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Sentenza 9 luglio 2025
Sentenza 9 luglio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Trani, sentenza 09/07/2025, n. 1620 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Trani |
| Numero : | 1620 |
| Data del deposito : | 9 luglio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI TRANI
SEZIONE LAVORO
Il giudice dott. Luca Caputo nel procedimento r.g.n. 7805/2024 avente ad oggetto: altre controversie in materia di assistenza obbligatoria ha pronunciato, ex artt. 429, 442 e 127 ter c.p.c., la seguente
SENTENZA
TRA
, nato a [...] il [...], rappresentata e Parte_1 difesa, in virtù di procura in calce al ricorso, dall'avv. Ettore
Marzano, presso il quale elettivamente domicilia come da ricorso
RICORRENTE
E
, in Controparte_1 persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso, in virtù di procura generale in atti, dall'avv. Antonio Bove e con questi elettivamente domiciliato in Andria, alla via Guido Rossa n. 12, presso la sede legale dell' CP_1
RESISTENTE
CONCLUSIONI
In data 9 luglio 2025 la causa è decisa mediante deposito telematico della sentenza, all'esito della trattazione scritta, disciplinata dall'art. 127 ter c.p.c.
Si precisa che non viene redatto verbale d'udienza, che le parti hanno prestato acquiescenza a tale modalità di trattazione del procedimento e che almeno una delle parti ha depositato note di trattazione scritta .
1 MOTIVI DELLA DECISIONE
Il fatto
Con ricorso depositato in data 18.10.2024, parte ricorrente, dopo aver proposto accertamento tecnico preventivo ex art. 445 bis c.p.c. ed aver tempestivamente contestato le conclusioni del nominato CTU mediante deposito di dichiarazione di dissenso, ha proposto giudizio di merito ex art. 445 bis c.p.c., al fine di accertare la sussistenza del requisito sanitario per il riconoscimento del suo diritto a percepire le prestazioni economiche correlate alla condizione di portatrice di handicap grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, della legge n. 104/92, escluso dal c.t.u. nominato nella fase sommaria.
Costituitosi in giudizio, l' ha, via preliminare, eccepito l'inammissibilità del CP_1 ricorso per genericità delle contestazioni sollevate;
nel merito ha eccepito
l'infondatezza del ricorso.
LA DECISIONE
Questioni preliminari
1. In via preliminare va osservato che il ricorso è ammissibile in quanto risultano formulate contestazioni specifiche alla c.t.u. redatta nel procedimento di accertamento tecnico preventivo, con richiamo puntuale ad una serie di documenti che non sarebbero stati adeguatamente considerati nel procedimento di a.t.p.
2. Il ricorso, inoltre, è tempestivo, essendo documentalmente provato il deposito della dichiarazione scritta di dissenso entro 30 giorni dal deposito della c.t.u. espletata nella fase sommaria.
Il merito
1. In primo luogo, va osservato che la sentenza di merito emessa ai sensi dell'art. 445 bis c.p.c. ha ad oggetto l'accertamento del requisito sanitario relativo ad una determinata prestazione assistenziale, già oggetto di accertamento tecnico preventivo;
ne consegue che, quindi, a seguito dell'emissione della sentenza, se favorevole al ricorrente, l' dovrà provvedere alla verifica del possesso in capo CP_1
a quest'ultimo di tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa vigente e all'erogazione della relativa prestazione nello stesso termine previsto in caso di omologa.
2 2. Ciò posto in punto di ammissibilità della domanda, nel merito la domanda è fondata e va accolta nei termini che seguono.
La ricorrente ha chiesto l'accertamento del requisito sanitario di portatrice di handicap in situazione di gravità ai sensi dell'art. 3, comma 3 e 33 della legge n.
104/92.
Com'è noto, per quanto riguarda lo status di persona con handicap, la l. n.
104/1992 all'art. 1 così stabilisce “La Repubblica: a) garantisce il pieno rispetto della dignità umana e i diritti di libertà e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società; b) previene e rimuove le condizioni invalidanti che impediscono lo sviluppo della persona umana, il raggiungimento della massima autonomia possibile e la partecipazione della persona handicappata alla vita della collettività, nonché la realizzazione dei diritti civili, politici e patrimoniali;
c) persegue il recupero funzionale e sociale della persona affetta da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali e assicura i servizi e le prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle minorazioni, nonché la tutela giuridica ed economica della persona handicappata;
d) predispone interventi volti a superare stati di emarginazione e di esclusione sociale della persona handicappata”.
Per raggiungere tali obiettivi, in attuazione dei principi costituzionali, la medesima legge riconosce in favore della persona handicappata o di chi la assiste una serie di diritti ed agevolazioni.
Per persona handicappata, ai sensi dell'art. 3 della l. n. 104/1992, deve intendersi “colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”. La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale
3 o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità (cfr. art. 3, commi 2 e 3, L. n. 104/1992).
La condizione di soggetto portatore di “handicap grave” ai sensi dell'art. 3, co. 3, della già citata L. 104/1992 costituisce una condizione soggettiva (o status) al cui semplice riconoscimento sono collegati vantaggi, benefici economici, prestazioni sanitarie, agevolazioni fiscali o tributarie nonché ogni altra utilità che sia erogata da soggetti pubblici o gestori o esercenti pubblici servizi.
In tale contesto è evidente come il rigetto della domanda amministrativa volta ad ottenere il riconoscimento dello status in esame da parte dell'adita (o CP_2
l'assenza di risposta alla domanda) ai sensi del successivo art. 4 impedisca al soggetto istante di ottenere tutti quei benefici che la legge prevede nei più disparati ambiti di esplicazione della vita dello stesso (dal mondo del lavoro alla sanità all'imposizione fiscale, etc…). Di conseguenza, a fronte del rigetto (o del silenzio) in questione, non può essere ragionevolmente negata all'interessato – a meno di non configurare un vero e proprio vuoto di tutela difficilmente giustificabile – la possibilità di agire in giudizio davanti al giudice per ottenere il riconoscimento del proprio status di soggetto portatore di handicap grave.
Né a diversa conclusione può invero pervenirsi facendo riferimento alle note pronunce della S.C. secondo le quali, successivamente all'entrata in vigore dell'art. 130 del d.lgs. 112/98, sarebbero da considerarsi inammissibili domande di mero accertamento dello status di invalido senza che le stesse siano accompagnate dalla contestuale richiesta di condanna dell'Ente deputato alla corresponsione della relativa provvidenza prevista dalla legge. In proposito basta infatti osservare come il semplice riconoscimento dello status di portatore di handicap grave consente immediatamente al soggetto interessato, senza necessità di alcuna pronuncia accessoria di condanna, di richiedere la concessione di tutti i benefici previsti dalla legge in qualsivoglia settore di esplicazione della vita dello stesso (tanto che, a tal fine, l'art. 39 della L. 448/1998 prevede espressamente che “i soggetti riconosciuti ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n.
104, attestano, mediante autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla legge, l'esistenza delle condizioni personali richieste ai fini dell'adozione di provvedimenti amministrativi o dell'acquisizione di vantaggi,
4 benefici economici, prestazioni sanitarie, agevolazioni fiscali o tributarie e di ogni altra utilità, eroganti da soggetti pubblici o gestori o esercenti pubblici servizi”).
D'altra parte, come ha di recente stabilito la Corte di Cassazione “è ammissibile l'azione di mero accertamento dello stato invalidante, ben potendo configurarsi l'interesse ad agire in relazione ad uno "status", quale quello di invalidità totale, potenzialmente produttivo di una serie indeterminata di diritti ricollegata dall'ordinamento alla condizione fisica dell'invalido (cfr. Cass. Sez. Lav.
2691/2009, in materia di indennità di accompagnamento).
Ciò premesso, sussiste la legittimazione passiva dell' in relazione CP_1 all'accertamento dell'handicap.
L'art. 42 del D.L. 3/9/2003, n. 269, convertito in L. 24/11/2003, n.326, aveva stabilito che il ricorso giurisdizionale in tema di invalidità civile dovesse essere notificato anche al IS , il quale assumeva, Controparte_3 quindi, la veste di litisconsorte necessario e poteva assistere, con un proprio consulente, alle operazioni peritali. Dunque, per espressa previsione di legge, oltre all' soggetto legittimato passivo era anche il suddetto IS. CP_1
Sennonché, successivamente, il D.L. 30/9/2005, n. 203, recante “Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”, convertito, con modificazioni, in L. 2/12/2005, n. 248, all'art. 10, 1° co., ha disposto il trasferimento all' “delle funzioni residuate allo Stato in CP_1 materia di invalidità civile, cecità civile, sordomutismo, handicap e disabilità, già di competenza del IS dell'economia e delle finanze”; pertanto, in ossequio a quanto previsto dal secondo comma della predetta norma, con Decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 30/03/2007 (pubblicato in Gazzetta
Ufficiale n. 121 del 26/05/2007), è stata data attuazione a tale trasferimento di competenze “a decorrere dal 1° aprile 2007”, con subentro, dalla medesima data, dell' al IS dell'Economia e delle Finanze “nei rapporti giuridici relativi CP_1 alle funzioni ad esso trasferite”.
Inoltre, l'art. 20 del D.L. n. 78/2009, convertito nella L. n. 102/2009, ha previsto,
a far data dal 10.1.2010, il trasferimento di ogni residua competenza in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità all' , che CP_1
Contr riceve le relative domande amministrative e le trasmette alla competente, fa
5 parte della stessa Commissione Medica e, quindi, è legittimato a resistere nel giudizio avente ad oggetto l'accertamento in tali materie.
3. Orbene, nel caso in esame, il CTU nominato in questa fase di merito, dott.ssa
, specializzata in medicina legale, le cui conclusioni non sono Persona_1 state contestate dalle parti nel termine appositamente concesso per la formulazione di osservazioni e che appaiono condivisibili perché coerenti con la documentazione medica in atti e con i parametri medico-legali di riferimento, ha ritenuto che parte ricorrente, a causa delle plurime patologie sofferte, si trova, ha ritenuto che parte ricorrente, a causa delle plurime patologie sofferte, si trovava, al momento della domanda amministrativa, in una situazione tale da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità.
In particolare, la consulente d'ufficio, mediante un'attenta analisi della documentazione medica e l'esame diretto della parte, ha preliminarmente osservato che la ricorrente è affetta “esiti di eradicazione di endometriosi profondamente infiltrante in stadio IV con parametrectomia postero laterale bilaterale, resezione intestinale segmentaria, resezione vaginale, peritonectomia prevescicale, estesa ureterolisi bilaterale, resezione ureterale, stent ureterale destro
e sinistro, neuroablazione selettiva del nervo ipogastrico di sx, salpingectomia destra, ileostomia successivamente rimossa, severa disfunzione pelvica con necessità di autocateterismo, esiti di pregresso intervento di piede equino”.
Più specificamente, con riferimento alla complessiva condizione clinica della ricorrente, tale da giustificare il riconoscimento del requisito sanitario, la consulente d'ufficio ha osservato che: “Alla visita peritale la ricorrente è apparsa severamente sottopeso con un BMI di 16.5 e tendenzialmente astenica, da attribuirsi verosimilmente ad esito dell'intervento demolitivo e a malassorbimento legato alla resezione intestinale segmentaria. ha subito un Parte_1 intervento severamente demolitivo, con ripercussioni nella vita quotidiana e nella sfera relazionale. L'autocateterismo, al quale deve sottoporsi 6 volte al giorno, la costringe ad interrompere le normali attività quotidiane e le impedisce di avere una normale vita di relazione determinando senza dubbio un grave svantaggio sociale e lavorativo, specie in relazione alla sua età.”.
6 Le conclusioni raggiunte dalla consulente d'ufficio, peraltro non contestate dalle parti nel termine concesso per la formulazione di osservazioni, risultano pienamente condivisibili perché in linea con il complessivo quadro sanitario della ricorrente, quale risultante dalla documentazione medica e dall'esame diretto della parte.
Pertanto, la domanda deve essere accolta e deve dichiararsi la sussistenza in capo al ricorrente del requisito sanitario di persona portatrice di handicap grave ai sensi dell'art. 3, comma 3 e 33, della legge n. 104/92 dal 28.04.2023 (data della domanda amministrativa), data dalla quale la CTU ha sostanzialmente fatto decorrere il requisito sanitario.
Spese processuali
Le spese processuali seguono la soccombenza e sono interamente poste a carico dell' , nella misura liquidata in dispositivo, ai sensi del D.M. 55/14, e CP_1 successive modifiche, tenuto conto della fase sommaria e di merito (cfr. Cass. n.
19482/18 e n. 6558/21), delle ragioni della decisione, della natura della controversia e dell'attività processuale svolta. Le spese sono liquidate con attribuzione al procuratore antistatario avv. Ettore Marzano che ne ha fatto richiesta.
P.Q.M.
Il Tribunale di Trani, Sezione Lavoro, definitivamente pronunciando sulla controversia r.g.n. 7805/2024, come innanzi proposta, così provvede:
1. dichiara la sussistenza del requisito sanitario in capo alla ricorrente Parte_1
di persona con handicap grave ai sensi dell'art. 3, comma 3 e 33,
[...] della legge n. 104/92 dal 28.04.2023 (data della domanda amministrativa);
2. condanna l' al pagamento delle spese processuali in favore di parte CP_1 ricorrente, che, liquida in complessivi € 6.166,00 per compensi al difensore (€
1.528,00 per la fase sommaria ed € 4.638,00 per la fase di opposizione a cognizione piena), oltre IVA, CPA e rimborso spese generali del 15% come per legge con attribuzione al procuratore antistatario avv. Ettore Marzano;
3. pone le spese di CTU definitivamente a carico dell' . CP_1
Trani, 9.07.2025
Il giudice
Dott. Luca CAPUTO
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