TRIB
Sentenza 17 febbraio 2025
Sentenza 17 febbraio 2025
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Trani, sentenza 17/02/2025, n. 382 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Trani |
| Numero : | 382 |
| Data del deposito : | 17 febbraio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI TRANI
SEZIONE LAVORO
Il giudice dott. Luca Caputo nel procedimento r.g.n. 1135/2024 avente ad oggetto: altre ipotesi ha pronunciato, ex artt. 429 e 127 ter c.p.c., la seguente
SENTENZA
, nata a [...] il [...], rappresentata e Parte_1 difesa, in virtù di procura a margine del ricorso, dall'avv. Marco
Dibitonto, presso il cui studio in Foggia, alla via Fiume, 40, elettivamente domicilia
RICORRENTE
E
, in persona del Controparte_1
pro tempore CP_2
Controparte_3
in persona del legale rappresentante pro tempore
[...] rappresentati e difesi dal dirigente pro tempore LO
Giuseppina e con questi elettivamente domiciliati in alla CP_3 via Re David n. 178/f, presso l'Ufficio per la gestione del
Contenzioso del Lavoro
RESISTENTI
CONCLUSIONI
In data 17 febbraio 2025 la causa è decisa mediante deposito telematico della sentenza, all'esito della trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c.
1 Si precisa che almeno una delle parti ha depositato note di trattazione scritta.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il fatto
Con ricorso depositato il 12.02.2024, ha agito Parte_1 in giudizio per il pagamento della voce “retribuzione professionale docenti” prevista dal CCNL comparto scuola del 15.03.2001.
Più specificamente, a sostegno del ricorso ha dedotto: di aver svolto nell'anno scolastico 2021/2022 una serie di supplenze prestando servizio come docente per complessivi 214 giorni; che non le è stata corrisposta la retribuzione professionale docenti;
che il CCNL comparto scuola all'art. 7 prevede la voce
“retribuzione professionale docenti” riconosciuta a tutti i docenti per dodici mensilità; che l'art. 25 del CCNI del 31.08.2000, prevede che per i periodi di servizio inferiori al mese il compenso
è liquidato in ragione di 1/30 per ciascun giorno di servizio prestato o per situazioni assimilate al servizio;
che l'emolumento ha natura fissa e continuativa;
che per il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell'Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato del 18.03.1999 tale emolumento non può non essere riconosciuto anche ai docenti a tempo determinato, come l'odierna parte ricorrente.
Ciò posto ha dedotto di vantare un credito per la voce retribuzione professionale docenti non percepita commisurata al periodo di servizio (214 giorni) e ha quindi chiesto la condanna delle parti resistenti al relativo pagamento;
con vittoria di spese con attribuzione.
I resistenti, costituitisi in giudizio, hanno eccepito l'infondatezza della domanda e la correttezza del comportamento del , CP_1 conforme alle disposizioni di legge e contestato il calcolo dei giorni operato dalla ricorrente.
2 LA DECISIONE
1. La domanda è fondata e va accolta.
In primo luogo, va osservato che i fatti principali oggetto di causa, ossia la prestazione dell'attività di docenza in favore del svolta dalla parte Controparte_1 ricorrente con i contratti indicati in ricorso, risultano documentalmente provati (cfr. contratti allegati) .
Ciò posto, ciò che occorre verificare è la spettanza o meno, anche ai docenti assunti a tempo determinato, della voce
“Retribuzione professionale docenti”.
Sul punto deve osservarsi che l'art. 7 del CCNL 15.03.2001 del comparto scuola, in tema di “Retribuzione professionale docenti” ha introdotto la c.d. retribuzione professionale docenti “Con
l'obiettivo della valorizzazione professionale della funzione docente per la realizzazione dei processi innovatori, che investono strutture e contenuti didattici delle scuole di ogni ordine e grado, nonché di avviare un riconoscimento del ruolo determinante dei docenti per sostenere il miglioramento del servizio scolastico sono attribuiti al personale docente ed educativo compensi accessori articolati in tre fasce retributive” (primo comma), ed ha statuito che “La retribuzione professionale docenti, analogamente
a quanto avviene per il compenso individuale accessorio, è corrisposta per dodici mensilità con le modalità stabilite dall'art.
25 del CCNI del 31.8.1999” (terzo comma). L'art. 25 del CCNI del 31.09.1999 richiamato dal citato art. 7 limitava l'ambito dei destinatari del compenso accessorio ai soli docenti assunti a tempo indeterminato o a tempo determinato utilizzati su posto vacante e disponibile per l'intera durata dell'anno scolastico o fin al termine delle attività scolastiche.
Tale previsione determina una irragionevole disparità di trattamento dei docenti assunti a tempo determinato che non si trovino nelle condizioni previste dalla citata disposizione
3 contrattuale, considerato anche che la finalità di tale voce retributiva è, come emerge dalla stessa previsione del CCNL
Comparto scuola, quella di valorizzare professionalmente i docenti.
1.2 Con riferimento a tale questione sono intervenuti i Giudici di
Legittimità che, con l'ordinanza n. 20015/2018, hanno affermato che “L'art. 7, comma 1, del c.c.n.l. per il personale del comparto scuola del 15 marzo 2001, che attribuisce la "retribuzione professionale docenti" a tutto il personale docente ed educativo, si interpreta - alla luce del principio di non discriminazione di cui alla clausola 4 dell'accordo quadro allegato alla direttiva
1999/70/CE - nel senso di ricomprendere nella previsione anche tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico previste dalla l. n. 124 del 1999, sicché il successivo richiamo contenuto nel comma 3 alle "modalità stabilite dall'art. 25 del c.c.n.i. del 31.8.1999" deve intendersi limitato ai soli criteri di quantificazione e di corresponsione del trattamento accessorio e non si estende all'individuazione delle categorie di personale richiamate dal predetto contratto collettivo integrativo”.
Ciò, del resto, appare in linea con il tenore letterale dell'art. 7, che rinvia all'art. 24 del CCNI del 31.08.1999 solo per quanto concerne i criteri di calcolo del compenso accessorio nonché con il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell'Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato del
18.3.1999, attuato dalla Direttiva 1999/70/CE del 28.6.1999, che prevede: “Per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive”.
4 Da tale condivisibile opzione interpretativa, perché maggiormente in linea con il principio di eguaglianza costituzionalmente garantito e con il principio di non discriminazione di cui all'art. 4 dell'Accordo Quadro consegue, quindi, che non sussistono ragioni per applicare un trattamento deteriore sul piano economico ai docenti che, come la ricorrente, hanno svolto incarichi che non coincidono con l'intera durata dell'anno scolastico o con la durata delle attività scolastiche, non potendosi ravvisare alcuna diversità nelle mansioni svolte con gli altri docenti e sussistendo, anche in questo caso, la medesima finalità di “valorizzazione professionale della funzione docente” che è alla base della previsione della c.d. retribuzione professionale docenti prevista dall'art. 7 del CCNL del
15.03.2001.
1.3 Ciò premesso, nel caso di specie deve escludersi che parte ricorrente, supplente temporaneo, seppure per coprire diverse vacanze per i giorni di cui ai contratti a termine allegati al ricorso (cfr. contratti allegati al ricorso), in quanto assunta per ragioni sostitutive, non abbia svolto prestazione equivalente a quella del lavoratore sostituito.
E infatti anche per il personale assunto per espletare incarichi di durata inferiore a quella annuale si pongono le medesime finalità di valorizzazione della funzione docente e di riconoscimento del ruolo svolto dagli insegnanti, in relazione alle quali il trattamento accessorio è stato istituito, non essendo provate significative diversificazioni nello svolgimento dell'attività lavorativa fra assunti a tempo indeterminato e supplenti temporanei.
Dunque, una volta escluse significative diversificazioni nell'attività propria di tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico, rispetto a quella del personale stabilmente inserito negli organici, il principio di
5 non discriminazione, sancito dalla richiamata clausola 4 e recepito dall'art. 6 del d.lgs. n. 368/2001, deve guidare nell'interpretazione delle clausole contrattuali che vengono in rilievo, nel senso che fra più opzioni astrattamente possibili deve essere preferita quella che armonizza la disciplina contrattuale con i principi inderogabili del diritto europeo.
Pertanto, come affermato non solo dalla Suprema Corte con la decisione richiamata innanzi ma anche dalla giurisprudenza di merito (cfr. Tribunale di Torino, sentenza n. 1169/2019 del
08.07.2019, Tribunale di Roma, sentenza n. 1900/2020 del
24.02.2020), con valutazioni che si condividono, deve ritenersi che “le parti collettive nell'attribuire il compenso accessorio “al personale docente ed educativo”, senza differenziazione alcuna, abbiano voluto ricomprendere nella previsione anche tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico previste dalla legge n. 124/1999, sicché il successivo richiamo, contenuto nel comma 3 dell'art. 7 del CCNL 15.3.2001, alle «modalità stabilite dall'art. 25 del CCNI del 31.8.1999» deve intendersi limitato ai soli criteri di quantificazione e di corresponsione del trattamento accessorio, e non si estende all'individuazione delle categorie di personale richiamate dal contratto integrativo;
9. una diversa interpretazione finirebbe per porre la disciplina contrattuale in contrasto con la richiamata clausola 4 tanto più che la tesi del , secondo cui la RPD CP_1
è incompatibile con prestazioni di durata temporalmente limitata, contrasta con il chiaro tenore della disposizione che stabilisce le modalità di calcolo nell'ipotesi di «periodi di servizio inferiori al mese” (cfr. Cass. 27.7.2018, n. 20015).
L'art. 7 del CCNL 2001 introduce la retribuzione professionale docenti con l'obiettivo di valorizzare la funzione docente e riconoscere il ruolo della funzione docente nel miglioramento del servizio scolastico: si tratta di obiettivi programmatici e non di
6 compensi a titolo di corrispettivo per determinate attività poste in essere. Ne consegue, quindi, che non potrebbe giustificarsi una interpretazione restrittiva del dato contrattuale volta ad escludere determinati tipi di supplenza, come correttamente argomentato nell'ordinanza del giudice di legittimità sopra riportata, a cui si intende dare seguito.
2. Quanto al periodo in cui parte ricorrente ha prestato servizio, esso risulta correttamente individuato sulla base della documentazione allegata al ricorso.
Sul punto va però osservato che dal calcolo complessivo dei giorni indicati in ricorso vanno detratti quelli oggetto di specifica contestazione da parte del Controparte_1
, di assenza della docente.
[...]
In particolare, il ha eccepito che la Controparte_1 ricorrente è stata assente per malattia dal 20/12/2021 al
23/12/2021, dal 03/03/2022 al 04/03/2022, dal 28/03/2022 al
01/04/2022 e dal 09/05/2022 al 13/05/2022, nonché il giorno
30/05/2022 per sciopero, con la conseguenza che tali giorni vanno esclusi dal computo (totale 17 giorni).
Ne consegue, quindi, che considerando il numero di giorni di lavoro effettivi svolti dalla ricorrente (198 giorni, pari alla differenza tra 215 indicati in ricorso – 17 giorni esclusi dal conteggio) e l'importo della retribuzione professionale docenti (€
164,00 al mese aumentato di € 10,50 come previsto dal CCNL comparto scuola 2018-2020), in conformità con quanto previsto dall' articolo 25 del CCNI del 1999 - che assume rilievo ai soli fini del calcolo della misura dell'indennità che, ovviamente, non può non tenere conto della durata effettiva degli incarichi svolti;
infatti, poiché l'importo “retribuzione professionale docenti” è parametrato sui 30 giorni lavorativi, in relazione ai periodi inferiori al mese l'importo va liquidato nella misura di
1/30 per ciascun giorno di servizio - sussiste il credito della
7 ricorrente in relazione al suddetto numero di giorni a titolo di retribuzione professionale docente.
In questi termini, tra l'altro, anche Trib. Trani sentenza n.
1084/2021 del 28.6.2021, Trib. Genova, sentenza n. 634/2020 del 18.12.2020, Trib. Roma, sent. n. 1900/2020, Trib. Foggia, sent. n. 2140/2020.
Alla luce di ciò, va accertato e dichiarato il diritto di Parte_1
a percepire la “retribuzione professionale docenti” in
[...] relazione agli incarichi svolti nell' anno scolastico 2021/2022
(198 giorni) e, conseguentemente, il Controparte_1
, in persona del Ministro pro tempore, va condannato
[...] al relativo pagamento, che va determinato nella misura di 1/30 dell'importo di tale voce moltiplicato per i suddetti giorni di servizio svolti in base ai singoli contratti, come prevista dalla contrattazione collettiva succedutasi, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria nei limiti di legge .
Spese processuali
Le spese processuali seguono la soccombenza e sono liquidate ai sensi del D.M. n. 55/2014, e successive modifiche, applicando i valori non inferiori ai minimi dello scaglione di riferimento (fino ad € 5.200,00), tenuto conto della natura della controversia, delle ragioni della decisione e dell'attività processuale svolta, compresa anche la fase di trattazione. Le spese sono liquidate con attribuzione al procuratore antistatario avv. Marco
Dibitonto, che ne ha fatto richiesta. Il compenso è aumentato del
30%, ai sensi dell'art. 4, comma 1 bis, del Decreto del Ministro della giustizia 10 marzo 2014, n. 55, come previsto dall'art. 1 del Decreto 8 marzo 2018, n. 37 del Ministero della Giustizia, che prevede che: “Il compenso determinato tenuto conto dei parametri generali di cui al comma 1 è di regola ulteriormente aumentato del 30 per cento quando gli atti depositati con modalità telematiche sono redatti con tecniche informatiche
8 idonee ad agevolarne la consultazione o la fruizione e, in particolare, quando esse consentono la ricerca testuale all'interno dell'atto e dei documenti allegati, nonché la navigazione all'interno dell'atto”; ciò tenuto conto del fatto che gli atti del difensore sono redatti nel caso di specie in conformità a tali criteri.
Le spese sono liquidate con attribuzione al procuratore antistatario avv. Marco Dibitonto, che ne ha fatto richiesta.
P.Q.M.
Il Tribunale di Trani, Sezione Lavoro, definitivamente pronunciando sulla controversia r.g.n. 1135/2024 come innanzi proposta, così provvede:
1. accerta e dichiara il diritto di a percepire la Parte_1
“retribuzione professionale docenti” in relazione agli incarichi svolti nell' anno scolastico 2021/2022 (per n. 198 giorni);
2. condanna, per l'effetto, il , in Controparte_1 persona del al relativo pagamento, che va Controparte_4
determinato nella misura di 1/30 dell'importo di tale voce moltiplicato per i giorni di servizio svolti in base ai singoli contratti come innanzi indicati, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria nei limiti di legge;
3. condanna il , in persona del Controparte_1 [...]
al pagamento in favore della ricorrente delle spese CP_4 processuali, che liquida in € 1.339,00 per compenso professionale (comprensivo dell'aumento del 30%), oltre IVA,
CPA e rimborso spese generali del 15% come per legge, con attribuzione al procuratore antistatario avv. Marco Dibitonto.
Trani, 17.02.2025
Il giudice
Dott. Luca CAPUTO
9