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Sentenza 16 settembre 2025
Sentenza 16 settembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Cosenza, sentenza 16/09/2025, n. 1377 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Cosenza |
| Numero : | 1377 |
| Data del deposito : | 16 settembre 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI COSENZA
SEZIONE CONTROVERSIE DI LAVORO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Cosenza, in composizione monocratica, in funzione di
Giudice del Lavoro, nella persona del dott. Vincenzo Lo Feudo, ha pronunciato la seguente sentenza nella causa iscritta al n. 1383/2023 RGAC
TRA
, rappresentato e difeso dall'avv. LUCIANA Parte_1
ESPOSITO
ricorrente
E
in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso CP_1 dall'avv. ILARIO ANTONIO SORACE
resistente
Oggetto: prestazioni per malattia professionale
FATTO E MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso ritualmente notificato il Sig. conveniva in Parte_1 giudizio l' , chiedendo, previo accertamento della natura e CP_1 dell'origine professionale delle patologie da cui è affetto (ernia discale lombare;
sindrome da sovraccarico biomeccanico della spalla dx;
silicosi polmonare) una condanna dell'Istituto alla erogazione delle conseguenti prestazioni previdenziali, negate in sede amministrativa.
Rilevava che l'istituto non aveva riconosciuto l'origine professionale delle malattie e la stessa sussistenza della silicosi, avendo ritenuto che il rischio lavorativo a cui il ricorrente è stato esposto (svolgendo mansioni di minatore autista e minatore lancista dal 1986 ad oggi senza soluzione di continuità), non fosse idoneo a provocare le malattie denunciate.
Si costituiva l' e chiedeva il rigetto della domanda, escludendo la CP_1
1 natura professionale delle patologie lamentate dal ricorrente.
Nel corso del giudizio venivano sentiti i testi indicati dalle parti ed espletata una consulenza medico – legale.
La causa veniva, quindi, rinviata per la discussione all'udienza del
15.09.2025, sostituita dal deposito di note scritte ex art. 127 ter c.p.c.
Le parti hanno tempestivamente depositato le note scritte in sostituzione dell'udienza.
La domanda è fondata e merita accoglimento per quanto di ragione.
Il ricorrente ha dedotto di aver contratto le patologie per le quali chiede di essere indennizzato a causa dello svolgimento, sin dal 1986, dell'attività lavorativa prestata disimpegnando mansioni di minatore autista e di minatore lancista, impegnato in lavori di realizzazione e rifacimento di gallerie autostradali e ferroviarie, utilizzando strumenti vibranti e pesanti come il demolitore ad aria compressa e la mazza per la centina, effettuando manualmente carichi e spostamenti di materiale (tavole; ferro;
montaggio tubazione acqua ed aria compressa) e rimanendo esposto all'inalazione prolungata di polveri di silice e di altre polveri e sostanze aereodisperse in ambienti chiusi.
Ciò premesso, osserva il Tribunale che dalla prova per testi è emersa chiaramente l'origine professionale delle denunciate patologie, avendo i testimoni escussi, e Testimone_1 Testimone_2 Tes_3
, colleghi di lavoro del confermato, senza idonee
[...] Parte_1 smentite da parte dei testi indicati dalla parte convenuta, che l'attività lavorativa svolta dal ricorrente, impegnato nella costruzione di gallerie stradali e ferroviarie, comportava il sollevamento di carichi manuali frequenti e prolungati, l'utilizzo di strumenti vibranti e l'esposizione a polveri di silicio;
tanto, nell'esecuzione delle suddette prestazioni per almeno otto ore al giorno e per sei giorni la settimana.
“Il ricorrente prevalentemente era lancista e, come tale, procedeva all'applicazione del cemento (spritz- beton) sia sulle centine che sul fronte di scavo tramite un 2 macchinario comandato a distanza. Intervallava a questa fase lavorativa quella di conducente del camion che prelevava il materiale di scavo e lo portava in discarica, ubicata sempre all'interno del cantiere e da raggiungere su strade sterrate. I camion utilizzati in galleria, come sempre capita, erano quelli usurati e non facilmente utilizzabili per altri impieghi. Io stesso ho condotto questi camion e posso dire che la cabina del conducente non era chiusa ermeticamente e il posto guida non era ben ammortizzato, tanto che si avvertivano vibrazioni e scosse. Preciso ancora che, una volta ultimato lo scavo e quando non doveva impiegare il camion, il sig. Parte_1 collaborava anche alla fase, successiva allo scavo di posa delle centine. In tale ultima fase utilizzava all'occorrenza soprattutto la mazza e, anche, il demolitore ad aria compressa. La rete elettrosaldata da posare sulla centina veniva portata sul posto con un mezzo meccanico e poi sollevata da terra ed applicata manualmente da almeno due persone, tra cui, quando capitava, anche il Sig. . Preciso che Parte_1 in fase di preparazione del cantiere il ricorrente, come gli altri addetti, procedeva al trasporto e posa di tavole, tubi metallici e tubi in gomma. Questo materiale veniva avvicinato il più possibile sul posto di interesse tramite mezzi meccanici e poi veniva movimentato da un paio di operatori, compreso, quando capitava, lo stesso ricorrente. La galleria era un ambiente polveroso. Le polveri erano prodotte sia dalla macchina che spruzzava il cemento sia dalle operazioni di scavo. Anche i camion sollevavano polveri e rilasciavano gas di scarico.” ADR Avv. Sorace: “In entrambi i cantieri c'era un sistema di aerazione tramite una tubazione che immetteva aria dall'esterno all'interno; l'aria respirabile effettivamente, tuttavia, era sempre meno di quella immessa dal sistema di aerazione. ADR Avv. Sorace: Avevamo in dotazione e usavamo mascherine usa e getta senza filtri…” (teste ). Tes_1
Teste “…il ha svolto sempre le medesime attività di Tes_2 Parte_1 minatore, minatore lancista, autista e pompista. Tra queste mansioni quella prevalente erano quelle di minatore e minatore lancista. Quando lavorava come lancista, era addetto alla pulsantiera della macchina che spruzza la miscela di cemento aria e silicati che va a riempire le centine. Dopo il fissaggio della miscela, il lancista deve ripulire la vasca in cui si era depositato il cemento. Questa pulizia avviene con strumenti quali la mazza o il demolitore perché il cemento è a presa 3 rapida e si indurisce subito anche nella vasca. A questa mansione intervallava quella di minatore, che consiste nel montaggio di centine e catene. La centina viene sollevata con un macchinario apposito;
le catene vengono, invece, fissate manualmente tramite mazze o con le stesse catene: questo da parte di uno o due operatori sopra una cesta. Per quanto riguarda le mansioni di autista, dopo lo scavo si produce materiale che va portato in discarica. In questa fase il sig. Parte_1 conduceva un camion all'interno della galleria e, poi, fino alla discarica. In alcuni cantieri la discarica era all'esterno, mentre in altri era all'interno e, in questi casi, la strada era sempre sterrata. I mezzi utilizzati erano per lo più usurati, anche perché nelle gallerie in cui è presente del gas ne occorrono di speciali per evitare il rischio di esplosioni. In particolare, questo è avvenuto nel cantiere della I Pt_2 camion più accettabili e più nuovi erano presenti solo nel cantiere 'COCIV'. Le cabine di questi mezzi sono per lo più non ermetiche. Esse sono prive di aria condizionata e vanno tenuti aperti i finestrini per il ricambio dell'aria. I sedili erano scarsamente ammortizzati, tanto che – e parlo per esperienza personale perché anch'io li ho condotti – a bordo dei mezzi in questione si avvertono continue vibrazioni e, talvolta, dei veri e propri colpi alla schiena e all'osso sacro. Preciso, in ogni caso, che le vibrazioni riguardano tutto il corpo. Per quanto riguarda la polvere, nei cantieri la situazione non era uguale. Nel cantiere ' Quadrio' il tunnel era più corto e quindi il ricambio di aria tramite 'ventolino' era un po' più efficace.
Comunque, in tutti i cantieri nominati c'erano polveri generate dallo scavo, dal lancio del cemento spritz- beton e dovute al transito dei mezzi. Nei vari cantieri la polvere era generata anche dagli esplosivi utilizzati quando il fronte era duro.
Anche negli altri cantieri c'era un sistema di ventilazione, ma l'aria era più scarsa soprattutto nei cantieri 'SELI' e 'COCIV' ove la galleria era più lunga. In pratica l'aria veniva sempre spostata all'interno della stessa galleria ma non fuoriusciva.”
ADR Avv. Sorace: “Usavamo mascherine FFP2; preciso, però, che spesso nel lavorazioni dovevamo toglierle e, in particolare, nella posa delle centine, perché impediva la comunicazione fra colleghi, in generale, era impossibile stare in galleria per otto ore indossando sempre la mascherina...”.
Teste CA: “…Il ricorrente svolgeva mansioni di pompista, minatore lancista 4 e minatore autista. Queste mansioni venivano svolte alternativamente in base alle esigenze lavorative (anche se prevalentemente il ricorrente svolgeva mansioni di autista) da tutti i membri della squadra;
per meglio spiegare il era con Parte_1 gli altri addetti alla squadra per le operazioni di scavo e, ultimate quest'ultime, si occupava del trasporto di materiale di risulta non appena si accumulava in quantità tali da dover essere smaltito. Dopo la rimozione del materiale di scavo il Parte_1 era di nuovo con noi per le operazioni di fissaggio del cemento e dei silicati alle pareti della galleria (spritz beton), che svolgeva da solo;
terminato il getto, noi altri componenti della squadra passavamo a fissare le centine e il ricorrente nel frattempo si dedicava al lavaggio in galleria della pompa spritz. Questa ultima operazione veniva svolta anche, all'occorrenza, con impiego di martello pneumatico quando il cemento intorno alla vaschetta si era interamente solidificato. Per quanto concerne lo stato dei mezzi condotti dal ricorrente, nel cantiere di Torino si utilizzavano camion modello 'Astra' con mezza cabina aperta, che erano scomodissimi, non ergonomici, senza aria condizionata;
in più l'idroguida del volante era così usurata che le manovre allo sterzo costringevano il conducente ad un impiego notevole di forza fisica. Lo so perché anch'io guidavo questo tipo di automezzi nel cantiere di Per quanto riguarda il cantiere COCIV, CP_2 ritengo che all'inizio del loro impiego i mezzi fossero efficienti, ma nel periodo in cui ho lavorato nel cantiere in questione erano usurati anche se non ai livelli di quelli dell'altro cantiere. Nel cantiere di Genova, dove ho lavorato col da Parte_1 febbraio/marzo 2019 a fine 2019/ inizio 2020, la situazione delle polveri nel cantiere era spesso critica perché a volte la pista della galleria non veniva bagnata, altre volte il relativo meccanismo era guasto sicché molto spesso la polvere sospesa era tale che ci si doveva fermare per non andare a finire contro i mezzi meccanici in movimento. In galleria c'era un sistema di aerazione con ventolino ossia un impianto con motore elettrico che immette in galleria aria proveniente dall'esterno.: senonché quest'aria esterna veniva immessa ad una certa velocità e, quindi, finiva contro il fronte scavo e tornava indietro sollevando polvere…”.
Il narrato dei testi indicati dal ricorrente, come già posto in rilievo, non è stato smentito dai testi indicati dall' , i quali hanno dichiarato di non CP_1
5 avere una conoscenza diretta dell'attività lavorativa del Sig. Parte_1
(“…Non conosco il ricorrente personalmente. So che il suo nome era inserito fra i componenti di una delle squadre presso il Cantiere DCL1 Fegino per la realizzazione del valico dei Giovi. Non ne ricordo le mansioni. Può darsi che fosse pompista lancista, come aveva indicato nel questionario di cui all'Allegato 1 della produzione di cui alla comparsa di costituzione , che ora mi viene mostrato”. CP_1
Escusso sui capitoli di prova articolati in memoria di costituzione ammessi, a domanda risponde: Capitolo 1: “Confermo la circostanza quanto alla tipologia della movimentazione dei carichi del pompista lancista, anche se non posso confermare la specifica frequenza degli atti lavorativi”. Capitolo 2: “Confermo la circostanza di cui al capitolo 2, precisando che quanto esposto si riferisce alla mansione di minatore che non era quella prevalentemente svolta dal ricorrente che, come già detto, dovrebbe essere stata quella di pompista lancista…”; teste Tes_4
, già responsabile dell'ufficio tecnico e direttore di cantiere alle
[...] dipendenze del dal 2014 al 2022; “…Pur non conoscendo Controparte_3 personalmente il ricorrente ho assunto informazioni presso l'ufficio del personale del COCIV, verificando che il sig. ha lavorato per il dall'11 Parte_1 CP_3 febbraio 2019 al 31 maggio 2019 come pompista lancista in un cantiere in provincia di Genova per la realizzazione della galleria ferroviaria alta velocità
MilanoGenova. In quel cantiere e in quel periodo mi sono recato personalmente e può darsi che abbia incontrato il ricorrente, ma non saprei riconoscerlo. Per quanto riguarda le attività di movimentazione dei carichi del posso dire quanto Parte_1 segue: in un turno lavorativo possono essere montate da una a due centine. Nel caso di una centina vengono montate fra le quindici e venti catene e la durata dell'operazione è dai quindici i trenta minuti. Nel caso di due centine il numero delle catene e i tempi raddoppiano. Le catene pesano quattro/cinque chili ciascuna.
Il montaggio delle catene della centina avviene posizionandone le estremità in degli occhielli ove si incastrano liberamente o forzate con colpi di mazza. Durante il turno lavorativo si devono posizionare più catene perché collegano fra loro le centine metalliche. Per quanto riguarda la movimentazione e l'aggancio catene di sollevamento su mezzo operativo preciso che un fascio di catene viene sollevato 6 meccanicamente e riposto nel cestello con un mezzo meccanico dove l'operatore, tagliato il filo di ferro che le unisce, le movimenta manualmente. Quando non c'è un mezzo di sollevamento, il fil di ferro che unisce le catene viene tagliato a terra e le catene vengono posizionate manualmente e singolarmente nel cestello…”; teste responsabile del Servizio di Prevenzione e Testimone_5
Protezione del ). Controparte_3
In definitiva i testi hanno dichiarato di non aver mai visto il ricorrente lavorare ed hanno descritto condizioni di lavoro a questi non specificamente riferibili.
Proprio la natura delle mansioni svolte, le particolari modalità della loro esecuzione e la reiterazione nel tempo dei descritti compiti consentono allora di ritenere che le patologie denunciate abbiano una origine professionale, quanto meno incidente in termini concausali.
Da qui, la decisione di procedere ad una consulenza medico – legale.
Ebbene, il consulente d'ufficio, dott. espletate le Persona_1 necessarie indagini, ha diagnosticato che il ricorrente è affetto da
“protrusione discale L4- L5 in canale lombare stretto su base degenerativa artrosica;
bulging discale in L1-L2; ernia discale L5-S1; ipertensione arteriosa;
esiti di pregressa tonsillectomia;
tendinosi di grado elevato del sovra spinoso spalla dx;
poliartralgia e mialgia diffusa in poliartrosi;
lombosciatalgia cronica recidivante refrattaria alla terapia farmacologica;
BPCO stadio III Gold;
sindrome bronchiectasica;
quadro compatibile per silicosi”.
Ha precisato l'Ausiliare, rimarcando la circostanza, già emersa dalle deposizioni testimoniali, relativa ad un impegno lavorativo di otto ore per sei giorni la settimana e di un inizio dell'attività di autista specializzato minatore nel 1986, che agli atti sono presenti“…Un estratto contributivo da cui si evince il suo lavoro dipendente (dal 1981 al 2011) in aziende che hanno operato nella realizzazione di scavi in galleria;
Oltre 22 buste paga (comprendenti un arco temporale compreso fra il 1991 e il 2024) che riportano indennità per lavoro in galleria;
Un documento di valutazione rischi da movimentazione manuale dei carichi (del 10.05.2017) COCIV – Infrastrutture ferroviarie strategiche definite 7 dalla legge obiettivo n° 443/01 Tratta AV/AC Milano – Genova “Terzo Valico dei
Giovi” – cantiere operativo C.O.L. 2 – Fegino;
N°3 copie “Giudizio Conclusivo di idoneità alla mansione” in cui vengono descritti specifici rischi lavorativi (rumore, vibrazioni, polveri, postura, microclima, macroclima, lavoro notturno, tempo di esposizione di 235 giorni l'anno); Una cospicua documentazione medica fra cui:
Visita specialistica neurochirurgica del 20 agosto 2020 -Casa della Salute s.r.l. -
Busalla – Genova (Da cui si evince presenza di ernia discale L4 -L5 in canale lombare stretto su base degenerativa); RMN COLONNA LOMBO SACRALE –
Centro ANMI del 15.06.2023 (nel quale viene riportato Bulging discale intraforaminale dx, protrusione discale ad ampio raggio L4-L5, ernia discale L5-S1,
Fenomeni di natura discomalacica a carico dei dischi intersomatici); Referto fisiatrico A.O. “ – – ” U.O.S.D. Recupero e CP_4 CP_5 CP_6
Riabilitazione del 24.03.2025 (nel quale viene riportato: Poliartralgie e mialgie diffuse in poliartrosi, limitazione dell'articolazione della spalla dx con dolenzia in tendinosi di grado elevato del sovraspinoso, tenosinovite Del capo lungo del bicipite, lombosciatalgia cronica recidivante refrattaria alla terapia farmacologica in ernia discale in canale stretto lombare, limitazione nella flesso estensione del rachide lombosacrale, Difficoltà a mantenere la stazione eretta prolungata, facile stancabilità muscolare); pletismografia corporea – A.O. Cosenza “Annunziata” –
U.O.C. Pneumologia del 17.04.2025 (da cui risulta Sindrome disventilatoria con aumento degli indici di iper insufflazione polmonare); Referto pneumologico
[...]
Dipartimento di Cardiologia e Discipline Specialistiche Unità Operativa CP_7
Complessa di Pneumologia - Ambulatorio del Controparte_8
24.04.2025 (Nel quale viene riportato dispnea da sforzo broncopneumopatia cronica ostruttiva stadio III Gold, sindrome bronchiectasica: quadro compatibile per silicosi) ”.
Dopo aver evidenziato le diverse fasi in cui si articolano gli scavi nelle gallerie (preconsolidamento dell'area, getto del calcestruzzo, perforazione, infilaggio di tubi in vetroresina, ulteriori iniezioni di cemento, impermeabilizzare della volta, rivestimento definitivo in calcestruzzo attraverso un carro “spruzzo) l'Ausiliare ha condivisibilmente rilevato che 8 “nonostante l'automazione e i sistemi di protezione e prevenzione, le articolazioni, soprattutto quelle della spalla e degli arti superiori in toto (gomito, polso e mano), vengono considerevolmente sollecitati in ogni loro fisiologico ambito di movimento
(flesso estensione, rotazione, adduzione, abduzione, etc.) determinando un sovraccarico biomeccanico in grado di determinare processi flogistici cronici, manifestazioni artrosiche gravi e deficit funzionali conseguenti a traumi ripetuti.
Altresì, le vibrazioni, i movimenti ripetitivi, le posture scorrette e il sollevamento di pesi porta a un sovraccarico biomeccanico capace di determinare problemi alla colonna vertebrale, in particolare nella zona lombare e cervicale (ernie discali, degenerazioni precoci della colonna vertebrale). A questo, si aggiunge la considerevole quantità di polveri nocive respirate per via delle lunghe ore di lavoro anche notturno e a temperature disagevoli che rendono non possibile l'uso continuativo dei dispositivi di protezione. Come spiegato dalla bibliografia specialistica, l'operaio minatore, durante lo scavo di una galleria, respira una miscela di aria e polveri che include polveri di roccia, tra cui la silice. Tutto ciò considerato, v'è riscontro delle infermità lamentate, la cui causa o concausa determinante può essere ricondotta all'attività lavorativa svolta dal periziato. Le stesse patologie hanno carattere permanente, determinando una incidenza sull'integrità psicofisica del ricorrente…”.
Ha concluso nel senso della ricorrenza di un grado di menomazione complessiva dell'integrità psico-fisica pari al 20% (6%, voce codice 333 per la silicosi;
8%, voce codice 223, per analogia e con adeguata riduzione, per la sindrome da sovraccarico biomeccanico della spalla destra;
8%, voce codice 213, per l'ernia discale lombare).
Le conclusioni raggiunte dal consulente medico legale sono corrette ed in particolare è corretta la diagnosi relativa alla silicosi, sulla quale in particolare si appuntano le osservazioni articolate dall' nelle note CP_1 scritte in sostituzione dell'udienza depositate in data 11.09.2025.
La diagnosi, infatti, è il frutto di una valutazione incrociata che tiene conto dell'anamnesi lavorativa e dei dati evincibili dalla documentazione medica in atti. 9 L'anamnesi lavorativa descrive un'attività pluriennale di esposizione a polveri, soprattutto di silice.
La Tac eseguita il 9.12.2021 presso Casa della Salute di Genova già evidenziava la presenza di tralci fibrosi polmonari e micronoduli, che sono segni compatibili con un quadro di silicosi.
La Tac eseguita il 26.03.2025 presso MediLab di Taverna di Montalto
Uffugo evidenzia formazioni nodulari, anche calcifiche, che sono da porre in relazione ad esiti granulomatosi anche flogistici, vale a dire infiammazioni causate dalla polvere di silice.
La pletismografia, che misura i volumi polmonari, effettuata 17.04.2025 presso l ha evidenziato una sindrome Controparte_9 disventilatoria.
Il certificato dell' del 24.04.2025, in cui si Controparte_9 parla di quadro compatibile con silicosi, ha tenuto conto degli esami precedentemente effettuati che, incrociati con l'anamnesi lavorativa e i sintomi di tosse e dispnea in soggetto non fumatore, ha consentito al CTU di riconoscere, appunto, un quadro di silicosi.
Quanto alla compresenza della BPCO, è vero che la silicosi e la broncopneumopatia cronica ostruttiva sono malattie polmonari distinte, ma sono entrambe da ricondurre alla stessa esposizione alla polvere di silice (si tratta di sintomatologie sovrapposte alla stessa esposizione professionale).
Quanto alla decorrenza del grado complessivo della menomazione l'Ausiliare, sulla base delle certificazioni in atti, l'ha individuata nel mese di aprile 2025 (epoca dell'accertamento della silicosi) precisando quanto all'ernia discale lombare che la decorrenza della percentuale accertata (8%) va fatta risalire alla domanda amministrativa del 17.09.2020.
Le conclusioni cui è pervenuto il CTU, non oggetto di osservazioni da parte dell , sono sorrette da esaurienti e convincenti argomentazioni di CP_1 carattere scientifico per cui meritano di essere condivise.
Ai sensi dell'art. 13 del D.lgs. n. 38/2000, essendo le menomazioni accertate di grado superiore al 16%, in favore del ricorrente deve essere costituita una 10 rendita per inabilità permanente.
L va quindi condannato a costituire una rendita per inabilità CP_1 permanente pari al 20%, con la decorrenza sopra indicata, oltre al pagamento dei ratei maturati e maturandi e degli interessi legali dal 121° giorno dall'insorgenza del diritto ai singoli ratei fino al soddisfo nei limiti di cui all'art. 16 L. n. 412/91.
Le spese di lite, compensate al 50% attesa la decorrenza della rendita da epoca di non poco successiva alla fase amministrativa, seguono la soccombenza.
Parimenti a carico dell' vanno poste le spese di CTU, liquidate come CP_1 da separato decreto.
P.Q.M.
Dichiara che il ricorrente è affetto da malattie professionali (silicosi, 6% di danno biologico, sindrome da sovraccarico biomeccanico della spalla destra, 8%, ernia discale lombare, 8%) con postumi complessivi di grado pari al 20% di danno biologico.
Condanna l' a costituire in favore del ricorrente una rendita per CP_1 inabilità permanente pari al 20%, con decorrenza dal mese di aprile 2025
(dal 17.09.2020 per il danno biologico dell'8% connesso all'ernia discale lombare, con indennizzo in capitale), oltre al pagamento dei ratei maturati e maturandi e degli interessi legali dal 121° giorno dall'insorgenza del diritto ai singoli ratei fino al soddisfo nei limiti di cui all'art. 16 L. n. 412/91.
Pone a carico dell' le spese di consulenza, che si liquidano come da CP_1 separato decreto, e le spese di lite che, già compensate al 50%, liquida in euro 2.319,00, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfetarie come per legge, per competenze, e in euro 43,00 per esborsi, con distrazione.
Cosenza, 16/09/2025
IL GIUDICE dott. Vincenzo Lo Feudo
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SEZIONE CONTROVERSIE DI LAVORO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Cosenza, in composizione monocratica, in funzione di
Giudice del Lavoro, nella persona del dott. Vincenzo Lo Feudo, ha pronunciato la seguente sentenza nella causa iscritta al n. 1383/2023 RGAC
TRA
, rappresentato e difeso dall'avv. LUCIANA Parte_1
ESPOSITO
ricorrente
E
in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso CP_1 dall'avv. ILARIO ANTONIO SORACE
resistente
Oggetto: prestazioni per malattia professionale
FATTO E MOTIVI DELLA DECISIONE
Con ricorso ritualmente notificato il Sig. conveniva in Parte_1 giudizio l' , chiedendo, previo accertamento della natura e CP_1 dell'origine professionale delle patologie da cui è affetto (ernia discale lombare;
sindrome da sovraccarico biomeccanico della spalla dx;
silicosi polmonare) una condanna dell'Istituto alla erogazione delle conseguenti prestazioni previdenziali, negate in sede amministrativa.
Rilevava che l'istituto non aveva riconosciuto l'origine professionale delle malattie e la stessa sussistenza della silicosi, avendo ritenuto che il rischio lavorativo a cui il ricorrente è stato esposto (svolgendo mansioni di minatore autista e minatore lancista dal 1986 ad oggi senza soluzione di continuità), non fosse idoneo a provocare le malattie denunciate.
Si costituiva l' e chiedeva il rigetto della domanda, escludendo la CP_1
1 natura professionale delle patologie lamentate dal ricorrente.
Nel corso del giudizio venivano sentiti i testi indicati dalle parti ed espletata una consulenza medico – legale.
La causa veniva, quindi, rinviata per la discussione all'udienza del
15.09.2025, sostituita dal deposito di note scritte ex art. 127 ter c.p.c.
Le parti hanno tempestivamente depositato le note scritte in sostituzione dell'udienza.
La domanda è fondata e merita accoglimento per quanto di ragione.
Il ricorrente ha dedotto di aver contratto le patologie per le quali chiede di essere indennizzato a causa dello svolgimento, sin dal 1986, dell'attività lavorativa prestata disimpegnando mansioni di minatore autista e di minatore lancista, impegnato in lavori di realizzazione e rifacimento di gallerie autostradali e ferroviarie, utilizzando strumenti vibranti e pesanti come il demolitore ad aria compressa e la mazza per la centina, effettuando manualmente carichi e spostamenti di materiale (tavole; ferro;
montaggio tubazione acqua ed aria compressa) e rimanendo esposto all'inalazione prolungata di polveri di silice e di altre polveri e sostanze aereodisperse in ambienti chiusi.
Ciò premesso, osserva il Tribunale che dalla prova per testi è emersa chiaramente l'origine professionale delle denunciate patologie, avendo i testimoni escussi, e Testimone_1 Testimone_2 Tes_3
, colleghi di lavoro del confermato, senza idonee
[...] Parte_1 smentite da parte dei testi indicati dalla parte convenuta, che l'attività lavorativa svolta dal ricorrente, impegnato nella costruzione di gallerie stradali e ferroviarie, comportava il sollevamento di carichi manuali frequenti e prolungati, l'utilizzo di strumenti vibranti e l'esposizione a polveri di silicio;
tanto, nell'esecuzione delle suddette prestazioni per almeno otto ore al giorno e per sei giorni la settimana.
“Il ricorrente prevalentemente era lancista e, come tale, procedeva all'applicazione del cemento (spritz- beton) sia sulle centine che sul fronte di scavo tramite un 2 macchinario comandato a distanza. Intervallava a questa fase lavorativa quella di conducente del camion che prelevava il materiale di scavo e lo portava in discarica, ubicata sempre all'interno del cantiere e da raggiungere su strade sterrate. I camion utilizzati in galleria, come sempre capita, erano quelli usurati e non facilmente utilizzabili per altri impieghi. Io stesso ho condotto questi camion e posso dire che la cabina del conducente non era chiusa ermeticamente e il posto guida non era ben ammortizzato, tanto che si avvertivano vibrazioni e scosse. Preciso ancora che, una volta ultimato lo scavo e quando non doveva impiegare il camion, il sig. Parte_1 collaborava anche alla fase, successiva allo scavo di posa delle centine. In tale ultima fase utilizzava all'occorrenza soprattutto la mazza e, anche, il demolitore ad aria compressa. La rete elettrosaldata da posare sulla centina veniva portata sul posto con un mezzo meccanico e poi sollevata da terra ed applicata manualmente da almeno due persone, tra cui, quando capitava, anche il Sig. . Preciso che Parte_1 in fase di preparazione del cantiere il ricorrente, come gli altri addetti, procedeva al trasporto e posa di tavole, tubi metallici e tubi in gomma. Questo materiale veniva avvicinato il più possibile sul posto di interesse tramite mezzi meccanici e poi veniva movimentato da un paio di operatori, compreso, quando capitava, lo stesso ricorrente. La galleria era un ambiente polveroso. Le polveri erano prodotte sia dalla macchina che spruzzava il cemento sia dalle operazioni di scavo. Anche i camion sollevavano polveri e rilasciavano gas di scarico.” ADR Avv. Sorace: “In entrambi i cantieri c'era un sistema di aerazione tramite una tubazione che immetteva aria dall'esterno all'interno; l'aria respirabile effettivamente, tuttavia, era sempre meno di quella immessa dal sistema di aerazione. ADR Avv. Sorace: Avevamo in dotazione e usavamo mascherine usa e getta senza filtri…” (teste ). Tes_1
Teste “…il ha svolto sempre le medesime attività di Tes_2 Parte_1 minatore, minatore lancista, autista e pompista. Tra queste mansioni quella prevalente erano quelle di minatore e minatore lancista. Quando lavorava come lancista, era addetto alla pulsantiera della macchina che spruzza la miscela di cemento aria e silicati che va a riempire le centine. Dopo il fissaggio della miscela, il lancista deve ripulire la vasca in cui si era depositato il cemento. Questa pulizia avviene con strumenti quali la mazza o il demolitore perché il cemento è a presa 3 rapida e si indurisce subito anche nella vasca. A questa mansione intervallava quella di minatore, che consiste nel montaggio di centine e catene. La centina viene sollevata con un macchinario apposito;
le catene vengono, invece, fissate manualmente tramite mazze o con le stesse catene: questo da parte di uno o due operatori sopra una cesta. Per quanto riguarda le mansioni di autista, dopo lo scavo si produce materiale che va portato in discarica. In questa fase il sig. Parte_1 conduceva un camion all'interno della galleria e, poi, fino alla discarica. In alcuni cantieri la discarica era all'esterno, mentre in altri era all'interno e, in questi casi, la strada era sempre sterrata. I mezzi utilizzati erano per lo più usurati, anche perché nelle gallerie in cui è presente del gas ne occorrono di speciali per evitare il rischio di esplosioni. In particolare, questo è avvenuto nel cantiere della I Pt_2 camion più accettabili e più nuovi erano presenti solo nel cantiere 'COCIV'. Le cabine di questi mezzi sono per lo più non ermetiche. Esse sono prive di aria condizionata e vanno tenuti aperti i finestrini per il ricambio dell'aria. I sedili erano scarsamente ammortizzati, tanto che – e parlo per esperienza personale perché anch'io li ho condotti – a bordo dei mezzi in questione si avvertono continue vibrazioni e, talvolta, dei veri e propri colpi alla schiena e all'osso sacro. Preciso, in ogni caso, che le vibrazioni riguardano tutto il corpo. Per quanto riguarda la polvere, nei cantieri la situazione non era uguale. Nel cantiere ' Quadrio' il tunnel era più corto e quindi il ricambio di aria tramite 'ventolino' era un po' più efficace.
Comunque, in tutti i cantieri nominati c'erano polveri generate dallo scavo, dal lancio del cemento spritz- beton e dovute al transito dei mezzi. Nei vari cantieri la polvere era generata anche dagli esplosivi utilizzati quando il fronte era duro.
Anche negli altri cantieri c'era un sistema di ventilazione, ma l'aria era più scarsa soprattutto nei cantieri 'SELI' e 'COCIV' ove la galleria era più lunga. In pratica l'aria veniva sempre spostata all'interno della stessa galleria ma non fuoriusciva.”
ADR Avv. Sorace: “Usavamo mascherine FFP2; preciso, però, che spesso nel lavorazioni dovevamo toglierle e, in particolare, nella posa delle centine, perché impediva la comunicazione fra colleghi, in generale, era impossibile stare in galleria per otto ore indossando sempre la mascherina...”.
Teste CA: “…Il ricorrente svolgeva mansioni di pompista, minatore lancista 4 e minatore autista. Queste mansioni venivano svolte alternativamente in base alle esigenze lavorative (anche se prevalentemente il ricorrente svolgeva mansioni di autista) da tutti i membri della squadra;
per meglio spiegare il era con Parte_1 gli altri addetti alla squadra per le operazioni di scavo e, ultimate quest'ultime, si occupava del trasporto di materiale di risulta non appena si accumulava in quantità tali da dover essere smaltito. Dopo la rimozione del materiale di scavo il Parte_1 era di nuovo con noi per le operazioni di fissaggio del cemento e dei silicati alle pareti della galleria (spritz beton), che svolgeva da solo;
terminato il getto, noi altri componenti della squadra passavamo a fissare le centine e il ricorrente nel frattempo si dedicava al lavaggio in galleria della pompa spritz. Questa ultima operazione veniva svolta anche, all'occorrenza, con impiego di martello pneumatico quando il cemento intorno alla vaschetta si era interamente solidificato. Per quanto concerne lo stato dei mezzi condotti dal ricorrente, nel cantiere di Torino si utilizzavano camion modello 'Astra' con mezza cabina aperta, che erano scomodissimi, non ergonomici, senza aria condizionata;
in più l'idroguida del volante era così usurata che le manovre allo sterzo costringevano il conducente ad un impiego notevole di forza fisica. Lo so perché anch'io guidavo questo tipo di automezzi nel cantiere di Per quanto riguarda il cantiere COCIV, CP_2 ritengo che all'inizio del loro impiego i mezzi fossero efficienti, ma nel periodo in cui ho lavorato nel cantiere in questione erano usurati anche se non ai livelli di quelli dell'altro cantiere. Nel cantiere di Genova, dove ho lavorato col da Parte_1 febbraio/marzo 2019 a fine 2019/ inizio 2020, la situazione delle polveri nel cantiere era spesso critica perché a volte la pista della galleria non veniva bagnata, altre volte il relativo meccanismo era guasto sicché molto spesso la polvere sospesa era tale che ci si doveva fermare per non andare a finire contro i mezzi meccanici in movimento. In galleria c'era un sistema di aerazione con ventolino ossia un impianto con motore elettrico che immette in galleria aria proveniente dall'esterno.: senonché quest'aria esterna veniva immessa ad una certa velocità e, quindi, finiva contro il fronte scavo e tornava indietro sollevando polvere…”.
Il narrato dei testi indicati dal ricorrente, come già posto in rilievo, non è stato smentito dai testi indicati dall' , i quali hanno dichiarato di non CP_1
5 avere una conoscenza diretta dell'attività lavorativa del Sig. Parte_1
(“…Non conosco il ricorrente personalmente. So che il suo nome era inserito fra i componenti di una delle squadre presso il Cantiere DCL1 Fegino per la realizzazione del valico dei Giovi. Non ne ricordo le mansioni. Può darsi che fosse pompista lancista, come aveva indicato nel questionario di cui all'Allegato 1 della produzione di cui alla comparsa di costituzione , che ora mi viene mostrato”. CP_1
Escusso sui capitoli di prova articolati in memoria di costituzione ammessi, a domanda risponde: Capitolo 1: “Confermo la circostanza quanto alla tipologia della movimentazione dei carichi del pompista lancista, anche se non posso confermare la specifica frequenza degli atti lavorativi”. Capitolo 2: “Confermo la circostanza di cui al capitolo 2, precisando che quanto esposto si riferisce alla mansione di minatore che non era quella prevalentemente svolta dal ricorrente che, come già detto, dovrebbe essere stata quella di pompista lancista…”; teste Tes_4
, già responsabile dell'ufficio tecnico e direttore di cantiere alle
[...] dipendenze del dal 2014 al 2022; “…Pur non conoscendo Controparte_3 personalmente il ricorrente ho assunto informazioni presso l'ufficio del personale del COCIV, verificando che il sig. ha lavorato per il dall'11 Parte_1 CP_3 febbraio 2019 al 31 maggio 2019 come pompista lancista in un cantiere in provincia di Genova per la realizzazione della galleria ferroviaria alta velocità
MilanoGenova. In quel cantiere e in quel periodo mi sono recato personalmente e può darsi che abbia incontrato il ricorrente, ma non saprei riconoscerlo. Per quanto riguarda le attività di movimentazione dei carichi del posso dire quanto Parte_1 segue: in un turno lavorativo possono essere montate da una a due centine. Nel caso di una centina vengono montate fra le quindici e venti catene e la durata dell'operazione è dai quindici i trenta minuti. Nel caso di due centine il numero delle catene e i tempi raddoppiano. Le catene pesano quattro/cinque chili ciascuna.
Il montaggio delle catene della centina avviene posizionandone le estremità in degli occhielli ove si incastrano liberamente o forzate con colpi di mazza. Durante il turno lavorativo si devono posizionare più catene perché collegano fra loro le centine metalliche. Per quanto riguarda la movimentazione e l'aggancio catene di sollevamento su mezzo operativo preciso che un fascio di catene viene sollevato 6 meccanicamente e riposto nel cestello con un mezzo meccanico dove l'operatore, tagliato il filo di ferro che le unisce, le movimenta manualmente. Quando non c'è un mezzo di sollevamento, il fil di ferro che unisce le catene viene tagliato a terra e le catene vengono posizionate manualmente e singolarmente nel cestello…”; teste responsabile del Servizio di Prevenzione e Testimone_5
Protezione del ). Controparte_3
In definitiva i testi hanno dichiarato di non aver mai visto il ricorrente lavorare ed hanno descritto condizioni di lavoro a questi non specificamente riferibili.
Proprio la natura delle mansioni svolte, le particolari modalità della loro esecuzione e la reiterazione nel tempo dei descritti compiti consentono allora di ritenere che le patologie denunciate abbiano una origine professionale, quanto meno incidente in termini concausali.
Da qui, la decisione di procedere ad una consulenza medico – legale.
Ebbene, il consulente d'ufficio, dott. espletate le Persona_1 necessarie indagini, ha diagnosticato che il ricorrente è affetto da
“protrusione discale L4- L5 in canale lombare stretto su base degenerativa artrosica;
bulging discale in L1-L2; ernia discale L5-S1; ipertensione arteriosa;
esiti di pregressa tonsillectomia;
tendinosi di grado elevato del sovra spinoso spalla dx;
poliartralgia e mialgia diffusa in poliartrosi;
lombosciatalgia cronica recidivante refrattaria alla terapia farmacologica;
BPCO stadio III Gold;
sindrome bronchiectasica;
quadro compatibile per silicosi”.
Ha precisato l'Ausiliare, rimarcando la circostanza, già emersa dalle deposizioni testimoniali, relativa ad un impegno lavorativo di otto ore per sei giorni la settimana e di un inizio dell'attività di autista specializzato minatore nel 1986, che agli atti sono presenti“…Un estratto contributivo da cui si evince il suo lavoro dipendente (dal 1981 al 2011) in aziende che hanno operato nella realizzazione di scavi in galleria;
Oltre 22 buste paga (comprendenti un arco temporale compreso fra il 1991 e il 2024) che riportano indennità per lavoro in galleria;
Un documento di valutazione rischi da movimentazione manuale dei carichi (del 10.05.2017) COCIV – Infrastrutture ferroviarie strategiche definite 7 dalla legge obiettivo n° 443/01 Tratta AV/AC Milano – Genova “Terzo Valico dei
Giovi” – cantiere operativo C.O.L. 2 – Fegino;
N°3 copie “Giudizio Conclusivo di idoneità alla mansione” in cui vengono descritti specifici rischi lavorativi (rumore, vibrazioni, polveri, postura, microclima, macroclima, lavoro notturno, tempo di esposizione di 235 giorni l'anno); Una cospicua documentazione medica fra cui:
Visita specialistica neurochirurgica del 20 agosto 2020 -Casa della Salute s.r.l. -
Busalla – Genova (Da cui si evince presenza di ernia discale L4 -L5 in canale lombare stretto su base degenerativa); RMN COLONNA LOMBO SACRALE –
Centro ANMI del 15.06.2023 (nel quale viene riportato Bulging discale intraforaminale dx, protrusione discale ad ampio raggio L4-L5, ernia discale L5-S1,
Fenomeni di natura discomalacica a carico dei dischi intersomatici); Referto fisiatrico A.O. “ – – ” U.O.S.D. Recupero e CP_4 CP_5 CP_6
Riabilitazione del 24.03.2025 (nel quale viene riportato: Poliartralgie e mialgie diffuse in poliartrosi, limitazione dell'articolazione della spalla dx con dolenzia in tendinosi di grado elevato del sovraspinoso, tenosinovite Del capo lungo del bicipite, lombosciatalgia cronica recidivante refrattaria alla terapia farmacologica in ernia discale in canale stretto lombare, limitazione nella flesso estensione del rachide lombosacrale, Difficoltà a mantenere la stazione eretta prolungata, facile stancabilità muscolare); pletismografia corporea – A.O. Cosenza “Annunziata” –
U.O.C. Pneumologia del 17.04.2025 (da cui risulta Sindrome disventilatoria con aumento degli indici di iper insufflazione polmonare); Referto pneumologico
[...]
Dipartimento di Cardiologia e Discipline Specialistiche Unità Operativa CP_7
Complessa di Pneumologia - Ambulatorio del Controparte_8
24.04.2025 (Nel quale viene riportato dispnea da sforzo broncopneumopatia cronica ostruttiva stadio III Gold, sindrome bronchiectasica: quadro compatibile per silicosi) ”.
Dopo aver evidenziato le diverse fasi in cui si articolano gli scavi nelle gallerie (preconsolidamento dell'area, getto del calcestruzzo, perforazione, infilaggio di tubi in vetroresina, ulteriori iniezioni di cemento, impermeabilizzare della volta, rivestimento definitivo in calcestruzzo attraverso un carro “spruzzo) l'Ausiliare ha condivisibilmente rilevato che 8 “nonostante l'automazione e i sistemi di protezione e prevenzione, le articolazioni, soprattutto quelle della spalla e degli arti superiori in toto (gomito, polso e mano), vengono considerevolmente sollecitati in ogni loro fisiologico ambito di movimento
(flesso estensione, rotazione, adduzione, abduzione, etc.) determinando un sovraccarico biomeccanico in grado di determinare processi flogistici cronici, manifestazioni artrosiche gravi e deficit funzionali conseguenti a traumi ripetuti.
Altresì, le vibrazioni, i movimenti ripetitivi, le posture scorrette e il sollevamento di pesi porta a un sovraccarico biomeccanico capace di determinare problemi alla colonna vertebrale, in particolare nella zona lombare e cervicale (ernie discali, degenerazioni precoci della colonna vertebrale). A questo, si aggiunge la considerevole quantità di polveri nocive respirate per via delle lunghe ore di lavoro anche notturno e a temperature disagevoli che rendono non possibile l'uso continuativo dei dispositivi di protezione. Come spiegato dalla bibliografia specialistica, l'operaio minatore, durante lo scavo di una galleria, respira una miscela di aria e polveri che include polveri di roccia, tra cui la silice. Tutto ciò considerato, v'è riscontro delle infermità lamentate, la cui causa o concausa determinante può essere ricondotta all'attività lavorativa svolta dal periziato. Le stesse patologie hanno carattere permanente, determinando una incidenza sull'integrità psicofisica del ricorrente…”.
Ha concluso nel senso della ricorrenza di un grado di menomazione complessiva dell'integrità psico-fisica pari al 20% (6%, voce codice 333 per la silicosi;
8%, voce codice 223, per analogia e con adeguata riduzione, per la sindrome da sovraccarico biomeccanico della spalla destra;
8%, voce codice 213, per l'ernia discale lombare).
Le conclusioni raggiunte dal consulente medico legale sono corrette ed in particolare è corretta la diagnosi relativa alla silicosi, sulla quale in particolare si appuntano le osservazioni articolate dall' nelle note CP_1 scritte in sostituzione dell'udienza depositate in data 11.09.2025.
La diagnosi, infatti, è il frutto di una valutazione incrociata che tiene conto dell'anamnesi lavorativa e dei dati evincibili dalla documentazione medica in atti. 9 L'anamnesi lavorativa descrive un'attività pluriennale di esposizione a polveri, soprattutto di silice.
La Tac eseguita il 9.12.2021 presso Casa della Salute di Genova già evidenziava la presenza di tralci fibrosi polmonari e micronoduli, che sono segni compatibili con un quadro di silicosi.
La Tac eseguita il 26.03.2025 presso MediLab di Taverna di Montalto
Uffugo evidenzia formazioni nodulari, anche calcifiche, che sono da porre in relazione ad esiti granulomatosi anche flogistici, vale a dire infiammazioni causate dalla polvere di silice.
La pletismografia, che misura i volumi polmonari, effettuata 17.04.2025 presso l ha evidenziato una sindrome Controparte_9 disventilatoria.
Il certificato dell' del 24.04.2025, in cui si Controparte_9 parla di quadro compatibile con silicosi, ha tenuto conto degli esami precedentemente effettuati che, incrociati con l'anamnesi lavorativa e i sintomi di tosse e dispnea in soggetto non fumatore, ha consentito al CTU di riconoscere, appunto, un quadro di silicosi.
Quanto alla compresenza della BPCO, è vero che la silicosi e la broncopneumopatia cronica ostruttiva sono malattie polmonari distinte, ma sono entrambe da ricondurre alla stessa esposizione alla polvere di silice (si tratta di sintomatologie sovrapposte alla stessa esposizione professionale).
Quanto alla decorrenza del grado complessivo della menomazione l'Ausiliare, sulla base delle certificazioni in atti, l'ha individuata nel mese di aprile 2025 (epoca dell'accertamento della silicosi) precisando quanto all'ernia discale lombare che la decorrenza della percentuale accertata (8%) va fatta risalire alla domanda amministrativa del 17.09.2020.
Le conclusioni cui è pervenuto il CTU, non oggetto di osservazioni da parte dell , sono sorrette da esaurienti e convincenti argomentazioni di CP_1 carattere scientifico per cui meritano di essere condivise.
Ai sensi dell'art. 13 del D.lgs. n. 38/2000, essendo le menomazioni accertate di grado superiore al 16%, in favore del ricorrente deve essere costituita una 10 rendita per inabilità permanente.
L va quindi condannato a costituire una rendita per inabilità CP_1 permanente pari al 20%, con la decorrenza sopra indicata, oltre al pagamento dei ratei maturati e maturandi e degli interessi legali dal 121° giorno dall'insorgenza del diritto ai singoli ratei fino al soddisfo nei limiti di cui all'art. 16 L. n. 412/91.
Le spese di lite, compensate al 50% attesa la decorrenza della rendita da epoca di non poco successiva alla fase amministrativa, seguono la soccombenza.
Parimenti a carico dell' vanno poste le spese di CTU, liquidate come CP_1 da separato decreto.
P.Q.M.
Dichiara che il ricorrente è affetto da malattie professionali (silicosi, 6% di danno biologico, sindrome da sovraccarico biomeccanico della spalla destra, 8%, ernia discale lombare, 8%) con postumi complessivi di grado pari al 20% di danno biologico.
Condanna l' a costituire in favore del ricorrente una rendita per CP_1 inabilità permanente pari al 20%, con decorrenza dal mese di aprile 2025
(dal 17.09.2020 per il danno biologico dell'8% connesso all'ernia discale lombare, con indennizzo in capitale), oltre al pagamento dei ratei maturati e maturandi e degli interessi legali dal 121° giorno dall'insorgenza del diritto ai singoli ratei fino al soddisfo nei limiti di cui all'art. 16 L. n. 412/91.
Pone a carico dell' le spese di consulenza, che si liquidano come da CP_1 separato decreto, e le spese di lite che, già compensate al 50%, liquida in euro 2.319,00, oltre IVA, CPA e rimborso spese forfetarie come per legge, per competenze, e in euro 43,00 per esborsi, con distrazione.
Cosenza, 16/09/2025
IL GIUDICE dott. Vincenzo Lo Feudo
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