Cass. pen., sez. V, sentenza 10/09/2024, n. 42635
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Sentenza 10 settembre 2024

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Il giudice di appello nella sentenza può qualificare il fatto diversamente dall'imputazione anche se l'imputato non abbia preventivamente avuto modo di interloquire sul punto, senza per questo violare il contraddittorio, così come interpretato dalla Corte di Giustizia nella sentenza 9 novembre 2023, C-175/22, B.K., purché sia assicurata comunque all'imputato la possibilità di contestare la diversa qualificazione mediante il ricorso dinanzi alla Corte di cassazione la quale, ove ritenga che la nuova qualificazione dell'addebito abbia inciso sulle strategie difensive, dovrà restituire l'imputato nella facoltà di esercitare pienamente il diritto di difesa, anche attraverso la proposizione di richieste di prova rilevanti in relazione al diverso contenuto dell'accusa.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 10/09/2024, n. 42635
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 42635
    Data del deposito : 10 settembre 2024

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