Cass. pen., sez. III, sentenza 28/09/2018, n. 2570
CASS
Sentenza 28 settembre 2018

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Il provvedimento analizzato è la Sentenza n. 3048 della Corte Suprema di Cassazione, emessa il 28 settembre 2018. L'imputato ha contestato la sentenza della Corte d'appello di Milano, che aveva parzialmente riformato la condanna per reati fiscali, sostenendo l'assenza del dolo specifico necessario per la configurazione dei reati contestati. Le richieste della difesa si sono concentrate sulla mancanza di consapevolezza dell'imputato riguardo alle fatture false e alla gestione contabile della cooperativa, evidenziando la sua posizione di mero prestanome e la fiducia riposta nell'amministratore di fatto.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo inammissibile. Ha argomentato che la responsabilità penale dell'amministratore di diritto sussiste anche in assenza di dolo diretto, qualora vi sia consapevolezza della condotta illecita dell'amministratore di fatto. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata, affermando che l'elemento soggettivo del dolo può essere desunto da una serie di indizi, come la macroscopica illegalità dell'attività e la consapevolezza dell'imputato. Pertanto, la Corte ha confermato la condanna, evidenziando che l'imputato, pur non avendo un ruolo attivo nella gestione, non poteva ignorare le evidenti irregolarità fiscali.

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Massime1

La prova del dolo specifico dei reati tributari di cui agli artt. 5, 8 e 10 del d.lgs n. 74 del 2000 in capo all'amministratore di diritto di una società, che funge da mero prestanome, può essere desunta dal complesso dei rapporti tra questi e l'amministratore di fatto, nell'ambito dei quali assumono decisiva valenza la macroscopica illegalità dell'attività svolta e la consapevolezza di tale illegalità. (Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto indici del dolo specifico dell'amministratore di diritto la consapevolezza che l'amministratore di fatto fosse indagato e imputato per reati fiscali e la circostanza di aver rilasciato deleghe allo stesso per la movimentazione di conti la cui illiceità era evidente, ricevendone una retribuzione aggiuntiva in ragione dei rischi assunti).

Commentari4

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 28/09/2018, n. 2570
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 2570
Data del deposito : 28 settembre 2018

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