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Sentenza 6 maggio 2025
Sentenza 6 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Taranto, sentenza 06/05/2025, n. 1290 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Taranto |
| Numero : | 1290 |
| Data del deposito : | 6 maggio 2025 |
Testo completo
Repubblica italiana
in nome del popolo italiano
Il tribunale di Taranto, sezione del lavoro, in composizione monocratica nella persona del dottor Lorenzo De Napoli, ha emesso la seguente
sentenza
nella controversia previdenziale in primo grado iscritta al n. 5725/2022
r.g., decisa nell'udienza del 6.5.2025, promossa da
, con l'avv. Stefania Pollicoro;
Parte_1
ricorrente
contro con l'avv. Ernesto Aprile;
CP_1
convenuto
avente ad oggetto: malattia professionale.
Conclusioni delle parti
Con ricorso depositato il 28.7.2022, l'istante in epigrafe chiedeva condannarsi l a indennizzare il danno biologico da malattia CP_1
professionale denunziata il 21.4.2022, previo cumulo con quello derivante da due pregresse malattie professionali, già indennizzato nella misura complessiva del 14%, ex art. 13 d.l.vo 23.2.2000 n. 38. Costituendosi in giudizio, l' chiedeva rigettarsi la domanda. All'odierna udienza la causa CP_1
1 veniva oralmente discussa e decisa con la presente sentenza, letta in udienza.
Ragioni di fatto e di diritto della decisione
La domanda è fondata.
L'espletata prova per testi ha infatti confermato la esposizione a rischio dell'istante nell'ambiente di lavoro.
L'espletata consulenza tecnica di ufficio – le cui conclusioni, fondate su accurati accertamenti diagnostici e su valutazioni medico-legali congruamente motivate, devono essere condivise in quanto immuni da vizi logici e giuridici – ha poi consentito di acclarare che la malattia denunziata il 21.4.2022 (gonartrosi bilaterale) ha natura professionale e determina un danno biologico permanente del 2% che, cumulato con quello del 14% già riconosciuto per le due pregresse malattie professionali
(ernie discali lombari e artrosi acromion claveare), dà luogo a un complessivo danno biologico permanente del 16%: e tanto, con decorrenza dalla data di presentazione della domanda amministrativa.
Ne consegue il diritto dell'istante all'indennizzo in rendita previsto dall'art. 13 co. 2 lett. a) e b) d.l.vo 23.2.2000 n. 38 per le menomazioni di grado pari o superiore al 16%, nella detta misura e con la detta decorrenza.
L va pertanto condannato al pagamento dei relativi ratei – previa CP_1
decurtazione, ex art. 13 co. 4 periodo 2 d.l.vo 23.2.2000 n. 38,
dell'indennizzo in capitale già corrisposto – con aggravio di interessi legali e rivalutazione monetaria, da riconoscersi nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l.
2 30.12.1991 n. 412 e con decorrenza, ex art. 7 l. 11.8.1973 n. 533, dal 121°
giorno successivo alla domanda amministrativa.
Le spese di causa seguono la soccombenza ex art. 91 c.p.c. e si liquidano come da dispositivo, con distrazione ex art. 93 c.p.c. in favore del procuratore dichiaratosi anticipante, mentre devono restare poste in via definitiva a carico dell' quelle peritali come già liquidate. CP_1
P.q.m.
dichiara il diritto dell'istante all'indennizzo in rendita del danno biologico conseguente a malattie professionali in misura del 16% e condanna l' CP_1
a corrispondere in suo favore i relativi ratei con decorrenza dalla domanda amministrativa (decurtato l'indennizzo in capitale già corrisposto), oltre interessi legali e rivalutazione monetaria dal 121° giorno successivo, nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l. 30.12.1991 n. 412; condanna l' a CP_1
rifondere all'istante le spese di causa, liquidate in euro 3.000,00 per compensi professionali oltre r.s.f. 15%, iva e cap, con distrazione in favore del procuratore anticipante avv. Stefania Pollicoro.
Taranto, 6.5.2025.
Il giudice
dott. Lorenzo De Napoli
3
in nome del popolo italiano
Il tribunale di Taranto, sezione del lavoro, in composizione monocratica nella persona del dottor Lorenzo De Napoli, ha emesso la seguente
sentenza
nella controversia previdenziale in primo grado iscritta al n. 5725/2022
r.g., decisa nell'udienza del 6.5.2025, promossa da
, con l'avv. Stefania Pollicoro;
Parte_1
ricorrente
contro con l'avv. Ernesto Aprile;
CP_1
convenuto
avente ad oggetto: malattia professionale.
Conclusioni delle parti
Con ricorso depositato il 28.7.2022, l'istante in epigrafe chiedeva condannarsi l a indennizzare il danno biologico da malattia CP_1
professionale denunziata il 21.4.2022, previo cumulo con quello derivante da due pregresse malattie professionali, già indennizzato nella misura complessiva del 14%, ex art. 13 d.l.vo 23.2.2000 n. 38. Costituendosi in giudizio, l' chiedeva rigettarsi la domanda. All'odierna udienza la causa CP_1
1 veniva oralmente discussa e decisa con la presente sentenza, letta in udienza.
Ragioni di fatto e di diritto della decisione
La domanda è fondata.
L'espletata prova per testi ha infatti confermato la esposizione a rischio dell'istante nell'ambiente di lavoro.
L'espletata consulenza tecnica di ufficio – le cui conclusioni, fondate su accurati accertamenti diagnostici e su valutazioni medico-legali congruamente motivate, devono essere condivise in quanto immuni da vizi logici e giuridici – ha poi consentito di acclarare che la malattia denunziata il 21.4.2022 (gonartrosi bilaterale) ha natura professionale e determina un danno biologico permanente del 2% che, cumulato con quello del 14% già riconosciuto per le due pregresse malattie professionali
(ernie discali lombari e artrosi acromion claveare), dà luogo a un complessivo danno biologico permanente del 16%: e tanto, con decorrenza dalla data di presentazione della domanda amministrativa.
Ne consegue il diritto dell'istante all'indennizzo in rendita previsto dall'art. 13 co. 2 lett. a) e b) d.l.vo 23.2.2000 n. 38 per le menomazioni di grado pari o superiore al 16%, nella detta misura e con la detta decorrenza.
L va pertanto condannato al pagamento dei relativi ratei – previa CP_1
decurtazione, ex art. 13 co. 4 periodo 2 d.l.vo 23.2.2000 n. 38,
dell'indennizzo in capitale già corrisposto – con aggravio di interessi legali e rivalutazione monetaria, da riconoscersi nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l.
2 30.12.1991 n. 412 e con decorrenza, ex art. 7 l. 11.8.1973 n. 533, dal 121°
giorno successivo alla domanda amministrativa.
Le spese di causa seguono la soccombenza ex art. 91 c.p.c. e si liquidano come da dispositivo, con distrazione ex art. 93 c.p.c. in favore del procuratore dichiaratosi anticipante, mentre devono restare poste in via definitiva a carico dell' quelle peritali come già liquidate. CP_1
P.q.m.
dichiara il diritto dell'istante all'indennizzo in rendita del danno biologico conseguente a malattie professionali in misura del 16% e condanna l' CP_1
a corrispondere in suo favore i relativi ratei con decorrenza dalla domanda amministrativa (decurtato l'indennizzo in capitale già corrisposto), oltre interessi legali e rivalutazione monetaria dal 121° giorno successivo, nei limiti di cui all'art. 16 co. 6 l. 30.12.1991 n. 412; condanna l' a CP_1
rifondere all'istante le spese di causa, liquidate in euro 3.000,00 per compensi professionali oltre r.s.f. 15%, iva e cap, con distrazione in favore del procuratore anticipante avv. Stefania Pollicoro.
Taranto, 6.5.2025.
Il giudice
dott. Lorenzo De Napoli
3