o più frasi, altrimenti non diffamatorie, dando loro un contenuto allusivo, percepibile dal lettore medio. (Fattispecie in cui l'imputato, pur avendo riferito circostanze vere -quali le accertate parentele della persona offesa e la sua origine siciliana- le aveva utilizzate in un contesto narrativo, atto ad indurre nel lettore il sospetto che la persona offesa fosse inserita in un'organizzazione mafiosa).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 18/05/1999, n. 10372
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 10372
    Data del deposito : 18 maggio 1999

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