Cass. pen., sez. III, sentenza 18/11/2022, n. 2351
CASS
Sentenza 18 novembre 2022

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La condotta di partecipazione ad un'associazione per delinquere è a forma libera e può realizzarsi in forme e contenuti diversi, sicché il partecipe può anche non avere la conoscenza dei capi o dei promotori, essendo sufficiente che, anche in modo non rituale, si inserisca di fatto nel gruppo per realizzarne gli scopi.

In tema di reati tributari, la circostanza aggravante del concorso del consulente fiscale nel reato commesso dal cliente, di cui all'art. 13-bis, comma 3, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, postula, sul piano oggettivo, l'elaborazione di modelli di evasione fiscale, intesa come attività, svolta in modo seriale e ripetitivo, di svolgimento e concreto sviluppo di schemi procedimentali di evasione fiscale, che comportino a un ben preciso modello comportamentale. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione con la quale era stata affermata la configurabilità dell'aggravante in un caso in cui l'imputato, professionista abilitato all'apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni IVA e intermediario per l'invio telematico dei modelli di pagamento F24, aveva agito, in base a tale qualifica, come consulente di diverse società per più anni e in modo ripetuto, vistandone plurime dichiarazioni, consentendo l'inoltro di numerosissimi modelli F24 e inviandone direttamente altri).

Ai fini della determinazione della competenza per territorio per il delitto di indebita compensazione, rileva il luogo in cui è effettuata l'ultima utilizzazione del credito inesistente nell'anno interessato, mediante inoltro del modello F24, ovvero, se non è possibile la sua individuazione, il luogo di accertamento del reato ai sensi dell'art. 18, comma 1, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, essendo tale disposizione prevalente, per la sua natura speciale, rispetto alle regole generali dettate dall'art. 9 cod. proc. pen.

In caso di contrasto tra dispositivo e motivazione della sentenza, la regola della prevalenza del dispositivo può essere derogata a condizione che questo sia viziato da un errore materiale obiettivamente rilevabile e che da esso, quale espressione della volontà decisoria del giudice, non derivi un risultato più favorevole per l'imputato.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 18/11/2022, n. 2351
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 2351
Data del deposito : 18 novembre 2022

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