Cass. pen., sez. IV, sentenza 30/10/2024, n. 42486
CASS
Sentenza 30 ottobre 2024

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è la sentenza n. 1271/2024 della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Quarta Penale, presieduta da Ugo Bellini. Le parti in causa hanno presentato ricorsi contro la sentenza della Corte d'Appello di Roma, che aveva confermato la condanna per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Le difese hanno contestato la sussistenza del reato associativo, sostenendo l'assenza di un'organizzazione stabile e di un accordo criminoso, e hanno chiesto l'annullamento delle condanne, evidenziando vizi di motivazione e violazioni di legge.

Il giudice ha respinto le argomentazioni difensive, affermando che la Corte d'Appello aveva adeguatamente motivato la sussistenza del reato associativo, basandosi su prove concrete come intercettazioni e osservazioni. La Corte ha ritenuto che l'associazione avesse una struttura operativa, con ruoli definiti e un'organizzazione capace di garantire un costante volume di affari. Inoltre, ha accolto parzialmente il ricorso di uno degli imputati, annullando la condanna per un reato specifico, ritenendo che non fosse stata provata la responsabilità. La sentenza ha quindi confermato la solidità delle argomentazioni della Corte d'Appello, evidenziando la coerenza e la logicità della motivazione.

L'intelligenza artificiale può commettere errori. Verifica sempre i contenuti generati.

Massime1

La condizione di tossicodipendenza che influisce sulla capacità di intendere e di volere è quella che, per la sua ineliminabilità e per l'impossibilità di guarigione, provoca alterazioni patologiche a livello cerebrale, implicanti psicopatie che permangono a prescindere dal rinnovarsi di un'azione strettamente collegata all'assunzione di stupefacenti, di talché risulta indiscutibile trattarsi di vera e propria malattia psichica.

Commentari2

  • 1Corte costituzionale
    https://www.eius.it/articoli/ · 26 febbraio 2026

    RITENUTO IN FATTO 1.- Con ordinanza del 2 aprile 2025, iscritta al n. 107 reg. ord. del 2025, il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale ordinario di Bergamo ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 27, terzo comma, e 111 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 95 del codice penale, «interpretato nel senso di richiedere ai fini della "cronica intossicazione" l'esistenza di una condizione di infermità, di malattia o di disturbo, con effetti permanenti o irreversibili, e non una cronicità d'uso». In via subordinata, il rimettente ha sollevato, in riferimento ai medesimi parametri, questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione, …

     Leggi di più…

  • 2Consulta conferma la cronica intossicazione
    Di Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 27 febbraio 2026

    2. L'ordinanza di rimessione: cosa si contesta all'art. 95 c.p. tra “cronicità d'uso” e principio di colpevolezza In relazione alla situazione giudiziaria summenzionata, codesto organo giudicante sollevava, in via principale, in riferimento agli artt. 3, 27, terzo comma, e 111 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale dell'art. 95 del codice penale, «interpretato nel senso di richiedere ai fini della “cronica intossicazione” l'esistenza di una condizione di infermità, di malattia o di disturbo, con effetti permanenti o irreversibili, e non una cronicità d'uso», fermo restando che, in via subordinata, erano altresì sollevate, in riferimento ai medesimi parametri, …

     Leggi di più…
Inizia subito la prova gratuita
Crea un account per accedere agli strumenti d’IA giuridica e sbloccare tutte le funzionalità di Doctrine Pro.
  • Accesso ai contenuti giuridici
  • Prova dell'IA giuridica
  • Collegamento al tuo cloud
Iscriviti gratuitamente

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. IV, sentenza 30/10/2024, n. 42486
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 42486
Data del deposito : 30 ottobre 2024

Testo completo