Cass. pen., sez. IV, sentenza 18/01/2010, n. 9990
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Sentenza 18 gennaio 2010

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In tema di durata della custodia cautelare, il meccanismo di recupero previsto dall'art. 303, comma primo, lett. b), n. 3-bis, cod. proc. pen., che consente il prolungamento dei termini di fase per mezzo dell'imputazione del periodo residuo a fasi diverse, ha carattere eccezionale, ed è, pertanto, estraneo al sistema del decorso dei termini massimi. (In applicazione del principio, la Corte ha escluso che, nel determinarsi il termine massimo di fase, si debba tener conto del periodo non esaurito nella precedente fase).

In tema di cosiddetta "contestazione a catena", l'accertamento dell'esistenza della connessione qualificata costituisce apprezzamento riservato, quanto alla valutazione del materiale probatorio o indiziario, al giudice di merito che deve adeguatamente e logicamente motivare il proprio convincimento. (La Corte ha anche osservato che la valutazione circa la "desumibilità dagli atti" compete al giudice di merito, perché richiede l'esame e la valutazione degli atti ed una ricostruzione dei fatti, attività precluse al giudice di legittimità).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. IV, sentenza 18/01/2010, n. 9990
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 9990
    Data del deposito : 18 gennaio 2010

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