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Sentenza 1 luglio 2025
Sentenza 1 luglio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Catania, sentenza 01/07/2025, n. 2796 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Catania |
| Numero : | 2796 |
| Data del deposito : | 1 luglio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE CIVILE DI CATANIA – SEZIONE LAVORO -
Il Giudice Monocratico, in funzione di Giudice del Lavoro, nella persona della dott.ssa Lidia Zingales, a seguito dell'udienza del 30 Giugno 2025, procede allo svolgimento delle attività sostitutive dell'udienza ex art. 127 ter c.p.c., ed emette la seguente
SENTENZA
Nella causa civile iscritta al n. 4958 del ruolo generale affari contenziosi dell'anno 2023 e vertente
TRA
, nato a [...] l'[...], c.f. , residente in Calatabiano, Parte_1 CodiceFiscale_1 via San Marco n. 15, in proprio e n.q di legale rappresentante della società ed Controparte_1 elettivamente domiciliato in Piedimonte Etneo, via Principessa di Piemonte n. 36, presso lo studio dell'avv.
Simona Pennisi, che lo rappresenta e difende per mandato allegato all'atto introduttivo del giudizio.
Ricorrente
CONTRO in persona del legale Controparte_2 rappresentante p.t., ed elettivamente domiciliato in Catania, Piazza della Repubblica n. 26, presso l'avvocatura provinciale dell e rappresentato e difeso dall'avv. Maria Rosaria Battiato, per mandato CP_2 generale alle liti Rep. n. 37590 e Racc. n. 7131 del 23.01.2023, a rogito in Notar di Roma. Persona_1
Resistente
OGGETTO: Opposizione ad ordinanze ingiunzioni.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Premessa in fatto.
Con ricorso innanzi al Tribunale Ordinario di Catania, in funzione di Giudice del Lavoro, depositato il
02.05.2023, il ricorrente, come sopra generalizzato, proponeva opposizione avverso le ordinanze ingiunzioni CP_ n. OI-001138293 (Prot. n. .2100.24/03/2023.0183011), n. OI-001375379 (Prot. n. CP_ CP_
.2100.24/03/2023.0183023), e n. OI-001873491 (Prot. n. .2100.24/03/2023.0183030), tutte notificate in data 03.04.2023, con le quali n.q. di legale rappresentante della società Controparte_1 veniva richiesto il pagamento della somma di € 10.000,00, per ogni annualità, a titolo di sanzione amministrativa, per violazioni riferite all'anno 2016, 2017 e 2018, oltre € 6.60 (x 3) a titolo di spese, di cui agli
1 CP_ atti di accertamento prot. n. .2100.27/06/2018.0287759 del 16/07/2018, prot. n. CP_ CP_
.2100.15/10/2018.0456193 del 09/11/2018 e prot. n. .2100.23/09/2019.0468398 del 14/10/2019. CP_ Con i predetti atti l contestava, la violazione dell'art. 2, comma 1 bis, del D.L. 12.09.1983 n. 463, convertito con modificazioni dalla Legge 11.11.1983 n. 638 (omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali).
Parte ricorrente eccepiva la mancata notificazione degli atti di accertamento indicati nelle ordinanze, la violazione dell'art. 14 della L 689/81 per essere stato comunque l'accertamento notificato oltre il termine di novanta giorni, la sproporzione delle sanzioni e la prescrizione.
Chiedeva quindi l'accoglimento delle seguenti conclusioni “Preliminarmente, sospendere l'esecuzione degli atti impugnati sussistendo sia il fumus boni iuris che il perculum in mora, per tutti i motivi meglio indicati in narrativa;
Nel merito - Accertare e dichiarare che nessuna somma è dovuta dal ricorrente per i motivi di cui in ricorso;
- Accogliere il presente ricorso per i motivi di cui in narrativa e per l'effetto annullare le ordinanze- ingiunzione impugnate;
In subordine: - accertare e dichiarare prescritte le sanzioni amministrative irrogate CP_ dall' per l'anno 2016 e 2017. - Con vittoria di spese e competenze.”. CP_ Fissata l'udienza di discussione ed integrato regolarmente il contraddittorio, si costituiva l , contestando il ricorso sia nel rito che nel merito sotto vari profili e rilevava come l aveva regolarmente notificato gli atti CP_2 di accertamento, di cui produceva copia documentale. Depositava provvedimenti di rideterminazione dell'importo delle sanzioni alla luce del sopravvenuto D.L. 4872023 e chiedeva il rigetto dell'opposizione, con vittoria di spese.
Con provvedimento del 04.03.2024, resa all'esito dell'udienza di pari data, svolta con le modalità previste dall'art. 127 Ter c.p.c., la causa veniva rinviata per discussione e decisione.
Alla luce del provvedimento del Presidente della Sezione Lavoro, dott.ssa Laura Renda del 30.06.2025 e di quello del Presidente del Tribunale, la causa chiamata, innanzi al sottoscritto giudicante, all'udienza del
30.06.2025, svoltasi secondo le modalità previste dall'art. 127 Ter c.p.c., sulle conclusioni delle parti costituite ed istruita mediante produzione documentale, la stessa è stata trattenuta per la decisione.
Indi viene decisa con la presente sentenza, emessa fuori udienza, conformemente alla citata disposizione normativa.
2. Questioni preliminari e merito. CP_ Parte ricorrente ha proposto opposizione avverso le suindicate Ordinanze Ingiunzioni dell' con cui il predetto ente, ingiungeva il pagamento della somma ivi determinata, quale sanzione amministrativa per le violazioni, accertate in riferimento all'annualità 2016, 2017 e 2018, di cui all'art. 2 c. 1 bis, della legge 11 novembre 1983, n. 638 e ss.mm. (omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali), eccependo, tra l'altro, l'illegittimità per l'omessa notifica degli atti di accertamento ad esse sottesi e come indicato nelle stesse e comunque la tardività degli stessi in violazione del termine di cui all'art. 14 della L 689/81.
2 Con riferimento all'eccezione di omessa notifica degli atti di accertamento atti di accertamento prot. n. CP_ CP_
.2100.27/06/2018.0287759 del 16/07/2018, prot. n. .2100.15/10/2018.0456193 del 09/11/2018 e
CP_ prot. n. .2100.23/09/2019.0468398 del 14/10/2019, emessi nei confronti del ricorrente, quale
CP_ trasgressore, la stessa va disattesa, alla luce della documentazione versata in atti dall' , dalla quale risultano regolarmente notificati.
CP_ In merito, va rilevato come l ha prodotto per all'atto di accertamento atti di accertamento prot. n.
CP_
.2100.27/06/2018.0287759 del 16/07/2018, copia dell'avviso di ricevimento della raccomandata a/r n.
78602349196-2, che risulta consegnata in data 16.07.2018 personalmente al ricorrente;
per all'atto di CP_ CP_ accertamento prot. n. .2100.15/10/2018.0456193 del 09/11/2018, va rilevato come l ha prodotto copia dell'avviso di ricevimento della raccomandata a/r n. 78602722893-8, che risulta consegnata in data CP_ 09.11.2018 personalmente al ricorrente;
per all'atto di accertamento prot. n. .2100.23/09/2019.0468398 CP_ del 14/10/2019, va rilevato come l ha prodotto copia dell'avviso di ricevimento della raccomandata a/r n.
78603462641-1, che risulta consegnata in data 14.10.2019 personalmente al ricorrente.
La predetta notificazione deve con riferimento alle modalità di notifica utilizzate, quindi, ritenersi regolarmente eseguita e le ordinanze ingiunzioni, sotto tale profilo, devono ritenersi legittime.
Con riferimento, invece, all'eccezione di tardività della notifica in violazione del termine di cui all'art. 14 della L
689/81, può richiamarsi quanto già ritenuto in precedenti pronunce di questo stesso Ufficio, alle cui condivisibili motivazioni, per la notevole analogia delle questioni proposte e della situazione processuale, può farsi riferimento ex art. 118 Disp. Att. c.p.c., recependole anche nella loro chiarezza espositiva come in seguito riportato in modo quasi testuale (cfr.: da ultimo, sentenza n. 811/2023 emessa in data 03.03.2023 nel proc. n.
12152/2022 R.G.; id. n. 888/2023 emessa il giorno 08.03.2023 nel proc. n. 7178/2022R.G.).
Come evidenziato nei richiamati precedenti << … va preliminarmente rilevato che gli atti impugnati risultano emessi ai sensi dell'art. 2, co. 1 bis, D.L. 12.9.1983 n. 463 (conv., con modifiche, in legge 11 novembre 1983
n. 638), con il quale è stato previsto che L'omesso versamento delle ritenute di cui al comma 1 [i.e.: ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, ivi comprese le trattenute effettuate ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 della legge 30 aprile 1969, n. 153], per un importo superiore a euro 10.000 annui, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro
1.032. Se l'importo omesso non è superiore a euro 10.000 annui, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000. Il datore di lavoro non è punibile, ne' assoggettabile alla sanzione amministrativa, quando provvede al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione.
Tale comma risulta così formulato a seguito dell'ultimo intervento di modifica avvenuto in forza dell'articolo 3, comma 6, del D. Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, nell'ambito dell'intervento di depenalizzazione operato a norma dell'articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67.
3 L'art. 6 del D.lgs. n. 8 cit. prevede che “Nel procedimento per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dal presente decreto si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689”.
La materia è dunque regolata dalle disposizioni che vanno dall'art. 1 all'art. 31 della l. 689/1981, “in quanto applicabili”. CP_ L'applicabilità dell'art. 14 l. 689/1981 è inoltre riconosciuta anche dalla Circolare numero 32 del
25.02.2022, secondo cui “In particolare, il provvedimento di archiviazione può essere adottato in presenza delle seguenti circostanze: omissis
- omissione della contestazione o della notificazione delle violazioni a uno o più soggetti responsabili entro i termini indicati dall'articolo 14 della legge n. 689/1981;
- decorso del termine di prescrizione di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione (cfr.
l'articolo 28 della legge n. 689/1981)”.
Ciò posto, va innanzitutto evidenziato che il ricorso appare tempestivo, in quanto proposto entro i termini previsti dall'art. 6 del d.lgs. 150/2011, a cui rimanda l'art. 22 l. 689/1981, [tenuto conto dell'applicazione del disposto dell'art. 155 c.p.c.]
Nel merito, il ricorso appare fondato per l'assorbente motivo attinente alla denunziata decadenza dell'ente previdenziale di irrogare la sanzione.
L'art. 14 l. 689/1981 prevede che: “La violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta per la violazione stessa.
Se non è avvenuta la contestazione immediata per tutte o per alcune delle persone indicate nel comma precedente, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio della
Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all'estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall'accertamento.
Quando gli atti relativi alla violazione sono trasmessi all'autorità competente con provvedimento dell'autorità giudiziaria, i termini di cui al comma precedente decorrono dalla data della ricezione.
Per la forma della contestazione immediata o della notificazione si applicano le disposizioni previste dalle leggi vigenti. In ogni caso la notificazione può essere effettuata, con le modalità previste dal codice di procedura civile, anche da un funzionario dell'amministrazione che ha accertato la violazione. Quando la notificazione non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, si osservano le modalità previste dall' articolo 137, terzo comma, del medesimo codice.
Per i residenti all'estero, qualora la residenza, la dimora o il domicilio non siano noti, la notifica non è obbligatoria e resta salva la facoltà del pagamento in misura ridotta sino alla scadenza del termine previsto nel secondo comma dell'articolo 22 per il giudizio di opposizione.
4 L'obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue per la persona nei cui confronti è stata omessa la notificazione nel termine prescritto”.
Per l'applicazione di tale disposizione, occorre poi ricordare che, in forza dell'articolo 103, comma 6-bis, del
D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27, il termine previsto dall'art. 14 l. 689/1981 è rimasto sospeso dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020 (98 giorni).
Per quanto concerne l'individuazione del dies a quo del termine di decadenza, va ricordato come, secondo la giurisprudenza di legittimità, compete al giudice di merito, in caso di contrasto sul punto, determinare il tempo ragionevolmente necessario alla Amministrazione per giungere a una completa conoscenza dell'illecito
(Cassazione civile sez. un., 31/10/2019, n. 28210) …” (cfr.: sentenza n. 811/2023 del Tribunale di Catania, sezione lavoro, cit.).”>>
Nel caso di specie, il termine può essere individuato all'epoca della di scadenza dei contributi omessi, violazione facilmente rilevabile dall'istituto, che non implica particolari aggravi istruttori, né sul punto sono stati introdotti argomenti tesi a fornire elementi di segno contrario.
Dagli atti non sono emersi altresì elementi che consentano di ritenere complessa o particolarmente laboriosa l'attività di verifica dell'omissione, trattandosi di omissioni contributive alla scadenza, automaticamente rilevabili dall'Istituto.
Ciò posto, nella specie, a fronte di contributi che scadevano nell'anno 2016, 2017 e 2018 (ultima scadenza di pagamento Ottobre 2016; Ottobre 2017; Novembre 2018) deve rilevarsi che la contestazione della violazione
è stata notificata in data 16.07.2018, 09.11.2018 e 14.10.2019 (cfr. avvisi di ricevimento racc. a/r in atti), con evidente violazione del prescritto termine di 90 giorni.
In ogni modo, anche laddove si volesse ritenere di accordare un ulteriore termine di 30, 60 o 90, giorni all'Istituto, per procedere alle attività propedeutiche alla rilevazione dell'omissione contributiva, e dunque si ritenesse di differire il termine di decorrenza della decadenza in tale misura, il risultato non muterebbe, poiché la contestazione delle rilevate omissioni risulterebbe comunque perfezionata tardivamente.
Deve dunque trovare applicazione l'ultimo comma della diposizione di cui all'art. 14, L 689/1981, secondo cui
“L'obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue per la persona nei cui confronti è stata omessa la notificazione nel termine prescritto”.
Alla stregua di quanto precede, ritiene questo giudicante che il ricorso vada conseguentemente accolto, assorbita ogni ulteriore questione, che per quanto concerne la differente rideterminazione della sanzione, la stessa risulta irrilevante nel presente giudizio, essendo le ordinanze ingiunzioni relative agli stessi anni impugnate in separati giudizi, non riuniti;
che risulta comunque infondata l'eccezione di sproporzionalità della sanzione, poiché era stata determinata secondo la legge applicabile al momento della contestazione;
la prescrizione decorre dalla legge del 2016 che ha depenalizzato il reato, la violazione risale al 2016, 2017 e
2018 e risulta interrotta dalla notifica dell'accertamento.
3. Spese.
5 Quanto alle spese di lite, le stesse possono trovare parziale compensazione nella misura di due terzi, CP_ ponendo la restante parte a carico dell' .
P.Q.M.
Il Giudice Monocratico, ritenuta la propria competenza e definitivamente pronunciando sul ricorso depositato in data 02.05.2023 da , in proprio e n.q. di legale rappresentante della società Parte_1 Controparte_1
nei confronti dell' ( , in persona del legale
[...] Controparte_2 CP_2 rappresentante p.t. disattesa ogni contraria domanda ed eccezione, così provvede:
1. Annulla le Ordinanze Ingiunzioni n. OI-001138293, n. OI-001375379 e n. OI-001873491, per la tardiva notifica degli atti di accertamento ai sensi dell'art. 14, L 689/1981. CP_
2. Compensa le spese di giudizio in ragione di due terzi e condanna l alla refusione della restante parte nei confronti del ricorrente che, al netto della già operata compensazione, liquida in complessivi €
1.316,00, oltre rimborso spese generali del 15%, I.V.A. e C.P.A. nelle misure di legge e se dovute.
Così deciso in Catania, 30.06.2025
Il Giudice Onorario
Dott.ssa Lidia Zingales
6
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE CIVILE DI CATANIA – SEZIONE LAVORO -
Il Giudice Monocratico, in funzione di Giudice del Lavoro, nella persona della dott.ssa Lidia Zingales, a seguito dell'udienza del 30 Giugno 2025, procede allo svolgimento delle attività sostitutive dell'udienza ex art. 127 ter c.p.c., ed emette la seguente
SENTENZA
Nella causa civile iscritta al n. 4958 del ruolo generale affari contenziosi dell'anno 2023 e vertente
TRA
, nato a [...] l'[...], c.f. , residente in Calatabiano, Parte_1 CodiceFiscale_1 via San Marco n. 15, in proprio e n.q di legale rappresentante della società ed Controparte_1 elettivamente domiciliato in Piedimonte Etneo, via Principessa di Piemonte n. 36, presso lo studio dell'avv.
Simona Pennisi, che lo rappresenta e difende per mandato allegato all'atto introduttivo del giudizio.
Ricorrente
CONTRO in persona del legale Controparte_2 rappresentante p.t., ed elettivamente domiciliato in Catania, Piazza della Repubblica n. 26, presso l'avvocatura provinciale dell e rappresentato e difeso dall'avv. Maria Rosaria Battiato, per mandato CP_2 generale alle liti Rep. n. 37590 e Racc. n. 7131 del 23.01.2023, a rogito in Notar di Roma. Persona_1
Resistente
OGGETTO: Opposizione ad ordinanze ingiunzioni.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Premessa in fatto.
Con ricorso innanzi al Tribunale Ordinario di Catania, in funzione di Giudice del Lavoro, depositato il
02.05.2023, il ricorrente, come sopra generalizzato, proponeva opposizione avverso le ordinanze ingiunzioni CP_ n. OI-001138293 (Prot. n. .2100.24/03/2023.0183011), n. OI-001375379 (Prot. n. CP_ CP_
.2100.24/03/2023.0183023), e n. OI-001873491 (Prot. n. .2100.24/03/2023.0183030), tutte notificate in data 03.04.2023, con le quali n.q. di legale rappresentante della società Controparte_1 veniva richiesto il pagamento della somma di € 10.000,00, per ogni annualità, a titolo di sanzione amministrativa, per violazioni riferite all'anno 2016, 2017 e 2018, oltre € 6.60 (x 3) a titolo di spese, di cui agli
1 CP_ atti di accertamento prot. n. .2100.27/06/2018.0287759 del 16/07/2018, prot. n. CP_ CP_
.2100.15/10/2018.0456193 del 09/11/2018 e prot. n. .2100.23/09/2019.0468398 del 14/10/2019. CP_ Con i predetti atti l contestava, la violazione dell'art. 2, comma 1 bis, del D.L. 12.09.1983 n. 463, convertito con modificazioni dalla Legge 11.11.1983 n. 638 (omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali).
Parte ricorrente eccepiva la mancata notificazione degli atti di accertamento indicati nelle ordinanze, la violazione dell'art. 14 della L 689/81 per essere stato comunque l'accertamento notificato oltre il termine di novanta giorni, la sproporzione delle sanzioni e la prescrizione.
Chiedeva quindi l'accoglimento delle seguenti conclusioni “Preliminarmente, sospendere l'esecuzione degli atti impugnati sussistendo sia il fumus boni iuris che il perculum in mora, per tutti i motivi meglio indicati in narrativa;
Nel merito - Accertare e dichiarare che nessuna somma è dovuta dal ricorrente per i motivi di cui in ricorso;
- Accogliere il presente ricorso per i motivi di cui in narrativa e per l'effetto annullare le ordinanze- ingiunzione impugnate;
In subordine: - accertare e dichiarare prescritte le sanzioni amministrative irrogate CP_ dall' per l'anno 2016 e 2017. - Con vittoria di spese e competenze.”. CP_ Fissata l'udienza di discussione ed integrato regolarmente il contraddittorio, si costituiva l , contestando il ricorso sia nel rito che nel merito sotto vari profili e rilevava come l aveva regolarmente notificato gli atti CP_2 di accertamento, di cui produceva copia documentale. Depositava provvedimenti di rideterminazione dell'importo delle sanzioni alla luce del sopravvenuto D.L. 4872023 e chiedeva il rigetto dell'opposizione, con vittoria di spese.
Con provvedimento del 04.03.2024, resa all'esito dell'udienza di pari data, svolta con le modalità previste dall'art. 127 Ter c.p.c., la causa veniva rinviata per discussione e decisione.
Alla luce del provvedimento del Presidente della Sezione Lavoro, dott.ssa Laura Renda del 30.06.2025 e di quello del Presidente del Tribunale, la causa chiamata, innanzi al sottoscritto giudicante, all'udienza del
30.06.2025, svoltasi secondo le modalità previste dall'art. 127 Ter c.p.c., sulle conclusioni delle parti costituite ed istruita mediante produzione documentale, la stessa è stata trattenuta per la decisione.
Indi viene decisa con la presente sentenza, emessa fuori udienza, conformemente alla citata disposizione normativa.
2. Questioni preliminari e merito. CP_ Parte ricorrente ha proposto opposizione avverso le suindicate Ordinanze Ingiunzioni dell' con cui il predetto ente, ingiungeva il pagamento della somma ivi determinata, quale sanzione amministrativa per le violazioni, accertate in riferimento all'annualità 2016, 2017 e 2018, di cui all'art. 2 c. 1 bis, della legge 11 novembre 1983, n. 638 e ss.mm. (omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali), eccependo, tra l'altro, l'illegittimità per l'omessa notifica degli atti di accertamento ad esse sottesi e come indicato nelle stesse e comunque la tardività degli stessi in violazione del termine di cui all'art. 14 della L 689/81.
2 Con riferimento all'eccezione di omessa notifica degli atti di accertamento atti di accertamento prot. n. CP_ CP_
.2100.27/06/2018.0287759 del 16/07/2018, prot. n. .2100.15/10/2018.0456193 del 09/11/2018 e
CP_ prot. n. .2100.23/09/2019.0468398 del 14/10/2019, emessi nei confronti del ricorrente, quale
CP_ trasgressore, la stessa va disattesa, alla luce della documentazione versata in atti dall' , dalla quale risultano regolarmente notificati.
CP_ In merito, va rilevato come l ha prodotto per all'atto di accertamento atti di accertamento prot. n.
CP_
.2100.27/06/2018.0287759 del 16/07/2018, copia dell'avviso di ricevimento della raccomandata a/r n.
78602349196-2, che risulta consegnata in data 16.07.2018 personalmente al ricorrente;
per all'atto di CP_ CP_ accertamento prot. n. .2100.15/10/2018.0456193 del 09/11/2018, va rilevato come l ha prodotto copia dell'avviso di ricevimento della raccomandata a/r n. 78602722893-8, che risulta consegnata in data CP_ 09.11.2018 personalmente al ricorrente;
per all'atto di accertamento prot. n. .2100.23/09/2019.0468398 CP_ del 14/10/2019, va rilevato come l ha prodotto copia dell'avviso di ricevimento della raccomandata a/r n.
78603462641-1, che risulta consegnata in data 14.10.2019 personalmente al ricorrente.
La predetta notificazione deve con riferimento alle modalità di notifica utilizzate, quindi, ritenersi regolarmente eseguita e le ordinanze ingiunzioni, sotto tale profilo, devono ritenersi legittime.
Con riferimento, invece, all'eccezione di tardività della notifica in violazione del termine di cui all'art. 14 della L
689/81, può richiamarsi quanto già ritenuto in precedenti pronunce di questo stesso Ufficio, alle cui condivisibili motivazioni, per la notevole analogia delle questioni proposte e della situazione processuale, può farsi riferimento ex art. 118 Disp. Att. c.p.c., recependole anche nella loro chiarezza espositiva come in seguito riportato in modo quasi testuale (cfr.: da ultimo, sentenza n. 811/2023 emessa in data 03.03.2023 nel proc. n.
12152/2022 R.G.; id. n. 888/2023 emessa il giorno 08.03.2023 nel proc. n. 7178/2022R.G.).
Come evidenziato nei richiamati precedenti << … va preliminarmente rilevato che gli atti impugnati risultano emessi ai sensi dell'art. 2, co. 1 bis, D.L. 12.9.1983 n. 463 (conv., con modifiche, in legge 11 novembre 1983
n. 638), con il quale è stato previsto che L'omesso versamento delle ritenute di cui al comma 1 [i.e.: ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, ivi comprese le trattenute effettuate ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 della legge 30 aprile 1969, n. 153], per un importo superiore a euro 10.000 annui, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro
1.032. Se l'importo omesso non è superiore a euro 10.000 annui, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000. Il datore di lavoro non è punibile, ne' assoggettabile alla sanzione amministrativa, quando provvede al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione.
Tale comma risulta così formulato a seguito dell'ultimo intervento di modifica avvenuto in forza dell'articolo 3, comma 6, del D. Lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, nell'ambito dell'intervento di depenalizzazione operato a norma dell'articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67.
3 L'art. 6 del D.lgs. n. 8 cit. prevede che “Nel procedimento per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dal presente decreto si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689”.
La materia è dunque regolata dalle disposizioni che vanno dall'art. 1 all'art. 31 della l. 689/1981, “in quanto applicabili”. CP_ L'applicabilità dell'art. 14 l. 689/1981 è inoltre riconosciuta anche dalla Circolare numero 32 del
25.02.2022, secondo cui “In particolare, il provvedimento di archiviazione può essere adottato in presenza delle seguenti circostanze: omissis
- omissione della contestazione o della notificazione delle violazioni a uno o più soggetti responsabili entro i termini indicati dall'articolo 14 della legge n. 689/1981;
- decorso del termine di prescrizione di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione (cfr.
l'articolo 28 della legge n. 689/1981)”.
Ciò posto, va innanzitutto evidenziato che il ricorso appare tempestivo, in quanto proposto entro i termini previsti dall'art. 6 del d.lgs. 150/2011, a cui rimanda l'art. 22 l. 689/1981, [tenuto conto dell'applicazione del disposto dell'art. 155 c.p.c.]
Nel merito, il ricorso appare fondato per l'assorbente motivo attinente alla denunziata decadenza dell'ente previdenziale di irrogare la sanzione.
L'art. 14 l. 689/1981 prevede che: “La violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta per la violazione stessa.
Se non è avvenuta la contestazione immediata per tutte o per alcune delle persone indicate nel comma precedente, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio della
Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all'estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall'accertamento.
Quando gli atti relativi alla violazione sono trasmessi all'autorità competente con provvedimento dell'autorità giudiziaria, i termini di cui al comma precedente decorrono dalla data della ricezione.
Per la forma della contestazione immediata o della notificazione si applicano le disposizioni previste dalle leggi vigenti. In ogni caso la notificazione può essere effettuata, con le modalità previste dal codice di procedura civile, anche da un funzionario dell'amministrazione che ha accertato la violazione. Quando la notificazione non può essere eseguita in mani proprie del destinatario, si osservano le modalità previste dall' articolo 137, terzo comma, del medesimo codice.
Per i residenti all'estero, qualora la residenza, la dimora o il domicilio non siano noti, la notifica non è obbligatoria e resta salva la facoltà del pagamento in misura ridotta sino alla scadenza del termine previsto nel secondo comma dell'articolo 22 per il giudizio di opposizione.
4 L'obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue per la persona nei cui confronti è stata omessa la notificazione nel termine prescritto”.
Per l'applicazione di tale disposizione, occorre poi ricordare che, in forza dell'articolo 103, comma 6-bis, del
D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27, il termine previsto dall'art. 14 l. 689/1981 è rimasto sospeso dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020 (98 giorni).
Per quanto concerne l'individuazione del dies a quo del termine di decadenza, va ricordato come, secondo la giurisprudenza di legittimità, compete al giudice di merito, in caso di contrasto sul punto, determinare il tempo ragionevolmente necessario alla Amministrazione per giungere a una completa conoscenza dell'illecito
(Cassazione civile sez. un., 31/10/2019, n. 28210) …” (cfr.: sentenza n. 811/2023 del Tribunale di Catania, sezione lavoro, cit.).”>>
Nel caso di specie, il termine può essere individuato all'epoca della di scadenza dei contributi omessi, violazione facilmente rilevabile dall'istituto, che non implica particolari aggravi istruttori, né sul punto sono stati introdotti argomenti tesi a fornire elementi di segno contrario.
Dagli atti non sono emersi altresì elementi che consentano di ritenere complessa o particolarmente laboriosa l'attività di verifica dell'omissione, trattandosi di omissioni contributive alla scadenza, automaticamente rilevabili dall'Istituto.
Ciò posto, nella specie, a fronte di contributi che scadevano nell'anno 2016, 2017 e 2018 (ultima scadenza di pagamento Ottobre 2016; Ottobre 2017; Novembre 2018) deve rilevarsi che la contestazione della violazione
è stata notificata in data 16.07.2018, 09.11.2018 e 14.10.2019 (cfr. avvisi di ricevimento racc. a/r in atti), con evidente violazione del prescritto termine di 90 giorni.
In ogni modo, anche laddove si volesse ritenere di accordare un ulteriore termine di 30, 60 o 90, giorni all'Istituto, per procedere alle attività propedeutiche alla rilevazione dell'omissione contributiva, e dunque si ritenesse di differire il termine di decorrenza della decadenza in tale misura, il risultato non muterebbe, poiché la contestazione delle rilevate omissioni risulterebbe comunque perfezionata tardivamente.
Deve dunque trovare applicazione l'ultimo comma della diposizione di cui all'art. 14, L 689/1981, secondo cui
“L'obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue per la persona nei cui confronti è stata omessa la notificazione nel termine prescritto”.
Alla stregua di quanto precede, ritiene questo giudicante che il ricorso vada conseguentemente accolto, assorbita ogni ulteriore questione, che per quanto concerne la differente rideterminazione della sanzione, la stessa risulta irrilevante nel presente giudizio, essendo le ordinanze ingiunzioni relative agli stessi anni impugnate in separati giudizi, non riuniti;
che risulta comunque infondata l'eccezione di sproporzionalità della sanzione, poiché era stata determinata secondo la legge applicabile al momento della contestazione;
la prescrizione decorre dalla legge del 2016 che ha depenalizzato il reato, la violazione risale al 2016, 2017 e
2018 e risulta interrotta dalla notifica dell'accertamento.
3. Spese.
5 Quanto alle spese di lite, le stesse possono trovare parziale compensazione nella misura di due terzi, CP_ ponendo la restante parte a carico dell' .
P.Q.M.
Il Giudice Monocratico, ritenuta la propria competenza e definitivamente pronunciando sul ricorso depositato in data 02.05.2023 da , in proprio e n.q. di legale rappresentante della società Parte_1 Controparte_1
nei confronti dell' ( , in persona del legale
[...] Controparte_2 CP_2 rappresentante p.t. disattesa ogni contraria domanda ed eccezione, così provvede:
1. Annulla le Ordinanze Ingiunzioni n. OI-001138293, n. OI-001375379 e n. OI-001873491, per la tardiva notifica degli atti di accertamento ai sensi dell'art. 14, L 689/1981. CP_
2. Compensa le spese di giudizio in ragione di due terzi e condanna l alla refusione della restante parte nei confronti del ricorrente che, al netto della già operata compensazione, liquida in complessivi €
1.316,00, oltre rimborso spese generali del 15%, I.V.A. e C.P.A. nelle misure di legge e se dovute.
Così deciso in Catania, 30.06.2025
Il Giudice Onorario
Dott.ssa Lidia Zingales
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