Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/11/2012, n. 10051
CASS
Sentenza 20 novembre 2012

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Il reato di rifiuto di atti di ufficio è configurabile anche in caso di inerzia omissiva che, protraendo il compimento dell'atto oltre i termini prescritti dalla legge, si risolve in un rifiuto implicito, non essendo necessaria una manifestazione di volontà solenne o formale. (Fattispecie relativa al curatore di un fallimento che, dopo aver omesso di depositare la relazione e di compiere atti della procedura per oltre quindici anni, dapprima, ricevuta dal giudice delegato una diffida a relazionare, si era limitato a presentare una richiesta di proroga motivata in termini generici, e, poi, una volta rigettata questa istanza, non aveva dato alcun riscontro a successivi solleciti e richieste di informazioni fino alla sua sostituzione).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 20/11/2012, n. 10051
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 10051
Data del deposito : 20 novembre 2012

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