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Sentenza 26 maggio 2025
Sentenza 26 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Padova, sentenza 26/05/2025, n. 824 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Padova |
| Numero : | 824 |
| Data del deposito : | 26 maggio 2025 |
Testo completo
N. R.G. 6119/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI PADOVA
SEZIONE PRIMA CIVILE
Il Tribunale in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati: dott.ssa Alina Rossato Presidente rel. dott.ssa Luisa Bettio Giudice dott.ssa Federica Di Paolo Giudice
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 6119/2024 promossa con ricorso depositato in data
17.12.2024 da
(C.F. ) nata il [...] rappresentato e difeso Parte_1 C.F._1 dall'avvocato Alessandro Zanotto del Foro di Padova ricorrente nei confronti di
in persona del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Padova Controparte_1
Resistente
OGGETTO: rettificazione della attribuzione di sesso e autorizzazione agli interventi chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali
CONCLUSIONI: pagina 1 di 9 Voglia l'Ill.mo Tribunale adito, disattesa ogni contraria istanza, per i motivi di fatto e diritto sopra esposti:
- accertare che parte attrice è di sesso psichico maschile e che le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute sono sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso;
- per l'effetto, attribuire a nata il [...] in [...] il sesso Parte_1
Part maschile ed il nome di con conseguente possibilità di sottoporsi agli interventi chirurgici necessari per il completamento dell'affermazione di genere e ciò per tutti i motivi esposti nel presente atto;
- disporre e conseguentemente attribuire a nata il [...] in [...] il Parte_1
sesso maschile ed il nome di Parte_3
- ordinare all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune di PADOVA di effettuare la rettificazione e/o
l'adeguamento/la correzione/la sostituzione dell'atto di nascita registrato al N. 115 parte I serie A volume 01 - anno 2004 - Comune di PADOVA, nel senso che laddove è indicato il “sesso femminile” sia rettificato, letto ed inteso “sesso maschile” e che laddove è indicato il prenome di “ sia Pt_1
Part rettificato, letto ed inteso il prenome di “ ” ed il nome sia perciò rettificato, letto ed inteso in
[...]
Pt_3
- disporre e ordinare che ogni atto dello Stato Civile riferito alla parte attrice sia assegnato il prenome
Part
“ ” ed il nome completo sia pertanto Parte_3
- per l'effetto, disporre altresì che i competenti Uffici del Comune di nascita e di residenza, Prefettura,
Questura, Motorizzazione civile, Agenzia del Territorio, Ministero della pubblica istruzione, Azienda
Ospedaliera Università di Padova, prendano atto della rettifica del sesso da femminile a maschile e del nominativo onde consentire la rettificazione/l'adeguamento/correzione/sostituzione Parte_3
di tutti i documenti di riconoscimento, passaporto e/o licenze e/o abilitazioni e/o titoli di studio e/o attestanti la titolarità di beni immobili o beni mobili registrati, ivi compresi i documenti validi per
l'espatrio, consensi informati presso le strutture sanitarie.
Con rifusione di compensi, onorari, spese, oneri ed accessori come per legge.
Fatto e diritto
Con ricorso depositato in data 17.12.2024 la ricorrente dichiarava di essere Parte_1
nata a [...] il [...] come da atto di nascita registrato al N. 115 parte I serie A volume 01 - anno 2004 - Comune di PADOVA (doc. 01), di vivere con i genitori, di essere di stato civile libero e di frequentare la Scuola Italiana Design – SID di Padova. Riferiva di non aver mai ritenuto propria pagina 2 di 9 l'assegnazione di sesso e genere anagrafico femminile in virtù dell'anatomia genitale, posto che aveva sempre avuto la percezione di appartenere al genere maschile.
Ha presentato la sua varianza di genere durante l'adolescenza quando è venuto a contatto con la comunità LGBTQ+ anche se non aveva ancora focalizzato la sua dimensione identitaria di genere
Precisava che in fase adolescenziale, a seguito dei mutamenti ormonali e fenotipici conseguenti alla pubertà, tale senso di incongruenza tra il genere assegnato alla nascita e quello avvertito come proprio si era acuito provocando sofferenza psicologica e forte disforia di genere.
Iniziava dunque a riflettere in modo approfondito sulla propria identità sessuale, avviando così un percorso di autoanalisi, diretto alla realizzazione di un sé soddisfacente e congruo rispetto alla percezione della sua dimensione identitaria e di genere.
Nell'anno 2022, parte attrice decideva di affrontare il malessere generale che l'incertezza in merito alla sua condizione di genere le procurava, rivolgendosi alla assistenza specializzata della dott.ssa CP_2
– psicologa e psicoterapeuta del centro specialistico S.A.T. (Servizio Accoglienza Trans), con
[...]
sede a Verona, in Via Cantarane, 63 C e a Padova in Corso Garibaldi n. 41, convenzionato con l' di Verona e con l' e Controparte_3 Controparte_4
l' . Con referto emesso in data 27.3.2023, poi confermato con certificato del Controparte_5
30.8.2024, la dott.ssa accertava l'esistenza in di una discrepanza tra il sé di CP_2 Parte_1
genere elettivo e quello attribuito alla nascita, formulando definitiva diagnosi di Disforia di Genere, con conseguente necessità terapeutica che la stessa si sottoponesse ad una terapia ormonale diretta alla modifica dei caratteri sessuali secondari per realizzare, per quanto possibile, una mascolinizzazione dell'aspetto e ad inibire manifestazioni fisiche del proprio sesso biologico di appartenenza (doc. 2).
All'esito di tale percorso psicoclinico e psicodiagnostico, parte attrice acquisiva piena consapevolezza della propria condizione di transgender e la rivelava alla propria famiglia, che l'ha sempre sostenuta nel suo percorso di ricerca e realizzazione della propria identità. Part Il nome di elezione prescelto è .
Part Nel mese di aprile 2023 iniziava il “TOS – Trattamento Ormonale Sostitutivo per l'adeguamento di genere” presso l' con l'assistenza del Prof. Controparte_4 Persona_1
Professore associato di Endocrinologia presso l'Università degli Studi di Padova, mediante la somministrazione di androgeni in formulazione iniettiva.
Part L'endocrinologo con referto del 10.9.2024 certificava che “Attualmente presenta valori ormonali compatibili nel range maschile e anche le caratteristiche fisiche hanno raggiunto un grado di
pagina 3 di 9 androgenizzazione tale da permettere la richiesta di cambio anagrafico e degli eventuali interventi chirurgici che rientrano nelle sue aspettative” (doc. 3 certificato endocrinologo 10.9.2024).
Sin dall'inizio del TOS, sotto la supervisione degli psicologi del S.A.T., svolgeva con Parte_3 esiti positivi, la “esperienza di vita reale” (o Real Life Experience).
L'esecuzione del “Trattamento Ormonale Sostitutivo per l'adeguamento di genere” con la supervisione ed il controllo degli specialisti ha contribuito a confermare in la Parte_3
consapevolezza della sua identità maschile e la positività del percorso di transizione, quale strumento di equilibrio emotivo e psicofisico con conseguente miglioramento della propria condizione fisica, psicologica ed emotiva.
All'esito di tale processo, in data 24.10.2024 la psicologa dott.ssa certificava che Controparte_2
“ è intenzionato e determinato nel voler proseguire il percorso di affermazione di genere Parte_3 fino al suo compimento, con la precisa e riconosciuta consapevolezza dell'irreversibilità e della radicalità delle diverse modificazioni previste. vive il suo presente e prefigura il suo Parte_3
futuro nel genere percepito, quale acquisizione definitiva di stabilita ed equilibrio psicofisico ed emotivo con buone ricadute psicosociali e relazionali. Si certifica, quindi, che e deciso e Parte_3
motivato a proseguire e compiere la sua transizione, in piena autonomia, consapevolezza e coscienza, acconsentendo a svolgere ciò che necessita per realizzarla. In tal senso, va sostenuta la condizione dell'identità a del genere d'elezione di , quale espressione dell'identità personale, in Parte_3
virtù della realizzazione del proprio individuale e legittimo percorso di benessere psicofisico e quindi di espressione di una piena definizione di salute generale, come auspicato dai manuali sopracitati.”
(doc. 4 relazione psicoclinica dott.ssa pagg. 40 e 41). CP_2
Tutto ciò premesso, la ricorrente chiedeva che il Tribunale disponesse la Parte_1
Part rettifica del sesso anagrafico da Femminile a Maschile, attribuendo il prenome di e la autorizzasse a completare il percorso di transizione da donna a uomo attraverso tutti gli interventi medici e chirurgici necessari.
****
All'udienza dell'8.05.2025 la ricorrente compariva personalmente, non compariva il Pubblico
Ministero, pur ritualmente notificato ed intervenuto.
La ricorrente, interrogata liberamente dal Giudice, confermava tutto quanto esposto e richiesto con l'atto introduttivo, dichiarando di sentirsi bene, di essere soddisfatto del percorso, pur consapevole che sarà lungo;
il Giudice dava atto che la parte si presentava con sembianze e voce maschili. Ritenuta la causa matura per la decisione senza svolgimento di ulteriore istruttoria, visto l'art. 473bis.21 ultimo pagina 4 di 9 comma c.p.c., il Giudice invitava la parte a concludere, il procuratore di parte ricorrente concludeva come da ricorso e il Giudice tratteneva la causa in decisione, riservandosi di riferire al Collegio.
****
1. Sulla domanda di rettificazione del sesso anagrafico
La domanda di rettificazione del sesso anagrafico quale maschile e del nome in JOE va accolta.
La causa non è stata istruita tramite consulenza tecnica d'ufficio, ritenendo ampiamente esaustiva la documentazione sanitaria prodotta.
In particolare, dalla documentazione dimessa in atti emerge come la ricorrente segua da tempo un percorso psicologico e una terapia ormonale, come sia in lei presente una disforia di genere con esordio precoce e come sia conservata la capacità di prendere una decisione pienamente consapevole e una assunzione di responsabilità rispetto al percorso terapeutico di transizione richiesto.
Invero, nella relazione finale della psicologa dott.ssa datata 24.10.2024 si conferma la CP_2
diagnosi di disforia di genere in una cornice psicologica di personalità stabile, equilibrata e costante nel tempo.
Par Inoltre, il medico-endocrinologo dott. in data 10.9.2024 certificava che presenta Persona_1
“valori ormonali nel range maschile e anche le caratteristiche fisiche hanno raggiunto un grado di androgenizzazione tale da permettere la richiesta di cambio anagrafico e degli eventuali interventi chirurgici che rientrano nelle sue aspettative” (doc. 03).
Nel corso del giudizio è stato inoltre assunto libero interrogatorio della ricorrente che ha insistito per l'accoglimento della domanda. Ella non risulta presentare patologie psichiatriche, né alterazioni della sfera cognitiva, ideativa ed affettiva tali da menomare o interferire con le sue capacità critiche, di giudizio e di scelta.
Alla luce del compendio probatorio sopra esaminato, ritiene il Collegio che parte ricorrente abbia svolto un consistente percorso di transizione, che ha riguardato gli aspetti psicologici, comportamentali e fisici che compongono l'identità di genere;
il cambiamento avvenuto all'esito del percorso di transizione risulta già definitivo. A riguardo, emerge come parte ricorrente abbia affrontato i percorsi sia psicologico che di terapia ormonale con serietà ed impegno, spendendo la propria identità maschile anche all'esterno nella propria vita quotidiana, dimostrando convinzione nel prosieguo dello stesso da parte della ricorrente.
Nel caso di specie, pertanto, il mutamento di sesso, in ossequio alle risultanze dell'istruttoria e della documentazione prodotta, appare avvenuto in modo irreversibile, essendo stata raggiunta una piena identificazione di con il genere maschile. Parte_1
pagina 5 di 9 Invero, non risulta necessario, affinchè il percorso di transizione possa ritenersi definitivo integrando i presupposti di cui all'art. 1, comma 1, della l. 14 aprile 1982, n. 164, che la parte proceda previamente ad interventi chirurgici, bastando il percorso psicologico nonché quello di modificazione fisica mediante la terapia ormonale, oltre alla spendita a livello sociale della propria identità maschile.
Sul punto, con sentenza n. 221 del 2015, la Corte costituzionale chiamata a pronunciarsi sul requisito normativo delle “intervenute modificazioni dei […] caratteri sessuali”, quale condizione della pronuncia di rettificazione, ha escluso che le stesse includano necessariamente un trattamento chirurgico, in quanto le modalità dell'adeguamento dei caratteri sessuali devono adattarsi all'
“irriducibile varietà delle singole situazioni soggettive”. “L'esclusione del carattere necessario dell'intervento chirurgico ai fini della rettificazione anagrafica” ha precisato la Corte “appare il corollario di un'impostazione che – in coerenza con i supremi valori costituzionali – rimette al singolo la scelta delle modalità attraverso le quali realizzare, con l'assistenza del medico e di altri specialisti, il proprio percorso di transizione, il quale deve comunque riguardare gli aspetti psicologici, comportamentali e fisici che concorrono a comporre l'identità di genere”, identità di genere che è
“elemento costitutivo del diritto all'identità personale, rientrante a pieno titolo nell'ambito dei diritti fondamentali della persona (art. 2 Cost. e art. 8 della CEDU)”.
Va pertanto accolta la domanda di rettificazione dell'atto di nascita e di ogni altro atto dello stato civile avanzata da parte ricorrente, ancor prima ed a prescindere dalla effettuazione degli interventi chirurgici.
2. Sulla domanda di variazione del prenome
Anche la correlata domanda di variazione del prenome deve essere accolta.
Pur in assenza in un'apposita previsione normativa nel corpo della legge che disciplina la rettificazione dell'attribuzione di sesso, deve ritenersi che ciò sia ammissibile in quanto normale conseguenza della nuova assegnazione, attesa l'importanza che il nome ha nell'individuazione e qualificazione del soggetto come appartenente all'uno piuttosto che l'altro sesso, e che ciò possa operarsi con la sentenza di rettificazione.
Ciò è imposto, oltre che da ragioni logiche, anche da ragioni di carattere sistematico, ossia di non far permanere nell'atto di Stato civile elementi che possano dar luogo a un'equivoca e contraddittoria interpretazione del carattere sessuale della persona, come appunto un nome sicuramente femminile (nel caso specifico ) in soggetto maschile. Pt_1
La rettificazione dell'atto di Stato civile a seguito della riassegnazione del sesso deve consentire una completa ridefinizione dei dati anagrafici del soggetto conseguenti a quella modificazione e non pagina 6 di 9 limitarsi alla sola nuova attribuzione del carattere, pena, oltre alla già ricordata contraddittorietà dell'atto, una valenza di possibilità discriminatoria o denigratoria del soggetto, sicuramente contraria alla legge del 1982.
Un argomento letterale di conferma di tale interpretazione è offerto dalla menzione nell'art. 5 della legge, al fatto che le attestazioni di Stato civile debbono recare la sola indicazione del nuovo sesso e nome, con ciò facendo chiaramente intendere della possibilità di variazione di questo legate alla nuova attribuzione senza che si debba chiedere l'avvio di nuove procedure sicché, data l'assenza di indicazioni di potestà spettanti ad altri organi, tutti i nuovi dati devono essere disposti dal Giudice che procede.
In definitiva deve disporsi che ad venga attribuito non solo il nuovo sesso, ma Parte_1
Part anche il nuovo prenome, dalla stessa indicato di con le conseguenti variazioni.
Per contro va dichiarata inammissibile la domanda volta all'imposizione di un ordine, da parte del giudice, ai vari organi amministrativi, quali Prefettura, Questura, Motorizzazione Civile, Agenzia del
Territorio, , non solo perché generica, ma anche perché non è consentito al CP_1 Controparte_6
giudice ordinare un facere alla PA, al di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge.
Sarà quindi onere dell'interessato rivolgersi a ciascuno degli enti con i quali abbia un rapporto facendo valere la situazione anagrafica determinata dalla presente sentenza onde ottenere l'emanazione di nuovi atti amministrativi alla luce del principio esplicitato dall'art. 31 comma 6 decreto legislativo 150/2011 che la sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso non è retroattiva.
3. Sulla domanda di autorizzazione ai trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali
Parte ricorrente ha chiesto poi la contestuale autorizzazione a sottoporsi a trattamenti medico-chirurgici per l'adeguamento dei caratteri sessuali da femminili a maschili.
Sul punto preme osservare come sia intervenuta, medio tempore, pronuncia di illegittimità costituzionale dell'art. 31 comma 4 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 “nella parte in cui prescrive l'autorizzazione del tribunale al trattamento medico-chirurgico anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso tribunale sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso” (sentenza Corte Costituzionale
n. 143/2024).
La Corte costituzionale, nella predetta sentenza n. 143/2024, considera l'autorizzazione del Tribunale rispetto ai trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali “una cautela adottata dalla legge 164 del 1982 nel momento in cui l'ordinamento italiano si apriva alla rettificazione dell'attribuzione di sesso”, prescrizione normativa che comunque non “può dirsi in sé manifestamente pagina 7 di 9 irragionevole, e quindi esorbitante dalla sfera della discrezionalità legislativa, considerata l'entità e la irreversibilità delle conseguenze prodotte sul corpo del paziente da simili interventi chirurgici”, tuttavia la Corte sottolinea che “detto regime autorizzatorio è divenuto irrazionale, nella sua rigidità, laddove non si coordina” con l'evoluzione giurisprudenziale che ha escluso che “le modificazioni dei caratteri sessuali richieste agli effetti della rettificazione anagrafica debbano necessariamente includere un trattamento chirurgico di adeguamento, quest'ultimo essendo soltanto un possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico (cfr. sent. Corte costituzionale n. 221 del 2015; sul punto anche Corte costituzionale sent. n. 180 del 2017 ove la Corte ha ribadito che agli effetti della rettificazione è necessario e sufficiente l'accertamento dell'“intervenuta oggettiva transizione dell'identità di genere, emersa nel percorso seguito dalla persona interessata”).
Nella precitata sentenza n. 143/2024, la Corte costituzionale afferma che “potendo questo percorso compiersi già mediante trattamenti ormonali e sostegno psicologico – comportamentale, quindi anche senza un intervento di adeguamento chirurgico, la prescrizione indistinta dell'autorizzazione giudiziale denuncia una palese irragionevolezza: in tal caso, infatti, un'eventuale intervento chirurgico avverrebbe comunque dopo la già disposta rettificazione”.
Spiega la Corte che nel caso di contestuale richiesta di rettifica dell'attribuzione di sesso anagrafico e del nome e di autorizzazione a trattamenti medico-chirurgici “pur potendo seguire la pronuncia della sentenza di rettificazione, in funzione di un maggior benessere psicofisico della persona, l'intervento chirurgico di adeguamento dei residui caratteri del sesso anagrafico non è necessario alla pronuncia medesima, sicché la prescritta autorizzazione giudiziale non corrisponde più alla ratio legis”. Pertanto, viene dichiarata la illegittimità costituzionale dell'art. 31, comma 4, del d.lgs n. 150 del 2011, per irragionevolezza ai sensi dell'art. 3 Cost., nella parte in cui prescrive l'autorizzazione del Tribunale al trattamento medico-chirurgo, anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso tribunale sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso.
Dunque, avendo il presente Collegio ritenuto le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso, non vi è più necessità di autorizzazione del Tribunale rispetto agli ulteriori interventi medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali.
La domanda di autorizzazione ai trattamenti chirurgici, quindi, in ragione dell'intervenuta sentenza della Corte costituzionale n. 143/2024, viene dichiarata inammissibile.
Si specifica per chiarezza (anche in parte dispositiva) che tanto comporta che parte ricorrente quale
, di sesso maschile, giusta rettificazione dell'attribuzione di sesso operata con la Parte_3
pagina 8 di 9 presente sentenza, potrà rivolgersi direttamente, senza bisogno di ulteriori autorizzazioni del Tribunale, ai sanitari onde procedere a trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali, trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali cui, si ribadisce, nulla osta, per le ragioni sopra illustrate.
4. Sulle spese di lite
Nulla va disposto riguardo alle spese di lite, mancando ogni ragione di soccombenza.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza ed eccezione disattesa o assorbita:
1. dispone la rettificazione dell'attribuzione di sesso di (C.F. Parte_1
) nata a [...] il [...], da femminile a maschile, con variazione del C.F._1
Part nome da a;
Pt_1
2. attribuisce ad (C.F. ) nata a [...] il [...] il Parte_1 C.F._1
Part sesso maschile, nonché il prenome di ” e, per l'effetto ordina all'Ufficiale dello Stato Civile del comune di Padova di rettificare l'atto di nascita registrato al N. 115 parte I serie A volume 01 - anno
2004 di parte ricorrente, nel senso che, laddove è indicato il sesso femminile sia letto e inteso “sesso
Part MASCHILE” e che laddove è indicato il nome “ ” sia letto e inteso ”; Pt_1
Part 3. dispone che in ogni atto dello stato civile alla parte ricorrente sia assegnato il prenome ”;
4. dichiara inammissibile la domanda di autorizzazione ai trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali, potendo parte ricorrente richiedere direttamente ai sanitari detti trattamenti nonché procedervi, alla luce dell'intervenuta sentenza della Corte costituzionale n.
143/2024;
5. nulla sulle spese di lite.
Così deciso in Padova, nella camera di consiglio del 13.05.2025
Il Presidente rel.
Dott. Alina Rossato
pagina 9 di 9
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI PADOVA
SEZIONE PRIMA CIVILE
Il Tribunale in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati: dott.ssa Alina Rossato Presidente rel. dott.ssa Luisa Bettio Giudice dott.ssa Federica Di Paolo Giudice
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 6119/2024 promossa con ricorso depositato in data
17.12.2024 da
(C.F. ) nata il [...] rappresentato e difeso Parte_1 C.F._1 dall'avvocato Alessandro Zanotto del Foro di Padova ricorrente nei confronti di
in persona del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Padova Controparte_1
Resistente
OGGETTO: rettificazione della attribuzione di sesso e autorizzazione agli interventi chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali
CONCLUSIONI: pagina 1 di 9 Voglia l'Ill.mo Tribunale adito, disattesa ogni contraria istanza, per i motivi di fatto e diritto sopra esposti:
- accertare che parte attrice è di sesso psichico maschile e che le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute sono sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso;
- per l'effetto, attribuire a nata il [...] in [...] il sesso Parte_1
Part maschile ed il nome di con conseguente possibilità di sottoporsi agli interventi chirurgici necessari per il completamento dell'affermazione di genere e ciò per tutti i motivi esposti nel presente atto;
- disporre e conseguentemente attribuire a nata il [...] in [...] il Parte_1
sesso maschile ed il nome di Parte_3
- ordinare all'Ufficiale dello Stato Civile del Comune di PADOVA di effettuare la rettificazione e/o
l'adeguamento/la correzione/la sostituzione dell'atto di nascita registrato al N. 115 parte I serie A volume 01 - anno 2004 - Comune di PADOVA, nel senso che laddove è indicato il “sesso femminile” sia rettificato, letto ed inteso “sesso maschile” e che laddove è indicato il prenome di “ sia Pt_1
Part rettificato, letto ed inteso il prenome di “ ” ed il nome sia perciò rettificato, letto ed inteso in
[...]
Pt_3
- disporre e ordinare che ogni atto dello Stato Civile riferito alla parte attrice sia assegnato il prenome
Part
“ ” ed il nome completo sia pertanto Parte_3
- per l'effetto, disporre altresì che i competenti Uffici del Comune di nascita e di residenza, Prefettura,
Questura, Motorizzazione civile, Agenzia del Territorio, Ministero della pubblica istruzione, Azienda
Ospedaliera Università di Padova, prendano atto della rettifica del sesso da femminile a maschile e del nominativo onde consentire la rettificazione/l'adeguamento/correzione/sostituzione Parte_3
di tutti i documenti di riconoscimento, passaporto e/o licenze e/o abilitazioni e/o titoli di studio e/o attestanti la titolarità di beni immobili o beni mobili registrati, ivi compresi i documenti validi per
l'espatrio, consensi informati presso le strutture sanitarie.
Con rifusione di compensi, onorari, spese, oneri ed accessori come per legge.
Fatto e diritto
Con ricorso depositato in data 17.12.2024 la ricorrente dichiarava di essere Parte_1
nata a [...] il [...] come da atto di nascita registrato al N. 115 parte I serie A volume 01 - anno 2004 - Comune di PADOVA (doc. 01), di vivere con i genitori, di essere di stato civile libero e di frequentare la Scuola Italiana Design – SID di Padova. Riferiva di non aver mai ritenuto propria pagina 2 di 9 l'assegnazione di sesso e genere anagrafico femminile in virtù dell'anatomia genitale, posto che aveva sempre avuto la percezione di appartenere al genere maschile.
Ha presentato la sua varianza di genere durante l'adolescenza quando è venuto a contatto con la comunità LGBTQ+ anche se non aveva ancora focalizzato la sua dimensione identitaria di genere
Precisava che in fase adolescenziale, a seguito dei mutamenti ormonali e fenotipici conseguenti alla pubertà, tale senso di incongruenza tra il genere assegnato alla nascita e quello avvertito come proprio si era acuito provocando sofferenza psicologica e forte disforia di genere.
Iniziava dunque a riflettere in modo approfondito sulla propria identità sessuale, avviando così un percorso di autoanalisi, diretto alla realizzazione di un sé soddisfacente e congruo rispetto alla percezione della sua dimensione identitaria e di genere.
Nell'anno 2022, parte attrice decideva di affrontare il malessere generale che l'incertezza in merito alla sua condizione di genere le procurava, rivolgendosi alla assistenza specializzata della dott.ssa CP_2
– psicologa e psicoterapeuta del centro specialistico S.A.T. (Servizio Accoglienza Trans), con
[...]
sede a Verona, in Via Cantarane, 63 C e a Padova in Corso Garibaldi n. 41, convenzionato con l' di Verona e con l' e Controparte_3 Controparte_4
l' . Con referto emesso in data 27.3.2023, poi confermato con certificato del Controparte_5
30.8.2024, la dott.ssa accertava l'esistenza in di una discrepanza tra il sé di CP_2 Parte_1
genere elettivo e quello attribuito alla nascita, formulando definitiva diagnosi di Disforia di Genere, con conseguente necessità terapeutica che la stessa si sottoponesse ad una terapia ormonale diretta alla modifica dei caratteri sessuali secondari per realizzare, per quanto possibile, una mascolinizzazione dell'aspetto e ad inibire manifestazioni fisiche del proprio sesso biologico di appartenenza (doc. 2).
All'esito di tale percorso psicoclinico e psicodiagnostico, parte attrice acquisiva piena consapevolezza della propria condizione di transgender e la rivelava alla propria famiglia, che l'ha sempre sostenuta nel suo percorso di ricerca e realizzazione della propria identità. Part Il nome di elezione prescelto è .
Part Nel mese di aprile 2023 iniziava il “TOS – Trattamento Ormonale Sostitutivo per l'adeguamento di genere” presso l' con l'assistenza del Prof. Controparte_4 Persona_1
Professore associato di Endocrinologia presso l'Università degli Studi di Padova, mediante la somministrazione di androgeni in formulazione iniettiva.
Part L'endocrinologo con referto del 10.9.2024 certificava che “Attualmente presenta valori ormonali compatibili nel range maschile e anche le caratteristiche fisiche hanno raggiunto un grado di
pagina 3 di 9 androgenizzazione tale da permettere la richiesta di cambio anagrafico e degli eventuali interventi chirurgici che rientrano nelle sue aspettative” (doc. 3 certificato endocrinologo 10.9.2024).
Sin dall'inizio del TOS, sotto la supervisione degli psicologi del S.A.T., svolgeva con Parte_3 esiti positivi, la “esperienza di vita reale” (o Real Life Experience).
L'esecuzione del “Trattamento Ormonale Sostitutivo per l'adeguamento di genere” con la supervisione ed il controllo degli specialisti ha contribuito a confermare in la Parte_3
consapevolezza della sua identità maschile e la positività del percorso di transizione, quale strumento di equilibrio emotivo e psicofisico con conseguente miglioramento della propria condizione fisica, psicologica ed emotiva.
All'esito di tale processo, in data 24.10.2024 la psicologa dott.ssa certificava che Controparte_2
“ è intenzionato e determinato nel voler proseguire il percorso di affermazione di genere Parte_3 fino al suo compimento, con la precisa e riconosciuta consapevolezza dell'irreversibilità e della radicalità delle diverse modificazioni previste. vive il suo presente e prefigura il suo Parte_3
futuro nel genere percepito, quale acquisizione definitiva di stabilita ed equilibrio psicofisico ed emotivo con buone ricadute psicosociali e relazionali. Si certifica, quindi, che e deciso e Parte_3
motivato a proseguire e compiere la sua transizione, in piena autonomia, consapevolezza e coscienza, acconsentendo a svolgere ciò che necessita per realizzarla. In tal senso, va sostenuta la condizione dell'identità a del genere d'elezione di , quale espressione dell'identità personale, in Parte_3
virtù della realizzazione del proprio individuale e legittimo percorso di benessere psicofisico e quindi di espressione di una piena definizione di salute generale, come auspicato dai manuali sopracitati.”
(doc. 4 relazione psicoclinica dott.ssa pagg. 40 e 41). CP_2
Tutto ciò premesso, la ricorrente chiedeva che il Tribunale disponesse la Parte_1
Part rettifica del sesso anagrafico da Femminile a Maschile, attribuendo il prenome di e la autorizzasse a completare il percorso di transizione da donna a uomo attraverso tutti gli interventi medici e chirurgici necessari.
****
All'udienza dell'8.05.2025 la ricorrente compariva personalmente, non compariva il Pubblico
Ministero, pur ritualmente notificato ed intervenuto.
La ricorrente, interrogata liberamente dal Giudice, confermava tutto quanto esposto e richiesto con l'atto introduttivo, dichiarando di sentirsi bene, di essere soddisfatto del percorso, pur consapevole che sarà lungo;
il Giudice dava atto che la parte si presentava con sembianze e voce maschili. Ritenuta la causa matura per la decisione senza svolgimento di ulteriore istruttoria, visto l'art. 473bis.21 ultimo pagina 4 di 9 comma c.p.c., il Giudice invitava la parte a concludere, il procuratore di parte ricorrente concludeva come da ricorso e il Giudice tratteneva la causa in decisione, riservandosi di riferire al Collegio.
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1. Sulla domanda di rettificazione del sesso anagrafico
La domanda di rettificazione del sesso anagrafico quale maschile e del nome in JOE va accolta.
La causa non è stata istruita tramite consulenza tecnica d'ufficio, ritenendo ampiamente esaustiva la documentazione sanitaria prodotta.
In particolare, dalla documentazione dimessa in atti emerge come la ricorrente segua da tempo un percorso psicologico e una terapia ormonale, come sia in lei presente una disforia di genere con esordio precoce e come sia conservata la capacità di prendere una decisione pienamente consapevole e una assunzione di responsabilità rispetto al percorso terapeutico di transizione richiesto.
Invero, nella relazione finale della psicologa dott.ssa datata 24.10.2024 si conferma la CP_2
diagnosi di disforia di genere in una cornice psicologica di personalità stabile, equilibrata e costante nel tempo.
Par Inoltre, il medico-endocrinologo dott. in data 10.9.2024 certificava che presenta Persona_1
“valori ormonali nel range maschile e anche le caratteristiche fisiche hanno raggiunto un grado di androgenizzazione tale da permettere la richiesta di cambio anagrafico e degli eventuali interventi chirurgici che rientrano nelle sue aspettative” (doc. 03).
Nel corso del giudizio è stato inoltre assunto libero interrogatorio della ricorrente che ha insistito per l'accoglimento della domanda. Ella non risulta presentare patologie psichiatriche, né alterazioni della sfera cognitiva, ideativa ed affettiva tali da menomare o interferire con le sue capacità critiche, di giudizio e di scelta.
Alla luce del compendio probatorio sopra esaminato, ritiene il Collegio che parte ricorrente abbia svolto un consistente percorso di transizione, che ha riguardato gli aspetti psicologici, comportamentali e fisici che compongono l'identità di genere;
il cambiamento avvenuto all'esito del percorso di transizione risulta già definitivo. A riguardo, emerge come parte ricorrente abbia affrontato i percorsi sia psicologico che di terapia ormonale con serietà ed impegno, spendendo la propria identità maschile anche all'esterno nella propria vita quotidiana, dimostrando convinzione nel prosieguo dello stesso da parte della ricorrente.
Nel caso di specie, pertanto, il mutamento di sesso, in ossequio alle risultanze dell'istruttoria e della documentazione prodotta, appare avvenuto in modo irreversibile, essendo stata raggiunta una piena identificazione di con il genere maschile. Parte_1
pagina 5 di 9 Invero, non risulta necessario, affinchè il percorso di transizione possa ritenersi definitivo integrando i presupposti di cui all'art. 1, comma 1, della l. 14 aprile 1982, n. 164, che la parte proceda previamente ad interventi chirurgici, bastando il percorso psicologico nonché quello di modificazione fisica mediante la terapia ormonale, oltre alla spendita a livello sociale della propria identità maschile.
Sul punto, con sentenza n. 221 del 2015, la Corte costituzionale chiamata a pronunciarsi sul requisito normativo delle “intervenute modificazioni dei […] caratteri sessuali”, quale condizione della pronuncia di rettificazione, ha escluso che le stesse includano necessariamente un trattamento chirurgico, in quanto le modalità dell'adeguamento dei caratteri sessuali devono adattarsi all'
“irriducibile varietà delle singole situazioni soggettive”. “L'esclusione del carattere necessario dell'intervento chirurgico ai fini della rettificazione anagrafica” ha precisato la Corte “appare il corollario di un'impostazione che – in coerenza con i supremi valori costituzionali – rimette al singolo la scelta delle modalità attraverso le quali realizzare, con l'assistenza del medico e di altri specialisti, il proprio percorso di transizione, il quale deve comunque riguardare gli aspetti psicologici, comportamentali e fisici che concorrono a comporre l'identità di genere”, identità di genere che è
“elemento costitutivo del diritto all'identità personale, rientrante a pieno titolo nell'ambito dei diritti fondamentali della persona (art. 2 Cost. e art. 8 della CEDU)”.
Va pertanto accolta la domanda di rettificazione dell'atto di nascita e di ogni altro atto dello stato civile avanzata da parte ricorrente, ancor prima ed a prescindere dalla effettuazione degli interventi chirurgici.
2. Sulla domanda di variazione del prenome
Anche la correlata domanda di variazione del prenome deve essere accolta.
Pur in assenza in un'apposita previsione normativa nel corpo della legge che disciplina la rettificazione dell'attribuzione di sesso, deve ritenersi che ciò sia ammissibile in quanto normale conseguenza della nuova assegnazione, attesa l'importanza che il nome ha nell'individuazione e qualificazione del soggetto come appartenente all'uno piuttosto che l'altro sesso, e che ciò possa operarsi con la sentenza di rettificazione.
Ciò è imposto, oltre che da ragioni logiche, anche da ragioni di carattere sistematico, ossia di non far permanere nell'atto di Stato civile elementi che possano dar luogo a un'equivoca e contraddittoria interpretazione del carattere sessuale della persona, come appunto un nome sicuramente femminile (nel caso specifico ) in soggetto maschile. Pt_1
La rettificazione dell'atto di Stato civile a seguito della riassegnazione del sesso deve consentire una completa ridefinizione dei dati anagrafici del soggetto conseguenti a quella modificazione e non pagina 6 di 9 limitarsi alla sola nuova attribuzione del carattere, pena, oltre alla già ricordata contraddittorietà dell'atto, una valenza di possibilità discriminatoria o denigratoria del soggetto, sicuramente contraria alla legge del 1982.
Un argomento letterale di conferma di tale interpretazione è offerto dalla menzione nell'art. 5 della legge, al fatto che le attestazioni di Stato civile debbono recare la sola indicazione del nuovo sesso e nome, con ciò facendo chiaramente intendere della possibilità di variazione di questo legate alla nuova attribuzione senza che si debba chiedere l'avvio di nuove procedure sicché, data l'assenza di indicazioni di potestà spettanti ad altri organi, tutti i nuovi dati devono essere disposti dal Giudice che procede.
In definitiva deve disporsi che ad venga attribuito non solo il nuovo sesso, ma Parte_1
Part anche il nuovo prenome, dalla stessa indicato di con le conseguenti variazioni.
Per contro va dichiarata inammissibile la domanda volta all'imposizione di un ordine, da parte del giudice, ai vari organi amministrativi, quali Prefettura, Questura, Motorizzazione Civile, Agenzia del
Territorio, , non solo perché generica, ma anche perché non è consentito al CP_1 Controparte_6
giudice ordinare un facere alla PA, al di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge.
Sarà quindi onere dell'interessato rivolgersi a ciascuno degli enti con i quali abbia un rapporto facendo valere la situazione anagrafica determinata dalla presente sentenza onde ottenere l'emanazione di nuovi atti amministrativi alla luce del principio esplicitato dall'art. 31 comma 6 decreto legislativo 150/2011 che la sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso non è retroattiva.
3. Sulla domanda di autorizzazione ai trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali
Parte ricorrente ha chiesto poi la contestuale autorizzazione a sottoporsi a trattamenti medico-chirurgici per l'adeguamento dei caratteri sessuali da femminili a maschili.
Sul punto preme osservare come sia intervenuta, medio tempore, pronuncia di illegittimità costituzionale dell'art. 31 comma 4 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 “nella parte in cui prescrive l'autorizzazione del tribunale al trattamento medico-chirurgico anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso tribunale sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso” (sentenza Corte Costituzionale
n. 143/2024).
La Corte costituzionale, nella predetta sentenza n. 143/2024, considera l'autorizzazione del Tribunale rispetto ai trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali “una cautela adottata dalla legge 164 del 1982 nel momento in cui l'ordinamento italiano si apriva alla rettificazione dell'attribuzione di sesso”, prescrizione normativa che comunque non “può dirsi in sé manifestamente pagina 7 di 9 irragionevole, e quindi esorbitante dalla sfera della discrezionalità legislativa, considerata l'entità e la irreversibilità delle conseguenze prodotte sul corpo del paziente da simili interventi chirurgici”, tuttavia la Corte sottolinea che “detto regime autorizzatorio è divenuto irrazionale, nella sua rigidità, laddove non si coordina” con l'evoluzione giurisprudenziale che ha escluso che “le modificazioni dei caratteri sessuali richieste agli effetti della rettificazione anagrafica debbano necessariamente includere un trattamento chirurgico di adeguamento, quest'ultimo essendo soltanto un possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico (cfr. sent. Corte costituzionale n. 221 del 2015; sul punto anche Corte costituzionale sent. n. 180 del 2017 ove la Corte ha ribadito che agli effetti della rettificazione è necessario e sufficiente l'accertamento dell'“intervenuta oggettiva transizione dell'identità di genere, emersa nel percorso seguito dalla persona interessata”).
Nella precitata sentenza n. 143/2024, la Corte costituzionale afferma che “potendo questo percorso compiersi già mediante trattamenti ormonali e sostegno psicologico – comportamentale, quindi anche senza un intervento di adeguamento chirurgico, la prescrizione indistinta dell'autorizzazione giudiziale denuncia una palese irragionevolezza: in tal caso, infatti, un'eventuale intervento chirurgico avverrebbe comunque dopo la già disposta rettificazione”.
Spiega la Corte che nel caso di contestuale richiesta di rettifica dell'attribuzione di sesso anagrafico e del nome e di autorizzazione a trattamenti medico-chirurgici “pur potendo seguire la pronuncia della sentenza di rettificazione, in funzione di un maggior benessere psicofisico della persona, l'intervento chirurgico di adeguamento dei residui caratteri del sesso anagrafico non è necessario alla pronuncia medesima, sicché la prescritta autorizzazione giudiziale non corrisponde più alla ratio legis”. Pertanto, viene dichiarata la illegittimità costituzionale dell'art. 31, comma 4, del d.lgs n. 150 del 2011, per irragionevolezza ai sensi dell'art. 3 Cost., nella parte in cui prescrive l'autorizzazione del Tribunale al trattamento medico-chirurgo, anche qualora le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute siano ritenute dallo stesso tribunale sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso.
Dunque, avendo il presente Collegio ritenuto le modificazioni dei caratteri sessuali già intervenute sufficienti per l'accoglimento della domanda di rettificazione di attribuzione di sesso, non vi è più necessità di autorizzazione del Tribunale rispetto agli ulteriori interventi medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali.
La domanda di autorizzazione ai trattamenti chirurgici, quindi, in ragione dell'intervenuta sentenza della Corte costituzionale n. 143/2024, viene dichiarata inammissibile.
Si specifica per chiarezza (anche in parte dispositiva) che tanto comporta che parte ricorrente quale
, di sesso maschile, giusta rettificazione dell'attribuzione di sesso operata con la Parte_3
pagina 8 di 9 presente sentenza, potrà rivolgersi direttamente, senza bisogno di ulteriori autorizzazioni del Tribunale, ai sanitari onde procedere a trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali, trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali cui, si ribadisce, nulla osta, per le ragioni sopra illustrate.
4. Sulle spese di lite
Nulla va disposto riguardo alle spese di lite, mancando ogni ragione di soccombenza.
P.Q.M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza ed eccezione disattesa o assorbita:
1. dispone la rettificazione dell'attribuzione di sesso di (C.F. Parte_1
) nata a [...] il [...], da femminile a maschile, con variazione del C.F._1
Part nome da a;
Pt_1
2. attribuisce ad (C.F. ) nata a [...] il [...] il Parte_1 C.F._1
Part sesso maschile, nonché il prenome di ” e, per l'effetto ordina all'Ufficiale dello Stato Civile del comune di Padova di rettificare l'atto di nascita registrato al N. 115 parte I serie A volume 01 - anno
2004 di parte ricorrente, nel senso che, laddove è indicato il sesso femminile sia letto e inteso “sesso
Part MASCHILE” e che laddove è indicato il nome “ ” sia letto e inteso ”; Pt_1
Part 3. dispone che in ogni atto dello stato civile alla parte ricorrente sia assegnato il prenome ”;
4. dichiara inammissibile la domanda di autorizzazione ai trattamenti medico-chirurgici di adeguamento dei caratteri sessuali, potendo parte ricorrente richiedere direttamente ai sanitari detti trattamenti nonché procedervi, alla luce dell'intervenuta sentenza della Corte costituzionale n.
143/2024;
5. nulla sulle spese di lite.
Così deciso in Padova, nella camera di consiglio del 13.05.2025
Il Presidente rel.
Dott. Alina Rossato
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