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30 luglio 1978
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18 febbraio 1988
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30 dicembre 1998
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Art. 26. (Ambito di applicazione)
Le disposizioni di cui al presente capo non si applicano:
a) alle locazioni stipulate pur soddisfare esigenze abitative di natura transitoria, salvo che il conduttore abiti stabilmente nell'immobile per motivi di lavoro o di studio;
b) alle locazioni relative ad alloggi costruiti a totale carico dello Stato per i quali si applica il canone sociale determinato in base alle disposizioni vigenti;
c) alle locazioni relative ad alloggi soggetti alla disciplina dell'edilizia convenzionata; (12)
d) alle locazioni relative ad immobili inclusi nelle categorie catastali A/ 8 e A/ 9.
Le disposizioni di cui agli articoli da 12 a 25 non si applicano alle locazioni concernenti gli immobili siti in comuni che al censimento del 1971 avevano popolazione residente fino a 5.000 abitanti qualora, nel quinquennio precedente l'entrata in vigore della presente legge, e successivamente ogni quinquennio, la popolazione residente non abbia subito variazioni in aumento, o comunque l'aumento percentuale sia stato inferiore a quello medio nazionale, secondo i dati pubblicati dall'ISTAT.
Il comune provvede a dare pubblica notizia della condizione di cui al precedente comma e delle eventuali variazioni. ((25)) --------------- AGGIORNAMENTO (12) La Corte costituzionale, con sentenza 28 gennaio-11 febbraio 1988, n. 155 (in G.U. 1a s.s. 17/02/1988, n. 7) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale "dell' art. 26, primo comma, lettera c) della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), nella parte in cui non dispone che il canone di locazione degli immobili soggetti alla disciplina dell'edilizia convenzionata non deve comunque superare il canone che risulterebbe dall'applicazione delle disposizioni del titolo I, capo I, della medesima legge". --------------- AGGIORNAMENTO (25) La L. 9 dicembre 1998, n. 431 ha disposto (con l'art. 14 comma 4) l'abrogazione del presente articolo "limitatamente alle locazioni abitative".
Le disposizioni di cui al presente capo non si applicano:
a) alle locazioni stipulate pur soddisfare esigenze abitative di natura transitoria, salvo che il conduttore abiti stabilmente nell'immobile per motivi di lavoro o di studio;
b) alle locazioni relative ad alloggi costruiti a totale carico dello Stato per i quali si applica il canone sociale determinato in base alle disposizioni vigenti;
c) alle locazioni relative ad alloggi soggetti alla disciplina dell'edilizia convenzionata; (12)
d) alle locazioni relative ad immobili inclusi nelle categorie catastali A/ 8 e A/ 9.
Le disposizioni di cui agli articoli da 12 a 25 non si applicano alle locazioni concernenti gli immobili siti in comuni che al censimento del 1971 avevano popolazione residente fino a 5.000 abitanti qualora, nel quinquennio precedente l'entrata in vigore della presente legge, e successivamente ogni quinquennio, la popolazione residente non abbia subito variazioni in aumento, o comunque l'aumento percentuale sia stato inferiore a quello medio nazionale, secondo i dati pubblicati dall'ISTAT.
Il comune provvede a dare pubblica notizia della condizione di cui al precedente comma e delle eventuali variazioni. ((25)) --------------- AGGIORNAMENTO (12) La Corte costituzionale, con sentenza 28 gennaio-11 febbraio 1988, n. 155 (in G.U. 1a s.s. 17/02/1988, n. 7) ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale "dell' art. 26, primo comma, lettera c) della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili urbani), nella parte in cui non dispone che il canone di locazione degli immobili soggetti alla disciplina dell'edilizia convenzionata non deve comunque superare il canone che risulterebbe dall'applicazione delle disposizioni del titolo I, capo I, della medesima legge". --------------- AGGIORNAMENTO (25) La L. 9 dicembre 1998, n. 431 ha disposto (con l'art. 14 comma 4) l'abrogazione del presente articolo "limitatamente alle locazioni abitative".
Commentari • 7
- 1. Sentenza Cassazione Civile n. 16918 del 20https://www.laleggepertutti.it/ · 1
Cassazione civile sez. III, 20/07/2010, (ud. 21/06/2010, dep. 20/07/2010), n.16918 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. PREDEN Roberto – Presidente – Dott. FILADORO Camillo – Consigliere – Dott. AMATUCCI Alfonso – Consigliere – Dott. AMENDOLA Adelaide – Consigliere – Dott. LANZILLO Raffaella – rel. Consigliere – ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso proposto da: C.A. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA OTRANTO 47, presso lo studio dell'avvocato MARAZZITA GIUSEPPE, rappresentato e difeso dall'avvocato GUZZELONI MASSIMO giusta delega a margine del ricorso; – ricorrente – contro D.B. (OMISSIS), …
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Giurisprudenza • 219
- 1. Trib. Palermo, sentenza 18/11/2024, n. 5544Provvedimento: […] n.6078). Deve, dunque, ritenersi provato che il CP_1 abbia condotto in locazione l'immobile almeno per i primi anni della stessa per soddisfare esigenze di natura transitoria, che non siano esigenze di studio e/o di lavoro, le quali non sono state neanche allegate. Ne deriva che il contratto de quo rientra nell'ambito applicativo dell'art. 26 della Legge 392/1978, secondo cui “Le disposizioni di cui al presente capo non si applicano alle locazioni stipulate per soddisfare esigenze abitative di natura transitoria, salvo che il conduttore abiti stabilmente nell'immobile per motivi di lavoro o di studio”. Ciò posto, trova applicazione, per il primo anno di locazione, l'art. 26 dellaLeggi di più...
- locazione abitativa·
- equo canone·
- rinnovo tacito contratto·
- art. 26 L. 392/1978·
- disdetta contratto·
- art. 2 L. 431/1998·
- spese di lite·
- locazione transitoria·
- durata minima quadriennale·
- onere della prova