Cass. pen., sez. V, sentenza 26/10/2017, n. 53984
CASS
Sentenza 26 ottobre 2017

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In tema di furto, sussiste l'aggravante della violenza sulle cose ogniqualvolta il soggetto, per commettere il reato, fa uso di energia fisica diretta a vincere, anche solo immutandone la destinazione, la resistenza che la natura o la mano dell'uomo hanno posto a riparo o difesa della cosa altrui. (Nella specie, la Corte ha ravvisato la sussistenza dell'aggravante ex art. 625 n. 2 cod. pen. nella condotta dell'agente che, per impossessarsi dell'acqua convogliata nell'acquedotto comunale, ne aveva manomesso la "saracinesca" praticando un allaccio abusivo).

La condotta di impossessamento di acque pubbliche attraverso un allaccio abusivo all'acquedotto comunale integra il reato di furto aggravato, in quanto commesso su cose destinate a pubblico servizio, e non la semplice violazione amministrativa prevista dall'art. 23 d.lgs. 11 maggio 1999, n. 152, che si riferisce alle acque sotterranee e superficiali non ancora artificialmente convogliate in invasi o cisterne.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 26/10/2017, n. 53984
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 53984
Data del deposito : 26 ottobre 2017

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