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Sentenza 15 aprile 2025
Sentenza 15 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Genova, sentenza 15/04/2025, n. 403 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Genova |
| Numero : | 403 |
| Data del deposito : | 15 aprile 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI GENOVA
In persona del Giudice, dr.ssa Giovanna Golinelli ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa, iscritta al n. R.G. 3939/2024 promossa da:
rappresentata e difesa, per mandato depositato nel fascicolo telematico, dall'avv. Parte_1
Paolo Languasco ed elettivamente domiciliata nel suo studio in Genova, in Vico Falamonica 1/13;
-ricorrente-
CONTRO
, in persona del Ministro pro tempore; Controparte_1
-convenuto contumace-
Conclusioni per la ricorrente: “Piaccia al Giudice Ill.mo, contrariis reiectis, al titolo meglio visto: 1.
Accertare e dichiarare il diritto della ricorrente a percepite la “Carta elettronica per
l'aggiornamento e la formazione del docente” di cui alla L 107/15; 2. Condannare la convenuta amministrazione a corrispondere alla ricorrente la somma di euro 500 annui netti per ogni anno lavorato a tempo determinato o per il periodo meglio visto;
quindi complessivamente per quanto di competenza sino all'AS 2022/2023 euro 1.500,00 netti, o la somma maggiore o minore che il Giudice riterrà; il tutto oltre la maggior somma fra la rivalutazione e gli interessi legali (calcolati ex Art.
1284 cc, 1° e 4° comma).
3. In alternativa a quanto sopra creare la pagina internet relativa alla
“Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente” de quo in capo alla ricorrente
e ad accreditarvi la somma di euro 500 annui netti per ogni anno lavorato a tempo determinato o per il periodo meglio visto;
quindi complessivamente per quanto di competenza sino all'AS 2022/2023 euro 1.500,00 netti, o la somma maggiore o minore che il Giudice riterrà; il tutto oltre la maggior somma fra la rivalutazione e gli interessi legali (calcolati ex Art. 1284 cc, 1° e 4° comma).
4. Vinte le spese.”.
Conclusioni per il MIM: nessuna.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso ex art. 414 c.p.c., depositato telematicamente il 6.9.2024, la ricorrente ha convenuto in giudizio il (di seguito, per brevità, anche solo Controparte_1
“MIM”), esponendo di aver prestato servizio alle dipendenze del MIM, in forza di una serie di contratti a tempo determinato, specificamente indicati in ricorso relativi, per quanto qui rileva:
- a.s. 2018/2019: dal 2.10.2018 al 30.06.2019, Servizio temporaneo fino al termine delle attività didattiche;
- a.s. 2019/2020: dal 26.09.2019 al 30.06.2020, Servizio temporaneo fino al termine delle attività didattiche;
- a.s. 2022/2023: dal 1.9.2022 al 30.06.2023, Servizio temporaneo fino al termine delle attività didattiche;
- a.s. 2023/2024: dal 1.9.2023 in pensione;
La ricorrente, sostiene di avere svolto, in esecuzione dei menzionati contratti a termine, mansioni del tutto identiche a quelle proprie dei docenti assunti a tempo indeterminato;
ciò nonostante, il MIM, violando il divieto di discriminazione tra lavoratori a termine e lavoratori a tempo indeterminato, non ha corrisposto la somma di euro 500,00, da erogarsi ai docenti in ragione d'anno scolastico, finalizzata
(e vincolata) all'acquisto di beni e servizi formativi, in vista dello sviluppo delle competenze professionali (si tratta la c.d. carta elettronica del docente – nel seguito per brevità anche solo “carta docente” o “carta” - e dei “fondi” da accreditarsi su di essa); somma prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015.
L'inadempimento da parte del MIM è proseguito nonostante la diffida della ricorrente del 21.09.2023, doc. 2 del ricorso.
Poste tali premesse, parte ricorrente ha chiesto, la condanna del MIM alla creazione della carta elettronica e ad accreditarvi l'importo di euro 500,00 per gli anni scolastici sopra indicati, nel corso dei quali ha reso la propria attività lavorativa di docente a tempo determinato.
Il MIM, benché raggiunto da regolare notificazione del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione dell'udienza, non si è costituito, onde si è proceduto in sua contumacia. La causa, istruita documentalmente, è stata discussa oralmente dal difensore della ricorrente, che ha richiamato le conclusioni di cui al ricorso.
L'avv. Languasco ha, inoltre richiesto la distrazione delle spese legali, dichiarandosi antistatario.
Il ricorso è fondato, e deve essere accolto.
È opportuno indicare, innanzitutto, i fatti essenziali ai fini del decidere, da ritenersi pacifici o comunque documentalmente provati.
È pacifico ed inoltre documentalmente provato che la ricorrente abbia prestato attività lavorativa, con i contratti a termine sopra indicati.
E', altresì, pacifico che la lavoratrice non abbia percepito il beneficio della carta docente, in relazione ai suddetti periodi di lavoro. D'altra parte, a fronte dell'allegazione di parte ricorrente, di non avere percepito la carta, sarebbe spettato al MIM fornire la prova contraria, alla luce delle previsioni generali di cui agli artt. 1218 ss. e 2697 c.c. Inoltre, alla luce della delineata disciplina nazionale non vi è motivo di dubitare che l'Amministrazione abbia erogato la carta docenti ai soli dipendenti a tempo indeterminato, quale la ricorrente non era, nel periodo oggetto di causa.
E', altresì, documentalmente provato, ancora, che la ricorrente sia “uscita dal sistema scolastico” in quanto la medesima è in pensione dal 1.9.2024, come da lei stessa dichiarato al punto 2) del ricorso introduttivo.
Tanto premesso e venendo al merito del ricorso, si osserva che le stesse questioni oggetto di causa sono già state ampiamente esaminate e decise da questo Tribunale in precedenti pronunce ai cui iter argomentativi ci si richiama a fondamento della presente decisione (v. tra le altre, la sentenza n. 163/2024 pubbl. il 06/02/2024 RG n. 2412/2023 richiamata di seguito per ampli stralci).
1. Con recente decisione su rinvio pregiudiziale (sent. n. 29961/2023), la Suprema Corte di
Cassazione, ha poi chiarito, nella materia de qua, quanto segue:
- la carta docente e la relativa disciplina hanno precipuamente riguardo [v. ricognizione normativa di cui supra] al piano formativo e dell'aggiornamento professionale, piuttosto che a quello delle “dotazioni lavorative individuali in senso stretto”;
- la “taratura” dell'importo della carta “in una misura 'annua' e per 'anno scolastico' evidenzia la connessione temporale tra tale sostegno alla formazione e la didattica, calibrandolo in ragione di un tale periodo di durata di quest'ultima”; - si tratta, dunque, di istituto di “sostegno alla didattica su un piano di durata almeno annuale”, rispondente ad una “scelta di discrezionalità normativa”; non è, peraltro, quello in discorso,
l'“unico strumento di formazione, in ogni caso e per ogni durata dell'impegno didattico”;
- l'obbligazione del MIM, relativa alla carta docente, è una obbligazione di pagamento a scopo vincolato e la sua fruizione è in “obiettivo collegamento… con una prestazione didattica o quanto meno con un'esigenza formativa tuttora funzionale al sistema scolastico”; in effetti, ai sensi del d.P.C.M. 28.11.2016, il diritto del lavoratore alla carta si estingue al momento della cessazione dal servizio;
- la carta è normativamente destinata al solo personale di ruolo, facendo eccezione, per l'anno
2023, la previsione di cui al d.l. n. 69/2023 (v. supra), relativa alle supplenze annuali, su organico di diritto;
- il riferimento, nella disciplina della carta, all'“anno scolastico”, non consente, anche alla luce della normativa UE e della decisione della CGUE sopra menzionata, di escludere “da un'identica percezione” [dunque, si esclude qui l'attribuzione pro quota] “quei docenti precari il cui lavoro, secondo l'ordinamento scolastico, abbia analoga taratura”; si tratta del resto di “lavoratori che rendono una prestazione lavorativa pienamente comparabile a quella dei lavoratori a tempo indeterminato”;
- non può incidere sul diritto al beneficio, a fronte di tali supplenze (di durata commisurata all'anno scolastico), l'eventuale orario part time (orario comunque “tarato sull'intero anno scolastico”);
- la carta spetta in misura piena, dunque, ai supplenti annuali su vacanze dell'organico di diritto, al 31 agosto, e su vacanze dell'organico di fatto, al 30 giugno, di cui all'art. 4, commi 1 e 2, della L. 124/1999, previa disapplicazione della disciplina nazionale in contrasto con l'art. 4, punto 1, dell'Accordo quadro;
- irrilevante è la precedente assegnazione, in corso di a.s., di supplenze brevi, se comunque venga poi conferita una supplenza “annuale” (al 30 giugno o al 31 agosto), perché tale circostanza è di per sé sufficiente a fondare il diritto alla carta del docente;
2. Una volta accertato l'inadempimento del MIM, debbono esaminarsi i rimedi esperibili dai lavoratori a termine.
Ha chiarito la S.C., al riguardo, che: - l'azione consentita al lavoratore, in generale, è l'“azione di adempimento in forma specifica, mediante attribuzione della Carta Docente, per un importo pari al valore che spettava e con funzionamento secondo il sistema attuativo proprio dello specifico bonus in esame”; “oltre interessi
o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione”;
- la carta è attribuita ed utilizzabile secondo le modalità previste in via generale, senza che vi ostino la mancanza di tempestiva domanda e la decadenza biennale generalmente prevista;
- ai fini dell'adempimento, non osta il fatto che la carta sia richiesta per periodi precedenti d'insegnamento, dovendo comunque l'Amministrazione “dare accesso al portale” agli aventi diritto, al fine di provvedere al “pagamento”;
- il diritto alla prestazione si converte in diritto al risarcimento del danno, secondo i principi generali, solo in caso d'impossibilità della prestazione o di carenza d'interesse in capo alle parti del rapporto;
- l'interesse all'adempimento del lavoratore permane finché “sia ancora interno al sistema educativo scolastico”; del pari permane, in tali casi, l'interesse del MIM all'adempimento con modalità specifiche;
- la cessazione dal servizio comporta l'estinzione del diritto alla carta “per ragioni intrinsecamente connesse con la struttura dell'obbligazione 'di scopo'”,
- “… rispetto al personale precario, la nozione di 'cessazione' va evidentemente adattata, perché altrimenti si dovrebbe dire che, con la cessazione della supplenza, cessando anche il servizio, non resti altro percorso che quello risarcitorio. Così però non è… poiché la Carta può comunque essere utilizzata nell'arco del biennio, ciò significa che, se anche, nell'anno successivo, a quel docente non fosse attribuita una supplenza, egli potrebbe ancora fruire di quanto accreditato in suo favore. Ciò è conseguenza del fatto che la cessazione della supplenza di regola non significa uscita dal sistema scolastico”;
- “[a]nalogamente, l'effetto estintivo, nel caso di docenti precari a cui la Carta non sia stata tempestivamente attribuita, va definito in modo diverso. Il ragionamento va condotto tenendo conto appunto del nesso tra Carta e formazione. Tale nesso, se, per i docenti di ruolo, giustifica l'estinzione del diritto alla fruizione del bonus quando il servizio venga meno, nel caso di docenti precari cui la
Carta non sia stata attribuita tempestivamente, impone di connettere l'effetto estintivo non all'ultimarsi della supplenza, ma alla fuoriuscita di essi dal sistema scolastico”; con venir meno dell'interesse bilaterale alla formazione;
- “[q]uindi, se il docente precario che, in una certa annualità, abbia maturato il diritto alla
Carta, resti iscritto nelle graduatorie (ad esaurimento, provinciali o di istituto) per le supplenze e, eventualmente, riceva anche incarichi di supplenza, permane l'inserimento nel sistema scolastico che giustifica l'esercizio del diritto all'adempimento ed ancor più se poi egli transiti in ruolo. Al contrario, se un tale docente, dopo l'annualità in cui è maturato il diritto alla Carta, sia cancellato dalle graduatorie, il diritto all'adempimento cessa con tale cancellazione, per fuoriuscita dal sistema scolastico”;
- l'uscita deve essere valutata al momento della pronuncia, trattandosi di “distinguo [che] attiene al merito”;
- in caso di uscita dal sistema scolastico, “resta solo il diritto al risarcimento del danno”, a fronte di un pregiudizio “con sfumature plurime” (esborsi, perdite di chances, possibile menomazione della professionalità…);
- “Il pregiudizio va allegato da chi agisca, come da principi generali, per quanto, oltre alla possibilità di prova di esso in via presuntiva, vada ammessa la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi) ed entro il massimo pari al valore della Carta che sarebbe spettato, salva la prova, a quel punto specifica, di un qualche concreto maggior pregiudizio”.
3. Nel caso di specie, la ricorrente ha chiesto il risarcimento del danno per l'anno 2021/2022 per un importo pari ad € 500,00, in quanto deduce di aver speso, durante tale a.s., oltre € 500,00 per l'acquisto di un PC, allegando a tal fine la ricevuta del suddetto acquisto.
Sul punto, però, va osservato che dallo stato matricolare depositato dalla ricorrente unitamente al ricorso, risulta che la medesima non ha prestato alcuna attività lavorativa per il MIM nell'anno scolastico 2021/2022, pertanto, non potrà riconoscersi alcuna somma a titolo risarcitorio in riferimento alla suddetta annualità.
Pertanto, risultando integrata solamente la necessaria prova presuntiva (in ordine al probabile utilizzo dello stanziamento, onde perseguire le previste finalità formative, desumibile dall'ampia gamma di beni e servizi acquistabili tramite la carta e dal generale interesse manifestato dal personale docente per tale opportunità), deve trovare accoglimento la domanda di risarcimento del danno, con conseguente riconoscimento alla ricorrente della somma di euro 150,00 per ogni a.s. (nel quale la prestazione lavorativa si sia svolta per almeno 150 gg. circa), così quantificata in via equitativa (nella misura di 1/3 circa dell'importo da accreditarsi sulla carta, tenuto anche conto dell'emergere di elementi indiziari limitati alla componente del danno legata alla perdita di chances formative), nonché della durata della permanenza della docente precaria nel sistema scolastico (v. supra). Oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria ed interessi legali, dalla data del 1.9.2024 (di uscita dal sistema scolastico) al saldo.
4. Conclusivamente, il MIM deve essere condannato a corrispondere alla ricorrente, in relazione agli aa.ss. 2018/2019, 2019/2020 e 222/2023, a titolo di risarcimento dei danni patiti, la somma complessiva di euro 450,00, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria ed interesse legali, dalla data dell'uscita dal sistema scolastico (1.9.2024) al saldo.
Quanto alle spese di giudizio, debbono essere liquidate come in dispositivo (opportunamente diminuite, in applicazione dell'art. 4 DM n. 55/2014 come modificato dal DM n. 147/2022, in considerazione delle limitate questioni giuridiche e di fatto trattate, da ritenersi tali anche alla luce della serialità del contenzioso, e della modestissima attività processuale) e poste a carico del MIM, in base alla soccombenza, con distrazione a favore del difensore della ricorrente, antistatario
P.Q.M.
Il Giudice, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria deduzione, eccezione e conclusione,
- dichiara il diritto della ricorrente, sig.ra , ad usufruire della prestazione di Parte_1 cui all'art. 1, comma 121, legge n. 107 del 2015 (“carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente”), del valore di euro 500,00 per ogni anno scolastico;
- dichiara altresì tenuto e conseguentemente condanna Controparte_1
, in persona del Ministro pro tempore, a corrispondere alla ricorrente
[...] Parte_1
a titolo di risarcimento del danno, conseguente alla mancata attribuzione della “carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente”, per gli aa.ss. 2018/2019, 2019/2020 e 2022/2023, la somma complessiva di euro 450,00, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria ed interessi legali, dalla data del 1.9.2024 al saldo;
- condanna altresì il , in persona del Controparte_1
Ministro pro tempore, a rifondere alla ricorrente le spese del giudizio, spese che liquida in euro
260,00, per onorari, oltre rimborso spese forfettarie nella misura del 15%, e accessori di legge, con distrazione a favore dell'avv. Paolo Languasco, antistatario.
Genova, il 15 aprile 2025 IL GIUDICE
Giovanna Golinelli