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Sentenza 23 giugno 2025
Sentenza 23 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Corte d'Appello Salerno, sentenza 23/06/2025, n. 546 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte d'Appello Salerno |
| Numero : | 546 |
| Data del deposito : | 23 giugno 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte d'Appello di Salerno, Prima Sezione Civile, riunita in camera di consiglio e composta dai signori: dott.ssa Giuliana Giuliano, Presidente dott. Guerino Iannicelli, Consigliere dott. Francesco Bruno, Consigliere rel. est. ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al numero 909 del Ruolo Generale
Affari Contenziosi dell'anno 2024, vertente
TRA
AR
, in persona del
[...] legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Francesco Napolitano ed Annarita
Colantuono, come in atti domiciliata,
APPELLANTE PRINCIPALE-APPELLATA
E
, in proprio e quale genitore esercente Controparte_1 la responsabilità genitoriale sulla minore Persona_1
, rappresentato e difeso dall'avvocato Ciro Danilo
[...]
Lioi, come in atti domiciliato,
APPELLATO-APPELLANTE INCIDENTALE
1 avente ad oggetto: appello avverso la sentenza numero
3491/24 del Tribunale di Salerno, pubblicata in data 2 luglio 2024.
CONCLUSIONI: rassegnate ai sensi dell'articolo 352 del codice di procedura civile e qui da intendersi integralmente riportate e trascritte.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. Con atto del 5 agosto 2024, l'
[...]
proponeva AR appello, affidandone l'accoglimento a tre motivi di gravame, avverso la sentenza numero 3491/24, pubblicata in data 2 luglio 2024, con la quale il Tribunale di Salerno aveva accolto la domanda proposta da , in proprio e quale Controparte_1 genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore
, al fine di ottenere il risarcimento dei danni Persona_1 patrimoniali e non patrimoniali sofferti, jure proprio e jure haereditatis, a causa del decesso della moglie -e madre della suddetta data 11 settembre Parte_2
2018, in seguito ad una caduta verificatasi durante un ricovero presso il nosocomio salernitano.
2. Costituitosi in giudizio, , in proprio e quale Controparte_1 genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore
, impugnava le avverse argomentazioni e Persona_1 richieste, delle quali, evidenziatane l'infondatezza in fatto ed in diritto, invocava la reiezione, non mancando di sollecitare, nelle forme dell'appello incidentale, la riforma della sentenza impugnata nella parte in cui erano state liquidate -malamente- le spese di lite.
3. Acquisito il fascicolo del giudizio di primo grado, disposta la sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza impugnata, la causa, concessi i termini di cui all'articolo 352 del codice di procedura civile, veniva rimessa in decisione.
2 MOTIVI DELLA DECISIONE
1. L'appello principale proposto dall'
[...]
è fondato AR ed, in quanto tale, merita accoglimento.
2. Con i primi due motivi di gravame -esaminabili congiuntamente per la correlazione delle questioni che prospettano, inerenti alla sussistenza, revocata in dubbio, di alcuni dei fatti costitutivi dell'azione intentata da
[...]
, in proprio e quale genitore esercente la responsabilità CP_1 genitoriale sulla minore l' Persona_1 [...]
AR
ha messo in rilievo che: a) il Giudice di primo grado
[...] aveva violato gli articoli 115 e 116 del codice di procedura civile e l'articolo 2697 del codice civile, in quanto, reputando comprovato il rapporto di parentela tra , Controparte_1 [...]
e , nella qualità, rispettivamente, Persona_1 Controparte_2 di marito e figlia di quest'ultima, aveva ritenuto sussistente la legittimazione ad agire e la titolarità attiva del diritto azionato in virtù di una -assolutamente insussistente- omessa contestazione del rapporto di parentela, che, invece, era avvenuta, avendo revocato in dubbio la fondatezza, in toto, dell'avversa domanda risarcitoria, con riferimento a tutti i suoi elementi costitutivi;
b) il Tribunale di Salerno, per di più, aveva inopinatamente richiamato un certificato di stato di famiglia a sostegno dell'affermata qualità di chiamati all'eredità degli attori, senza considerare che un documento di tal fatta non era stato mai depositato ed, ancora, che, in ragione dei danni dei quali aveva riconosciuto la sussistenza, jure proprio e non jure haereditatis, non rilevava la qualità di eredi o di chiamati all'eredità, ma, tutt'al più, il rapporto di parentela, che era rimasto del tutto indimostrato, non essendo stato prodotto in giudizio alcun certificato di matrimonio o di stato di famiglia che
3 suffragasse l'asserita qualità di coniuge, quanto a
[...]
, e di figlia, quanto a (indicata, CP_1 Persona_1 peraltro, in alcuni scritti, con il nome di Parte_3
, con i conseguenti dubbi perfino sulla sua stessa
[...] identità), della compianta;
c) il Giudice di Controparte_2 primo grado, inoltre, aveva violato gli articoli 2043 e 2697 del codice civile, in quanto, valutando sommariamente il quadro probatorio emerso all'esito dell'istruttoria ed omettendo qualsivoglia verifica, seria ed approfondita, riguardo alla sussistenza degli elementi costitutivi della pretesa risarcitoria esercitata da , in proprio e quale genitore Controparte_1 esercente la responsabilità genitoriale sulla minore
[...]
, aveva riconosciuto il diritto ad ottenere il Persona_1 risarcimento per i danni jure proprio sofferti dai presunti marito e figlia della paziente, ancorché avesse inopinatamente ricondotto la vicenda -con tutte le conseguenze che ne derivavano anche sul piano dell'onere probatorio- nell'ambito della responsabilità contrattuale;
d) aveva ritenuto che fosse stato censurabile il comportamento tenuto dall'
[...]
AR
laddove era stato compilato, in maniera non
[...] corretta, il questionario di valutazione del rischio di caduta, redatto secondo i principi della scala di Conley, senza considerare che la compilazione era avvenuta sulla base delle risposte fornite dalla stessa paziente all'operatore sanitario, di talché nessuna condotta colposa o dolosa poteva esserle ascritta, né era stata ex adverso mai allegata la circostanza secondo la quale sarebbero state riportate sul suddetto questionario riposte diverse da quelle rese da , Controparte_2 essendosi limitato l'attore a sostenere che tali risposte non erano conformi allo stato di salute della paziente -che il succitato operatore sanitario non era tenuto a conoscere- quale
4 riscontrato nei precedenti accessi al pronto soccorso;
e) aveva erroneamente reputato sussistente il nesso eziologico tra l'allegato inadempimento o inesatto adempimento della struttura sanitaria -indicato nell'erronea compilazione del summenzionato questionario- e l'evento dannoso, costituito dalla caduta di da una rampa di scale del Controparte_2 nosocomio salernitano, in mancanza di qualsivoglia prova riguardo alla riferibilità materiale dell'evento lesivo alla scorretta compilazione del prefato documento, né era stato dimostrato che una corretta compilazione di esso avrebbe evitato la caduta, né aveva indicato quali sarebbero dovute essere le misure che l' AR
avrebbe dovuto approntare
[...] in caso di risposte corrette, che, in ogni caso, avrebbero determinato -se fosse stata data una risposta positiva alle domande “è caduta nel corso degli ultimi tre mesi?, ha accusato vertigini o capogiri negli ultimi tre mesi?”- un punteggio di 3 su
10 e, quindi, tale da configurare comunque un rischio basso di cadute accidentali;
f) aveva fondato l'accoglimento della domanda, inoltre, su una consulenza tecnica d'ufficio del tutto lacunosa, assolutamente inidonea a supportare la pretesa attorea, in quanto verificare se ci fosse stata una scorretta compilazione del questionario per la valutazione del rischio di caduta imputabile a negligenza della struttura sanitaria e se tale eventuale colposo inadempimento fosse eziologicamente correlato all'evento dannoso non costituiva un'attività demandabile al collegio peritale nominato, perché non aveva ad oggetto questioni di tipo prettamente tecnico e medico-legale, quanto, piuttosto, di tipo fattuale e giuridico, che doveva essere oggetto di prova da parte dei presunti danneggiati;
g) non aveva debitamente considerato l'apporto causale della condotta di nel determinismo dell'evento lesivo, Controparte_2
5 avendo erroneamente fornito all'operatore sanitario le risposte al questionario più volte citato ed essendosi allontanata, senza alcun motivo e senza avvertire nessuno, dal suo reparto, pur essendo edotta delle sue condizioni di salute e degli effetti che potevano avere (cfr. l'atto di appello del 5 agosto 2024, alle pagine da 4 a 25).
3. Il Tribunale di Salerno, invero, aveva fatto presente -per quanto in questa sede ancora rileva- che: a) l'
[...]
AR
non aveva contestato la legittimazione attiva degli
[...] attori, né il rapporto di parentela di e Controparte_1 [...]
con la defunta , che poteva Persona_1 Controparte_2 desumersi, oltre tutto, dall'esercizio stesso dell'azione, giacché, in caso di giudizio instaurato da un soggetto qualificatosi come erede del de cuius in virtù di un determinato rapporto parentale o di coniugio, la produzione del certificato di stato di famiglia permetteva di dimostrare l'allegata relazione familiare e, dunque, la qualità di soggetto chiamato all'eredità, ma non anche la qualità di erede, posto che essa era correlata all'accettazione espressa o tacita, non evincibile dal certificato, anche se tale produzione, unitamente all'allegazione della qualità di erede, ingenerava una presunzione juris tantum di accettazione tacita dell'eredità, atteso che l'esercizio dell'azione giudiziale da parte di un soggetto che doveva considerarsi chiamato all'eredità e che si proclamasse erede costituiva un atto espressivo della suddetta accettazione;
b) l'oggetto della controversia riguardava l'accertamento di eventuali responsabilità dell' AR
nel determinismo dell'evento
[...] che aveva condotto alla morte ed, in Controparte_2 particolare, la verifica della sussistenza di un nesso causale o concausale tra l'exitus ed eventuali condotte commissive o
6 omissive colpose dei sanitari, connotate da profili di imprudenza, negligenza o imperizia;
c) in ossequio ad un consolidato orientamento della Suprema Corte, la natura della responsabilità della struttura sanitaria convenuta doveva essere inquadrata nell'alveo applicativo della responsabilità contrattuale, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile, di talché era tenuta a rispondere non solo dell'inadempimento delle obbligazioni su di essa tout court incombenti, ma anche dell'inadempimento della prestazione medico-professionale svolta dai singoli sanitari, quale ausiliari necessari dell'organizzazione aziendale, pur in assenza di un rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato;
d) in questa prospettiva, al fine di essere esonerata da addebiti, la struttura sanitaria avrebbe dovuto fornire la prova positiva del fatto che le conseguenze dannose lamentate non fossero ad essa imputabili a titolo di inadempimento o inesatto adempimento, mentre il danneggiato era tenuto a fornire -al cospetto di una dedotta responsabilità contrattuale della struttura sanitaria- la prova del contratto e dell'evento dannoso, nonché del nesso di causalità, secondo il criterio del “più probabile che non”; e) nella vicenda in esame, l' AR
non aveva contestato la
[...] ricostruzione del fatto storico, quale prospettata da
[...]
, ma aveva sostenuto che la condotta dei sanitari fosse CP_1 stata corretta, ancorché i consulenti tecnici d'ufficio avessero riferito il decesso della paziente a carenze assistenziali da parte del personale sanitario;
f) ed, infatti, era Controparte_2 stata ricoverata, in data 9 settembre 2018, a causa di un malessere insorto dopo rettorragia ed una serie di altri disturbi,
e, nel corso del periodo in cui era stata ricoverata e, segnatamente, in data 11 settembre 2018, era deceduta, essendo stata ritrovata esanime, distesa al suolo ai piedi della
7 rampa delle scale adiacente alle uscite del reparto, a causa di un politrauma da precipitazione;
g) il pericolo che la paziente potesse cadere era riconducibile a fattori intrinseci -e non estrinseci e, cioè, correlati alla conformazione della struttura sanitaria- costituiti dalle condizioni generali di salute di P_
, risultando documentato che aveva avuto ripetuti
[...] episodi di caduta o vertigine (referto del 4 settembre 2018; referto del 6 agosto 2018; referto del 17 luglio 2018) e che fosse un soggetto ad elevato rischio di caduta;
h) all'atto del ricovero del 9 settembre 2018, inoltre, era stato annotato in cartella che la paziente aveva avuto una “presincope nel corso della notte dopo essersi alzata dal letto per andare al bagno” ed era caduta “da una rampa di scale circa sette giorni prima a seguito di perdita di equilibrio”, ma, nonostante ciò, tale rischio non era stato adeguatamente valutato e, soprattutto, non erano state adottate le misure di assistenza e sorveglianza atte a prevenirlo;
i) in termini generali, il paziente ricoverato doveva intendersi come affidato ai sanitari, i quali erano tenuti non solo ad applicare con adeguatezza di mezzi la terapia consona alla patologia riscontrata, ma anche ad operare al fine di prevenire qualsivoglia ulteriore danno alla salute, utilizzando ogni mezzo indispensabile o utile al raggiungimento dello scopo, in quanto, se non poteva essere a loro ascritta la responsabilità di ogni gesto compiuto da un degente, quando il singolo caso induceva a ritenere che potessero verificarsi anche in ambito ospedaliero condotte o situazioni foriere di pericolo, erano tenuti a provvedere non solamente in senso squisitamente clinico- terapeutico, ma anche mettendo in atto iniziative volte a garantire l'incolumità della salute del ricoverato, sotto il profilo della vigilanza e dell'assistenza, oltre che della sistemazione logistica, che, nel caso di specie, non erano state attuate;
l) secondo i consulenti tecnici d'ufficio, il comportamento
8 censurabile ed imputabile alla struttura sanitaria era consistito nella scorretta compilazione della check list di valutazione del rischio di caduta, dalle cui risultanze solitamente dipendeva l'adozione delle opportune iniziative atte a prevenirlo, in quanto, con specifico riferimento alla vicenda in esame, ai quesiti “è caduta nel corso degli ultimi tre mesi?, ha accusato vertigini o capogiri negli ultimi tre mesi?” era stata riportata la risposta “no” ed alla dicitura “paziente a rischio maggiore” era stata indicata l'opzione “no” ed alla dicitura “previste misure preventivamente personalizzate” era stata indicata l'opzione
“no”; m) l'omesso rilievo del rischio di caduta, quindi, era stato foriero della mancata sorveglianza della paziente e della mancata adozione di misure volte a prevenirla (quali, ad esempio, l'accompagnamento della paziente nella marcia ed, ancor più, nel salire o scendere le scale), che avrebbero impedito alla de cuius di allontanarsi dal reparto da sola e di accedere alla rampa di scale dalla quale rovinosamente era precipitata la mattina dell'11 settembre 2018, con conseguente responsabilità dell' AR
(cfr. la sentenza impugnata,
[...] alle pagine da 2 ad 8).
4. Orbene, le conclusioni alle quali è pervenuto il Giudice di primo grado non sono condivisibili e devono essere rivisitate criticamente in questa sede, non essendo coerenti con l'assetto dei principi che governa la materia -anche in relazione all'onere della prova dei fatti costitutivi della pretesa risarcitoria azionata- e con il quadro fattuale emerso nel corso del giudizio.
5. E' opportuno, innanzi tutto, evidenziare, in punto di diritto, che, a differenza della legitimatio ad causam, che è una condizione dell'azione necessaria al fine di ottenere dall'autorità giudiziaria adita una pronuncia di merito, favorevole o sfavorevole, e deve essere accertata, in ogni stato e grado del
9 processo, con il solo limite del giudicato, esclusivamente in virtù delle allegazioni delle parti, la titolarità attiva o passiva del rapporto giuridico evocato da colui il quale agisce in giudizio, rilevante per una decisione rispettivamente favorevole o sfavorevole, attiene al successivo momento della dimostrazione della fondatezza dell'azione (cfr. Cass. civ. n. 15500/22).
La titolarità della posizione soggettiva, attiva o passiva, dedotta in giudizio, infatti, è un elemento costitutivo della domanda ed attiene al merito della decisione, sicché spetta a colui il quale agisce in giudizio allegarla e provarla, salvo il riconoscimento -o lo svolgimento di difese incompatibili con la negazione- da parte del convenuto (cfr. Cass. civ., sez. un., n.
2951/16 ed, in senso sostanzialmente conforme, Cass. civ. n.
15037/16 e Cass. civ. n. 22525/18).
Le contestazioni, ad opera del convenuto, della titolarità del rapporto giuridico prospettato dall'attore hanno natura di mere difese, proponibili in ogni fase del giudizio, senza che l'eventuale contumacia o tardiva costituzione assuma valore di non contestazione o alteri la ripartizione degli oneri probatori, ferme le eventuali preclusioni maturate per l'allegazione e la prova di fatti impeditivi, modificativi o estintivi della titolarità del diritto non rilevabili dagli atti (cfr. Cass. civ. n. 30545/17 ed, in termini pressoché collimanti, Cass. civ. n. 3765/21), atteso che la negazione della sussistenza di siffatta titolarità, integrando, appunto, una mera difesa, non è soggetta, contrariamente alle eccezioni in senso stretto, al termine di decadenza previsto per le preclusioni processuali, ma può essere fatta valere anche oltre tale termine e rilevata d'ufficio dall'autorità giudiziaria adita (cfr. Cass. civ. n. 28793/23 ed, in senso per lo più analogo, Cass. civ. n.24375/24).
5.1. Nel caso di specie, , il quale avrebbe Controparte_1 dovuto dimostrare, in ossequio ai principi ai quali si è fatto fin
10 qui riferimento, la titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio, non ha dimostrato di essere il coniuge di P_
, né che quest'ultima fosse la madre di
[...] Persona_1
.
[...]
Nel corso del giudizio di primo grado, infatti, l'attore non ha depositato alcun documento comprovante tali circostanze, né tanto meno lo ha fatto nel corso del giudizio di secondo grado, in cui l' AR
ha stigmatizzato -attraverso un articolato
[...] motivo di gravame- l'operato del Tribunale di Salerno, il quale aveva reputato dimostrata la titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio in virtù della mancata contestazione -da parte della
[...] del rapporto di AR parentela di e con Controparte_1 Persona_1 P_
e della presunzione della qualità di eredi (pur avendo
[...] accolto l'azione sotto il profilo dei danni jure proprio asseritamente subiti dagli appellati, in relazione ai quali la qualità o meno di eredi era assolutamente irrilevante), desumibile dall'esercizio dell'azione ad opera dei chiamati all'eredità (e, cioè, ad opera di e Controparte_1 Persona_1
), qualità, quest'ultima, che sarebbe stata evincibile, in uno
[...] al sotteso rapporto di parentela, dalla produzione di un certificato di stato di famiglia, che, però, effettivamente non è rinvenibile -come evidenziato dall'
[...] agli atti. AR
Ed, infatti, oltre a non essere presente, nel fascicolo di
[...]
, alcun certificato di tal fatta, né un documento - CP_1 ulteriore e diverso- comprovante il rapporto asseritamente intercorso con , l'appellato -nonostante, vale Controparte_2 la pena di rimarcarlo, le censure articolate dall'
[...]
Parte_4
[...]
[...] avverso il convincimento giudiziale, incentrate su
[...] una ferma contestazione proprio della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio- si è limitato a versare in atti, nel corso del presente grado di giudizio, solamente un
“certificato contestuale di nascita, di cittadinanza, di residenza e di stato di famiglia”, dalla cui lettura, tuttavia, è possibile arguire soltanto i luoghi e le date di nascita di e Controparte_1
, che fanno parte della stessa “famiglia Persona_1 anagrafica” e risiedono in Salerno, ma non certo il dedotto rapporto di parentela e coniugio asseritamente intercorso con
(cfr., allegato in copia al fascicolo Controparte_2 dell'appellato, il certificato al quale si è fatto cenno, rilasciato dal Comune di Salerno in data 18 luglio 2024).
Ad onor del vero, , nel costituirsi in giudizio Controparte_1 davanti alla Corte d'Appello di Salerno, ha sostenuto di avere depositato una sentenza di adozione, in virtù della quale avrebbe dimostrato la “qualità di coniuge della de cuius da parte dell'attore e del rapporto di filiazione con la minore
[...]
” (cfr. la comparsa di costituzione e risposta Persona_1 depositata in data 14 settembre 2024, a pagina 6, in cui è menzionato l'allegato contraddistinto dal numero 5, che sarebbe dovuto consistere nella suddetta “sentenza di adozione”), che, tuttavia, non è rinvenibile agli atti, essendo presente, in sua vece, meramente la sentenza impugnata (cfr., allegata in copia, al numero 5 dell'indice, la sentenza numero
3491/24 del Tribunale di Salerno, pubblicata in data 2 luglio
2024, in hac sede impugnata, e non la prefata “sentenza di adozione”).
5.2. ha anche sostenuto che il Giudice di Controparte_1 primo grado -il quale, però, non ne ha fatto alcun cenno nella decisione- avrebbe reputato sussistente la titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio anche in virtù delle
12 deposizioni rese dai testimoni e Testimone_1 Testimone_2
(cfr. la comparsa di costituzione e risposta depositata in data
14 settembre 2024, alle pagine da 2 a 4), ma tali deposizioni, in cui, invero, sono rinvenibili meri riferimenti al fatto che
[...]
-definito da “il marito”- vivesse con CP_1 Testimone_1
, almeno in occasione degli specifici episodi Controparte_2 descritti dai suddetti testimoni, mentre nessun accenno è riscontrabile riguardo a (cfr. il verbale Persona_1 dell'udienza del 29 novembre 2021, in cui sono riportate le dichiarazioni rese dai testimoni e Testimone_1 [...]
), non sono certamente sufficienti -in mancanza, oltre Tes_2 tutto, di qualsivoglia elemento ulteriore di riscontro dell'effettiva sussistenza di un rapporto di coniugio e di parentela tra e e Controparte_1 Persona_1 [...]
la dimostrazione che sarebbe dovuta Controparte_3 essere data, a maggior ragione tenendo a mente le contestazioni della AR
, che avrebbero dovuto
[...] indurre -contrariamente a quanto è avvenuto- Controparte_1
a fornire, in maniera compiuta ed esauriente, attraverso incontrovertibili dati documentali, la prova (non fornita, vale la pena di ricordarlo ancora una volta, nemmeno nel presente grado di giudizio, dopo che l'
[...]
ha formulato il motivo AR di gravame in esame) che era stato il coniuge di P_
e che era la figlia.
[...] Persona_1
Non è possibile, del resto, sostenere, come ha fatto
[...]
, valorizzando le argomentazioni contenute nella CP_1 sentenza impugnata ed evidenziando come la mancanza di prova della sussistenza della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio fosse stata prospettata solamente in grado d'appello (cfr. la comparsa di costituzione e risposta
13 depositata in data 14 settembre 2024, alle pagine da 4 a 6), che la AR
non abbia contestato le suddette circostanze,
[...] in quanto, nel costituirsi in giudizio davanti al Tribunale di
Salerno, aveva revocato in dubbio la sussistenza di tutti i fatti costitutivi della pretesa risarcitoria azionata da , Controparte_1 in proprio e quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore , il quale, ai sensi Persona_1 dell'articolo 2697 del codice civile, era onerato della relativa dimostrazione (cfr. la comparsa di costituzione e risposta del
19 febbraio 2020, depositata nel giudizio di primo grado, in cui, con riferimento all'azione ex adverso proposta, l'
[...]
AR
ha sostenuto -a pagina 2- che fosse, oltre che
[...]
“infondata, sia in fatto, sia in diritto”, assolutamente priva di qualsivoglia riscontro probatorio, in relazione alla sussistenza
“di tutti gli elementi fondanti la paventata responsabilità contrattuale e civile, nonché l'entità del danno risarcibile”, non mancando -a pagina 7- di contestare “estensivamente il contenuto dell'atto introduttivo” e di ribadire che era “onere dell'istante” dimostrare la sussistenza di “tutti gli elementi” che costituivano “il fondamento della sua pretesa”).
5.3. D'altro canto, non è possibile nemmeno astrattamente ipotizzare -a maggior ragione essendo stata contestata la sussistenza di tutti i fatti costitutivi e, quindi, anche della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio- che la
AR
abbia riconosciuto che e
[...] Controparte_1 [...]
fossero rispettivamente il coniuge e la figlia di Persona_1
o abbia assunto difese incompatibili con la Controparte_2 prospettazione caldeggiata dall'attore, attuale appellato, in proprio e nella qualità in atti specificata, né -più in generale- è
14 possibile sostenere che la contestazione effettuata nel corso del giudizio di primo grado fosse inammissibilmente generica.
A tal proposito, sulla scia dei principi ai quali si è fatto cenno nelle pagine che precedono, vale la pena di rimarcare che la difesa con la quale il convenuto si limiti a dedurre che l'attore non è titolare del diritto azionato costituisce una mera difesa e, quindi, non integra un'eccezione, con la quale si contrappone un fatto impeditivo, estintivo o modificativo, né, tanto meno, un'eccezione in senso stretto, proponibile, a pena di decadenza, solo in sede di costituzione in giudizio e non rilevabile d'ufficio.
Ed, al pari delle eccezioni in senso lato, anche la rilevabilità officiosa delle mere difese, pur non essendo condizionata all'onere di allegazione dei fatti per esse rilevanti, né tanto meno al rispetto dei termini di preclusione fissati per l'esercizio dei poteri assertivi delle parti, è correlata alla emergenza ex actis degli elementi sulla cui base quella eccezione o difesa possa essere rilevata d'ufficio o dedotta dalla parte interessata
(cfr. Cass. civ., sez. un., n. 10531/13, Cass. civ. n. 8525/20 e
Cass. civ. n. 23721/21).
Nel caso di specie, la carenza di prova riguardo alla sussistenza della titolarità del rapporto giuridico dedotto in giudizio era palesemente evincibile dagli elementi probatori acquisiti, che non permettevano -e non permettono- di ritenere che abbia dimostrato di essere stato il coniuge Controparte_1 di e che fosse la figlia, Controparte_2 Persona_1 fermo restando che -lungi da qualsivoglia rilievo d'ufficio- è stata la AR
a prospettare la questione, impugnando la
[...] decisione anche nella parte in cui il Tribunale di Salerno aveva ritenuto che non fosse stata contestata la sussistenza della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio.
15 5.4. Per di più, il convincimento espresso dal Giudice di primo grado, oltre a non essere condivisibile nella parte in cui ha considerato non contestato il rapporto di parentela -o, forse, la qualità di eredi- di e , Controparte_1 Persona_1 avendo la AR
-come si è precedentemente detto- revocato
[...] in dubbio la sussistenza di tutti i fatti costitutivi della pretesa risarcitoria azionata, non tiene conto della natura della contestazione richiesta, che -integrando una mera difesa e, cioè, la mera negazione della sussistenza della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio- ben poteva essere formulata nei termini in cui è stata concretamente effettuata, perché non necessitava -una siffatta contestazione-
l'allegazione di fatti e circostanze che confutassero i fatti e le circostanze allegate da , essendosi limitata Controparte_1
l' AR
a sostenere che l'azione da quest'ultimo intentata
[...] era infondata e non era stata adeguatamente suffragata la sussistenza dei fatti costitutivi della pretesa risarcitoria esercitata, tra i quali la titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio.
Giova rammentare, del resto, che l'onere di contestazione riguarda le allegazioni delle parti e non i documenti prodotti, né la loro valenza probatoria, la cui valutazione, in relazione ai fatti contestati, è riservata all'autorità giudiziaria adita (cfr. Cass. civ. n. 2908/20), e sussiste soltanto per i fatti noti alla parte e non anche per quelli ad essa ignoti (cfr. Cass. civ. n. 3576/13 ed, in termini essenzialmente concordanti, Cass. civ. n.
14652/16), di talché, ai fini dell'operatività del principio di non contestazione, è necessario che la parte che voglia avvalersene alleghi e dimostri la conoscenza -in capo alla controparte- della circostanza che assume incontroversa, non potendosi
16 configurare, in mancanza, un onere di contestazione -quanto meno specifico- a carico della controparte in ordine ad essa (cfr.
Cass. civ. n. 18074/20 ed, in senso per lo più analogo, Cass. civ. n. 4681/23).
Conseguentemente, nella vicenda in esame, l'
[...]
AR
ha correttamente contestato, negando la sussistenza
[...] dei fatti costitutivi della pretesa risarcitoria azionata, la sussistenza -tra gli altri fatti costitutivi- della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio, non essendo emerso -né, tanto meno, allegato, meno che mai in termini dettagliati e specifici- che la qualità di coniuge e di figlia -rispettivamente di e di Controparte_1 Persona_1 Controparte_4 fosse nota all' AR
.
[...]
Il principio di non contestazione, infatti, non presenta una fisionomia fissa ed invariabile, né opera in maniera incondizionata, giacché sono le allegazioni della parte che afferma i fatti costitutivi a sostegno della pretesa alla quale ambisce a delimitarne di volta in volta la portata ed a condizionarne l'operatività, per cui -e conclusivamente- è possibile affermare che: a) l'ampiezza dell'onere di contestazione -la cui inosservanza rende il fatto pacifico e non bisognoso di prova- non può che essere il riflesso delle allegazioni oggetto della contestazione;
b) la non contestazione
-che la parte interessata a farla valere ha l'onere di dedurre prima che abbia ingresso il mezzo istruttorio disposto per l'accertamento del fatto non contestato (altrimenti, emergendo tacitamente una convergente contestazione del fatto stesso, sorge la necessità del relativo accertamento)- è suscettibile di sollevare la parte dall'onere di provare il fatto non specificamente contestato, ma non esclude, tuttavia, che
17 l'autorità giudiziaria adita, ove dalle prove comunque acquisite emerga la smentita di quel fatto o una sua diversa ricostruzione, possa pervenire ad un diverso accertamento;
c)
l'operatività della non contestazione implica che i fatti, per i quali si impone l'onere di contestazione, siano noti ad entrambe le parti, per cui, ove i fatti costitutivi del diritto allegati da una parte esorbitino dalla sfera di conoscenza della controparte, quest'ultima potrà limitarsi ad una contestazione generica, restando fermo l'onere della prova in capo a chi quei fatti ha allegato, e la denuncia della violazione del principio di non contestazione impone di allegare che la controparte era a conoscenza della circostanza assunta come controversa, non essendo altrimenti configurabile a carico della medesima controparte un onere di contestazione (cfr. Cass. civ. n.
18503/05, Cass. civ. n. 4249/12, Cass. civ. n. 3576/13, Cass. civ. n. 14652/16, Cass. civ. n. 87/19, Cass. civ. n. 18074/20,
Cass. civ. n. 4681/23, Cass. civ. n. 16028/23, Cass. civ. n.
10629/24).
6. E ciò senza considerare affatto che -mettendo solo per un attimo sullo sfondo la mancanza di prova della sussistenza della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio, di per sé già sufficiente alla reiezione dell'azione de qua- le ragioni che hanno causato il decesso di -in mancanza Controparte_2 di esame autoptico e non essendo certamente esaustiva, tale da dissipare ogni dubbio, la valutazione fatta nell'immediatezza dei fatti e riportata nella cartella clinica, secondo la quale il decesso sarebbe avvenuto per “politrauma da precipitazione”- non sono state affatto dimostrate, ma solo sommariamente desunte dal luogo in cui è stata trovata esanime e dalle condizioni in cui si trovava dopo la caduta, ben potendo essere deceduta non per la suddetta caduta (sulle cui cause,
18 parimenti, non c'è alcuna certezza), ma caduta perché colpita da un evento letale indipendente da essa.
Inoltre, non è stato dimostrato che la compilazione del questionario propedeutico alla valutazione del rischio di caduta sia dipesa da disattenzione o superficialità dei sanitari, non potendosi escludere -ed, anzi, dovendosi presumere, in mancanza di prova, ancora una volta, di una trascrizione Part infedele sul documento di quanto riferito- sia Parte_6 in virtù delle risposte date dalla paziente o dal soggetto o dai soggetti che l'avevano accompagnata in ospedale, ed, anche a volere ritenere diversamente ed a considerare che l'anamnesi della paziente deponeva per il rischio di caduta, non è stato comprovato come e perché si fosse Controparte_2 allontanata -benché fosse consapevole delle sue condizioni di salute e del rischio di cadere- dal proprio letto, tanto da uscire dalla propria stanza ed allontanarsi addirittura dal proprio reparto, senza chiedere l'assistenza di alcun sanitario o operatore, che non erano certamente tenuti a vigliare sulla degente impedendole qualsivoglia movimento, ben potendo quest'ultima, se avesse avuto bisogno, a titolo esemplificativo, di andare in bagno o di qualche altra cosa, rivolgersi al personale presente all'interno del reparto.
, alteris verbis, non era incapace di Controparte_2 intendere e di volere, non era affetta da patologie che ne minavano o limitavano la capacità di assumere ragionevolmente decisioni e di rendersi conto delle sue condizioni di salute, per cui la sorveglianza da assicurare non sarebbe potuta comunque consistere in un controllo “a vista” e permanente o in strumenti di contenzione o di limitazione - imposta- dei movimenti, ben potendo essere assicurata attraverso l'assistenza, a titolo esemplificativo, mediante il personale presente all'interno del reparto, al quale poteva
19 rivolgersi per ogni evenienza, fermo restando che non è stato in alcun modo accertato come e perché sia caduta dalla rampa di scale ai piedi della quale è stata trovata, ben potendo essersi verificata -tale caduta- per ragioni del tutto indipendenti dalle sue condizioni di salute, come e perché si sia allontanata dal suo letto, dalla sua stanza e dal suo reparto ed, in definitiva, come e perché sia deceduta.
Ancor più tenendo a mente, per di più, che la correttezza della decisione alla quale è addivenuto il Tribunale di Salerno deve reputarsi perplessa -e lo si segnala solo per completezza espositiva- anche con riferimento alla liquidazione dei danni che sarebbero scaturiti dall'evento lesivo, sia quelli non patrimoniali, in relazione ai quali il Giudice di primo grado non ha esplicitato, in concreto, i criteri utilizzati, evocando meramente -ed astrattamente- le tabelle predisposte dal
Tribunale di Milano, senza dare conto, in concreto, di come le abbia applicate in relazione alle peculiarità della fattispecie, avuto riguardo a tutti i profili all'uopo rilevanti per ciascuno dei presunti danneggiati, sia -soprattutto- quelli patrimoniali, in relazione ai quali, a dispetto di un corredo probatorio piuttosto lacunoso, ha riconosciuto il diritto di e Controparte_1 [...]
ad ottenere una somma di rilevante ammontare. Persona_1
7. Alla luce, pertanto, delle osservazioni fin qui esposte, ogni altra istanza, domanda, eccezione e deduzione disattesa o assorbita in virtù delle argomentazioni precedentemente illustrate, tra cui quelle sottese all'ulteriore motivo di gravame articolato dall' AR
(cfr. l'atto d'appello del 5 agosto 2024,
[...] alle pagine da 24 a 28), l'appello principale, proposto dalla suddetta AR
, deve essere accolto e, per l'effetto, in
[...] riforma della sentenza impugnata, deve essere rigettata la
20 domanda proposta da , in proprio e quale Controparte_1 genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore
, il cui appello incidentale -sostanzialmente Persona_1 incentrato sul diritto ad ottenere la refusione delle spese di lite, in misura congrua, in ragione della fondatezza, insussistente, dell'azione intentata (cfr. la comparsa di costituzione e risposta depositata in data 14 settembre 2024, alle pagine da 15 a 16)- deve essere rigettato.
8. Le spese di lite conseguono alla soccombenza e sono liquidate in dispositivo, sia con riferimento al primo, che al secondo grado di giudizio.
9. il rigetto dell'appello incidentale impone, ai sensi dell'articolo 13, comma primo quater, del decreto del
Presidente della Repubblica numero 115 del 2002, come integrato dall'articolo 1, comma diciassettesimo, della legge numero 228 del 2012, entrata in vigore in data 31 gennaio
2013, di dare atto della sussistenza dei presupposti richiesti per il pagamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari all'ammontare già dovuto.
Ed, infatti, un'impugnazione, anche incidentale, respinta integralmente o dichiarata inammissibile o improcedibile obbliga la parte che l'ha proposta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale, e l'autorità giudiziaria adita a dare atto, nel provvedimento, della sussistenza dei relativi presupposti.
P.Q.M.
La Corte d'Appello di Salerno, Prima Sezione Civile, nella composizione di cui in intestazione, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza, domanda, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:
1) accoglie l'appello principale proposto dall' Pt_1
[...]
[...] Parte_7
e, per l'effetto, in riforma della pronuncia
[...] gravata, rigetta la domanda proposta da , Controparte_1 in proprio e quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore;
Persona_1
2) rigetta l'appello incidentale da quest'ultimo proposto;
3) condanna , in proprio e nella qualità in atti Controparte_1 specificata, alla refusione, in favore dell'
[...]
AR
, delle spese di lite del giudizio di primo grado,
[...] che liquida in euro 7.650,00 per compensi di avvocato, oltre Iva, Cassa Previdenza e rimborso forfettario spese generali come per legge e spese di consulenza tecnica d'ufficio espletata in sede di accertamento tecnico preventivo;
4) condanna , in proprio e nella qualità in atti Controparte_1 specificata, alla refusione, in favore dell'
[...]
AR
, delle spese di lite del giudizio di secondo grado,
[...] che liquida in euro 9.950,00 per compensi di avvocato ed euro 2.556,00 per esborsi, oltre Iva, Cassa Previdenza e rimborso forfettario spese generali come per legge;
5) dà atto della sussistenza dei presupposti di cui all'articolo
13, comma primo quater, del decreto del Presidente della
Repubblica numero 115 del 2002, ai fini del versamento, da parte di , in proprio e nella qualità in atti Controparte_1 specificata, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per la proposta impugnazione.
Salerno, 12 giugno 2025
22 Il Giudice estensore Il Presidente dott. Francesco Bruno dott.ssa Giuliana Giuliano
23
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
La Corte d'Appello di Salerno, Prima Sezione Civile, riunita in camera di consiglio e composta dai signori: dott.ssa Giuliana Giuliano, Presidente dott. Guerino Iannicelli, Consigliere dott. Francesco Bruno, Consigliere rel. est. ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile iscritta al numero 909 del Ruolo Generale
Affari Contenziosi dell'anno 2024, vertente
TRA
AR
, in persona del
[...] legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Francesco Napolitano ed Annarita
Colantuono, come in atti domiciliata,
APPELLANTE PRINCIPALE-APPELLATA
E
, in proprio e quale genitore esercente Controparte_1 la responsabilità genitoriale sulla minore Persona_1
, rappresentato e difeso dall'avvocato Ciro Danilo
[...]
Lioi, come in atti domiciliato,
APPELLATO-APPELLANTE INCIDENTALE
1 avente ad oggetto: appello avverso la sentenza numero
3491/24 del Tribunale di Salerno, pubblicata in data 2 luglio 2024.
CONCLUSIONI: rassegnate ai sensi dell'articolo 352 del codice di procedura civile e qui da intendersi integralmente riportate e trascritte.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. Con atto del 5 agosto 2024, l'
[...]
proponeva AR appello, affidandone l'accoglimento a tre motivi di gravame, avverso la sentenza numero 3491/24, pubblicata in data 2 luglio 2024, con la quale il Tribunale di Salerno aveva accolto la domanda proposta da , in proprio e quale Controparte_1 genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore
, al fine di ottenere il risarcimento dei danni Persona_1 patrimoniali e non patrimoniali sofferti, jure proprio e jure haereditatis, a causa del decesso della moglie -e madre della suddetta data 11 settembre Parte_2
2018, in seguito ad una caduta verificatasi durante un ricovero presso il nosocomio salernitano.
2. Costituitosi in giudizio, , in proprio e quale Controparte_1 genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore
, impugnava le avverse argomentazioni e Persona_1 richieste, delle quali, evidenziatane l'infondatezza in fatto ed in diritto, invocava la reiezione, non mancando di sollecitare, nelle forme dell'appello incidentale, la riforma della sentenza impugnata nella parte in cui erano state liquidate -malamente- le spese di lite.
3. Acquisito il fascicolo del giudizio di primo grado, disposta la sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza impugnata, la causa, concessi i termini di cui all'articolo 352 del codice di procedura civile, veniva rimessa in decisione.
2 MOTIVI DELLA DECISIONE
1. L'appello principale proposto dall'
[...]
è fondato AR ed, in quanto tale, merita accoglimento.
2. Con i primi due motivi di gravame -esaminabili congiuntamente per la correlazione delle questioni che prospettano, inerenti alla sussistenza, revocata in dubbio, di alcuni dei fatti costitutivi dell'azione intentata da
[...]
, in proprio e quale genitore esercente la responsabilità CP_1 genitoriale sulla minore l' Persona_1 [...]
AR
ha messo in rilievo che: a) il Giudice di primo grado
[...] aveva violato gli articoli 115 e 116 del codice di procedura civile e l'articolo 2697 del codice civile, in quanto, reputando comprovato il rapporto di parentela tra , Controparte_1 [...]
e , nella qualità, rispettivamente, Persona_1 Controparte_2 di marito e figlia di quest'ultima, aveva ritenuto sussistente la legittimazione ad agire e la titolarità attiva del diritto azionato in virtù di una -assolutamente insussistente- omessa contestazione del rapporto di parentela, che, invece, era avvenuta, avendo revocato in dubbio la fondatezza, in toto, dell'avversa domanda risarcitoria, con riferimento a tutti i suoi elementi costitutivi;
b) il Tribunale di Salerno, per di più, aveva inopinatamente richiamato un certificato di stato di famiglia a sostegno dell'affermata qualità di chiamati all'eredità degli attori, senza considerare che un documento di tal fatta non era stato mai depositato ed, ancora, che, in ragione dei danni dei quali aveva riconosciuto la sussistenza, jure proprio e non jure haereditatis, non rilevava la qualità di eredi o di chiamati all'eredità, ma, tutt'al più, il rapporto di parentela, che era rimasto del tutto indimostrato, non essendo stato prodotto in giudizio alcun certificato di matrimonio o di stato di famiglia che
3 suffragasse l'asserita qualità di coniuge, quanto a
[...]
, e di figlia, quanto a (indicata, CP_1 Persona_1 peraltro, in alcuni scritti, con il nome di Parte_3
, con i conseguenti dubbi perfino sulla sua stessa
[...] identità), della compianta;
c) il Giudice di Controparte_2 primo grado, inoltre, aveva violato gli articoli 2043 e 2697 del codice civile, in quanto, valutando sommariamente il quadro probatorio emerso all'esito dell'istruttoria ed omettendo qualsivoglia verifica, seria ed approfondita, riguardo alla sussistenza degli elementi costitutivi della pretesa risarcitoria esercitata da , in proprio e quale genitore Controparte_1 esercente la responsabilità genitoriale sulla minore
[...]
, aveva riconosciuto il diritto ad ottenere il Persona_1 risarcimento per i danni jure proprio sofferti dai presunti marito e figlia della paziente, ancorché avesse inopinatamente ricondotto la vicenda -con tutte le conseguenze che ne derivavano anche sul piano dell'onere probatorio- nell'ambito della responsabilità contrattuale;
d) aveva ritenuto che fosse stato censurabile il comportamento tenuto dall'
[...]
AR
laddove era stato compilato, in maniera non
[...] corretta, il questionario di valutazione del rischio di caduta, redatto secondo i principi della scala di Conley, senza considerare che la compilazione era avvenuta sulla base delle risposte fornite dalla stessa paziente all'operatore sanitario, di talché nessuna condotta colposa o dolosa poteva esserle ascritta, né era stata ex adverso mai allegata la circostanza secondo la quale sarebbero state riportate sul suddetto questionario riposte diverse da quelle rese da , Controparte_2 essendosi limitato l'attore a sostenere che tali risposte non erano conformi allo stato di salute della paziente -che il succitato operatore sanitario non era tenuto a conoscere- quale
4 riscontrato nei precedenti accessi al pronto soccorso;
e) aveva erroneamente reputato sussistente il nesso eziologico tra l'allegato inadempimento o inesatto adempimento della struttura sanitaria -indicato nell'erronea compilazione del summenzionato questionario- e l'evento dannoso, costituito dalla caduta di da una rampa di scale del Controparte_2 nosocomio salernitano, in mancanza di qualsivoglia prova riguardo alla riferibilità materiale dell'evento lesivo alla scorretta compilazione del prefato documento, né era stato dimostrato che una corretta compilazione di esso avrebbe evitato la caduta, né aveva indicato quali sarebbero dovute essere le misure che l' AR
avrebbe dovuto approntare
[...] in caso di risposte corrette, che, in ogni caso, avrebbero determinato -se fosse stata data una risposta positiva alle domande “è caduta nel corso degli ultimi tre mesi?, ha accusato vertigini o capogiri negli ultimi tre mesi?”- un punteggio di 3 su
10 e, quindi, tale da configurare comunque un rischio basso di cadute accidentali;
f) aveva fondato l'accoglimento della domanda, inoltre, su una consulenza tecnica d'ufficio del tutto lacunosa, assolutamente inidonea a supportare la pretesa attorea, in quanto verificare se ci fosse stata una scorretta compilazione del questionario per la valutazione del rischio di caduta imputabile a negligenza della struttura sanitaria e se tale eventuale colposo inadempimento fosse eziologicamente correlato all'evento dannoso non costituiva un'attività demandabile al collegio peritale nominato, perché non aveva ad oggetto questioni di tipo prettamente tecnico e medico-legale, quanto, piuttosto, di tipo fattuale e giuridico, che doveva essere oggetto di prova da parte dei presunti danneggiati;
g) non aveva debitamente considerato l'apporto causale della condotta di nel determinismo dell'evento lesivo, Controparte_2
5 avendo erroneamente fornito all'operatore sanitario le risposte al questionario più volte citato ed essendosi allontanata, senza alcun motivo e senza avvertire nessuno, dal suo reparto, pur essendo edotta delle sue condizioni di salute e degli effetti che potevano avere (cfr. l'atto di appello del 5 agosto 2024, alle pagine da 4 a 25).
3. Il Tribunale di Salerno, invero, aveva fatto presente -per quanto in questa sede ancora rileva- che: a) l'
[...]
AR
non aveva contestato la legittimazione attiva degli
[...] attori, né il rapporto di parentela di e Controparte_1 [...]
con la defunta , che poteva Persona_1 Controparte_2 desumersi, oltre tutto, dall'esercizio stesso dell'azione, giacché, in caso di giudizio instaurato da un soggetto qualificatosi come erede del de cuius in virtù di un determinato rapporto parentale o di coniugio, la produzione del certificato di stato di famiglia permetteva di dimostrare l'allegata relazione familiare e, dunque, la qualità di soggetto chiamato all'eredità, ma non anche la qualità di erede, posto che essa era correlata all'accettazione espressa o tacita, non evincibile dal certificato, anche se tale produzione, unitamente all'allegazione della qualità di erede, ingenerava una presunzione juris tantum di accettazione tacita dell'eredità, atteso che l'esercizio dell'azione giudiziale da parte di un soggetto che doveva considerarsi chiamato all'eredità e che si proclamasse erede costituiva un atto espressivo della suddetta accettazione;
b) l'oggetto della controversia riguardava l'accertamento di eventuali responsabilità dell' AR
nel determinismo dell'evento
[...] che aveva condotto alla morte ed, in Controparte_2 particolare, la verifica della sussistenza di un nesso causale o concausale tra l'exitus ed eventuali condotte commissive o
6 omissive colpose dei sanitari, connotate da profili di imprudenza, negligenza o imperizia;
c) in ossequio ad un consolidato orientamento della Suprema Corte, la natura della responsabilità della struttura sanitaria convenuta doveva essere inquadrata nell'alveo applicativo della responsabilità contrattuale, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile, di talché era tenuta a rispondere non solo dell'inadempimento delle obbligazioni su di essa tout court incombenti, ma anche dell'inadempimento della prestazione medico-professionale svolta dai singoli sanitari, quale ausiliari necessari dell'organizzazione aziendale, pur in assenza di un rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato;
d) in questa prospettiva, al fine di essere esonerata da addebiti, la struttura sanitaria avrebbe dovuto fornire la prova positiva del fatto che le conseguenze dannose lamentate non fossero ad essa imputabili a titolo di inadempimento o inesatto adempimento, mentre il danneggiato era tenuto a fornire -al cospetto di una dedotta responsabilità contrattuale della struttura sanitaria- la prova del contratto e dell'evento dannoso, nonché del nesso di causalità, secondo il criterio del “più probabile che non”; e) nella vicenda in esame, l' AR
non aveva contestato la
[...] ricostruzione del fatto storico, quale prospettata da
[...]
, ma aveva sostenuto che la condotta dei sanitari fosse CP_1 stata corretta, ancorché i consulenti tecnici d'ufficio avessero riferito il decesso della paziente a carenze assistenziali da parte del personale sanitario;
f) ed, infatti, era Controparte_2 stata ricoverata, in data 9 settembre 2018, a causa di un malessere insorto dopo rettorragia ed una serie di altri disturbi,
e, nel corso del periodo in cui era stata ricoverata e, segnatamente, in data 11 settembre 2018, era deceduta, essendo stata ritrovata esanime, distesa al suolo ai piedi della
7 rampa delle scale adiacente alle uscite del reparto, a causa di un politrauma da precipitazione;
g) il pericolo che la paziente potesse cadere era riconducibile a fattori intrinseci -e non estrinseci e, cioè, correlati alla conformazione della struttura sanitaria- costituiti dalle condizioni generali di salute di P_
, risultando documentato che aveva avuto ripetuti
[...] episodi di caduta o vertigine (referto del 4 settembre 2018; referto del 6 agosto 2018; referto del 17 luglio 2018) e che fosse un soggetto ad elevato rischio di caduta;
h) all'atto del ricovero del 9 settembre 2018, inoltre, era stato annotato in cartella che la paziente aveva avuto una “presincope nel corso della notte dopo essersi alzata dal letto per andare al bagno” ed era caduta “da una rampa di scale circa sette giorni prima a seguito di perdita di equilibrio”, ma, nonostante ciò, tale rischio non era stato adeguatamente valutato e, soprattutto, non erano state adottate le misure di assistenza e sorveglianza atte a prevenirlo;
i) in termini generali, il paziente ricoverato doveva intendersi come affidato ai sanitari, i quali erano tenuti non solo ad applicare con adeguatezza di mezzi la terapia consona alla patologia riscontrata, ma anche ad operare al fine di prevenire qualsivoglia ulteriore danno alla salute, utilizzando ogni mezzo indispensabile o utile al raggiungimento dello scopo, in quanto, se non poteva essere a loro ascritta la responsabilità di ogni gesto compiuto da un degente, quando il singolo caso induceva a ritenere che potessero verificarsi anche in ambito ospedaliero condotte o situazioni foriere di pericolo, erano tenuti a provvedere non solamente in senso squisitamente clinico- terapeutico, ma anche mettendo in atto iniziative volte a garantire l'incolumità della salute del ricoverato, sotto il profilo della vigilanza e dell'assistenza, oltre che della sistemazione logistica, che, nel caso di specie, non erano state attuate;
l) secondo i consulenti tecnici d'ufficio, il comportamento
8 censurabile ed imputabile alla struttura sanitaria era consistito nella scorretta compilazione della check list di valutazione del rischio di caduta, dalle cui risultanze solitamente dipendeva l'adozione delle opportune iniziative atte a prevenirlo, in quanto, con specifico riferimento alla vicenda in esame, ai quesiti “è caduta nel corso degli ultimi tre mesi?, ha accusato vertigini o capogiri negli ultimi tre mesi?” era stata riportata la risposta “no” ed alla dicitura “paziente a rischio maggiore” era stata indicata l'opzione “no” ed alla dicitura “previste misure preventivamente personalizzate” era stata indicata l'opzione
“no”; m) l'omesso rilievo del rischio di caduta, quindi, era stato foriero della mancata sorveglianza della paziente e della mancata adozione di misure volte a prevenirla (quali, ad esempio, l'accompagnamento della paziente nella marcia ed, ancor più, nel salire o scendere le scale), che avrebbero impedito alla de cuius di allontanarsi dal reparto da sola e di accedere alla rampa di scale dalla quale rovinosamente era precipitata la mattina dell'11 settembre 2018, con conseguente responsabilità dell' AR
(cfr. la sentenza impugnata,
[...] alle pagine da 2 ad 8).
4. Orbene, le conclusioni alle quali è pervenuto il Giudice di primo grado non sono condivisibili e devono essere rivisitate criticamente in questa sede, non essendo coerenti con l'assetto dei principi che governa la materia -anche in relazione all'onere della prova dei fatti costitutivi della pretesa risarcitoria azionata- e con il quadro fattuale emerso nel corso del giudizio.
5. E' opportuno, innanzi tutto, evidenziare, in punto di diritto, che, a differenza della legitimatio ad causam, che è una condizione dell'azione necessaria al fine di ottenere dall'autorità giudiziaria adita una pronuncia di merito, favorevole o sfavorevole, e deve essere accertata, in ogni stato e grado del
9 processo, con il solo limite del giudicato, esclusivamente in virtù delle allegazioni delle parti, la titolarità attiva o passiva del rapporto giuridico evocato da colui il quale agisce in giudizio, rilevante per una decisione rispettivamente favorevole o sfavorevole, attiene al successivo momento della dimostrazione della fondatezza dell'azione (cfr. Cass. civ. n. 15500/22).
La titolarità della posizione soggettiva, attiva o passiva, dedotta in giudizio, infatti, è un elemento costitutivo della domanda ed attiene al merito della decisione, sicché spetta a colui il quale agisce in giudizio allegarla e provarla, salvo il riconoscimento -o lo svolgimento di difese incompatibili con la negazione- da parte del convenuto (cfr. Cass. civ., sez. un., n.
2951/16 ed, in senso sostanzialmente conforme, Cass. civ. n.
15037/16 e Cass. civ. n. 22525/18).
Le contestazioni, ad opera del convenuto, della titolarità del rapporto giuridico prospettato dall'attore hanno natura di mere difese, proponibili in ogni fase del giudizio, senza che l'eventuale contumacia o tardiva costituzione assuma valore di non contestazione o alteri la ripartizione degli oneri probatori, ferme le eventuali preclusioni maturate per l'allegazione e la prova di fatti impeditivi, modificativi o estintivi della titolarità del diritto non rilevabili dagli atti (cfr. Cass. civ. n. 30545/17 ed, in termini pressoché collimanti, Cass. civ. n. 3765/21), atteso che la negazione della sussistenza di siffatta titolarità, integrando, appunto, una mera difesa, non è soggetta, contrariamente alle eccezioni in senso stretto, al termine di decadenza previsto per le preclusioni processuali, ma può essere fatta valere anche oltre tale termine e rilevata d'ufficio dall'autorità giudiziaria adita (cfr. Cass. civ. n. 28793/23 ed, in senso per lo più analogo, Cass. civ. n.24375/24).
5.1. Nel caso di specie, , il quale avrebbe Controparte_1 dovuto dimostrare, in ossequio ai principi ai quali si è fatto fin
10 qui riferimento, la titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio, non ha dimostrato di essere il coniuge di P_
, né che quest'ultima fosse la madre di
[...] Persona_1
.
[...]
Nel corso del giudizio di primo grado, infatti, l'attore non ha depositato alcun documento comprovante tali circostanze, né tanto meno lo ha fatto nel corso del giudizio di secondo grado, in cui l' AR
ha stigmatizzato -attraverso un articolato
[...] motivo di gravame- l'operato del Tribunale di Salerno, il quale aveva reputato dimostrata la titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio in virtù della mancata contestazione -da parte della
[...] del rapporto di AR parentela di e con Controparte_1 Persona_1 P_
e della presunzione della qualità di eredi (pur avendo
[...] accolto l'azione sotto il profilo dei danni jure proprio asseritamente subiti dagli appellati, in relazione ai quali la qualità o meno di eredi era assolutamente irrilevante), desumibile dall'esercizio dell'azione ad opera dei chiamati all'eredità (e, cioè, ad opera di e Controparte_1 Persona_1
), qualità, quest'ultima, che sarebbe stata evincibile, in uno
[...] al sotteso rapporto di parentela, dalla produzione di un certificato di stato di famiglia, che, però, effettivamente non è rinvenibile -come evidenziato dall'
[...] agli atti. AR
Ed, infatti, oltre a non essere presente, nel fascicolo di
[...]
, alcun certificato di tal fatta, né un documento - CP_1 ulteriore e diverso- comprovante il rapporto asseritamente intercorso con , l'appellato -nonostante, vale Controparte_2 la pena di rimarcarlo, le censure articolate dall'
[...]
Parte_4
[...]
[...] avverso il convincimento giudiziale, incentrate su
[...] una ferma contestazione proprio della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio- si è limitato a versare in atti, nel corso del presente grado di giudizio, solamente un
“certificato contestuale di nascita, di cittadinanza, di residenza e di stato di famiglia”, dalla cui lettura, tuttavia, è possibile arguire soltanto i luoghi e le date di nascita di e Controparte_1
, che fanno parte della stessa “famiglia Persona_1 anagrafica” e risiedono in Salerno, ma non certo il dedotto rapporto di parentela e coniugio asseritamente intercorso con
(cfr., allegato in copia al fascicolo Controparte_2 dell'appellato, il certificato al quale si è fatto cenno, rilasciato dal Comune di Salerno in data 18 luglio 2024).
Ad onor del vero, , nel costituirsi in giudizio Controparte_1 davanti alla Corte d'Appello di Salerno, ha sostenuto di avere depositato una sentenza di adozione, in virtù della quale avrebbe dimostrato la “qualità di coniuge della de cuius da parte dell'attore e del rapporto di filiazione con la minore
[...]
” (cfr. la comparsa di costituzione e risposta Persona_1 depositata in data 14 settembre 2024, a pagina 6, in cui è menzionato l'allegato contraddistinto dal numero 5, che sarebbe dovuto consistere nella suddetta “sentenza di adozione”), che, tuttavia, non è rinvenibile agli atti, essendo presente, in sua vece, meramente la sentenza impugnata (cfr., allegata in copia, al numero 5 dell'indice, la sentenza numero
3491/24 del Tribunale di Salerno, pubblicata in data 2 luglio
2024, in hac sede impugnata, e non la prefata “sentenza di adozione”).
5.2. ha anche sostenuto che il Giudice di Controparte_1 primo grado -il quale, però, non ne ha fatto alcun cenno nella decisione- avrebbe reputato sussistente la titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio anche in virtù delle
12 deposizioni rese dai testimoni e Testimone_1 Testimone_2
(cfr. la comparsa di costituzione e risposta depositata in data
14 settembre 2024, alle pagine da 2 a 4), ma tali deposizioni, in cui, invero, sono rinvenibili meri riferimenti al fatto che
[...]
-definito da “il marito”- vivesse con CP_1 Testimone_1
, almeno in occasione degli specifici episodi Controparte_2 descritti dai suddetti testimoni, mentre nessun accenno è riscontrabile riguardo a (cfr. il verbale Persona_1 dell'udienza del 29 novembre 2021, in cui sono riportate le dichiarazioni rese dai testimoni e Testimone_1 [...]
), non sono certamente sufficienti -in mancanza, oltre Tes_2 tutto, di qualsivoglia elemento ulteriore di riscontro dell'effettiva sussistenza di un rapporto di coniugio e di parentela tra e e Controparte_1 Persona_1 [...]
la dimostrazione che sarebbe dovuta Controparte_3 essere data, a maggior ragione tenendo a mente le contestazioni della AR
, che avrebbero dovuto
[...] indurre -contrariamente a quanto è avvenuto- Controparte_1
a fornire, in maniera compiuta ed esauriente, attraverso incontrovertibili dati documentali, la prova (non fornita, vale la pena di ricordarlo ancora una volta, nemmeno nel presente grado di giudizio, dopo che l'
[...]
ha formulato il motivo AR di gravame in esame) che era stato il coniuge di P_
e che era la figlia.
[...] Persona_1
Non è possibile, del resto, sostenere, come ha fatto
[...]
, valorizzando le argomentazioni contenute nella CP_1 sentenza impugnata ed evidenziando come la mancanza di prova della sussistenza della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio fosse stata prospettata solamente in grado d'appello (cfr. la comparsa di costituzione e risposta
13 depositata in data 14 settembre 2024, alle pagine da 4 a 6), che la AR
non abbia contestato le suddette circostanze,
[...] in quanto, nel costituirsi in giudizio davanti al Tribunale di
Salerno, aveva revocato in dubbio la sussistenza di tutti i fatti costitutivi della pretesa risarcitoria azionata da , Controparte_1 in proprio e quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore , il quale, ai sensi Persona_1 dell'articolo 2697 del codice civile, era onerato della relativa dimostrazione (cfr. la comparsa di costituzione e risposta del
19 febbraio 2020, depositata nel giudizio di primo grado, in cui, con riferimento all'azione ex adverso proposta, l'
[...]
AR
ha sostenuto -a pagina 2- che fosse, oltre che
[...]
“infondata, sia in fatto, sia in diritto”, assolutamente priva di qualsivoglia riscontro probatorio, in relazione alla sussistenza
“di tutti gli elementi fondanti la paventata responsabilità contrattuale e civile, nonché l'entità del danno risarcibile”, non mancando -a pagina 7- di contestare “estensivamente il contenuto dell'atto introduttivo” e di ribadire che era “onere dell'istante” dimostrare la sussistenza di “tutti gli elementi” che costituivano “il fondamento della sua pretesa”).
5.3. D'altro canto, non è possibile nemmeno astrattamente ipotizzare -a maggior ragione essendo stata contestata la sussistenza di tutti i fatti costitutivi e, quindi, anche della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio- che la
AR
abbia riconosciuto che e
[...] Controparte_1 [...]
fossero rispettivamente il coniuge e la figlia di Persona_1
o abbia assunto difese incompatibili con la Controparte_2 prospettazione caldeggiata dall'attore, attuale appellato, in proprio e nella qualità in atti specificata, né -più in generale- è
14 possibile sostenere che la contestazione effettuata nel corso del giudizio di primo grado fosse inammissibilmente generica.
A tal proposito, sulla scia dei principi ai quali si è fatto cenno nelle pagine che precedono, vale la pena di rimarcare che la difesa con la quale il convenuto si limiti a dedurre che l'attore non è titolare del diritto azionato costituisce una mera difesa e, quindi, non integra un'eccezione, con la quale si contrappone un fatto impeditivo, estintivo o modificativo, né, tanto meno, un'eccezione in senso stretto, proponibile, a pena di decadenza, solo in sede di costituzione in giudizio e non rilevabile d'ufficio.
Ed, al pari delle eccezioni in senso lato, anche la rilevabilità officiosa delle mere difese, pur non essendo condizionata all'onere di allegazione dei fatti per esse rilevanti, né tanto meno al rispetto dei termini di preclusione fissati per l'esercizio dei poteri assertivi delle parti, è correlata alla emergenza ex actis degli elementi sulla cui base quella eccezione o difesa possa essere rilevata d'ufficio o dedotta dalla parte interessata
(cfr. Cass. civ., sez. un., n. 10531/13, Cass. civ. n. 8525/20 e
Cass. civ. n. 23721/21).
Nel caso di specie, la carenza di prova riguardo alla sussistenza della titolarità del rapporto giuridico dedotto in giudizio era palesemente evincibile dagli elementi probatori acquisiti, che non permettevano -e non permettono- di ritenere che abbia dimostrato di essere stato il coniuge Controparte_1 di e che fosse la figlia, Controparte_2 Persona_1 fermo restando che -lungi da qualsivoglia rilievo d'ufficio- è stata la AR
a prospettare la questione, impugnando la
[...] decisione anche nella parte in cui il Tribunale di Salerno aveva ritenuto che non fosse stata contestata la sussistenza della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio.
15 5.4. Per di più, il convincimento espresso dal Giudice di primo grado, oltre a non essere condivisibile nella parte in cui ha considerato non contestato il rapporto di parentela -o, forse, la qualità di eredi- di e , Controparte_1 Persona_1 avendo la AR
-come si è precedentemente detto- revocato
[...] in dubbio la sussistenza di tutti i fatti costitutivi della pretesa risarcitoria azionata, non tiene conto della natura della contestazione richiesta, che -integrando una mera difesa e, cioè, la mera negazione della sussistenza della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio- ben poteva essere formulata nei termini in cui è stata concretamente effettuata, perché non necessitava -una siffatta contestazione-
l'allegazione di fatti e circostanze che confutassero i fatti e le circostanze allegate da , essendosi limitata Controparte_1
l' AR
a sostenere che l'azione da quest'ultimo intentata
[...] era infondata e non era stata adeguatamente suffragata la sussistenza dei fatti costitutivi della pretesa risarcitoria esercitata, tra i quali la titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio.
Giova rammentare, del resto, che l'onere di contestazione riguarda le allegazioni delle parti e non i documenti prodotti, né la loro valenza probatoria, la cui valutazione, in relazione ai fatti contestati, è riservata all'autorità giudiziaria adita (cfr. Cass. civ. n. 2908/20), e sussiste soltanto per i fatti noti alla parte e non anche per quelli ad essa ignoti (cfr. Cass. civ. n. 3576/13 ed, in termini essenzialmente concordanti, Cass. civ. n.
14652/16), di talché, ai fini dell'operatività del principio di non contestazione, è necessario che la parte che voglia avvalersene alleghi e dimostri la conoscenza -in capo alla controparte- della circostanza che assume incontroversa, non potendosi
16 configurare, in mancanza, un onere di contestazione -quanto meno specifico- a carico della controparte in ordine ad essa (cfr.
Cass. civ. n. 18074/20 ed, in senso per lo più analogo, Cass. civ. n. 4681/23).
Conseguentemente, nella vicenda in esame, l'
[...]
AR
ha correttamente contestato, negando la sussistenza
[...] dei fatti costitutivi della pretesa risarcitoria azionata, la sussistenza -tra gli altri fatti costitutivi- della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio, non essendo emerso -né, tanto meno, allegato, meno che mai in termini dettagliati e specifici- che la qualità di coniuge e di figlia -rispettivamente di e di Controparte_1 Persona_1 Controparte_4 fosse nota all' AR
.
[...]
Il principio di non contestazione, infatti, non presenta una fisionomia fissa ed invariabile, né opera in maniera incondizionata, giacché sono le allegazioni della parte che afferma i fatti costitutivi a sostegno della pretesa alla quale ambisce a delimitarne di volta in volta la portata ed a condizionarne l'operatività, per cui -e conclusivamente- è possibile affermare che: a) l'ampiezza dell'onere di contestazione -la cui inosservanza rende il fatto pacifico e non bisognoso di prova- non può che essere il riflesso delle allegazioni oggetto della contestazione;
b) la non contestazione
-che la parte interessata a farla valere ha l'onere di dedurre prima che abbia ingresso il mezzo istruttorio disposto per l'accertamento del fatto non contestato (altrimenti, emergendo tacitamente una convergente contestazione del fatto stesso, sorge la necessità del relativo accertamento)- è suscettibile di sollevare la parte dall'onere di provare il fatto non specificamente contestato, ma non esclude, tuttavia, che
17 l'autorità giudiziaria adita, ove dalle prove comunque acquisite emerga la smentita di quel fatto o una sua diversa ricostruzione, possa pervenire ad un diverso accertamento;
c)
l'operatività della non contestazione implica che i fatti, per i quali si impone l'onere di contestazione, siano noti ad entrambe le parti, per cui, ove i fatti costitutivi del diritto allegati da una parte esorbitino dalla sfera di conoscenza della controparte, quest'ultima potrà limitarsi ad una contestazione generica, restando fermo l'onere della prova in capo a chi quei fatti ha allegato, e la denuncia della violazione del principio di non contestazione impone di allegare che la controparte era a conoscenza della circostanza assunta come controversa, non essendo altrimenti configurabile a carico della medesima controparte un onere di contestazione (cfr. Cass. civ. n.
18503/05, Cass. civ. n. 4249/12, Cass. civ. n. 3576/13, Cass. civ. n. 14652/16, Cass. civ. n. 87/19, Cass. civ. n. 18074/20,
Cass. civ. n. 4681/23, Cass. civ. n. 16028/23, Cass. civ. n.
10629/24).
6. E ciò senza considerare affatto che -mettendo solo per un attimo sullo sfondo la mancanza di prova della sussistenza della titolarità attiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio, di per sé già sufficiente alla reiezione dell'azione de qua- le ragioni che hanno causato il decesso di -in mancanza Controparte_2 di esame autoptico e non essendo certamente esaustiva, tale da dissipare ogni dubbio, la valutazione fatta nell'immediatezza dei fatti e riportata nella cartella clinica, secondo la quale il decesso sarebbe avvenuto per “politrauma da precipitazione”- non sono state affatto dimostrate, ma solo sommariamente desunte dal luogo in cui è stata trovata esanime e dalle condizioni in cui si trovava dopo la caduta, ben potendo essere deceduta non per la suddetta caduta (sulle cui cause,
18 parimenti, non c'è alcuna certezza), ma caduta perché colpita da un evento letale indipendente da essa.
Inoltre, non è stato dimostrato che la compilazione del questionario propedeutico alla valutazione del rischio di caduta sia dipesa da disattenzione o superficialità dei sanitari, non potendosi escludere -ed, anzi, dovendosi presumere, in mancanza di prova, ancora una volta, di una trascrizione Part infedele sul documento di quanto riferito- sia Parte_6 in virtù delle risposte date dalla paziente o dal soggetto o dai soggetti che l'avevano accompagnata in ospedale, ed, anche a volere ritenere diversamente ed a considerare che l'anamnesi della paziente deponeva per il rischio di caduta, non è stato comprovato come e perché si fosse Controparte_2 allontanata -benché fosse consapevole delle sue condizioni di salute e del rischio di cadere- dal proprio letto, tanto da uscire dalla propria stanza ed allontanarsi addirittura dal proprio reparto, senza chiedere l'assistenza di alcun sanitario o operatore, che non erano certamente tenuti a vigliare sulla degente impedendole qualsivoglia movimento, ben potendo quest'ultima, se avesse avuto bisogno, a titolo esemplificativo, di andare in bagno o di qualche altra cosa, rivolgersi al personale presente all'interno del reparto.
, alteris verbis, non era incapace di Controparte_2 intendere e di volere, non era affetta da patologie che ne minavano o limitavano la capacità di assumere ragionevolmente decisioni e di rendersi conto delle sue condizioni di salute, per cui la sorveglianza da assicurare non sarebbe potuta comunque consistere in un controllo “a vista” e permanente o in strumenti di contenzione o di limitazione - imposta- dei movimenti, ben potendo essere assicurata attraverso l'assistenza, a titolo esemplificativo, mediante il personale presente all'interno del reparto, al quale poteva
19 rivolgersi per ogni evenienza, fermo restando che non è stato in alcun modo accertato come e perché sia caduta dalla rampa di scale ai piedi della quale è stata trovata, ben potendo essersi verificata -tale caduta- per ragioni del tutto indipendenti dalle sue condizioni di salute, come e perché si sia allontanata dal suo letto, dalla sua stanza e dal suo reparto ed, in definitiva, come e perché sia deceduta.
Ancor più tenendo a mente, per di più, che la correttezza della decisione alla quale è addivenuto il Tribunale di Salerno deve reputarsi perplessa -e lo si segnala solo per completezza espositiva- anche con riferimento alla liquidazione dei danni che sarebbero scaturiti dall'evento lesivo, sia quelli non patrimoniali, in relazione ai quali il Giudice di primo grado non ha esplicitato, in concreto, i criteri utilizzati, evocando meramente -ed astrattamente- le tabelle predisposte dal
Tribunale di Milano, senza dare conto, in concreto, di come le abbia applicate in relazione alle peculiarità della fattispecie, avuto riguardo a tutti i profili all'uopo rilevanti per ciascuno dei presunti danneggiati, sia -soprattutto- quelli patrimoniali, in relazione ai quali, a dispetto di un corredo probatorio piuttosto lacunoso, ha riconosciuto il diritto di e Controparte_1 [...]
ad ottenere una somma di rilevante ammontare. Persona_1
7. Alla luce, pertanto, delle osservazioni fin qui esposte, ogni altra istanza, domanda, eccezione e deduzione disattesa o assorbita in virtù delle argomentazioni precedentemente illustrate, tra cui quelle sottese all'ulteriore motivo di gravame articolato dall' AR
(cfr. l'atto d'appello del 5 agosto 2024,
[...] alle pagine da 24 a 28), l'appello principale, proposto dalla suddetta AR
, deve essere accolto e, per l'effetto, in
[...] riforma della sentenza impugnata, deve essere rigettata la
20 domanda proposta da , in proprio e quale Controparte_1 genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore
, il cui appello incidentale -sostanzialmente Persona_1 incentrato sul diritto ad ottenere la refusione delle spese di lite, in misura congrua, in ragione della fondatezza, insussistente, dell'azione intentata (cfr. la comparsa di costituzione e risposta depositata in data 14 settembre 2024, alle pagine da 15 a 16)- deve essere rigettato.
8. Le spese di lite conseguono alla soccombenza e sono liquidate in dispositivo, sia con riferimento al primo, che al secondo grado di giudizio.
9. il rigetto dell'appello incidentale impone, ai sensi dell'articolo 13, comma primo quater, del decreto del
Presidente della Repubblica numero 115 del 2002, come integrato dall'articolo 1, comma diciassettesimo, della legge numero 228 del 2012, entrata in vigore in data 31 gennaio
2013, di dare atto della sussistenza dei presupposti richiesti per il pagamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari all'ammontare già dovuto.
Ed, infatti, un'impugnazione, anche incidentale, respinta integralmente o dichiarata inammissibile o improcedibile obbliga la parte che l'ha proposta a versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per la stessa impugnazione, principale o incidentale, e l'autorità giudiziaria adita a dare atto, nel provvedimento, della sussistenza dei relativi presupposti.
P.Q.M.
La Corte d'Appello di Salerno, Prima Sezione Civile, nella composizione di cui in intestazione, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza, domanda, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:
1) accoglie l'appello principale proposto dall' Pt_1
[...]
[...] Parte_7
e, per l'effetto, in riforma della pronuncia
[...] gravata, rigetta la domanda proposta da , Controparte_1 in proprio e quale genitore esercente la responsabilità genitoriale sulla minore;
Persona_1
2) rigetta l'appello incidentale da quest'ultimo proposto;
3) condanna , in proprio e nella qualità in atti Controparte_1 specificata, alla refusione, in favore dell'
[...]
AR
, delle spese di lite del giudizio di primo grado,
[...] che liquida in euro 7.650,00 per compensi di avvocato, oltre Iva, Cassa Previdenza e rimborso forfettario spese generali come per legge e spese di consulenza tecnica d'ufficio espletata in sede di accertamento tecnico preventivo;
4) condanna , in proprio e nella qualità in atti Controparte_1 specificata, alla refusione, in favore dell'
[...]
AR
, delle spese di lite del giudizio di secondo grado,
[...] che liquida in euro 9.950,00 per compensi di avvocato ed euro 2.556,00 per esborsi, oltre Iva, Cassa Previdenza e rimborso forfettario spese generali come per legge;
5) dà atto della sussistenza dei presupposti di cui all'articolo
13, comma primo quater, del decreto del Presidente della
Repubblica numero 115 del 2002, ai fini del versamento, da parte di , in proprio e nella qualità in atti Controparte_1 specificata, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per la proposta impugnazione.
Salerno, 12 giugno 2025
22 Il Giudice estensore Il Presidente dott. Francesco Bruno dott.ssa Giuliana Giuliano
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