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Sentenza 3 giugno 2025
Sentenza 3 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Trento, sez. distaccata di Bolzano, sentenza 03/06/2025, n. 75 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Trento |
| Numero : | 75 |
| Data del deposito : | 3 giugno 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte d'Appello di Trento
Sezione Distaccata di Bolzano
Sezione civile riunita in Camera di Consiglio nelle persone dei Signori
Magistrati:
dott.ssa Isabella Martin Presidente
dott. Federico Paciolla Consigliere
dott.ssa NI LE Consigliere Oggetto: azione ha pronunciato seguente revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c. SENTENZA
nella causa civile di II grado iscritta sub n. 167/2023 R.G.
promossa
da
, c.f. , rappresentato e difeso dall'avv. Pt_1 P.IVA_1
BRAZZINI RENATO giusta delega in atti;
- appellante -
c.f. , rappresentato e Parte_2 C.F._1
difeso dall'avv. BRAZZINI RENATO giusta delega in atti;
- appellante -
, c.f. , rappresentato e Parte_3 C.F._2
difeso dall'avv. BRAZZINI RENATO giusta delega in atti
- appellante -
1 contro
, c.f. , rappresentato e CP_1 C.F._3
difeso dall'avv. UNTERHOLZNER RUTH, giusta delega in atti
- appellato -
Oggetto: appello avverso la sentenza n. 685/2023 del
Tribunale di Bolzano di data 13.07.2023 /
07.09.2023
Causa rimessa al collegio per la decisione ex art. 352 c.p.c.
all'udienza del 18.12.2024 sulle seguenti
CONCLUSIONI
del procuratore delle parti appellanti:
“voglia l'Ecc.ma Corte d'Appello adita, ogni contraria istanza
disattesa ed in totale riforma della sentenza n. 685/2023,
emessa dal Giudice del Tribunale di Bolzano dott. Michael
Grossmann in data 13.07.2023 e depositata in cancelleria in
data 07.09.2023, notificata in data 11.09.2023,
nel merito: rigettare tutte le domande formulate da CP_1
nei confronti della società di e di CP_2 Parte_2 Parte_3
in quanto infondate in fatto ed in diritto per i motivi esposti
[...]
nella narrativa dell'atto di citazione in appelio di data
11.10.2023 e negli atti difensivi depositati dai convenuti, odierni
appellanti, nel giudizio di primo grado;
in relazione all'appello incidentale proposto
dall'appellato: rigettare l'appello incidentale proposto da CP_1
con la comparsa di costituzione e risposta di data
[...]
2 29.12.2023, in quanto infondato in fatto ed in diritto;
in ogni caso: con vittoria di spese e compenso professionale,
oltre a Cap ed Iva in relazione ad entrambi i gradi di giudizio.
In via istruttoria: il difensore degli appellanti insiste nelle
richieste istruttorie formulate in primo grado ma non ammesse
dal Tribunale di Bolzano e riproposte nell'atto di citazione in
appello di data 11.10.2023.
Si oppone alla richiesta di consulenza tecnica formulata da
controparte per le ragioni già esposte nella memoria ex art. 183,
VI comma, n. 3) c.p.c. di data 07.06.2022, depositata in primo
grado.
Il difensore degli appellanti dichiara di non accettare il
contraddittorio su eventuali domande nuove proposte da
controparte in sede di precisazione delle conclusioni.”
Si oppone alla richiesta di consulenza tecnica formulata da
controparte per le ragioni già esposte nella memoria ex art. 183,
VI comma, n. 3) c.p.c. di data 07.06.2022, depositata in primo
grado.
Il difensore degli appellanti dichiara di non accettare il
contraddittorio su eventuali domande nuove proposte da
controparte in sede di precisazione delle conclusioni.”
del procuratore di parte appellata:
“Möge das angerufene – Controparte_3
, contrariis reiectis, Controparte_4
1. Vorab:
3 Die Unzulässigkeit der Berufungsklage im Sinne des Art. 348-bis
und ff. , da sie offensichtlich unbegründet ist. CP_5
2. In der Hauptsache:
Die Berufungsklage abweisen da sachlich und rechtlich
unbegründet bei gleichzeitiger Bestätigung all jener Abschnitte
des angefochtenen Urteils Nr. 685/2023 des LG Bozen, die nicht
Gegenstand der Anschlussberufung sind.
3. Im Wege der Anschlussberufung:
In Abänderung ON Punkt 3 des Urteils Nr. 685/2023 des LG ON
Bozen, die Beklagten solidarisch dazu verurteilen, an den Kläger
FA NZ die Verfahrenskosten des Verfahrens im ersten
Grad in Höhe ON € 31.043,30 zzgl. 15% für Pauschalspesen,
MwSt. und laut Gesetz, zzgl. € 809,90 für Controparte_6
Vorschüsse und den notwendigen Folgekosten zu bezahlen.
4. Untergeordnet:
Für den unerwarteten Fall einer Abweisung der
Anschlussberufung, die Berufungsklage abweisen da sachlich
und rechtlich unbegründet bei gleichzeitiger vollinhaltlicher
Bestätigung des angefochtenen Urteils Nr. 685/2023 des LG
Bozen.
5. In jedem Fall:
die Berufungskläger solidarisch zum Ersatz der
Verfahrenskosten beider Instanzen, zzgl. , Controparte_7
MwSt. und in gesetzlicher Höhe sowie den Controparte_8
Vorschüssen in Höhe ON € 382,50 verurteilen.
4 In Beweisrechtlicher Hinsicht:
Es wird die Bestellung eines Amtsgutachters beantragt, damit
er folgende Fragestellungen beantworten möge:
a. Feststellen und bestätigen, dass die nach dem Pt_1
Verkauf der Bp. 3073 und der Gp. 3563/3 über kein weiteres
Immobiliarvermögen und somit über unzureichende Sicherheiten
hinsichtlich der geleisteten Bürgschaft verfügt.
b. Überprüfen und feststellen, dass die über Pt_1
ausreichend Einnahmequellen und Forderungen verfügt bzw.
verfügen würde, sofern die Gesellschaft wirtschaftlich und
steuerrechtlich ordnungsgemäß verwaltet wird, um die auf der
Bp. 3073 und Gp. 3563/3 mit Hypotheken besicherten
Darlehensraten bei der Bank zu tilgen.
c. Die möglichen Mieteinnahmen aus den streitgegenständlichen
Immobilen quantifizieren.
Man besteht somit auf Zulassung der eigenen Beweisanträge
und die Abweisung der Beweisanträge der Gegenpartei.”
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
conveniva in giudizio la società CP_1 CP_9
e chiedendo la declaratoria di Parte_2 Parte_3
inefficacia ex art. 2901 c.c. del contratto di compravendita dd.
23.12.2020 con cui detta società aveva venduto a e Parte_2
il diritto di proprietà delle pp.mm. 2, 3, 5, 6, 9 e Parte_3
10 della p.ed. 3073 in P.T. 2969/II C.C. Renon I e della p.f.
3563/3 in P.T. 858/II C.C. Renon I.
5 L'attore sosteneva la sussistenza dei presupposti dell'azione revocatoria ordinaria, vale a dire l'anteriorità del debito rispetto alla data dell'atto, il pregiudizio alle ragioni del creditore, a causa dell'assenza di altri cespiti su cui avviare l'azione esecutiva e della modificazione qualitativa del patrimonio, nonché la conoscenza di tale pregiudizio tanto da parte del debitore, quanto da parte degli acquirenti.
La società venditrice, secondo la prospettazione di CP_1
non poteva non essere a conoscenza del pregiudizio che
[...]
con tale atto avrebbe arrecato a creditore del CP_1
fratello visto che lei stessa aveva Persona_1
prestato fideiussione nell'accordo di data 25.02.2019,
intervenuto tra i fratelli CP_1
La conoscenza del pregiudizio arrecato alle ragioni dell'attore dal contratto di compravendita impugnato,
deriverebbe inoltre anche dal rapporto familiare tra il debitore principale e le parti contraenti, infatti, la legale rappresentante della era la sig.ra moglie di CP_9 Parte_4
e madre di e Persona_1 Pt_2 Parte_3
I convenuti si costituivano in giudizio contestando tutto quanto esposto dall'attore e chiedevano il rigetto di tutte le domande proposte.
Il Tribunale di Bolzano definiva il procedimento con sentenza n. 685/2023 pronunciata in data 13.07.2023
accogliendo la domanda attorea.
6 Avverso la citata sentenza hanno proposto appello la società e esponendo i CP_9 Parte_2 Parte_3
seguenti motivi:
1) errore di giudizio sull'inversione dell'onere della prova gravante sull'attore in relazione ai presupposti dell'azione revocatoria – violazione dell'art. 2697 c.c. in relazione all'art. 2901 c.c.;
2) errore di giudizio sull'esistenza dell'eventus damni – a)
omessa motivazione sull'esperibilità dell'azione revocatoria nei confronti del fideiussore;
b) errore nella valutazione della documentazione acquisita agli atti di causa e nella mancata considerazione del versamento del corrispettivo della vendita ad un creditore privilegiato munito di ipoteca, che sarebbe stato comunque preferito alla posizione dell'attore di creditore chirografario - violazione dell'art. 2808 c.c. e dell'art. 2901 c.c.;
3) errore di giudizio sulla sussistenza della scientia damni
nei terzi acquirenti – violazione dell'art. 2901 c.c.
4) errore di giudizio e contraddittorietà della motivazione per mancato ingresso della prova testimoniale richiesta dai convenuti, ritenuta irrilevante – violazione dell'art. 101 c.p.c.
Si è costituito contestando le CP_1
argomentazioni avversarie e chiedendo il rigetto dell'appello.
L'appellato ha inoltre proposto appello incidentale dolendosi della quantificazione delle spese di giudizio liquidate dal
Tribunale.
7 All'udienza del 18.12.2024, tenutasi in trattazione scritta ai sensi dell'art. 1 D.L. 19/2020 conv. in legge n.35/2020 e succ. mod., con il consenso delle parti, la causa è stata rimessa al Collegio per la decisione.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. L'appello è infondato e non merita accoglimento.
I presupposti per l'azione revocatoria risultano provati in giudizio, come correttamente rilevato dal Tribunale.
Per quanto riguarda in particolare l'eventus damni, va applicato il principio che attribuisce carattere dirimente alla circostanza del mutamento qualitativo del patrimonio del debitore, in virtù della maggiore facilità con cui può essere aggredito in via esecutiva, che nel caso in esame si è realizzato mediante l'alienazione degli immobili verso un corrispettivo in denaro.
A sostegno la giurisprudenza di Cassazione secondo la quale: “Ad integrare il pregiudizio alle ragioni del creditore
(eventus damni) è a tale stregua sufficiente una variazione sia
quantitativa che meramente qualitativa del patrimonio del
debitore (v. Cass., 18/3/2005, n. 5972; Cass., 27/10/2004, n.
20813; Cass., 29/10/1999, n. 12144), e pertanto anche la mera
trasformazione di un bene in altro meno agevolmente aggredibile
in sede esecutiva, com'è tipico del danaro, in tal caso
determinandosi il pericolo di danno costituito dalla eventuale
infruttuosità di una futura azione esecutiva (v. Cass., 1/6/2000,
8 n. 7262). Sicchè il riconoscimento dell'esistenza dell'eventus
damni non presuppone una valutazione sul pregiudizio effettivo
arrecato alle ragioni del creditore istante, ma richiede soltanto la
dimostrazione da parte di quest'ultimo della pericolosità dell'atto
impugnato, in termini di una possibile, quanto eventuale,
infruttuosità della futura esecuzione sui beni del debitore (v.
Cass., 9/3/2006, n. 5105). In tema di revocatoria ordinaria,
pertanto, il momento storico in cui deve essere verificata la
sussistenza dell'"eventus damni", inteso come pregiudizio alle
ragioni del creditore tale da determinare l'insufficienza dei beni
del debitore ad offrire la necessaria garanzia patrimoniale, è
quello in cui viene compiuto l'atto di disposizione dedotto in
giudizio ed in cui può apprezzarsi se il patrimonio residuo del
debitore sia tale da soddisfare le ragioni del creditore, restando,
invece, assolutamente irrilevanti, al fine anzidetto, le successive
vicende patrimoniali del debitore, non collegate direttamente
all'atto di disposizione (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 23743 del
14/11/2011; Sez. 1, Sentenza n. 755 del 08/03/1969).”(Cass.
civ., 09/04/2019, n. 9798).
E inoltre: “Non essendo quindi richiesta, a fondamento
dell'azione revocatoria ordinaria, la totale compromissione della
consistenza patrimoniale del debitore, ma soltanto il compimento
di un atto che renda più incerta o difficile la soddisfazione del
credito, l'onere di provare l'insussistenza di tale rischio, in
ragione di ampie residualità patrimoniali, secondo i principi
9 generali, incombe sul convenuto che eccepisca l'insussistenza,
sotto tale profilo, dell'eventus damni " (v. Cass., 18/3/2005, n.
5972).
Poiché è pacifico che i beni immobili sono stati alienati dai fideiussori e che, come nel caso esaminato nella citata sentenza, gli odierni appellanti non hanno dato prova della propria consistenza patrimoniale, va confermata la decisione del Tribunale assunta sulla base dei suesposti principi di diritto.
2. Quanto alla possibilità di impugnare con l'azione revocatoria gli atti dispositivi del fideiussore, va precisato che,
sebbene l'art. 2901 c.c. non ne faccia menzione, la giurisprudenza ha ammesso tale azione nei confronti del garante, purché il pregiudizio lamentato dal creditore sia riferito alla consistenza patrimoniale del fideiussore e non a quella del debitore principale: “la verifica dell'eventus damni deve essere
compiuta con riferimento esclusivamente alla consistenza
patrimoniale ed alla solvibilità del fideiussore e non a quella del
debitore garantito” (v. Cass. civ., Sez. II, 19.10.2006 n. 22465),
come nella presente causa.
3. Con riferimento all'affermazione degli appellanti secondo cui la vendita sarebbe irrevocabile in quanto il corrispettivo sarebbe stato destinato alla soddisfazione di un creditore privilegiato, va sottolineato che sulla parte che deduce l'irrevocabilità della vendita a norma dell'art. 2901 c.c., comma
10 3, incombe l'onere di provare che la vendita sia necessaria per l'adempimento di un debito scaduto, avendo la Corte di
Cassazione sottolineato che “Il principio che precede si giustifica
con la considerazione che la finalizzazione del pagamento
all'estinzione di un debito scaduto e di qui, quale atto dovuto,
anche la vendita strumentale a detto pagamento - si colloca dal
versante dei fatti impeditivi all'accoglimento della revocatoria,
con l'ulteriore conseguenza che, in applicazione del secondo
comma dell'articolo 2697 c.c., la relativa prova - una volta
provato dall'attore il fatto costitutivo grava sul convento in
revocatoria” (Cass. civ. 17766/2016).
La difesa degli appellanti ha dedotto difficoltà finanziarie della società garante e sostenuto che la banca le aveva chiesto di rientrare immediatamente dal debito suggerendo la vendita degli immobili. Tuttavia, il debito di era ancora CP_9
contenuto nei limiti dell'affidamento bancario e oltretutto non è
stato dimostrato in causa che fossero pendenti rate arretrate non saldate.
Come rilevato dal Tribunale, non emergono criticità
neppure dalla comunicazione inviata dal responsabile monitoraggio crediti in data 18.05.2021 (cfr. doc. 5 di parte appellante), con cui si richiede la trasmissione del bilancio 2020
per “riportare la posizione a “normale””, infatti la modifica di detta “posizione” si riferisce espressamente al fatto della consegna del bilancio, che evidentemente è un adempimento
11 necessario, ma che non pare comportare alcuna valutazione della situazione creditoria della società.
Non è stato dimesso alcun documento che provi lo stato di “sofferenza” della situazione debitoria della società
[...]
infatti tale circostanza non risulta nemmeno dall'estratto CP_9
della Centrale Rischi, allo scopo richiamato dalla difesa degli appellanti (documento n. 4).
Va invece sottolineato che non è stata dimessa nessuna richiesta di rientro avanzata per iscritto dalla Banca, né tanto meno la dichiarazione della di risoluzione del contratto di CP_10
mutuo con conseguente decadenza dal beneficio dal termine,
che avrebbe legittimato la richiesta di pagamento dell'intero debito.
4. Inoltre, va rilevato che i capitoli di prova per testi dedotti su generiche richieste e suggerimenti della Banca
(memoria ex art. 183, comma 6, n. 2 c.p.c, capitoli 4 e 5) non sono idonei a provare l'esistenza di un debito scaduto.
Non essendo quindi stata acquisita la prova che, alla data in cui è stato stipulato l'atto di compravendita dd. 23.12.2020,
il rapporto fosse stato risolto con conseguente decadenza dal beneficio del termine per l'intero importo residuo, la scelta della di vendere l'immobile al fine di acquisire le somme CP_9
necessarie a estinguere il mutuo deve ritenersi discrezionale e non necessaria.
5. Merita conferma anche la conclusione del Tribunale
12 quanto alla scientia damni, infatti, la giurisprudenza costante ritiene che la prova della scientia damni può essere desunta anche dall'esistenza di un vincolo parentale o di una stabile relazione affettiva tra il debitore e il terzo quando si tratta di rapporti che, per natura e intensità, rendano inverosimile che il terzo non fosse a conoscenza della situazione debitoria gravante sul disponente.
5. Inoltre, per completezza, va osservato che quanto al
consilium fraudis la Corte di Cassazione ha stabilito che non è
necessaria l'intenzione di nuocere al creditore ma è sufficiente la consapevolezza, anche nel terzo acquirente, che mediante l'atto di disposizione il debitore diminuisca il proprio patrimonio e quindi la garanzia spettante ai creditori ai sensi dell'art. 2740
c.c. e la prova relativa può essere data anche mediante presunzioni (Cass. civ. 27546/2014; Cass. civ. 16825/2013;
Cass. civ. 966/2007; Cass. civ. 20813/2004; Cass. civ.
14489/2004; Cass. civ. 6272/1997; Cass. civ. 4077/1996).
Il Tribunale ha giustamente valorizzato le circostanze di fatto per cui la legale rappresentante della società garante
[...]
signora era la moglie del debitore CP_9 Parte_4
dell'odierno appellato e che i terzi acquirenti erano i figli della legale rappresentante della società garante e del debitore, perciò
presumibilmente sia consapevoli della consistenza patrimoniale della società sia a conoscenza della garanzia rilasciata a favore del padre.
13 Oltretutto a conferma, è risultato provato in causa che i figli del debitore in passato avevano provveduto a saldare con mezzi propri una delle rate dovute dal padre allo zio, nella misura di € 2.200,00 (doc. C21).
La valutazione della situazione di fatto ha quindi fornito la prova presuntiva, non confutata da idonea prova contraria,
del requisito della participatio fraudis.
Ogni altra questione è assorbita.
5. L'appello incidentale proposto da merita CP_1
accoglimento nei termini appresso specificati.
Si condivide la decisione del Tribunale che non ha ritenuto che la pluralità di convenuti abbia comportato l'esame di distinte questioni, mentre non risulta soddisfacente la motivazione data per discostarsi dai valori medi previsti dai parametri ministeriali disciplinati dal DM.55/2014 per i compensi dovuti. Infatti, la causa di primo grado ha senz'altro comportato l'esame di diverse questioni di diritto ed è stata completa della fase istruttoria.
Anche le spese documentate richieste dall'odierno appellato sono meritevoli di essere rimborsate.
Nella quantificazione delle spese del giudizio di primo grado vanno quindi considerate anche le spese sostenute dal signor per gli estratti tavolari e della Camera di CP_1
Commercio (docc. 4, 14, 15, 16, C31 e J32 ) per il totale di €
69,00 e le spese di notifica dell'atto di citazione di € 39,70 oltre
14 al c.u. e la marca da bollo rispettivamente di € 518,50 e €
27,00.
6. Rigettato l'appello e parzialmente accolto l'appello incidentale, considerata la soccombenza di CP_9 Pt_2
e le spese di entrambi i gradi di giudizio,
[...] Parte_3
da calcolarsi in applicazione dello scaglione medio dei parametri ministeriali disciplinati dal DM.55/2014, per il valore dichiarato della causa, dovranno essere integralmente rimborsate dagli appellanti al signor CP_1
PQM
La Corte d'Appello di Trento, Sezione distaccata di
Bolzano, definitivamente pronunciando sull'appello proposto da e e sull'appello CP_9 Parte_2 Parte_3
incidentale avanzato da avverso la sentenza n. CP_1
685/2023 del 13.07.2023 del Tribunale di Bolzano, nel contraddittorio delle parti, così provvede in parziale riforma dell'impugnata sentenza:
1. respinge l'appello e conferma i capi 1. e 2. della sentenza impugnata;
2. condanna e in solido CP_9 Parte_2 Parte_3
tra loro, a rifondere a le spese di entrambi i gradi CP_1
di giudizio che liquida:
- per il primo grado nell'importo complessivo di € 33.573,22 di cui € 3.544,00 per la fase di studio, € 2.338,00 per la fase introduttiva, € 10.411,00 per la fase istruttoria e di trattazione,
15 € 6.164,00 per la fase decisionale, € 6.737,10 per l'aumento del
30 % per utilizzo di tecniche informatiche che agevolano la consultazione o la fruizione di atti e allegati nell'ambito del PCT
(art. 4, comma 1 bis), € 4.379,12 per spese generali oltre IVA e
CAP e oltre €654,20 per anticipazioni;
- per il presente giudizio nell'importo complessivo di
€ 16.374,85 di cui € 4.389,00 per la fase di studio, € 2.552,00
per la fase introduttiva, € 7.298,00 per la fase decisionale,
€ 2.135,85 per spese generali oltre IVA e CAP;
3. dà atto che sussistono i presupposti per il versamento da parte degli appellanti ai sensi del co. 1 quater dell'art. 13 D.P.R.
115/2002, inserito con l'art. 1 co. 17 L. 24.12.2012, n. 228, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l'impugnazione proposta.
La Corte dispone, per l'ipotesi di diffusione del presente provvedimento, l'omissione delle generalità e degli altri dati identificativi a norma dell'art. 52 del d.lgs. n. 196/2003.
Così deciso in Bolzano, 4 marzo 2025
Il Presidente Dott. Isabella Martin
Il Consigliere estensore Dott. NI LE
Il Funzionario Giudiziario
16 [...]
VOLKES Controparte_11
Das Oberlandesgericht Trient
Außenabteilung Bozen
Abteilung für Zivilsachen
erlässt in nichtöffentlicher Sitzung durch
Dr. Isabella Martin Vorsitzende
Dr. Federico Paciolla Senatsmitglied Gegenstand: Dr. NI LE Senatsmitglied ordentliche Anfechtungsklage ex Art. 2901 ZGB folgendes
URTEIL
in der unter Nr. 167/2023 A.R. eingetragenen zweitinstanzlichen Rechtssache, welche
durch
P&M GMBH, St.Nr. 02336060211, vertreten und verteidigt durch RA Dr. BRAZZINI RENATO, laut Vollmacht in den Akten;
- Berufungskläger-
St.Nr. , vertreten und Parte_2 C.F._1
verteidigt durch RA Dr. BRAZZINI RENATO, laut Vollmacht in den Akten;
- Controparte_12
, St.Nr. , vertreten und
[...] C.F._2
verteidigt durch RA Dr. BRAZZINI RENATO, laut Vollmacht in den Akten
17 - Berufungsklägerin-
gegen
, St.Nr. , vertreten und CP_1 C.F._3
verteidigt durch RA Dr. UNTERHOLZNER RUTH, laut Vollmacht
in den Akten
- Berufungsbeklagter-
wegen: Berufung gegen das Urteil des Landesgerichts Bozen
Nr. 685/2023 vom 13.07.2023 / 07.09.2023
eingeleitet wurde und welche in der Verhandlung vom
18.12.2024 an den Senat zur Urteilsfindung ex Art. 352 Z.P.O.
verwiesen wurde,
über folgende
Parte_5
Für die Berufungskläger:
“möge das löbliche angerufene Oberlandesgericht, unter
Abweisung aller gegenteiligen Anträge und in vollständiger
Abänderung des Urteils Nr. 685/2023 des Richters des
Landesgerichts Bozen Dr. Michael Grossmann vom 13.07.2023,
in der am 07.09.2023 hinterlegt, zugestellt am Per_2
11.09.2023,
in der Sache: alle ON FA NZ gegen die Gesellschaft P &
M MB ON und Parte_2 Controparte_13
als und rechtlich unbegründet abweisen, u.z. aus den in CP_14
der Sachverhaltsdarstellung der Berufungsklage vom 11.10.2023
und in den ON den Beklagten, den heutigen Berufungsklägern,
18 im erstinstanzlichen Verfahren hinterlegten
Verteidigungsschriftsätzen dargelegten Gründen;
in Bezug auf die vom Berufungsbeklagten eingelegte
Anschlussberufung: die ON FA NZ mit
Einlassungsschriftsatz und Klagebeantwortung vom 29.12.2023
eingelegte Anschlussberufung als und rechtlich CP_14
unbegründet abweisen;
in jedem Fall: mit Ersatz der und Honoraren zuzüglich Pt_6
Fürsorgebeitrag und MwSt. in Bezug auf beide Instanzen.
In beweisrechtlicher Hinsicht: Der Verteidiger der
Berufungskläger besteht auf die in erster Instanz formulierten,
aber vom Landesgericht Bozen nicht zugelassenen und in der
Berufungsklage vom 11.10.2023 erneut vorgebrachten
Beweisanträge.
Lehnt den ON der Gegenpartei formulierten Antrag auf
Sachverständigengutachten ab, u.z. aus den Gründen, die
bereits in dem in erster Instanz hinterlegten Schriftsatz gemäß
Art. 183, Abs. VI, Nr. 3) ZPO vom 07.06.2022 dargelegt wurden.
Der Verteidiger der Berufungskläger erklärt, das Streitgespräch
über etwaige neue Anträge, die ON der Gegenpartei zum
Zeitpunkt der Formulierung der Schlussanträge vorgeschlagen
werden, nicht anzunehmen.“
Lehnt den ON der Gegenpartei formulierten Antrag auf
Sachverständigengutachten ab, u.z. aus den Gründen, die
bereits in dem in erster Instanz hinterlegten Schriftsatz gemäß
19 Art. 183, Abs. VI, Nr. 3) ZPO vom 07.06.2022 dargelegt wurden.
Der Verteidiger der Berufungskläger erklärt, das Streitgespräch
über etwaige neue Anträge, die ON der Gegenpartei zum
Zeitpunkt der Formulierung der Schlussanträge vorgeschlagen
werden, nicht anzunehmen.“
Controparte_15
“Möge das angerufene Oberlandesgericht Trient –
, contrariis reiectis, Controparte_4
1. Vorab:
Die Unzulässigkeit der Berufungsklage im Sinne des Art. 348-bis
und ff. , da sie offensichtlich unbegründet ist. CP_5
2. In der Hauptsache:
Die Berufungsklage abweisen da sachlich und rechtlich
unbegründet bei gleichzeitiger Bestätigung all jener Abschnitte
des angefochtenen Urteils Nr. 685/2023 des LG Bozen, die nicht
Gegenstand der Anschlussberufung sind.
3. Im Wege der Anschlussberufung:
In Abänderung ON Punkt 3 des Urteils Nr. 685/2023 des LG ON
Bozen, die Beklagten solidarisch dazu verurteilen, an den Kläger
FA NZ die Verfahrenskosten des Verfahrens im ersten
Grad in Höhe ON € 31.043,30 zzgl. 15% für Pauschalspesen,
MwSt. und laut Gesetz, zzgl. € 809,90 für Controparte_6
Vorschüsse und den notwendigen Folgekosten zu bezahlen.
4. Untergeordnet:
Für den unerwarteten Fall einer Abweisung der
20 Anschlussberufung, die Berufungsklage abweisen da CP_14
und rechtlich unbegründet bei gleichzeitiger vollinhaltlicher
Bestätigung des angefochtenen Urteils Nr. 685/2023 des LG
Bozen.
5. In jedem Fall:
die Berufungskläger solidarisch zum Ersatz der
Verfahrenskosten beider Instanzen, zzgl. , Controparte_7
MwSt. und in gesetzlicher Höhe sowie den Controparte_8
Vorschüssen in Höhe ON € 382,50 verurteilen.
In Beweisrechtlicher Hinsicht:
Es wird die Bestellung eines Amtsgutachters beantragt, damit
er folgende Fragestellungen beantworten möge:
a. Feststellen und bestätigen, dass die nach dem Pt_1
Verkauf der Bp. 3073 und der Gp. 3563/3 über kein weiteres
Immobiliarvermögen und somit über unzureichende Sicherheiten
hinsichtlich der geleisteten Bürgschaft verfügt.
b. Überprüfen und feststellen, dass die über Pt_1
ausreichend Einnahmequellen und Forderungen verfügt bzw.
verfügen würde, sofern die Gesellschaft wirtschaftlich und
steuerrechtlich ordnungsgemäß verwaltet wird, um die auf der
Bp. 3073 und Gp. 3563/3 mit Hypotheken besicherten
Darlehensraten bei der Bank zu tilgen.
c. Die möglichen Mieteinnahmen aus den streitgegenständlichen
Immobilen quantifizieren.
Man besteht somit auf Zulassung der eigenen Beweisanträge
21 und die Abweisung der Beweisanträge der Gegenpartei.”
Parte_7
NZ lud die ,
[...] Controparte_16 Pt_2
und NZ vor Gericht vor, und beantragte dabei
[...] Pt_3
die Erklärung der Unwirksamkeit ex Art. 2901 ZGB des
Kaufvertrags vom 23.12.2020, mit welchem die besagte
Gesellschaft OR NZ und das Parte_3
Eigentumsrecht der mm.AA. 2, 3, 5, 6, 9 und 10 der B.p. 3073
in E.Zl. 2969/II K.G. Ritten I und der G.p. 3563/3 in E.Zl.
858/II K.G. Ritten I verkauft hatte.
Der Kläger behauptete, dass die Voraussetzungen der ordentlichen Anfechtungsklage bestehen, das heißt die
Vorzeitigkeit der Schuld im Vergleich zum Datum des
Schriftstücks, der Nachteil der Gründe des Gläubigers
aufgrund des Fehlens anderer Vermögenswerte, auf die die
Vollstreckung gestützt werden könnte, und die qualitative
Veränderung des Vermögens sowie die Kenntnis dieses
Nachteils sowohl durch den Schuldner als auch durch die
Erwerber.
Die verkaufende Gesellschaft konnte nach dem
Vorbringen ON nicht in Unkenntnis des Nachteils CP_1
sein, den diese dem Gläubiger seines Controparte_17
Bruders zufügen würde, da sie selbst Per_1 Persona_1
eine Bürgschaft in der Vereinbarung vom 25.02.2019 zwischen den Brüdern NZ übernommen hatte.
22 Die Kenntnis des Nachteils, der den Gründen des Klägers
durch den angefochtenen Kaufvertrag entstanden sei, ergebe sich auch aus der familiären Beziehung zwischen dem
Hauptschuldner und den Vertragsparteien, denn die gesetzliche
Vertreterin der sei Frau die Pt_1 Pt_4 Parte_4
ON und Per_3 Persona_1 Persona_4
und Parte_3
Die Beklagten bestritten das gesamte Vorbringen des
Klägers und beantragten die Abweisung aller vorgebrachten
Anträge.
Das Landesgericht Bozen entschied das Verfahren mit
Urteil Nr. 685/2023, das am 13.07.2023 erlassen wurde, indem der klägerische Antrag angenommen wurde.
Die , und Controparte_16 Parte_2 Parte_3
haben gegen das obengenannte Urteil aus folgenden
[...]
Gründen Berufung eingelegt:
1) Beurteilungsfehler bei der Umkehr der Beweislast des
Klägers in Bezug auf die Voraussetzungen der
Anfechtungsklage - Verstoß gegen Art. 2697 ZGB im Verhältnis
zu Art. 2901 ZGB;
2) Beurteilungsfehler hinsichtlich des Vorliegens eines
eventus damni - a) fehlende Begründung der Zulässigkeit der
Anfechtungsklage gegen den RG;
b) fehlerhafte Beurteilung
der in den Verfahrensakten aufgenommen Dokumente und
Nichtberücksichtigung der Zahlung des Kaufpreises an einen
23 bevorrechtigten, mit einer Hypothek belasteten Gläubiger, der jedenfalls gegenüber der Stellung des Klägers als ungesicherter
Gläubiger vorzugswürdig gewesen wäre - Verstoß gegen Art.
2808 ZGB und Art. 2901 ZGB;
3) Beurteilungsfehler in Bezug auf das Vorliegen ON
scientia damni bei Drittkäufern - Verstoß gegen Art. 2901 ZGB.
4) Beurteilungsfehler und widersprüchliche Begründung
für den nicht durchgeführten Zeugenbeweis, der ON den
Beklagten beantragt und als unerheblich angesehen wurde -
Verstoß gegen Art. 101 ZPO.
hat sich in den Streit eingelassen, indem er CP_1
die gegnerischen Argumente bestritten und die Abweisung der
Berufung beantragt hat. Der Beklagte hat außerdem eine
Anschlussberufung eingelegt, mit welcher er sich über die
Bezifferung der vom Landesgericht liquidierten Gerichtskosten
beschwert hat.
Anlässlich der Verhandlung vom 18.12.2024, die gemäß
Art. 1 des GD Nr. 19/2020, umgewandelt in das G. Nr.
35/2020 und folgende Abänderungen, mit Zustimmung der
Parteien schriftlich abgehandelt wurde, wurde die Sache an den
Senat zur Urteilsfindung verwiesen.
ENTSCHEIDUNGSGRÜNDE
1. Die Berufung ist unbegründet und ist nicht anzunehmen.
Die Voraussetzungen für eine Anfechtungsklage sind, wie
24 das Landesgericht zutreffend festgestellt hat, gerichtlich nachgewiesen worden.
Insbesondere im Hinblick auf den eventus damni ist der
Grundsatz anzuwenden, der dem Umstand der qualitativen
Veränderung des Schuldnervermögens wegen der größeren
Leichtigkeit, mit der es im Wege der Zwangsvollstreckung
angegriffen werden kann, die im vorliegenden Fall durch die
Veräußerung der Immobilien gegen Zahlung eines Geldbetrags
erfolgte, den entscheidenden Charakter verleiht.
Dies wird durch die Rechtsprechung des
Kassationsgerichtshofes gestützt, wonach: “Ad integrare il
pregiudizio alle ragioni del creditore (eventus damni) è a tale
stregua sufficiente una variazione sia quantitativa che
meramente qualitativa del patrimonio del debitore (v. Cass.,
18/3/2005, n. 5972; Cass., 27/10/2004, n. 20813; Cass.,
29/10/1999, n. 12144), e pertanto anche la mera trasformazione
di un bene in altro meno agevolmente aggredibile in sede
esecutiva, com'è tipico del danaro, in tal caso determinandosi il
pericolo di danno costituito dalla eventuale infruttuosità di una
futura azione esecutiva (v. Cass., 1/6/2000, n. 7262). Sicchè il
riconoscimento dell'esistenza dell'eventus damni non presuppone
una valutazione sul pregiudizio effettivo arrecato alle ragioni del
creditore istante, ma richiede soltanto la dimostrazione da parte
di quest'ultimo della pericolosità dell'atto impugnato, in termini di
una possibile, quanto eventuale, infruttuosità della futura
25 esecuzione sui beni del debitore (v. Cass., 9/3/2006, n. 5105). In
tema di revocatoria ordinaria, pertanto, il momento storico in cui
deve essere verificata la sussistenza dell'"eventus damni", inteso
come pregiudizio alle ragioni del creditore tale da determinare
l'insufficienza dei beni del debitore ad offrire la necessaria
garanzia patrimoniale, è quello in cui viene compiuto l'atto di
disposizione dedotto in giudizio ed in cui può apprezzarsi se il
patrimonio residuo del debitore sia tale da soddisfare le ragioni
del creditore, restando, invece, assolutamente irrilevanti, al fine
anzidetto, le successive vicende patrimoniali del debitore, non
collegate direttamente all'atto di disposizione (Cass. Sez. 3,
Sentenza n. 23743 del 14/11/2011; Sez. 1, Sentenza n. 755 del
08/03/1969).” (Kass. Ziv., 09/04/2019, Nr. 9798).
Darüber hinaus: “Non essendo quindi richiesta, a
fondamento dell'azione revocatoria ordinaria, la totale
compromissione della consistenza patrimoniale del debitore, ma
soltanto il compimento di un atto che renda più incerta o difficile
la soddisfazione del credito, l'onere di provare l'insussistenza di
tale rischio, in ragione di ampie residualità patrimoniali, secondo
i principi generali, incombe sul convenuto che eccepisca
l'insussistenza, sotto tale profilo, dell'eventus damni " (vgl. Kass.,
18/3/2005, Nr. 5972).
Da unbestritten ist, dass die Immobilien ON den RG
veräußert wurden und dass die heutigen Berufungskläger, wie in dem im vorgenannten Urteil untersuchten Fall, keinen
26 über ihr Vermögen erbracht haben, ist die auf der Per_5
Grundlage der vorgenannten Rechtsgrundsätze getroffene
Entscheidung des Landesgerichts zu bestätigen.
2. Was die Möglichkeit betrifft, die
Verfügungshandlungen des RG durch die Anfechtungsklage
anzufechten, ist zu erwähnen, dass, obwohl dies in Art. 2901
ZGB nicht erwähnt wird, die Rechtsprechung diese
Anfechtungsklage gegenüber dem Garant angenommen hat,
nur wenn der vom Gläubiger beanstandete Nachteil sich auf das Vermögen des RG und nicht auf jenes des
Hauptschuldners bezieht: “la verifica dell'eventus damni deve
essere compiuta con riferimento esclusivamente alla consistenza
patrimoniale ed alla solvibilità del fideiussore e non a quella del
debitore garantito” (vgl. Kass. Ziv., Sekt. II, 19.10.2006 Nr.
22465), wie im vorliegenden Verfahren.
3. Was die Behauptung der Berufungskläger anbelangt,
der Verkauf sei unwiderruflich gewesen, weil die Gegenleistung
zur Befriedigung eines bevorrechtigten Gläubigers bestimmt gewesen sei, so ist darauf hinzuweisen, dass derjenige, der sich auf die Unwiderruflichkeit des Verkaufs gemäß Art. 2901 Abs. 3
ZGB beruft, die Beweislast dafür trägt, dass der Verkauf zur
Erfüllung einer erloschenen Schuld erforderlich war, wobei der
Kassationsgerichtshof betont hat, dass “Il principio che precede
si giustifica con la considerazione che la finalizzazione del
pagamento all'estinzione di un debito scaduto e di qui, quale atto
27 dovuto, anche la vendita strumentale a detto pagamento - si
colloca dal versante dei fatti impeditivi all'accoglimento della
revocatoria, con l'ulteriore conseguenza che, in applicazione del
secondo comma dell'articolo 2697 c.c., la relativa prova - una
volta provato dall'attore il fatto costitutivo grava sul convento in
revocatoria” (Kass. Ziv. 17766/2016).
Die Verteidigung der Berufungskläger ging ON
finanziellen Schwierigkeiten der bürgenden Gesellschaft aus und argumentierte, dass die Bank sie aufgefordert habe, die
Schulden sofort zu begleichen, indem sie den Verkauf der
Immobilien vorgeschlagen habe. Die Schulden der P&M MB
hielten sich jedoch noch im des Kreditrahmens der CP_18
Bank, und im Übrigen wurde in diesem Fall nicht nachgewiesen, dass ausstehende Raten im Rückstand waren.
Wie das Landesgericht festgestellt hat, gehen auch aus der Mitteilung der für die Kreditüberwachung verantwortliche
Person vom 18.05.2021 (vgl. Dok. 5 der berufungsklägerischen
Partei), in der die Vorlage der Bilanz für das Jahr 2020
gefordert wird, um „die Lage wieder zu „normalisieren““, keine kritischen Punkte hervor;
die Änderung der genannten „Lage“
bezieht sich nämlich ausdrücklich auf die Vorlage der Bilanz,
die offensichtlich eine notwendige Erfüllung darstellt, die aber offenbar keine Bewertung der Kreditsituation der Gesellschaft
nach sich zieht.
Es wurde kein Dokument vorgelegt, das den Zustand der
28 „Notlage“ der Verschuldung der Gesellschaft P&M MB belegt;
ein solcher Umstand geht nicht einmal aus dem Auszug des zentralen Kreditregisters [„Centrale Rischi“] hervor, auf den sich die Verteidigung der Berufungskläger bezieht (Dokument Nr. 4).
Andererseits ist zu betonen, dass keine schriftliche
Aufforderung der Bank zur Rückzahlung erfüllt wurde, auch nicht die Erklärung der Bank, den Darlehensvertrag zu kündigen und damit den Vorteil der Laufzeit zu verlieren, was die Aufforderung zur Zahlung der gesamten Schulden
legitimiert hätte.
4. Darüber hinaus ist anzumerken, dass die
Zeugenbeweiskapitel, die auf die allgemeinen Anträge und
Vorschläge der Bank zurückgehen (Schriftsatz ex Art. 183 Abs.
6 Nr. 2 ZPO, Kapitel 4 und 5), nicht geeignet sind, das Bestehen
einer fälligen Schuld zu beweisen.
Da kein Beweis dafür beigezogen wurde, dass die
Beziehung zum Zeitpunkt der Unterzeichnung des Kaufvertrags
vom 23.12.2020 beendet war und damit der Vorteil der Laufzeit
für den gesamten Restbetrag verwirkt war, muss die
Entscheidung ON P&M MB, die Immobilie zu verkaufen, um die zur Tilgung des Darlehens erforderlichen Beträge zu erwerben, als willkürlich und nicht notwendig angesehen werden.
5. Auch die Schlussfolgerung des Landesgerichts in
Bezug auf die scientia damni verdient Bestätigung: Nach
29 ständiger Rechtsprechung kann der Nachweis der scientia
damni auch aus dem Vorhandensein einer elterlichen Bindung
oder einer stabilen emotionalen Beziehung zwischen dem
Schuldner und dem Dritten abgeleitet werden, wenn Art und
Intensität der Beziehung es unwahrscheinlich machen, dass der Dritte ON der Situation des Schuldners keine Kenntnis
hatte.
5. Der Vollständigkeit halber sei darauf hingewiesen,
dass der Kassationsgerichtshof in Bezug auf das consilium
fraudis entschieden hat, dass die Absicht, den Gläubiger zu schädigen, nicht erforderlich ist, sondern dass es ausreicht,
wenn sich auch der Dritterwerber bewusst ist, dass der
Schuldner durch die Verfügungshandlung sein Vermögen und damit die den Gläubigern gemäß Art. 2740 ZGB zustehende
Sicherheit schmälert, wobei der entsprechende Nachweis auch durch Vermutungen erbracht werden kann (Kass. Ziv.
27546/2014; Kass. Ziv. 16825/2013; Kass. Ziv. 966/2007;
Ziv. 20813/2004; Kass. Ziv. 14489/2004; Kass. Ziv. Pt_8
6272/1997; Ziv. 4077/1996). Pt_8
Das Gericht hat zu Recht den Sachverhalt
hervorgehoben, dass die gesetzliche Vertreterin der bürgenden
Contr Gesellschaft MB, Frau ON TZ, die Ehefrau Pt_4
des Schuldners der jetzigen Berufungsbeklagten war und dass die Drittkäufer die Kinder der gesetzlichen Vertreterin der bürgenden Gesellschaft und des Schuldners waren und daher
30 vermutlich sowohl Kenntnis vom Vermögen der Gesellschaft als auch ON der zugunsten ihres Vaters ausgestellten Bürgschaft
hatten.
Um dies zu bestätigen, wurde im Laufe des Verfahrens
außerdem nachgewiesen, dass die Kinder des Schuldners in der
Vergangenheit eine der ON ihrem Vater an ihren Onkel
geschuldeten Raten in Höhe ON 2.200,00 € aus eigenen Mitteln
bezahlt hatten (Dok. C21).
Die Würdigung des Sachverhalts lieferte somit einen mutmaßlichen Beweis für das Erfordernis der participatio
fraudis, der nicht durch geeignete Gegenbeweise widerlegt wurde.
Alle anderen Fragen gelten damit als absorbiert.
5. Die ON FA NZ erhobene Anschlussberufung ist folgendermaßen zuzulassen.
Es wird die Entscheidung des Landesgerichts geteilt, dass die Vielzahl der Beklagten nicht die Prüfung verschiedener
Fragen zur Folge hatte, während die Begründung für das
Abweichen ON den Durchschnittswerten, die durch die im MD
55/2014 geregelten Parameter für die fälligen Gebühren
vorgesehen sind, nicht zufriedenstellend ist. Das
erstinstanzliche Verfahren umfasste in der Tat die Prüfung
mehrerer Rechtsfragen und beinhaltete die
Untersuchungsphase.
Die vom heutigen Berufungsbeklagten geltend gemachten
31 nachgewiesenen Kosten sind ebenfalls erstattungswürdig.
Bei der Bezifferung der Kosten des erstinstanzlichen
Verfahrens sind daher auch die Herrn NZ entstandenen
Kosten für die Grundbuch- und Handelskammerauszüge (Dok.
4, 14, 15, 16, C31 und J32) in Höhe ON insgesamt 69,00 €
und die für die Zustellung der Klageschrift in Höhe ON Pt_6
39,70 € zuzüglich Einheitsbeitrag und Steuerstempel in Höhe
ON 518,50 € bzw. 27,00 € zu berücksichtigen.
6. Nach Abweisung der Berufung und teilweiser Annahme
der Anschlussberufung, in Anbetracht des Unterliegens ON
P&M MB, und sind Herrn Parte_2 Parte_3
FA NZ die Kosten beider Instanzen, die unter Anwendung
der durchschnittlichen Wertstufe der im MD 55/2014
geregelten ministeriellen Parameter für den erklärten Streitwert
zu berechnen sind, ON den Berufungsklägern in vollem
Umfang zu erstatten.
A.D.G.
Das Oberlandesgericht Trient, , mit CP_4 CP_4
prozessabschließender Entscheidung über die ON P&M MB,
und eingelegte Berufung und über Parte_2 Parte_3
die ON NZ erhobene Anschlussberufung gegen das CP_1
Nr. 685/2023 vom 13.07.2023 des Landesgerichts Bozen, Per_6
in , in teilweiser Abänderung des Controparte_19
angefochtenen Urteils, entscheidet folgendermaßen:
1. lehnt die Berufung ab und bestätigt den 1. und 2.
32 ; Controparte_20
2. , und CP_21 Pt_1 Parte_2 Parte_3
gesamtschuldnerisch FA die Kosten CP_22 CP_1
beider zu ersetzen, die folgendermaßen liquidiert CP_23
werden:
- für die erste Instanz mit dem Gesamtbetrag ON € 33.573,22,
daON € 3.544,00 für die Studiumsphase, € 2.338,00 für die
Einleitungsphase, € 10.411,00 für die Untersuchungs- und
Ermittlungsphase, € 6.164,00 für die Entscheidungsphase, €
6.737,10 für die Erhöhung um 30 % für den Einsatz ON IT-
Techniken zur Erleichterung der Einsichtnahme oder
Verwendung ON Akten und Anlagen im Rahmen des telematischen Zivilprozesses (PCT - Processo civile telematico)
(Art. 4, Abs. 1 bis), € 4.379,12 für allgemeine Kosten zuzüglich
MwSt. und Fürsorgebeitrag zuzüglich € 654,20 für Vorschüsse;
- für das vorliegende Verfahren mit dem Gesamtbetrag ON
€ 16.374,85, daON € 4.389,00 für die Studiumsphase, €
2.552,00 für die Einleitungsphase, € 7.298,00 für die
Entscheidungsphase, € 2.135,85 für allgemeine Kosten
zuzüglich MwSt. und;
Controparte_6
3. setzt fest, dass im Sinne des Art. 13 Abs. 1 quater des D.P.R.
Nr. 115/2002, eingefügt durch Art. 1 Abs. 17 des Gesetzes Nr.
228 vom 24.12.2012, die Voraussetzungen für die Einzahlung
ONseiten der Berufungskläger eines zusätzlichen Betrages als
Einheitsbeitrag in Höhe des für die eingelegte Berufung
33 geschuldeten Beitrags, gegeben sind.
Das Gericht verfügt, für den Fall der Verbreitung der vorliegenden Verfügung, die Nichterwähnung der Personalien
und der anderen personenbezogenen Daten im Sinne des Art.
52 des GvD Nr. 196/2003.
So entschieden in , am 04.03.2025 CP_4
Die Vorsitzende Dr. Isabella Martin
Das und Persona_7
des Urteils Dr. NI LE Per_8
Der Höhere Beamte für Rechtspflege
Ausarbeitung der Übersetzung in die deutsche Sprache durch die Höhere Beamtin für den Sprachbereich Dr. Per_9
[...]
34