Sentenza 19 aprile 2001
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., SS.UU., sentenza 19/04/2001, n. 160 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 160 |
| Data del deposito : | 19 aprile 2001 |
Testo completo
17906 8. 1 6 0/ 0 1 IS.U. PUB LI 18 'N 2961-98 OME EL POPOLO NALIANO H LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Oggetto SEZIONI UNITE CIVILI Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Corrado CARNEVALE Primo Presidente f.f. R.G.N. 17438/98 Cron. 12505 Dott. Vincenzo BALDASSARRE - Presidente di sezione Dott. Francesco AMIRANTE - Presidente di sezione Rep. Dott. Antonio VELLA Consigliere Ud.07/12/00 Dott. Giovanni PRESTIPINO Consigliere - CORTE SUPREMA! Dott. Erminio RAVAGNANI Consigliere Richies cap sudio Dott. Giovanni PAOLINI Consigliere - da! Si perfinial 3000 Dott. Antonino ELEFANTE Consigliere 11-9-APR. 2001 Dott. Michele VARRONE Rel. Consigliere IL CANCELLIERE ha pronunciato la seguente INCELLERIA SENTENZA sul ricorso proposto da: CIVITAVECCHIA, COMUNE DI in persona del Sindaco 2 00518959 elettivamente domiciliato in ROMA, VIA pro-tempore, ORTIGARA 10, presso lo studio legale DAVOLI FARRONATO, rappresentato e difeso dall'avvocato ---------------- GESUALDO ANTONIO PALA, giusta delega in calce al ricorso;
2000
- ricorrente -
1119
contro
-1- FA RE, elettivamente domiciliato in RO MA, VIA VESPASIANO 17 A presso lo studio dell'avvocato ALBERTO OTTAVI, rappresentato e difeso dall'avvocato MAURO MOCCI, giusta delega in atti;
controricorrente nonchè
contro
SERVIZIO RISCOSSIONE TRIBUTI;
- intimato avverso la sentenza n. 383/97 del TO di CIVITAVECCHIA, depositata il 15/09/97; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 07/12/00 dal Consigliere Dott. Michele VARRONE;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Vincenzo NARDI che ha concluso per il rigetto del secondo motivo del ricorso principale, autorità giudiziaria ordinaria e trasmissione atti alla Sezione Semplice per l'ulteriore corso. -2- SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con ricorso in opposizione depositato presso la Cancelleria della Pretura di Civitavecchia il 6/12/93 RE FA chiedeva che fosse dichiarata nulla la procedura esecutiva instaurata dal Servizio riscossione tributi del Comune di Civitavecchia con avviso di mora n. 18579 del 6/3/93 per L. 123.783. relativo a violazione del codice della strada. Lamentava il ricorrente che il verbale di accertamento dell'infrazione e la cartella esattoriale n. 3012422 non gli erano mai stati notificati. Il Comune di Civitavecchia ed il Servizio riscossione tributi si costituivano e resistevano alla domanda, il primo eccependo preliminarmente, il difetto di giurisdizione del giudice ordinario. Con sentenza 15 settembre 1997 l'adito TO, rigettata l'eccezione. dichiarava nulla la procedura esecutiva "per inammissibilità. e per inidoneità del titolo" condannando i resistenti, in solido, alle spese processuali. Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso il Comune di Civitavecchia, sulla base di sei motivi. Ha resistito il FA con controricorso. Il secondo motivo di ricorso riguarda la questione della giurisdizione, donde l'assegnazione alle Sezioni Unite ex art. 142 disp. att. c.p.c. MOTIVI DELLA DECISIONE Con il secondo motivo, denunciando la violazione e la falsa applicazione degli artt. 53 e 54 d.P.R. n. 602 del 1973 nonché il vizio della motivazione sul punto decisivo della controversia attinente alla giurisdizione. in relazione all'art. 360 nn. 2, 3 e 5 c.p.c., il Comune contesta la giurisdizione del giudice ordinario sostenendo che essendo stata instaurata una procedura di m riscossione coattiva di somme (dovute a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria per violazione del Codice della Strada) tramite ruolo esattoriale, non sono ammissibili le opposizioni all'esecuzione ed agli atti esecutivi ex artt. 615 e 617 c.p.c. e l'unico rimedio esperibile sarebbe il ricorso innanzi all'Intendente di finanza (ora Direzione regionale per le entrate) ovvero alla Commissione Tributaria. Il motivo non è fondato. Le Sezioni Unite sono già state investite della risoluzione della questione di giurisdizione riassumibile nel quesito se il giudice ordinario abbia il potere di sindacare il procedimento amministrativo per la riscossione, con le forme esattoriali, di crediti non tributari e. in particolare. dei crediti relativi a sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada. Orbene, tale questione è stata risolta con la sentenza 16 novembre 1999 s a n. 780 affermando che "la tutela avverso gli atti esecutivi dell'esattore e, quindi, contro la cartella esattoriale o l'avviso di mora, emessi per la riscossione di somme relative a sanzioni amministrative inflitte per violazioni di norme sulla circolazione stradale iscritte a ruolo, dei quali si denuncino difetti relativi alla regolarità formale degli atti medesimi, può e deve essere fatta valere con ricorso all'Autorità Giudiziaria Ordinaria". A tale soluzione le S.U. sono pervenute muovendo dalle pronunce della Corte Costituzionale (soprattutto sent. 6 settembre 1995 n. 437 e 26 febbraio 1998, n. 26) sul potere di sospensione della riscossione da parte del giudice ordinario, ritenendo che "il riconoscimento di tale potere di sospensione in sede di interpretazione adeguatrice prescinda totalmente dai mezzi di tutela accordati in tema di riscossione delle imposte non pagate ritualmente (artt. 53 e 54 d.P.R. 602 del 4 1973) e che, quindi, il rinvio previsto dall'art. 27 L. n. 689 del 1981 "alle norme previste per la esazione delle imposte dirette" anche per la riscossione delle sanzioni amministrative pecuniarie (disposizione alla quale rimanda l'art. 206 del nuovo codice stradale), deve intendersi limitato ai mezzi a disposizione dell'Autorità interessata alla riscossione, con esclusione di quei limiti di tutela giurisdizionale dettati esclusivamente per la riscossione di somme a titolo di tributo (artt. 53 e 54 d.P.R. cit.: potere di sospensione devoluto esclusivamente all'Intendente di Finanza ed inammissibilità delle opposizioni regolate dagli artt. da 615 a 618 c.p.c.)". Si è così sviluppato ed approfondito un iter interpretativo attraverso il quale è stata progressivamente affermata l'ammissibilità del ricorso al giudice ordinario avverso la cartella esattoriale o l'avviso di mora allorquando sia viziato il procedimento di formazione del titolo esecutivo (Cass. sez. un. 10 gennaio 1992, n. 190; Cass. se. Un. 23 novembre 1995, n. 12107), sia mancata la preventiva notificazione del provvedimento sanzionatorio (Cass., 26 agosto 1996, n. 7830; Cass., 11 febbraio 1999, n. 1149; Cass., 14 giugno 1999, n. 5852; Cass., 30 agosto 1999, n. 9138), manchi di provvedimento sanzionatorio (Cass., 2 settembre 1997, n. 8380; Cass., 12 giugno 1999, n. 5801) o la cartella esattoriale sia priva delle indicazioni necessarie per stabilire se sia stata emessa un'ordinanza-ingiunzione e sia stata ritualmente notificata (Cass. sez. un. 14 dicembre 1998, n. 12544), si facciano valere fatti sopravvenuti alla formazione del titolo quali morte. pagamento, prescrizione (Cass., 6 marzo 1999, n. 1641; Cass., 16 novembre 1999, n. 12685), in modo da potere concludere che rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la cognizione: della pretesa sanzionatoria (sia prima che dopo la formazione del titolo esecutivo per vizi 5 della fase precedente), dei fatti sopravvenuti alla rituale formazione del titolo esecutivo e dei vizi di forma del procedimento di esecuzione esattoriale. Successivamente. anche le due residue questioni (se la competenza a conoscere delle opposizioni instaurate a seguito di notifica di cartella esattoriale o avviso di mora per far valere fatti sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo dovesse determinarsi secondo il criterio del valore o della materia;
se l'opposizione per far valere fatti sopravvenuti e l'opposizione agli atti esecutivi dovessero essere trattate con il rito speciale di cui agli artt. 22 e 23 della L. n. 689 del 1981, ovvero con il rito ordinario) sono state risolte riaffermando l'ammissibilità, davanti al giudice ordinario, delle opposizioni all'esecuzione ed agli atti esecutivi ex artt. 615 e 617 c.p.c. avverso la cartella esattoriale o l'avviso di mora, secondo la competenza ed il rito previsti dal codice di procedura civile e, per quanto riguarda l'opposizione all'esecuzione di cui al 1° S A comma dell'art. 615 cit. (prima dell'inizio dell'esecuzione, per far valere fatti estintivi intervenuti successivamente alla formazione del titolo esecutivo. quali la prescrizione) riconoscendo la competenza del TO (ovviamente prima dell'abolizione di tale organo giurisdizionale) (Cass. sez. un. 13 luglio 2000 n.489 in motivazione). Conclusione, questa, che oltre all'intrinseca correttezza giuridica, è conforme anche all'evoluzione normativa, dal momento che l'art. 29 del sopravvenuto d. lgs. 26 febbraio 1999 n. 46 stabilisce, fra l'altro, con riguardo alle entrate non tributarie, che "le opposizioni all'esecuzione ed agli atti esecutivi si propongono nelle forme ordinarie". Concludendo, in virtù delle considerazioni esposte, il secondo motivo va rigettato, con conseguente dichiarazione della giurisdizione del giudice ordinario (in senso conforme, esattamente in termini, Cass. sez. un. 4 aprile 6 2000 n. 96).
P. Q. M.
la Corte rigetta il secondo motivo: dichiara la giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria;
trasmette gli atti alla prima sezione civile per il prosieguo. Così deciso in Roma, il 7 dicembre 2000, nella camera di consiglio delle Sezioni Unite Civili della Corte Suprema di Cassazione. IL CONSIGLIERE ESTENSORE IL PRESIDENTE louch laurene Schel m Collaboratore di Cancelleria to in Cancelleria Silene Deposita Roma, 19 APR. 2001 IL COLLABORATORE DI CANCELLERIA D Olence I . - S 1 S N 6 9 T 2 O C U 'N O E L T Z C „ A 6 T N O C +