TAR Roma, sez. 2B, sentenza 05/02/2026, n. 2202
TAR
Ordinanza cautelare 8 febbraio 2024
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TAR
Sentenza 5 febbraio 2026

Argomenti

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  • Rigettato
    Responsabilità del proprietario non responsabile

    La Corte ritiene che la legittimazione passiva in caso di sanzioni urbanistiche ed edilizie spetti a chi ha l'attuale disponibilità del manufatto, indipendentemente dalla responsabilità diretta dell'abuso, poiché l'illecito edilizio è permanente.

  • Rigettato
    Affidamento incolpevole

    La Corte afferma che il potere repressivo in caso di abuso edilizio è vincolato e doveroso, prevalendo l'interesse pubblico alla legalità violata. Il semplice decorso del tempo o il rilascio di un certificato di agibilità non creano affidamenti tutelabili. Un legittimo affidamento potrebbe sorgere solo in caso di provvedimenti ampliativi-positivi dell'amministrazione poi ritirati.

  • Rigettato
    Responsabilità del proprietario non responsabile

    La Corte ritiene che la legittimazione passiva in caso di sanzioni urbanistiche ed edilizie spetti a chi ha l'attuale disponibilità del manufatto, indipendentemente dalla responsabilità diretta dell'abuso, poiché l'illecito edilizio è permanente.

  • Rigettato
    Affidamento incolpevole

    La Corte afferma che il potere repressivo in caso di abuso edilizio è vincolato e doveroso, prevalendo l'interesse pubblico alla legalità violata. Il semplice decorso del tempo o il rilascio di un certificato di agibilità non creano affidamenti tutelabili. Un legittimo affidamento potrebbe sorgere solo in caso di provvedimenti ampliativi-positivi dell'amministrazione poi ritirati.

  • Rigettato
    Impossibilità di demolizione senza pregiudizio strutturale

    La Corte rileva che l'ingiunzione di demolizione riguarda specificamente l'ampliamento e il soppalco, e non vi è prova di un pregiudizio alla parte conforme dell'edificio. La parte interessata ha l'onere di provare l'impossibilità della demolizione con adeguata documentazione tecnica, cosa che non è avvenuta né in fase procedimentale né in giudizio.

  • Rigettato
    Difetto di istruttoria e motivazione

    La Corte afferma che il requisito motivazionale è soddisfatto con l'indicazione dell'abuso e dell'illiceità. Le ordinanze e la relazione descrivono sufficientemente le difformità e le disposizioni violate. Le osservazioni della ricorrente non avrebbero potuto condurre a un esito diverso, data la natura vincolata del potere repressivo.

  • Rigettato
    Responsabilità del proprietario non responsabile

    La Corte ritiene che la legittimazione passiva in caso di sanzioni urbanistiche ed edilizie spetti a chi ha l'attuale disponibilità del manufatto, indipendentemente dalla responsabilità diretta dell'abuso, poiché l'illecito edilizio è permanente.

  • Rigettato
    Affidamento incolpevole

    La Corte afferma che il potere repressivo in caso di abuso edilizio è vincolato e doveroso, prevalendo l'interesse pubblico alla legalità violata. Il semplice decorso del tempo o il rilascio di un certificato di agibilità non creano affidamenti tutelabili. Un legittimo affidamento potrebbe sorgere solo in caso di provvedimenti ampliativi-positivi dell'amministrazione poi ritirati.

  • Rigettato
    Difetto di istruttoria e motivazione

    La Corte afferma che il requisito motivazionale è soddisfatto con l'indicazione dell'abuso e dell'illiceità. Le ordinanze e la relazione descrivono sufficientemente le difformità e le disposizioni violate. Le osservazioni della ricorrente non avrebbero potuto condurre a un esito diverso, data la natura vincolata del potere repressivo.

  • Rigettato
    Difetto di istruttoria e motivazione

    La Corte afferma che il requisito motivazionale è soddisfatto con l'indicazione dell'abuso e dell'illiceità. Le ordinanze e la relazione descrivono sufficientemente le difformità e le disposizioni violate. Le osservazioni della ricorrente non avrebbero potuto condurre a un esito diverso, data la natura vincolata del potere repressivo.

  • Rigettato
    Responsabilità del proprietario non responsabile

    La Corte ritiene che la legittimazione passiva in caso di sanzioni urbanistiche ed edilizie spetti a chi ha l'attuale disponibilità del manufatto, indipendentemente dalla responsabilità diretta dell'abuso, poiché l'illecito edilizio è permanente.

  • Rigettato
    Difetto di istruttoria e motivazione

    La Corte afferma che il requisito motivazionale è soddisfatto con l'indicazione dell'abuso e dell'illiceità. Le ordinanze e la relazione descrivono sufficientemente le difformità e le disposizioni violate. Le osservazioni della ricorrente non avrebbero potuto condurre a un esito diverso, data la natura vincolata del potere repressivo.

  • Rigettato
    Responsabilità del proprietario non responsabile

    La Corte ritiene che la legittimazione passiva in caso di sanzioni urbanistiche ed edilizie spetti a chi ha l'attuale disponibilità del manufatto, indipendentemente dalla responsabilità diretta dell'abuso, poiché l'illecito edilizio è permanente.

  • Rigettato
    Responsabilità del proprietario non responsabile

    La Corte ritiene che la legittimazione passiva in caso di sanzioni urbanistiche ed edilizie spetti a chi ha l'attuale disponibilità del manufatto, indipendentemente dalla responsabilità diretta dell'abuso, poiché l'illecito edilizio è permanente.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    TAR Roma, sez. 2B, sentenza 05/02/2026, n. 2202
    Giurisdizione : Tribunale amministrativo regionale - Roma
    Numero : 2202
    Data del deposito : 5 febbraio 2026
    Fonte ufficiale :

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