Corte d'Appello Bari, sentenza 25/02/2025, n. 250
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Sentenza 25 febbraio 2025

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Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalla Corte di Appello di Bari, Seconda Sezione Civile, presieduta dal dott. Filippo Labellarte, con relatore il dott. Luciano Guaglione. Le parti in causa erano un correntista e una banca, con il primo che chiedeva l'accertamento della nullità di alcune clausole di un contratto di conto corrente e la ripetizione di somme ritenute indebitamente addebitate. In particolare, l'appellante sosteneva che i contratti non fossero stati formalizzati per iscritto e che fossero stati applicati interessi usurari, chiedendo quindi la restituzione di circa 59.726,78 euro.

La Corte ha rigettato l'appello, confermando la decisione del Tribunale di Foggia, che aveva dichiarato l'improponibilità della domanda per violazione del principio del "ne bis in idem", in quanto le questioni sollevate erano già state oggetto di un precedente giudizio. Il giudice ha argomentato che l'appellante non poteva riproporre domande relative a un medesimo rapporto giuridico già accertato in un altro processo, applicando il principio del "dedotto e deducibile". Inoltre, ha ritenuto che l'interveniente nel giudizio di opposizione avesse la possibilità di sollevare questioni relative agli interessi usurari, ma non lo avesse fatto. Pertanto, la Corte ha condannato l'appellante al pagamento delle spese legali.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Bari, sentenza 25/02/2025, n. 250
    Giurisdizione : Corte d'Appello Bari
    Numero : 250
    Data del deposito : 25 febbraio 2025

    Testo completo