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Sentenza 19 settembre 2025
Sentenza 19 settembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Palermo, sentenza 19/09/2025, n. 861 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Palermo |
| Numero : | 861 |
| Data del deposito : | 19 settembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA CORTE DI APPELLO DI PALERMO
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La Corte di Appello di Palermo, sezione controversie di lavoro, previdenza ed assistenza, composta dai signori magistrati :
1) Dott. Maria G. Di Marco - Presidente
2) Dott. Michele De Maria - Consigliere rel.
3) Dott. Caterina Greco - Consigliere
Riunita in camera di consiglio, ha pronunciato la seguente
SENTENZA
Nella causa civile in grado di appello iscritta al n. 507/2023 promossa Da
in persona del Ministro pro-tempore, Parte_1
Parte_2
,
[...] Parte_3
, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello
[...]
Stato.
APPELLANTI Contro rappresentato e difeso dagli avv.ti Angela Maria Fasano e Stefania CP_1
Fasano.
APPELLATO
All'udienza del 17 luglio 2025 le parti hanno concluso come in atti.
IN FATTO E IN DIRITTO Con sentenza n. 1376/2023 pubblicata il 21/4/2023 il Tribunale di Palermo ha accolto la domanda proposta da e, per l'effetto, ha dichiarato “il diritto del ricorrente CP_1 ad essere reinserito negli elenchi aggiuntivi delle GPS, prima fascia, sostegno, scuola secondaria di II grado, AT ; conseguentemente ha altresì dichiarato “l'illegittimità della risoluzione Pt_2 anticipata con decorrenza dal 22.09.2021 del contratto a tempo determinato stipulato con il ricorrente dalla resistente amministrazione, con scadenza il 30.06.2022”; ritenendo, pertanto, che il avesse diritto ad essere reintegrato nel rispettivo posto di lavoro sino alla CP_1 scadenza di tale ultimo termine, ha condannato il “al Parte_1 pagamento ( in favore del delle retribuzioni che avrebbe percepito dalla data di decorrenza CP_1 della risoluzione anticipata e fino al 30.06.2022 e dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché all'attribuzione del punteggio di servizio che avrebbe maturato nel medesimo periodo”. Disattesa l'eccezione di difetto di giurisdizione sollevata dall'amministrazione statale, il Tribunale ha posto a fondamento della decisione le seguenti considerazioni:
- la circolare ministeriale ed il DM n. 242 del 30.07.2021, contenenti le indicazioni operative per le attribuzioni delle supplenze relative all'a.s. 2021/2022, prevedono, in tema di docenti beneficiari di provvedimenti cautelari – quale l'odierno appellato – che: “…Una volta intervenuta sentenza di merito, che accerti la carenza di titolo con valore abilitante, gli Uffici procederanno all'esclusione dalle predette fasce e alla contestuale ricollocazione dei predetti soggetti, ove naturalmente provvisti del relativo titolo di studio previsto, nelle corrispettive II fasce GPS e III fasce GI. L'efficacia dell'inserimento con riserva a suo tempo conseguito dovrà essere preservata, ai fini dell'inserimento nella I Fascia delle GPS o nelle GI di II fascia, secondo quanto previsto dall'O.M. n. 60/2020, esclusivamente per il caso in cui il relativo giudizio non risulti definito da sentenza o in esecuzione di eventuali provvedimenti giurisdizionali favorevoli all'aspirante. In ogni caso, il contratto di lavoro a tempo determinato, cui l'aspirante sia chiamato in dipendenza dell'inserimento con riserva nella relativa graduatoria provinciale o d'istituto, dovrà contemplare apposita clausola risolutiva espressa, condizionata alla definizione del giudizio in termini favorevoli all'Amministrazione.” Tale disposizione, ad avviso del primo giudice, va interpretata nel senso che la “definizione del giudizio in termini favorevoli all'Amministrazione” non può che coincidere con la “sentenza di merito, che accerti - per ciascuno degli interessati – la carenza di titolo con valore abilitante”; tale condizione non si era verificata nel caso di specie, in quanto il giudizio amministrativo nel quale era stato emesso il decreto cautelare monocratico n. 520 del 17.08.2021 (che aveva consentito al ricorrente, docente in possesso di titolo abilitante conseguito all'estero ed in corso di riconoscimento, la presentazione delle domande di supplenza quale insegnante di sostegno della prima fascia delle GPS entro il relativo termine di scadenza), non si era definito con sentenza di merito favorevole all'amministrazione bensì con la sentenza del 16.09.2021 n. 2575, declinatoria della giurisdizione;
-Inoltre, poiché a norma dell'art. 11 cpa “Le misure cautelari perdono la loro efficacia trenta giorni dopo la pubblicazione del provvedimento che dichiara il difetto di giurisdizione del giudice che le ha emanate. Le parti possono riproporre le domande cautelari al giudice munito di giurisdizione”, rilevava che il suddetto provvedimento cautelare favorevole ai ricorrenti era ancora efficace nelle date in cui l'Amministrazione aveva provveduto a emettere i provvedimenti di risoluzione anticipata dei contratti di che trattasi;
-Quanto al contenuto dell'ordinanza ministeriale relativa all'a.s. 2021/22, non aveva alcun rilievo che – come eccepito dal - in essa non fosse stata riprodotta la Parte_1 disposizione, contenuta, invece, nell'ordinanza dell'anno precedente, relativa all'inserimento con riserva dei docenti beneficiari di decreto cautelare, sprovvisti di riconoscimento del titolo abilitante conseguito all'estero, dal momento che l'ordinanza n. 60/2020 regolava espressamente la formazione della graduatorie provinciali anche per l'a.s. 2021/2022, con conseguente efficacia, anche per tale anno scolastico, della disposizione succitata (art. 7 comma 4) relativa all'inserimento con riserva, in assenza di altra contraria previsione. Avverso tale sentenza ha proposto appello il che, nel Parte_1 merito reitera, sotto forma di gravame le difese già spiegate, in primo grado e, in particolare:
-L'art. 7 comma 4 dell'ordinanza n. 60/2020 era una norma eccezionale dettata dalle circostanze legate all'emergenza epidemiologica allora in corso ed esplicava dunque i propri effetti solo per l'anno scolastico 2021/2021, mentre l'art. 10 comma 4 della stessa demandava ad un successivo regolamento la modalità della costituzione degli “elenchi aggiuntivi” alla prima fascia delle GPS per il 2021, destinati al personale che avrebbe conseguito il titolo abilitante entro il 1°.07.2021 (poi prorogato al 31.07.2021) ed a coloro che avevano conseguito tale titolo all'estero, in corso di riconoscimento, la cui disciplina, introdotta con il D.M. n. 51/2021, non prevede l'istituto dell'inserimento con riserva. A ciò aggiunge che, nelle more, il ha respinto le domande di riconoscimento (avente Parte_1 valore costitutivo) di tali titoli conseguiti dagli appellati all'estero;
-Avrebbe altresì errato il Tribunale nell'attribuire un'efficacia ultrattiva al decreto cautelare n. 520/2021 che, invece, quale decreto monocratico, aveva perso efficacia, ai sensi dell'art. 56 c.p.a., ben prima della pronuncia della sentenza declinatoria della giurisdizione, precisamente sin dal 7 settembre, data dell'udienza collegiale fissata per l'eventuale conferma del decreto predetto, pronuncia che, invece, non era stata adottata;
-In ultimo ribadisce che, in virtù del predetto decreto cautelare, l'amministrazione aveva provveduto all'accantonamento dei posti per i docenti che avessero presentato domanda di supplenza, non essendo, invece, tenuto a stipulare i relativi contratti, come erroneamente aveva invece fatto il dirigente dell'Istituto scolastico “A. Volta”, essendo, conseguentemente tali contratti radicalmente nulli.
ha resistito al gravame. CP_1
All'udienza sopra indicata, sulle conclusioni delle parti di cui ai rispettivi atti difensivi, la causa è stata decisa come da dispositivo. Ciò posto, la regolazione della odierna fattispecie processuale passa dal riconoscimento di principi già affermati da questa Corte in ipotesi del tutto analoga (proc. n. 851/2023). Ritiene, infatti, la Corte che assorbente di ogni altra considerazione rispetto al merito della controversia sia la questione, rilevabile ex officio in qualsiasi stato e grado del procedimento, del difetto di contraddittorio rispetto ai docenti controinteressati, da individuarsi nei soggetti iscritti ai medesimi elenchi in cui il ricorrente aveva chiesto (e ottenuto) di essere inserito. Deve, invero, prendersi atto del principio recentemente enucleato dalla Suprema Corte, in fattispecie sovrapponibile a quella qui in esame, secondo cui "La pretesa con cui un docente di ruolo della scuola pubblica richiede il trasferimento in altra provincia, sulla base delle procedure previste dalla normativa di legge e dalla contrattazione collettiva, ha natura di azione di adempimento, alla cui introduzione è sufficiente la deduzione dell'inosservanza di regole di scelta favorevoli a tale docente e cui la P.A. era vincolata, mentre la questione in ordine alla effettiva spettanza di quel posto proprio a chi agisce e non ad altri concorrenti attiene soltanto al piano della prova o a quello della fondatezza nel merito e va definita sulla base dell'intero materiale istruttorio, acquisito o legalmente acquisibile in causa e comunque nel contraddittorio di tutti i candidati concorrenti rispetto a quel medesimo posto e di coloro cui esso sia stato in concreto attribuito" (Cassazione Civile, sezione lavoro, n.36356/2021). Il principio è stato affermato in continuità con l'orientamento costante secondo cui quando si controverte di «rapporti sostanziali di carattere plurisoggettivo» rispetto ai quali «la realizzazione dell'utilità pretesa … (assegnazione di sede) richiede la produzione di effetti, in via diretta e immediata, nella sfera giuridica di soggetti portatori di un interesse contrario», va applicato il consequenziale principio per cui «in presenza di selezioni concorsuali e di contestazioni sulla legittimità del procedimento da parte di un soggetto che domandi l'accertamento giudiziale del suo diritto ad essere inserito nel novero dei prescelti per il conseguimento di una determinata utilità (promozioni, livelli retributivi, trasferimenti, assegnazioni di sede ecc.), il giudizio deve svolgersi in contraddittorio degli altri partecipanti al concorso coinvolti dai necessari raffronti, e, pertanto, il giudice, ove riscontri la non integrità del contraddittorio, deve ordinarne l'integrazione nei confronti di tutti i controinteressati»; integrazione che non è invece necessaria «quando l'attore non chieda la dichiarazione di inefficacia della selezione e la riformulazione della graduatoria, ma si limiti a domandare il risarcimento del danno, o comunque faccia valere pretese compatibili con i risultati della selezione, dei quali non deve attuarsi la rimozione» (v. Cass. n. 36356/2021 e, ivi citate, Cass. 5 giugno 2008, n. 14914, in senso conforme Cass. 9 novembre 2018, n. 28766; Cass. 17 gennaio 2017, n. 988; Cass. 24 giugno 2020, n. 12489). Tali principi si attagliano al caso di specie;
l'appellato , infatti, non ha avanzato soltanto una pretesa risarcitoria derivante dall'anticipata risoluzione del rapporto di lavoro da esso stipulato in ragione dell' inserimento (con riserva) negli elenchi aggiuntivi alla prima fascia delle GPS, ma ha anche richiesto l'inserimento, in virtù della ragioni esposte, nei medesimi elenchi, oltre che il riconoscimento del punteggio (utile al conseguimento di una miglior posizione in graduatoria) correlato al servizio che lo stesso avrebbe dovuto rendere in virtù del contratto risolto anzitempo;
domande, queste, che non possono che coinvolgere i diritti di tutti i soggetti iscritti negli elenchi in discorso, in particolare quelli di essere individuati come destinatari di proposte di contratto a tempo determinato in virtù della loro posizione nelle predette graduatorie (determinata dal possesso dei titoli indicati nel D.M. n. 51/2021); ciò comporta la necessità che il contraddittorio sia esteso agli stessi. Poichè il litisconsorzio non si è stato compiutamente realizzato, nei suddetti termini, in primo grado, l'esame della domanda giudiziale non può avere corso se non previa costituzione del contraddittorio mancato. Il difetto di contraddittorio comporta, in applicazione dell'art. 354, co.1, c.p.c., l'annullamento della sentenza di primo grado e la rimessione delle parti al Tribunale per la corretta instaurazione del rapporto processuale. Considerate le ragioni della decisione si ritiene conforme a giustizia l'integrale compensazione delle spese di giudizio.
P.Q.M.
La Corte , definitivamente pronunciando, dichiara la nullità della sentenza n. 1376/2023 emessa dal Tribunale di Palermo in data 21 aprile 2023 ed assegna alle parti il termine di legge per la riassunzione del giudizio innanzi al giudice di primo grado. Compensa integralmente tra le parti le spese del doppio grado del giudizio. Palermo 17 luglio 2025 Il Consigliere est. Il Presidente Michele De Maria Maria G. Di Marco