5 giugno 1962
12 aprile 1963
6 marzo 1992
E' vietato impiegare nella preparazione di alimenti o bevande, vendere, detenere per vendere o somministrare come mercede ai propri dipendenti, o comunque distribuire per il consumo, sostanze alimentari:
a) private anche in parte dei propri elementi nutritivi o mescolate a sostanze di qualita' inferiore o comunque trattate in modo da variarne la composizione naturale, salvo quanto disposto da leggi e regolamenti speciali;
b) in cattivo stato di conservazione;
c) con cariche microbiche superiori ai limiti che saranno stabiliti dal regolamento di esecuzione o da ordinanze ministeriali;
d) insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione;
e) LETTERA SOPPRESSA DALLA L. 26 FEBBRAIO 1963, N. 441 ;
f) ((LETTERA SOPPRESSA DALLA L. 19 FEBBRAIO 1992, N. 142)) ((7))
Questa indicazione, se non espressamente prescritta da norme speciali, potra' essere omessa quando la colorazione e' effettuata mediante caramello, infuso di truciolo di quercia, enocianina ed altri colori naturali consentiti;
g) con aggiunta di additivi chimici di qualsiasi natura non autorizzati con decreto del Ministro per la sanita' o, nel caso che siano stati autorizzati senza la osservanza delle norme prescritte per il loro impiego.
I decreti di autorizzazione sono soggetti a revisioni annuali;
h) che contengano residui di prodotti, usati in agricoltura per la protezione delle piante e a difesa delle sostanze alimentari immagazzinate, tossici per l'uomo.
Il Ministro per la sanita', con propria ordinanza, stabilisce per ciascun prodotto, autorizzato all'impiego per tali scopi, i limiti di tolleranza e l'intervallo minimo che deve intercorrere tra l'ultimo trattamento e la raccolta e, per le sostanze alimentari immagazzinate, tra l'ultimo trattamento e l'immissione al consumo.
--------------- AGGIORNAMENTO (7)
La L. 19 febbraio 1992, n. 142 ha disposto (con l'art. 57, comma 1) che "A partire dalla data di entrata in vigore del provvedimento di attuazione della direttiva 89/107/CEE , e comunque con effetto dal 1 luglio 1992, e' soppressa la lettera f) dell'articolo 5 della legge 30 aprile 1962, n. 283 ".
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- 1. Sicurezza e igiene alimentarehttps://studiolegalepietrangeli.it/news-2/ · 15 luglio 2026 · 33.03822
Sicurezza e igiene alimentare – Contravvenzione di cui all'articolo 5, comma 1, lettera c), legge n. 283/1962 – Reato di pericolo concreto – Configurabilità – Conseguenze. (Legge 283/1962, articoli 5 e 6) In tema di contravvenzioni alimentari, il reato contravvenzionale di cui all'articolo 5, comma 1, lettera c), legge n. 283/1962 ha natura di reato di pericolo, per la cui sussistenza non è necessario che si verifichi un evento dannoso e, tuttavia, la sussistenza dell'elemento della pericolosità pubblica deve essere accertata in concreto, attraverso l'individuazione dei requisiti della sostanza soggetta a controllo, dovendosi dimostrare l'avvenuta modificazione in senso deteriore degli alimenti destinati al consumo umano ed il conseguente pericolo per la salute pubblica.
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Giurisprudenza • +500
- 1. Cass. pen., sez. III, sentenza 28/09/2021, n. 35624Provvedimento: […] Con la legge n. 246 del 2005 la disposizione dell'art. 5 legge n. 283 del 1962 è stata abrogata, in quanto tale disposizione normativa non è stata inserita nelle norme da salvaguardare dalla depenalizzazione. 2. 2. […]Leggi di più...
- difetto assoluto di contestazione·
- art. 515 cod. pen.·
- art. 5 legge 283/1962·
- adulterazione prodotti alimentari·
- detenzione per la vendita·
- giudizio abbreviato·
- depenalizzazione·
- principio di correlazione con l'imputazione