Cass. pen., sez. III, sentenza 20/05/1999, n. 10539
CASS
Sentenza 20 maggio 1999

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La abrogazione dell' art. 8 della legge 7 gennaio 1929 n. 4, prevista dall'art. 29, comma 1, del D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 472, riguarda esclusivamente la disciplina riferita alle sanzioni tributarie non penali. Ciò sia per la "sedes materiae", tenuto conto che il D.Lgs. 472 stabilisce le disposizioni generali sulle sanzioni amministrative in materia tributaria; sia per i limiti oggettivi della delega conferita al governo dall'art. 3, comma 133, della legge 662 del 1996, riferita a disposizioni per la revisione organica ed il completamento della disciplina delle sanzioni tributarie non penali; sia perché disposizioni incompatibili con quelle abrogate sono state introdotte, con il D.Lgs. 472, esclusivamente con riferimento al concorso ed alla continuazione delle violazioni amministrative.

La disciplina dell' art. 81 cod. pen. è applicabile in via generale, e quindi anche nel campo dei reati tributari, in ipotesi di continuazione sia eterogenea che omogenea, in quanto legge generale che, nella previsione del cumulo giuridico delle pene, non deroga alla legge speciale precedente. L'art. 8 della legge 7 gennaio 1929 n. 4, soltanto nel caso di più violazioni omogenee affida alla discrezionalità del giudice l'applicazione, se più favorevole in concreto, dello specifico criterio di computo della pena finale in esso previsto.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. III, sentenza 20/05/1999, n. 10539
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 10539
    Data del deposito : 20 maggio 1999

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