Cass. pen., sez. III, sentenza 20/11/2015, n. 899
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Sentenza 20 novembre 2015

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Il provvedimento analizzato è la sentenza n. 3699 della Corte Suprema di Cassazione, emessa il 20 novembre 2015, presieduta dal giudice Aldo Fiale. La ricorrente, in qualità di legale rappresentante di un bar, contestava la condanna per frode nell'esercizio del commercio, sostenendo che i prodotti alimentari offerti non necessitassero di indicazioni specifiche sul loro stato di conservazione, in quanto il processo produttivo non alterava la qualità finale. La difesa richiedeva l'annullamento della sentenza della Corte d'Appello di Torino, evidenziando un presunto errore nella qualificazione dei prodotti come "congelati" anziché "surgelati" e invocando la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che l'omessa indicazione dello stato di conservazione degli alimenti costituiva una violazione dell'obbligo di informazione al consumatore, essenziale per garantire la correttezza dei rapporti commerciali. Il giudice ha sottolineato che la distinzione tra "congelato" e "surgelato" non era rilevante ai fini della responsabilità penale, poiché l'importante era la mancata informazione ai clienti. Inoltre, la Corte ha ritenuto che la violazione non potesse essere considerata di particolare tenuità, data la natura professionale dell'attività e il numero significativo di prodotti coinvolti, confermando così la condanna e le spese processuali.

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Massime1

Ai fini dell'integrazione del reato di tentativo di frode in commercio, nell'ipotesi in cui siano detenuti per la somministrazione alimenti congelati o surgelati all'interno di una pasticceria senza che sia indicata tale caratteristica, è irrilevante che tali trattamenti avvengano in fase di lavorazione ovvero a prodotto finito, posto che non è oggetto di contestazione il procedimento produttivo o di conservazione degli alimenti, ma la mancanza di adeguata informazione ai consumatori, ai quali i prodotti dolciari vengano presentati come freschi.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. III, sentenza 20/11/2015, n. 899
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 899
    Data del deposito : 20 novembre 2015

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