Versione
5 settembre 1991
5 settembre 1991
Art. 9. Vigilanza e sanzioni 1. Le province e i comuni vigilano sull'applicazione della presente legge.
2. Il presidente della provincia, anche su iniziativa dei comuni, emana, in caso di accertate irregolarita' nell'esercizio dell'attivita' di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto o di inosservanza delle tariffe minime e massime stabilite ai sensi dell'articolo 8, atto di diffida. Ove siano accertate irregolarita' persistenti o ripetute, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un milione a lire cinque milioni e l'autorizzazione di cui all'articolo 3 e' sospesa per un periodo da uno a sei mesi.
3. Oltre che nel caso di cui al comma 4 dell'articolo 7, l'autorizzazione all'esercizio dell'attivita' di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e' revocata quando vengano meno i requisiti di cui all'articolo 3 e quando siano accertati gravi abusi.
In quest'ultimo caso si applica altresi' la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dieci milioni, salva l'eventuale responsabilita' civile e penale.
4. Chiunque esercita l'attivita' di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto senza essere in possesso della prescritta autorizzazione e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinque milioni a lire venti milioni. Ove difetti altresi' l'attestato di idoneita' professionale di cui all'articolo 5 si applica l' articolo 348 del codice penale .
Nota all'art. 9:
- Si trascrive il testo dell' art. 348 del codice penale :
"Art. 348 (Abusivo esercizio di una professione) - Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale e' richiesta una speciale abilitazione dello Stato, e' punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa di lire mille a lire cinquemila".
La misura minima e massima della sanzione pecuniaria di cui all'articolo soprariportato e' stata successivamente moltiplicata prima per due ( D.L.L. 5 ottobre 1945, n. 679 ), poi per otto ( D.L.C.P.S. 21 ottobre 1947, n. 1250 ), quindi per quaranta con assorbimento dei precedenti aumenti ( art. 3 legge 12 luglio 1961, n. 603 ) e infine per cinque ( legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 113, primo comma ). La misura attuale della sanzione e' quindi "da lire duecentomila a lire un milione".
2. Il presidente della provincia, anche su iniziativa dei comuni, emana, in caso di accertate irregolarita' nell'esercizio dell'attivita' di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto o di inosservanza delle tariffe minime e massime stabilite ai sensi dell'articolo 8, atto di diffida. Ove siano accertate irregolarita' persistenti o ripetute, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire un milione a lire cinque milioni e l'autorizzazione di cui all'articolo 3 e' sospesa per un periodo da uno a sei mesi.
3. Oltre che nel caso di cui al comma 4 dell'articolo 7, l'autorizzazione all'esercizio dell'attivita' di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e' revocata quando vengano meno i requisiti di cui all'articolo 3 e quando siano accertati gravi abusi.
In quest'ultimo caso si applica altresi' la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire due milioni a lire dieci milioni, salva l'eventuale responsabilita' civile e penale.
4. Chiunque esercita l'attivita' di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto senza essere in possesso della prescritta autorizzazione e' punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinque milioni a lire venti milioni. Ove difetti altresi' l'attestato di idoneita' professionale di cui all'articolo 5 si applica l' articolo 348 del codice penale .
Nota all'art. 9:
- Si trascrive il testo dell' art. 348 del codice penale :
"Art. 348 (Abusivo esercizio di una professione) - Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale e' richiesta una speciale abilitazione dello Stato, e' punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa di lire mille a lire cinquemila".
La misura minima e massima della sanzione pecuniaria di cui all'articolo soprariportato e' stata successivamente moltiplicata prima per due ( D.L.L. 5 ottobre 1945, n. 679 ), poi per otto ( D.L.C.P.S. 21 ottobre 1947, n. 1250 ), quindi per quaranta con assorbimento dei precedenti aumenti ( art. 3 legge 12 luglio 1961, n. 603 ) e infine per cinque ( legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 113, primo comma ). La misura attuale della sanzione e' quindi "da lire duecentomila a lire un milione".
Commentario • 1
- 1. Sospensione condizionale, assenza di condanne penali e pubblica amministrazione (TAR FVG, 127/20)https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 4 agosto 2020 · 0.9224045
La sospensione condizionale della pena differisce dalla riabilitazione in quanto è disposta prima di qualsiasi verifica circa la condotta del condannato successiva alla sentenza di condanna mentre la riabilitazione costituisce un beneficio che può essere concesso solo a seguito di una pronuncia del Tribunale di sorveglianza il quale attesta il riacquistato possesso dei requisiti morali da parte del condannato operando una valutazione ex post della sua condotta. Il giudice penale concede la sospensione condizionale della pena quando "presume che il colpevole si asterrà dal commettere ulteriori reati", formulando una prognosi positiva di non recidività del condannato, ai fini di …
Leggi di più…
Giurisprudenza • 64
- 1. TAR Roma, sez. II, sentenza 03/07/2017, n. 7586Provvedimento: […] IV) Violazione e falsa applicazione dell'art. 9 della legge 264/1991; difetto di istruttoria; in via subordinata, illegittimità dell'art. 20 del regolamento provinciale n. 69/2000. […]Leggi di più...
- risarcimento del danno·
- sanzione amministrativa·
- revoca autorizzazione·
- responsabilità amministrativa·
- art. 7 legge 241/1990·
- art. 20 regolamento provinciale 69/2000·
- tutela del legittimo affidamento·
- art. 9 legge 264/1991·
- violazione delle garanzie partecipative·
- compensazione delle spese di giudizio·
- eccesso di potere·
- difetto di istruttoria·
- illegittimità derivata·
- attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto