Cass. pen., sez. V, sentenza 11/04/2016, n. 23618
CASS
Sentenza 11 aprile 2016

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Nel delitto di tentato omicidio, ai fini della sussistenza del reato è sufficiente il dolo diretto rappresentato dalla cosciente volontà di porre in essere una condotta idonea a provocare, con certezza o alto grado di probabilità in base alle regole di comune esperienza, la morte della persona verso cui la condotta stessa si dirige, non occorrendo, invece, la specifica finalità di uccidere, e quindi il dolo intenzionale inteso quale perseguimento dell'evento come scopo finale dell'azione. (nella specie, la S.C. ha ritenuto corretta la decisione di merito che aveva ritenuto sussistente il tentativo, avendo ravvisato - per la modalità concreta con cui fu vibrato il colpo di coltello, per la precisione e freddezza dell'imputato e per la zona del corpo attinta - gli elementi oggettivi che permettevano di desumere il dolo diretto, senza ritenere necessario il dolo intenzionale).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 11/04/2016, n. 23618
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 23618
    Data del deposito : 11 aprile 2016

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