Cass. pen., sez. III, sentenza 05/12/2013, n. 5474
CASS
Sentenza 5 dicembre 2013

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, emessa il 5 dicembre 2013, presieduta dal Dott. Aldo Fiale. Le parti in causa erano un imputato, condannato per tentativo di frode in commercio, e la pubblica accusa. L'imputato contestava la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro, sostenendo l'insussistenza del reato, un vizio di motivazione e la prescrizione del reato stesso. In particolare, la difesa argomentava che non vi fosse un contratto valido e che la sentenza fosse priva di adeguata motivazione.

La Corte ha rigettato il ricorso, affermando la sussistenza del reato di frode in commercio, evidenziando che la mancata indicazione della qualità dei prodotti alimentari offerti costituiva un atto idoneo a ingannare il consumatore. La Corte ha sottolineato che la lista delle vivande funge da proposta contrattuale, obbligando il ristoratore a dichiarare la qualità della merce. Inoltre, ha ritenuto infondata l'eccezione di mancanza di motivazione, poiché la Corte territoriale aveva esaminato adeguatamente le prove. Infine, ha respinto l'eccezione di prescrizione, chiarendo che il termine non era ancora scaduto. La decisione ha confermato la correttezza della pronuncia di primo grado e ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali.

Il contenuto è stato generato dall'intelligenza artificiale. Verifica le informazioni.

Massime1

La detenzione di alimenti congelati o surgelati all'interno di un ristorante, senza che nella lista delle vivande sia indicata tale caratteristica, integra il reato di tentativo di frode in commercio, trattandosi di condotta univocamente idonea a consegnare ai clienti un prodotto diverso, per qualità, da quello dichiarato.

Commentari2

  • 1Frode in commercio: ultime sentenze
    Redazione · https://www.laleggepertutti.it/ · 24 agosto 2022

  • 2È reato mettere in vendita degli alimenti senza segnalare che sono surgelati
    Redazione Giuridica · https://www.brocardi.it/ · 15 dicembre 2020

    La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10375/2020, si è pronunciata in ordine alla possibilità o meno di ritenere configurato il reato di frode nell'esercizio del commercio, ex art. 515 del c.p., quantomeno nella sua forma tentata, nel caso in cui vengano messi in vendita degli alimenti senza indicare che essi, in origine, erano surgelati. La questione nasceva dalla vicenda che aveva visto come protagonista il titolare di un'attività di ristorazione, il quale si era visto condannare, in entrambi i gradi del giudizio di merito, per un tentativo di frode nell'esercizio del commercio, per aver detenuto nel magazzino del proprio locale e posto in vendita nel …

     Leggi di più…

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 05/12/2013, n. 5474
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 5474
Data del deposito : 5 dicembre 2013

Testo completo