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Sentenza 11 novembre 2025
Sentenza 11 novembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Brindisi, sentenza 11/11/2025, n. 1410 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Brindisi |
| Numero : | 1410 |
| Data del deposito : | 11 novembre 2025 |
Testo completo
Segue dal verbale di udienza tenuta in data 11/11/2025 la sentenza che si dà per letta in assenza delle parti
R E P U B B LI C A I T A L I A N A
In nome del Popolo Italiano
Tribunale di Brindisi Ufficio lavoro
Il giudice dott. Piero Primiceri, all'udienza del 11/11/2025 ha pronunziato la seguente
S E N T E N Z A
con contestuale motivazione, nella causa previdenziale tra:
, rappresentata e difesa dall'avvocato Parte_1
MP PP, nel cui studio ha eletto domicilio ricorrente
e
in persona del legale rappresentante in carica, CP_1 rappresentato e difeso dall'avvocato MATTIA MARCELLA resistente
oggetto: pensione e indennità di accompagnamento per ciechi assoluti / pensione e indennità speciale per ciechi parziali
1 FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato il 22/02/2024 parte ricorrente, come in epigrafe indicata, proponeva domanda per la verifica preventiva dello stato di cieco civile totale o parziale residuo visivo non superiore a 1/20, con diritto alle relative prestazioni ai sensi della legge 382/70 della Legge 508/88 e della legge 138/01, negatale in sede amministrativa ed in sede di giudizio di atp. Ritualmente instauratosi il contraddittorio resisteva in giudizio l chiedendo confermarsi le conclusioni formulate dal ctu. CP_1
Disposto il rinnovo della ctu, all'odierna udienza la causa è stata decisa con la presente sentenza con motivazione contestuale. ______________
Preliminarmente va ritenuta l'integrità del contraddittorio tenuto conto del fatto che - ai sensi dell'art.10, comma 6, del d.l. n.203/2005 (conv. in legge n.248/05), della circolare ministeriale prot. n.38935 del 29.03.2007 e del successivo DPCM – nei giudizi instaurati successivamente al 01.04.2007 la legittimazione passiva spetta unicamente all' , al quale sono state CP_1 trasferite le competenze in materia di invalidità civile.
Nello specifico, il ricorso di cui all'art. 445 bis c.p.c., comma 5, avvia un giudizio ordinario, come si evince dalla lettera della norma, secondo cui
“la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del c.t.u. (…) deve depositare (…) il ricorso introduttivo del giudizio specificando a pena di inammissibilità i motivi della contestazione”. Ciò posto, l'opposizione risulta fondata. Va anzitutto rilevato che non vi è decadenza dall'azione giudiziaria ex art.42, comma 3, d.l.269\2003, convertito in legge n.326\2003, poiché la proposizione del ricorso per accertamento tecnico preventivo è avvenuta nel termine di sei mesi dalla comunicazione alla parte ricorrente del verbale della visita della Commissione medica di verifica.
Nel merito, il beneficio previdenziale richiesto spetta ai ciechi civili parziali con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi, per causa congenita o contratta, non dipendente dalla guerra, da infortunio sul lavoro o dal servizio (l. 382/1970 - l. 33/1980, art. 14 septies ). La pensione è concessa, invece, a coloro che siano riconosciuti ciechi civili assoluti: per cecità assoluta si intende la totale mancanza della vista o la mera percezione dell'ombra o della luce (l. 382/1970, art. 11) Inoltre è riconosciuta ai ciechi assoluti l'indennità di accompagnamento ai sensi della Legge 508/1988. Nella fattispecie in esame parte ricorrente, non condividendo le conclusioni diagnostiche ha contestato le conclusioni valutative alle quali è pervenuto il ctu. Il consulente, effettuata una visita ed esaminata la documentazione medica, ha accertato la seguente diagnosi: “Grave deficit visivo da panno
2 corneale in OD ed esiti di trombosi venosa retinica in OS. Visus OD = 0; Visus OS = 1/20”. Il consulente ha quindi accertato a carico della ricorrente la sussistenza dei requisiti sanitari per l'indennità di cieco parziale a decorrere dal mese di novembre 2023. Le conclusioni cui giunge il C.T.U. risultano frutto di ineccepibili accertamenti diagnostici e coerenti con i risultati degli stessi (esami specialistici ed esame obiettivo), sorrette da corretta e congrua motivazione ed immuni da vizi logici, sicché possono senz'altro condividersi dovendosi ovviamente rimarcare che “nelle controversie in materia di prestazioni previdenziali o, come nella specie, assistenziali - relative al requisito sanitario per l'accesso alle prestazioni (lo stato invalidante, appunto) - la consulenza tecnica d'ufficio integra, per relationem ... ... la motivazione in fatto della sentenza impugnata - che la richiami, a sostegno dell'accertamento di detto requisito - con la conseguenza che - secondo la giurisprudenza di questa Corte ... ... - il giudice, in tale caso, è dispensato da qualsiasi motivazione ulteriore, e l'accertamento dello stesso requisito può essere sindacato, in sede di legittimità, soltanto sotto il profilo del vizio di motivazione (art. 360 c.p.c., n. 5) - con onere, per il ricorrente, di denunciare specificamente lacune obiettive o logiche contraddizioni della motivazione (anche per relationem) - mentre risulta inammissibile la mera prospettazione - sia pure motivata - del dissenso del ricorrente rispetto alle conclusioni del consulente, condivise dalla sentenza”: così, in motivazione, Cass. Lav. 27 luglio 2006 n° 17178, la quale a sua volta richiama le sentenze nn° 125/2003, 12466, 3492/2002, 3557, 9300/2004, 10668/2005, nonché la n° 9929/94. Tanto, evidentemente, come nella specie, ove le contrarie argomentazioni delle parti ovvero i vizi e le omissioni rilevate non sono tali da condurre ad una decisione diversa da quella adottata (cfr. anche Cass. Sez. III, 30 aprile 2009 n° 10123). Va osservato che il sindacato del giudice sulla consulenza tecnica deve ritenersi limitato, non diversamente da quanto avviene per il sindacato della Cassazione sulle sentenze di merito, ai soli vizi di violazione di legge ovvero ai vizi della motivazione, non potendo il giudice sindacare il merito delle valutazioni mediche operate dal consulente. Le cognizioni tecniche del c.t.u. hanno infatti una funzione integrativa delle conoscenze tecnico-giuridiche del giudice, senza che possa determinarsi alcuna sovrapposizione o interferenza tra le due sfere di competenza. Non può, pertanto, il giudice, operare valutazioni di carattere sanitario, e, specularmente, non può il consulente esprimere valutazioni di carattere giuridico (recte: non può il giudice fondare la propria decisione su valutazioni di carattere giuridico operate dal c.t.u.). In altre parole, il giudice, quand'anche fosse in possesso di adeguata preparazione scientifica in campo medico, non potrebbe entrare nel merito di cognizioni che non hanno carattere strettamente giuridico,
3 determinandosi, altrimenti, una violazione dei limiti derivanti dal c.d. divieto di fare uso della scienza privata, implicitamente contenuto nel secondo comma dell'art. 115 c.p.c. Né contrasta con tale conclusione la facoltà per il giudice di sindacare l'errore compiuto dal consulente in merito alle definizioni scientifiche, trattandosi in tal caso, con tutta evidenza, di sindacato di legittimità, e comunque di valutazione fondata su fatti notori. Pertanto, se si prospettano semplici difformità tra la valutazione del consulente circa l'entità e l'incidenza del dato patologico e la valutazione della parte, senza evidenziare specifici errori contenuti nella consulenza o nell'iter motivazionale seguito dal c.t.u., tali doglianze non possono inficiare la validità delle conclusioni raggiunte da quest'ultimo (cfr. ad es. Cass. Sez. L, Sentenza n. 4254 del 20/02/2009). L' elaborato appare pertanto motivato e non suscettibile di censure per le anzidette motivazioni, e per queste non ritiene il giudicante di dover effettuare ulteriori approfondimenti né avanzare richieste di chiarimenti né rinnovi dell'elaborato peritale (sul punto Cass. sez. I Sentenza n 5277 del 10.3.2006; Cass. sez. lav. Sentenza n 23413 del 10.11.2011). Deve dichiararsi l'inammissibilità della domanda di condanna alla prestazione, considerato il consolidato orientamento della Corte di Cassazione secondo il quale entrambe le fasi del procedimento ex art. 445- bis c.p.c. hanno ad oggetto il mero accertamento del dato sanitario e non producono statuizioni sul diritto alla prestazione. Ovviamente, il giudice dell'Atp non deve esimersi dal valutare sommariamente la sussistenza o meno delle condizioni dell'azione e dei requisiti sostanziali per la concessione ed erogazione cui è finalizzato l'accertamento sanitario, onde vagliare l'utilità dell'azione e l'ammissibilità del ricorso: ma tale attività di indagine è priva di incidenza con efficacia di giudicato sulle situazioni soggettive di natura sostanziale dedotte in giudizio (cfr. Cass. n. 5338/2014, Cass. n. 8932/2015, Cass. n. 16685/2018, Cass. n. 9755/2019). Atteso che la decorrenza del beneficio richiesto è successiva alla proposizione della domanda amministrativa, dovendo ritenersi parte ricorrente soccombente nel giudizio di atp, sussistono gravi ed eccezionali ragioni per disporre la compensazione delle spese di lite nella misura della metà, con condanna di alla refusione ella restante metà in favore di parte CP_1 ricorrente. Le spese di ctu, liquidate con separati decreti, restano a carico dell' CP_1
p.q.m.
il Tribunale di Brindisi, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunziando sul ricorso depositato il 22/02/2024 da nei confronti dell' così provvede: Parte_1 CP_1
- dichiara cieca parziale a decorrere dal Parte_1 novembre 2023;
4 - dispone la compensazione delle spese di lite nella misura della metà, con condanna di alla refusione della restante metà CP_1 liquidata in € 1.300,00 oltre iva cpa e rimborso spese forfettarie come per legge, con distrazione;
- pone definitivamente a carico dell' le spese di CTU, liquidate CP_1 con separati decreti. Brindisi, 11/11/2025
il giudice del lavoro dott. Piero Primiceri
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R E P U B B LI C A I T A L I A N A
In nome del Popolo Italiano
Tribunale di Brindisi Ufficio lavoro
Il giudice dott. Piero Primiceri, all'udienza del 11/11/2025 ha pronunziato la seguente
S E N T E N Z A
con contestuale motivazione, nella causa previdenziale tra:
, rappresentata e difesa dall'avvocato Parte_1
MP PP, nel cui studio ha eletto domicilio ricorrente
e
in persona del legale rappresentante in carica, CP_1 rappresentato e difeso dall'avvocato MATTIA MARCELLA resistente
oggetto: pensione e indennità di accompagnamento per ciechi assoluti / pensione e indennità speciale per ciechi parziali
1 FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato il 22/02/2024 parte ricorrente, come in epigrafe indicata, proponeva domanda per la verifica preventiva dello stato di cieco civile totale o parziale residuo visivo non superiore a 1/20, con diritto alle relative prestazioni ai sensi della legge 382/70 della Legge 508/88 e della legge 138/01, negatale in sede amministrativa ed in sede di giudizio di atp. Ritualmente instauratosi il contraddittorio resisteva in giudizio l chiedendo confermarsi le conclusioni formulate dal ctu. CP_1
Disposto il rinnovo della ctu, all'odierna udienza la causa è stata decisa con la presente sentenza con motivazione contestuale. ______________
Preliminarmente va ritenuta l'integrità del contraddittorio tenuto conto del fatto che - ai sensi dell'art.10, comma 6, del d.l. n.203/2005 (conv. in legge n.248/05), della circolare ministeriale prot. n.38935 del 29.03.2007 e del successivo DPCM – nei giudizi instaurati successivamente al 01.04.2007 la legittimazione passiva spetta unicamente all' , al quale sono state CP_1 trasferite le competenze in materia di invalidità civile.
Nello specifico, il ricorso di cui all'art. 445 bis c.p.c., comma 5, avvia un giudizio ordinario, come si evince dalla lettera della norma, secondo cui
“la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del c.t.u. (…) deve depositare (…) il ricorso introduttivo del giudizio specificando a pena di inammissibilità i motivi della contestazione”. Ciò posto, l'opposizione risulta fondata. Va anzitutto rilevato che non vi è decadenza dall'azione giudiziaria ex art.42, comma 3, d.l.269\2003, convertito in legge n.326\2003, poiché la proposizione del ricorso per accertamento tecnico preventivo è avvenuta nel termine di sei mesi dalla comunicazione alla parte ricorrente del verbale della visita della Commissione medica di verifica.
Nel merito, il beneficio previdenziale richiesto spetta ai ciechi civili parziali con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi, per causa congenita o contratta, non dipendente dalla guerra, da infortunio sul lavoro o dal servizio (l. 382/1970 - l. 33/1980, art. 14 septies ). La pensione è concessa, invece, a coloro che siano riconosciuti ciechi civili assoluti: per cecità assoluta si intende la totale mancanza della vista o la mera percezione dell'ombra o della luce (l. 382/1970, art. 11) Inoltre è riconosciuta ai ciechi assoluti l'indennità di accompagnamento ai sensi della Legge 508/1988. Nella fattispecie in esame parte ricorrente, non condividendo le conclusioni diagnostiche ha contestato le conclusioni valutative alle quali è pervenuto il ctu. Il consulente, effettuata una visita ed esaminata la documentazione medica, ha accertato la seguente diagnosi: “Grave deficit visivo da panno
2 corneale in OD ed esiti di trombosi venosa retinica in OS. Visus OD = 0; Visus OS = 1/20”. Il consulente ha quindi accertato a carico della ricorrente la sussistenza dei requisiti sanitari per l'indennità di cieco parziale a decorrere dal mese di novembre 2023. Le conclusioni cui giunge il C.T.U. risultano frutto di ineccepibili accertamenti diagnostici e coerenti con i risultati degli stessi (esami specialistici ed esame obiettivo), sorrette da corretta e congrua motivazione ed immuni da vizi logici, sicché possono senz'altro condividersi dovendosi ovviamente rimarcare che “nelle controversie in materia di prestazioni previdenziali o, come nella specie, assistenziali - relative al requisito sanitario per l'accesso alle prestazioni (lo stato invalidante, appunto) - la consulenza tecnica d'ufficio integra, per relationem ... ... la motivazione in fatto della sentenza impugnata - che la richiami, a sostegno dell'accertamento di detto requisito - con la conseguenza che - secondo la giurisprudenza di questa Corte ... ... - il giudice, in tale caso, è dispensato da qualsiasi motivazione ulteriore, e l'accertamento dello stesso requisito può essere sindacato, in sede di legittimità, soltanto sotto il profilo del vizio di motivazione (art. 360 c.p.c., n. 5) - con onere, per il ricorrente, di denunciare specificamente lacune obiettive o logiche contraddizioni della motivazione (anche per relationem) - mentre risulta inammissibile la mera prospettazione - sia pure motivata - del dissenso del ricorrente rispetto alle conclusioni del consulente, condivise dalla sentenza”: così, in motivazione, Cass. Lav. 27 luglio 2006 n° 17178, la quale a sua volta richiama le sentenze nn° 125/2003, 12466, 3492/2002, 3557, 9300/2004, 10668/2005, nonché la n° 9929/94. Tanto, evidentemente, come nella specie, ove le contrarie argomentazioni delle parti ovvero i vizi e le omissioni rilevate non sono tali da condurre ad una decisione diversa da quella adottata (cfr. anche Cass. Sez. III, 30 aprile 2009 n° 10123). Va osservato che il sindacato del giudice sulla consulenza tecnica deve ritenersi limitato, non diversamente da quanto avviene per il sindacato della Cassazione sulle sentenze di merito, ai soli vizi di violazione di legge ovvero ai vizi della motivazione, non potendo il giudice sindacare il merito delle valutazioni mediche operate dal consulente. Le cognizioni tecniche del c.t.u. hanno infatti una funzione integrativa delle conoscenze tecnico-giuridiche del giudice, senza che possa determinarsi alcuna sovrapposizione o interferenza tra le due sfere di competenza. Non può, pertanto, il giudice, operare valutazioni di carattere sanitario, e, specularmente, non può il consulente esprimere valutazioni di carattere giuridico (recte: non può il giudice fondare la propria decisione su valutazioni di carattere giuridico operate dal c.t.u.). In altre parole, il giudice, quand'anche fosse in possesso di adeguata preparazione scientifica in campo medico, non potrebbe entrare nel merito di cognizioni che non hanno carattere strettamente giuridico,
3 determinandosi, altrimenti, una violazione dei limiti derivanti dal c.d. divieto di fare uso della scienza privata, implicitamente contenuto nel secondo comma dell'art. 115 c.p.c. Né contrasta con tale conclusione la facoltà per il giudice di sindacare l'errore compiuto dal consulente in merito alle definizioni scientifiche, trattandosi in tal caso, con tutta evidenza, di sindacato di legittimità, e comunque di valutazione fondata su fatti notori. Pertanto, se si prospettano semplici difformità tra la valutazione del consulente circa l'entità e l'incidenza del dato patologico e la valutazione della parte, senza evidenziare specifici errori contenuti nella consulenza o nell'iter motivazionale seguito dal c.t.u., tali doglianze non possono inficiare la validità delle conclusioni raggiunte da quest'ultimo (cfr. ad es. Cass. Sez. L, Sentenza n. 4254 del 20/02/2009). L' elaborato appare pertanto motivato e non suscettibile di censure per le anzidette motivazioni, e per queste non ritiene il giudicante di dover effettuare ulteriori approfondimenti né avanzare richieste di chiarimenti né rinnovi dell'elaborato peritale (sul punto Cass. sez. I Sentenza n 5277 del 10.3.2006; Cass. sez. lav. Sentenza n 23413 del 10.11.2011). Deve dichiararsi l'inammissibilità della domanda di condanna alla prestazione, considerato il consolidato orientamento della Corte di Cassazione secondo il quale entrambe le fasi del procedimento ex art. 445- bis c.p.c. hanno ad oggetto il mero accertamento del dato sanitario e non producono statuizioni sul diritto alla prestazione. Ovviamente, il giudice dell'Atp non deve esimersi dal valutare sommariamente la sussistenza o meno delle condizioni dell'azione e dei requisiti sostanziali per la concessione ed erogazione cui è finalizzato l'accertamento sanitario, onde vagliare l'utilità dell'azione e l'ammissibilità del ricorso: ma tale attività di indagine è priva di incidenza con efficacia di giudicato sulle situazioni soggettive di natura sostanziale dedotte in giudizio (cfr. Cass. n. 5338/2014, Cass. n. 8932/2015, Cass. n. 16685/2018, Cass. n. 9755/2019). Atteso che la decorrenza del beneficio richiesto è successiva alla proposizione della domanda amministrativa, dovendo ritenersi parte ricorrente soccombente nel giudizio di atp, sussistono gravi ed eccezionali ragioni per disporre la compensazione delle spese di lite nella misura della metà, con condanna di alla refusione ella restante metà in favore di parte CP_1 ricorrente. Le spese di ctu, liquidate con separati decreti, restano a carico dell' CP_1
p.q.m.
il Tribunale di Brindisi, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunziando sul ricorso depositato il 22/02/2024 da nei confronti dell' così provvede: Parte_1 CP_1
- dichiara cieca parziale a decorrere dal Parte_1 novembre 2023;
4 - dispone la compensazione delle spese di lite nella misura della metà, con condanna di alla refusione della restante metà CP_1 liquidata in € 1.300,00 oltre iva cpa e rimborso spese forfettarie come per legge, con distrazione;
- pone definitivamente a carico dell' le spese di CTU, liquidate CP_1 con separati decreti. Brindisi, 11/11/2025
il giudice del lavoro dott. Piero Primiceri
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