Cass. pen., sez. III, sentenza 11/05/2016, n. 35852
CASS
Sentenza 11 maggio 2016

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Massime1

Il giudice, nel valutare la concedibilità della sospensione condizionale della pena, non ha l'obbligo di esaminare tutti gli elementi indicati dall'art. 133 cod. pen., ma può limitarsi ad indicare quelli da lui ritenuti prevalenti. (Fattispecie in materia di distruzione di scritture contabili, nella quale la Corte ha ritenuto legittima la mancata concessione del beneficio, motivata dalla spregiudicatezza dimostrata nella condotta contestata e dalla presenza di un precedente penale).

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  • 1Omessa citazione testi, Cassazione inventa decadenza (Cass. 1951/25)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 20 gennaio 2025

    Consentita al giudice penale di merito la revoca dei testimoni difensivi già ammessi per mancata citazione. L'omessa citazione non comporta l'automatica decadenza della parte richiedente dalla prova, ma consente al giudice di valutare se, per la superfluità della testimonianza o per il ritardo che comporterebbe per la decisione, debba dichiararsi la decadenza della parte dalla prova, ovvero differire l'audizione del teste già ammesso ad un'udienza successiva. Orientamente pià rigoroso peraltro afferma che la mancata citazione dei testimoni già ammessi dal giudice comporta la decadenza della parte dalla prova, poiché il termine per la citazione dei testimoni è inserito in una sequenza …

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  • 2Molestie sul luogo di lavoro per instaurare una relazione: è stalking
    Riccardo Polito · https://www.diritto.it/ · 2 ottobre 2023

    1. Il reato di atti persecutori Introdotto dal legislatore con d.l. 23 febbraio 2009 n. 11, convertito in l. n. 23 aprile 2009 n. 28, l'art. 612-bis c.p. disciplina il reato di atti persecutori. Il primo comma dispone che “salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita“. Ed è proprio da …

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  • 3Quando smettere di corteggiare per evitare una querela
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    Cass. pen., sez V, ud. 8 giugno 2023 (dep. 20 settembre 2023), n. 38448 Presidente Zaza – Relatore Guardiano In fatto e in diritto 1. Con la sentenza di cui in epigrafe la corte di appello di Milano confermava la sentenza con cui il tribunale di Milano, in data 17.11.2021, decidendo in sede di giudizio abbreviato, aveva condannato D.M.I. alla pena ritenuta di Giustizia, in relazione al reato di cui all'art. 612 bis, c.p., in rubrica ascrittogli, commesso in danno di G.L., attraverso una serie di molestie poste in essere sul luogo di lavoro, nel tentativo, da parte dell'imputato, di dare vita a una relazione sentimentale con la G., che vi si opponeva. 2. Avverso la sentenza della corte …

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  • 4Stalking o corteggiamento? (Cass. 38448/23)
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    Corteggiamento ossessivo e petulante, volto ad instaurare un rapporto comunicativo e confidenziale con la vittima, a ciò manifestamente contraria, realizzato mediante una condotta di fastidiosa, pressante e diffusa reiterazione di sequenze di saluto e contatto, invasive dell'altrui sfera privata, con intromissione continua, effettiva e sgradita nella vita della persona offesa e lesione della sua sfera di libertà: è reato. Corte di Cassazione sez V penale, ud. 8 giugno 2023 (dep. 20 settembre 2023), n. 38448 In fatto e in diritto 1. Con la sentenza di cui in epigrafe la corte di appello di Milano confermava la sentenza con cui il tribunale di Milano, in data 17.11.2021, decidendo in sede …

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    La massima In tema di guida in stato di ebbrezza, in caso di esito positivo dell'alcotest non rileva, al fine di escludere l'elemento soggettivo del reato, la circostanza che gli effetti dell'ingestione dell'alcool siano risultati prolungati nel tempo in ragione dell'assunzione di farmaci contro il diabete, in quanto l'obbligo del conducente di mettersi alla guida in stato di efficienza psico fisica include quello di tener conto degli effetti dei farmaci assunti e della loro interazione con l'assunzione di sostanze alcoliche (Cassazione penale , sez. IV , 05/12/2019 , n. 2868). Fonte: Ced Cassazione Penale Vuoi saperne di più sul reato di guida in stato di ebbrezza? Vuoi consultare altre …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 11/05/2016, n. 35852
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 35852
Data del deposito : 11 maggio 2016

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