Corte d'Appello Milano, sentenza 02/12/2024, n. 1065
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Sentenza 2 dicembre 2024

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La sentenza n. 1065/2024 della Corte d'Appello di Milano, emessa dalla Sezione Lavoro e relatore il Consigliere Benedetta Pattumelli, affronta un appello proposto dall'INPS contro la sentenza del Tribunale di Varese, che aveva condannato l'ente al pagamento di ratei di indennità di accompagnamento a favore di un'attrice. L'INPS contestava la legittimità della condanna, sostenendo che la revoca della prestazione fosse stata correttamente comunicata e motivata, e che la ricorrente non avesse dimostrato la sussistenza dei requisiti per la prestazione. Dall'altra parte, l'attrice chiedeva la conferma della sentenza di primo grado, eccependo l'inammissibilità delle nuove prove presentate dall'INPS in appello.

La Corte ha rigettato l'appello, confermando la decisione di primo grado. Ha argomentato che l'INPS non ha dimostrato di aver effettuato la corretta notifica della convocazione per la visita di revisione, essenziale per la legittimità della revoca della prestazione. Inoltre, la Corte ha sottolineato che l'eccezione di decadenza sollevata dall'INPS non era applicabile, poiché la domanda riguardava il ripristino di un beneficio già concesso e non l'impugnazione di un provvedimento di riconoscimento. Infine, la Corte ha condannato l'INPS alle spese legali, evidenziando la soccombenza dell'ente.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Milano, sentenza 02/12/2024, n. 1065
    Giurisdizione : Corte d'Appello Milano
    Numero : 1065
    Data del deposito : 2 dicembre 2024

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