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Sentenza 12 agosto 2025
Sentenza 12 agosto 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Monza, sentenza 12/08/2025, n. 187 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Monza |
| Numero : | 187 |
| Data del deposito : | 12 agosto 2025 |
Testo completo
P.U. n. 211/2025
L.G. n. 211-1/2025
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MONZA
Sezione Feriale
Il Tribunale di Monza, Sezione Feriale, composto dai magistrati
Dott.ssa Maria Gabriella Mariconda Presidente
Dott.ssa Caterina Giovanetti Giudice relatore
Dott.ssa Maria Teresa Latella Giudice riunito in camera di consiglio in data 7 agosto 2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento P.U. n. 211/2025 promosso con ricorso da
, con sede legale a UN (BG) in via Mazzini n.8 (C.F. ) ed in Parte_1 P.IVA_1 persona del legale rappresentante , rappresentata e difesa giusta procura in atti dall'avv. Parte_2
Sergio Stringhini di Bergamo (C.F. ), con studio in via Giovanni Pascoli n.7, il CodiceFiscale_1 quale, ai fini delle notificazioni, dichiara di voler ricevere e comunicazioni all'indirizzo PEC:
e al telefax 035231141, Email_1 contro
, con sede legale a Controparte_1
GN (MB) in via Parini n.22 (C.F. E P.IVA N. ) pec: P.IVA_2 Email_2
*****
Il Tribunale, esaminati gli atti e udita la relazione del Giudice Relatore, premesso che:
• con ricorso depositato in data 02 luglio 2025, la ha chiesto l'apertura del Parte_1 procedimento di liquidazione giudiziale nei confronti di Parte_3 • fissata l'udienza al 05/08/2025, il contraddittorio si è regolarmente costituito atteso che il ricorso è stato notificato via PEC in data 09 luglio 2025, a cura dell'ufficio, ai sensi dell'art. 40 comma 6
CCII;
• all'udienza è comparso personalmente l'amministratore e legale rappresentante della società convenuta sig. , il quale si è riportato a tutto quanto illustrato con breve resoconto Controparte_2 depositato in atti e ha dichiarato di non essere in grado di far fronte al pagamento dei debiti, mentre il procuratore del creditore ha insistito nell'accoglimento del ricorso;
• sono stati acquisiti i dati e i documenti indicati dall'art. 367 del CCII, in particolare: visura storica della società estratta dal Registro delle Imprese aggiornata al 04 agosto 2025, certificazione INPS al 18 luglio 2025; certificato AER al 17 luglio 2025; visura mancanza protesti al 4 agosto 2025;
• entro la data dell'udienza la società non ha depositato ricorso con richiesta di accesso ad uno strumento di regolazione della crisi e dell'insolvenza.
Ritenuto che: sussiste pregiudizialmente la Giurisdizione del Giudice Italiano ai sensi dell'art. 3, paragrafi 1,
Regolamento (UE) 2015/848, dato che la sede legale della ricorrente è situata in GN (MB) via
Parini n. 22 e non sono emersi elementi documentali e/o fattuali tali da far desumere una diversa ubicazione del COMI. Si deve quindi presumere la coincidenza tra sede legale dell'impresa e centro degli interessi principali (a tal proposito la Corte di Cassazione ha infatti statuito che: “..ai sensi dell'art. 3 paragrafo 1, Regolamento CE 29 maggio 2000, n. 1346/2000, competenti ad aprire la procedura d'insolvenza sono i giudici dello Stato membro nei cui territorio è situato il centro di interessi principali del debitore, dovendosi presumere - per le società di persone e le persone giuridiche - che il centro degli interessi coincida, fino a prova contraria, con il luogo in cui si trova la sede statutaria, sicché quando risulti accertata una discrepanza tra sede legale e sede effettiva, è l'ubicazione di quest'ultima a dover prevalere ed a costituire il criterio determinante della giurisdizione, sicché incombe sui creditori istanti
l'onere di provare fatti idonei a superare la presunzione di coincidenza tra sede statutaria ed effettivo centro di interessi della società” (cfr. Cassazione sez. un. 26.5.2016 n. 10925; in senso conforme Cassazione sez. un.
6.2.2015 n. 2243); sussiste, ai sensi dell'art. 27 del CCII, la competenza di questo Tribunale, atteso che il Comune di
GN (MB) rientra nel circondario dell'Ufficio ed ivi è situata la sede legale, risultante dal registro delle imprese;
sussiste la legittimazione attiva della ricorrente, creditrice della somma di € 5.964,80 oltre interessi e rivalutazione in virtù di decreto ingiuntivo n. 266/2025 emesso dal Giudice di Pace di Grumello del
Monte e precetto regolarmente notificato;
la società debitrice è soggetta alla disciplina sui procedimenti concorsuali ex artt. 1, 2 e 121 poiché esercita principalmente attività di lavori di completamento e finitur5a di edifici e non risultano elementi gravi precisi e concordanti dai quali dedurre la ricorrenza congiunta dei requisiti indicati all'art. 2 comma 1 lett. d); in particolare, quanto alle soglie per la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale indicate all'art. 2 comma 1 lett. d), si osserva che, anche a seguito dell'entrata in vigore del Codice, il legislatore onera la parte debitrice della dimostrazione di tali requisiti;
nel caso di specie la società debitrice non ha assolto all'onere della prova su di essa incombente ed in ogni caso dall'ultimo bilancio depositato relativo all'esercizio 20203 risultano ricavi delle vendite per
€ 457.880,00 e nel bilancio relativo all'esercizio 2022 risultano ricavi vendite per € 342.181,00;
• ricorre altresì il requisito di procedibilità di cui all'art. 49 comma 5, CCII, avendo la debitrice un debito nei confronti della ricorrente di € 5.964,80 e risultando, inoltre, debiti esattoriali per € 14.991,50
e debiti INPS per € 21.284,97 e così per un totale di € 42.241,27;
• quanto all'insolvenza, va premesso in diritto che l'art. 2, comma 1, CCII non ha innovato la definizione di stato d'insolvenza contenuta nell'art. 5 l.fall.
• deve dunque preliminarmente richiamarsi l'orientamento della Suprema Corte in punto di indici rilevatori dello stato di insolvenza: “l'insolvenza si identifica con uno stato di impotenza funzionale non transitoria
a soddisfare le obbligazioni inerenti all'impresa e si esprime, secondo una tipicità desumibile dai dati dell'esperienza economica, nell'incapacità di produrre beni o servizi con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze di impresa (prima fra tutte l'estinzione dei debiti), nonché nell'impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose decurtazioni del patrimonio (Cass. 27/3/2014 n. 7252, Cass. 28/7/1977 n. 3371). L'accertamento di una simile condizione si avvale dell'esistenza di fatti esteriori - quali inadempimenti o altre circostanze, con valore meramente indiziario e da apprezzarsi caso per caso - idonei a manifestare quello stato (Cass. 8/8/2013 n. 19027)”
(da ultimo in tal senso Cass. civ. Sez. I, Ord., (ud. 08/11/2018) 11-03-2019, n. 6978),
• può quindi desumersi lo stato di insolvenza sulla base di elementi quali: perdite di esercizio, relative all'anno precedente alla dichiarazione di apertura della liquidazione;
la pesante situazione debitoria;
inesistenza di liquidità; mancati adempimenti di debiti anche di modesto importo;
• nel caso di specie, ricorre una situazione di insolvenza dell'impresa desumibile:
- dall'esposizione debitoria maturata nei confronti dei ricorrenti (pari ad € 5.964,80) che, pur esigua, la debitrice non riesce a soddisfare come da sua dichiarazione in udienza;
- dall'esistenza, altresì, di debiti per cartelle notificate risultante dall'“elenco cartelle/avvisi” di
[...]
acquisito ai sensi dell'art. 367 del C.C.I.I per € 14.991,50 e dalla presenza di debiti Controparte_3
INPS per € 21.284,97;
- dalla mancata presentazione del bilancio 2024; quindi, non sussiste ragione idonea a dimostrare la mera accidentalità di tale situazione rispetto al fisiologico andamento dell'impresa; • come può desumersi dagli elementi sopra indicati, la versa effettivamente in Parte_3 stato di insolvenza non essendo più in grado di adempiere regolarmente le obbligazioni assunte.
Ritiene, pertanto, il Collegio che ricorrano i presupposti per la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale.
Tenuto conto nella nomina del Curatore dei criteri indicati dagli artt. 125, 356 e 358 CCI;
P.Q.M.
visti gli artt. 1, 2, 27, 28, 37, 40, 41, 42, 49, 54 e 121 CCI, e in particolare dell'organizzazione strutturata dello studio professionale, della precisione e professionalità dimostrata, in precedenti incarichi giudiziali, dal professionista indicato in dispositivo, dichiara
l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di Controparte_1
, con sede legale a GN (MB) in via Parini n.22 (C.F. E P.IVA N.
[...]
) pec: P.IVA_2 Email_2 dichiara la presente procedura “principale” ai sensi dell'art. 26 comma 4 CCII (art. 3 regolamento UE 2015/848) nomina la dott.ssa Caterina Giovanetti Giudice Delegato per la procedura nomina la dott.ssa (c.f. con studio in via Longhi 21 Monza Parte_4 C.F._2
(MB), pec , Curatore, che alla luce dell'organizzazione dello studio e Email_3 sulla base delle risultanze dei rapporti riepilogativi ex art. 130 u.c. CCI risulta allo stato in grado di rispettare i termini di cui all'art. 213 CCI, con invito ad accettare l'incarico entro due giorni dalla comunicazione della nomina;
autorizza il Curatore, con le modalità di cui agli artt. 155 quater, 155 quinquies e 155 sexies disp. att. c.p.c.:
1) ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
2) ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
3) ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all'art. 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla L.30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
4) ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
5) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice, ordina al legale rappresentante della società sottoposta a liquidazione giudiziale di depositare entro tre giorni i bilanci, le scritture contabili e fiscali obbligatorie - in formato digitale nei casi in cui la documentazione è tenuta a norma dell'art. 2215 bis c.c. - i libri sociali, le dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA dei tre esercizi precedenti, nonché l'elenco dei creditori corredato dall'indicazione del loro domicilio digitale, se già non eseguito a norma dell'art. 39 CCI;
stabilisce il giorno 2 DICEMBRE 2025 ore 11.30, per procedere all'esame dello stato passivo, davanti al Giudice
Delegato; assegna il termine perentorio di trenta giorni prima dell'adunanza per l'esame dello stato passivo, ai creditori ed a tutti i terzi che vantano diritti reali o personali su cose in possesso della società sottoposta a liquidazione giudiziale, perché presentino le relative domande di insinuazione e la documentazione allegata con le modalità di cui all'art. 201 CCI mediante trasmissione delle stesse all'indirizzo di posta elettronica certificata che sarà comunicato dal curatore e con spedizione da un indirizzo di posta elettronica certificata;
avvisa
i creditori e i terzi che tali modalità di presentazione non ammettono equipollenti, con la conseguenza che eventuali domande trasmesse mediante deposito o invio per posta presso la cancelleria e/o presso lo studio del Curatore, o mediante invio telematico presso la cancelleria, saranno considerate inammissibili e quindi come non pervenute;
nelle predette domande dovrà altresì essere indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale i ricorrenti intendono ricevere le comunicazioni dal
Curatore, con la conseguenza che, in mancanza di tale indicazione, le comunicazioni successive verranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria ai sensi dell'art. art.10, co. 3, CCI;
segnala al Curatore che deve tempestivamente comunicare al Registro delle Imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata relativo alla procedura al quale dovranno essere trasmesse le domande da parte dei creditori e dei terzi che vantano diritti reali o personali su beni in possesso della debitrice;
dispone la prenotazione a debito del presente atto e sue conseguenze a sensi dell'art. 146 DPR 30.05.02 n. 115; dispone che la presente sentenza venga notificata al debitore soggetto a liquidazione giudiziale, comunicata al
Curatore ed al ricorrente ed iscritta presso l'Ufficio del Registro delle imprese, ai sensi dell'art. 49, co.4,
CCI.
Così deciso in Monza nella camera di consiglio della Sezione Feriale del Tribunale di Monza del 7 agosto 2025
Il Giudice estensore il Presidente
Dott.ssa Caterina Giovanetti dott.ssa Maria Gabriella Mariconda
L.G. n. 211-1/2025
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MONZA
Sezione Feriale
Il Tribunale di Monza, Sezione Feriale, composto dai magistrati
Dott.ssa Maria Gabriella Mariconda Presidente
Dott.ssa Caterina Giovanetti Giudice relatore
Dott.ssa Maria Teresa Latella Giudice riunito in camera di consiglio in data 7 agosto 2025 ha pronunciato la seguente
SENTENZA nel procedimento P.U. n. 211/2025 promosso con ricorso da
, con sede legale a UN (BG) in via Mazzini n.8 (C.F. ) ed in Parte_1 P.IVA_1 persona del legale rappresentante , rappresentata e difesa giusta procura in atti dall'avv. Parte_2
Sergio Stringhini di Bergamo (C.F. ), con studio in via Giovanni Pascoli n.7, il CodiceFiscale_1 quale, ai fini delle notificazioni, dichiara di voler ricevere e comunicazioni all'indirizzo PEC:
e al telefax 035231141, Email_1 contro
, con sede legale a Controparte_1
GN (MB) in via Parini n.22 (C.F. E P.IVA N. ) pec: P.IVA_2 Email_2
*****
Il Tribunale, esaminati gli atti e udita la relazione del Giudice Relatore, premesso che:
• con ricorso depositato in data 02 luglio 2025, la ha chiesto l'apertura del Parte_1 procedimento di liquidazione giudiziale nei confronti di Parte_3 • fissata l'udienza al 05/08/2025, il contraddittorio si è regolarmente costituito atteso che il ricorso è stato notificato via PEC in data 09 luglio 2025, a cura dell'ufficio, ai sensi dell'art. 40 comma 6
CCII;
• all'udienza è comparso personalmente l'amministratore e legale rappresentante della società convenuta sig. , il quale si è riportato a tutto quanto illustrato con breve resoconto Controparte_2 depositato in atti e ha dichiarato di non essere in grado di far fronte al pagamento dei debiti, mentre il procuratore del creditore ha insistito nell'accoglimento del ricorso;
• sono stati acquisiti i dati e i documenti indicati dall'art. 367 del CCII, in particolare: visura storica della società estratta dal Registro delle Imprese aggiornata al 04 agosto 2025, certificazione INPS al 18 luglio 2025; certificato AER al 17 luglio 2025; visura mancanza protesti al 4 agosto 2025;
• entro la data dell'udienza la società non ha depositato ricorso con richiesta di accesso ad uno strumento di regolazione della crisi e dell'insolvenza.
Ritenuto che: sussiste pregiudizialmente la Giurisdizione del Giudice Italiano ai sensi dell'art. 3, paragrafi 1,
Regolamento (UE) 2015/848, dato che la sede legale della ricorrente è situata in GN (MB) via
Parini n. 22 e non sono emersi elementi documentali e/o fattuali tali da far desumere una diversa ubicazione del COMI. Si deve quindi presumere la coincidenza tra sede legale dell'impresa e centro degli interessi principali (a tal proposito la Corte di Cassazione ha infatti statuito che: “..ai sensi dell'art. 3 paragrafo 1, Regolamento CE 29 maggio 2000, n. 1346/2000, competenti ad aprire la procedura d'insolvenza sono i giudici dello Stato membro nei cui territorio è situato il centro di interessi principali del debitore, dovendosi presumere - per le società di persone e le persone giuridiche - che il centro degli interessi coincida, fino a prova contraria, con il luogo in cui si trova la sede statutaria, sicché quando risulti accertata una discrepanza tra sede legale e sede effettiva, è l'ubicazione di quest'ultima a dover prevalere ed a costituire il criterio determinante della giurisdizione, sicché incombe sui creditori istanti
l'onere di provare fatti idonei a superare la presunzione di coincidenza tra sede statutaria ed effettivo centro di interessi della società” (cfr. Cassazione sez. un. 26.5.2016 n. 10925; in senso conforme Cassazione sez. un.
6.2.2015 n. 2243); sussiste, ai sensi dell'art. 27 del CCII, la competenza di questo Tribunale, atteso che il Comune di
GN (MB) rientra nel circondario dell'Ufficio ed ivi è situata la sede legale, risultante dal registro delle imprese;
sussiste la legittimazione attiva della ricorrente, creditrice della somma di € 5.964,80 oltre interessi e rivalutazione in virtù di decreto ingiuntivo n. 266/2025 emesso dal Giudice di Pace di Grumello del
Monte e precetto regolarmente notificato;
la società debitrice è soggetta alla disciplina sui procedimenti concorsuali ex artt. 1, 2 e 121 poiché esercita principalmente attività di lavori di completamento e finitur5a di edifici e non risultano elementi gravi precisi e concordanti dai quali dedurre la ricorrenza congiunta dei requisiti indicati all'art. 2 comma 1 lett. d); in particolare, quanto alle soglie per la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale indicate all'art. 2 comma 1 lett. d), si osserva che, anche a seguito dell'entrata in vigore del Codice, il legislatore onera la parte debitrice della dimostrazione di tali requisiti;
nel caso di specie la società debitrice non ha assolto all'onere della prova su di essa incombente ed in ogni caso dall'ultimo bilancio depositato relativo all'esercizio 20203 risultano ricavi delle vendite per
€ 457.880,00 e nel bilancio relativo all'esercizio 2022 risultano ricavi vendite per € 342.181,00;
• ricorre altresì il requisito di procedibilità di cui all'art. 49 comma 5, CCII, avendo la debitrice un debito nei confronti della ricorrente di € 5.964,80 e risultando, inoltre, debiti esattoriali per € 14.991,50
e debiti INPS per € 21.284,97 e così per un totale di € 42.241,27;
• quanto all'insolvenza, va premesso in diritto che l'art. 2, comma 1, CCII non ha innovato la definizione di stato d'insolvenza contenuta nell'art. 5 l.fall.
• deve dunque preliminarmente richiamarsi l'orientamento della Suprema Corte in punto di indici rilevatori dello stato di insolvenza: “l'insolvenza si identifica con uno stato di impotenza funzionale non transitoria
a soddisfare le obbligazioni inerenti all'impresa e si esprime, secondo una tipicità desumibile dai dati dell'esperienza economica, nell'incapacità di produrre beni o servizi con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze di impresa (prima fra tutte l'estinzione dei debiti), nonché nell'impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose decurtazioni del patrimonio (Cass. 27/3/2014 n. 7252, Cass. 28/7/1977 n. 3371). L'accertamento di una simile condizione si avvale dell'esistenza di fatti esteriori - quali inadempimenti o altre circostanze, con valore meramente indiziario e da apprezzarsi caso per caso - idonei a manifestare quello stato (Cass. 8/8/2013 n. 19027)”
(da ultimo in tal senso Cass. civ. Sez. I, Ord., (ud. 08/11/2018) 11-03-2019, n. 6978),
• può quindi desumersi lo stato di insolvenza sulla base di elementi quali: perdite di esercizio, relative all'anno precedente alla dichiarazione di apertura della liquidazione;
la pesante situazione debitoria;
inesistenza di liquidità; mancati adempimenti di debiti anche di modesto importo;
• nel caso di specie, ricorre una situazione di insolvenza dell'impresa desumibile:
- dall'esposizione debitoria maturata nei confronti dei ricorrenti (pari ad € 5.964,80) che, pur esigua, la debitrice non riesce a soddisfare come da sua dichiarazione in udienza;
- dall'esistenza, altresì, di debiti per cartelle notificate risultante dall'“elenco cartelle/avvisi” di
[...]
acquisito ai sensi dell'art. 367 del C.C.I.I per € 14.991,50 e dalla presenza di debiti Controparte_3
INPS per € 21.284,97;
- dalla mancata presentazione del bilancio 2024; quindi, non sussiste ragione idonea a dimostrare la mera accidentalità di tale situazione rispetto al fisiologico andamento dell'impresa; • come può desumersi dagli elementi sopra indicati, la versa effettivamente in Parte_3 stato di insolvenza non essendo più in grado di adempiere regolarmente le obbligazioni assunte.
Ritiene, pertanto, il Collegio che ricorrano i presupposti per la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale.
Tenuto conto nella nomina del Curatore dei criteri indicati dagli artt. 125, 356 e 358 CCI;
P.Q.M.
visti gli artt. 1, 2, 27, 28, 37, 40, 41, 42, 49, 54 e 121 CCI, e in particolare dell'organizzazione strutturata dello studio professionale, della precisione e professionalità dimostrata, in precedenti incarichi giudiziali, dal professionista indicato in dispositivo, dichiara
l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di Controparte_1
, con sede legale a GN (MB) in via Parini n.22 (C.F. E P.IVA N.
[...]
) pec: P.IVA_2 Email_2 dichiara la presente procedura “principale” ai sensi dell'art. 26 comma 4 CCII (art. 3 regolamento UE 2015/848) nomina la dott.ssa Caterina Giovanetti Giudice Delegato per la procedura nomina la dott.ssa (c.f. con studio in via Longhi 21 Monza Parte_4 C.F._2
(MB), pec , Curatore, che alla luce dell'organizzazione dello studio e Email_3 sulla base delle risultanze dei rapporti riepilogativi ex art. 130 u.c. CCI risulta allo stato in grado di rispettare i termini di cui all'art. 213 CCI, con invito ad accettare l'incarico entro due giorni dalla comunicazione della nomina;
autorizza il Curatore, con le modalità di cui agli artt. 155 quater, 155 quinquies e 155 sexies disp. att. c.p.c.:
1) ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
2) ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
3) ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all'art. 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla L.30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
4) ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
5) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice, ordina al legale rappresentante della società sottoposta a liquidazione giudiziale di depositare entro tre giorni i bilanci, le scritture contabili e fiscali obbligatorie - in formato digitale nei casi in cui la documentazione è tenuta a norma dell'art. 2215 bis c.c. - i libri sociali, le dichiarazioni dei redditi, IRAP e IVA dei tre esercizi precedenti, nonché l'elenco dei creditori corredato dall'indicazione del loro domicilio digitale, se già non eseguito a norma dell'art. 39 CCI;
stabilisce il giorno 2 DICEMBRE 2025 ore 11.30, per procedere all'esame dello stato passivo, davanti al Giudice
Delegato; assegna il termine perentorio di trenta giorni prima dell'adunanza per l'esame dello stato passivo, ai creditori ed a tutti i terzi che vantano diritti reali o personali su cose in possesso della società sottoposta a liquidazione giudiziale, perché presentino le relative domande di insinuazione e la documentazione allegata con le modalità di cui all'art. 201 CCI mediante trasmissione delle stesse all'indirizzo di posta elettronica certificata che sarà comunicato dal curatore e con spedizione da un indirizzo di posta elettronica certificata;
avvisa
i creditori e i terzi che tali modalità di presentazione non ammettono equipollenti, con la conseguenza che eventuali domande trasmesse mediante deposito o invio per posta presso la cancelleria e/o presso lo studio del Curatore, o mediante invio telematico presso la cancelleria, saranno considerate inammissibili e quindi come non pervenute;
nelle predette domande dovrà altresì essere indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale i ricorrenti intendono ricevere le comunicazioni dal
Curatore, con la conseguenza che, in mancanza di tale indicazione, le comunicazioni successive verranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria ai sensi dell'art. art.10, co. 3, CCI;
segnala al Curatore che deve tempestivamente comunicare al Registro delle Imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata relativo alla procedura al quale dovranno essere trasmesse le domande da parte dei creditori e dei terzi che vantano diritti reali o personali su beni in possesso della debitrice;
dispone la prenotazione a debito del presente atto e sue conseguenze a sensi dell'art. 146 DPR 30.05.02 n. 115; dispone che la presente sentenza venga notificata al debitore soggetto a liquidazione giudiziale, comunicata al
Curatore ed al ricorrente ed iscritta presso l'Ufficio del Registro delle imprese, ai sensi dell'art. 49, co.4,
CCI.
Così deciso in Monza nella camera di consiglio della Sezione Feriale del Tribunale di Monza del 7 agosto 2025
Il Giudice estensore il Presidente
Dott.ssa Caterina Giovanetti dott.ssa Maria Gabriella Mariconda