Cass. pen., sez. I, sentenza 11/02/2010, n. 8082
CASS
Sentenza 11 febbraio 2010

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime3

La violazione delle disposizioni di cui all'art. 210 cod. proc. pen. nell'esame di persona indagata o imputata in un procedimento connesso non determina la inutilizzabilità delle dichiarazioni nel procedimento principale, ma una nullità a regime intermedio, ai sensi dell'art. 180 cod. proc. pen., che non può essere eccepita dall'imputato del procedimento principale per assenza di interesse all'osservanza della disposizione violata.

Nel giudizio di cassazione, l'annullamento della sentenza impugnata per mancata motivazione in ordine al diniego di accesso al rito abbreviato condizionato va effettuato, ove i presupposti del rito sussistano, senza rinvio, potendo la Corte provvedere essa stessa all'applicazione della diminuente relativa.

La consulenza tecnica balistica e quella tecnica medico legale hanno natura di atti non ripetibili che, in mancanza della riserva di promozione di incidente probatorio, vanno inseriti nel fascicolo per il dibattimento ex art. 431, lett. c), cod. proc. pen. e sono, pertanto, utilizzabili indipendentemente dall'esame del consulente.

Commentari4

  • 1Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

    RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 13 maggio 2021, la Corte di appello di Milano - Sezione minorenni confermava la sentenza emessa in data 26 settembre 2019 dal Tribunale per i minorenni di Milano, con la quale [omissis] era stato dichiarato responsabile del reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 - perché illecitamente deteneva sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed hashish - e condannato alla pena di anni uno e mesi quattro di reclusione ed euro 1.000,00 di multa. 2. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione [omissis] a mezzo del difensore di fiducia, articolando un unico motivo, con il quale deduce violazione di norma processuale stabilita a pena di …

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  • 2Calunnia: la prova dell'elemento soggettivo va dedotta dalle circostanze e modalità dell'azione
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 18 settembre 2023

    La massima In tema di calunnia, la prova dell'elemento soggettivo può desumersi dalle concrete circostanze e modalità esecutive dell'azione criminosa, attraverso le quali, con processo logico-deduttivo, è possibile risalire alla sfera intellettiva e volitiva del soggetto, in modo da evidenziarne la cosciente volontà di un'accusa mendace nell'ambito di una piena rappresentazione del fatto attribuito all'incolpato. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva affermato la responsabilità dell'imputato per aver presentato la denuncia di smarrimento di un assegno, da lui precedentemente affidato ad altro soggetto affinché, in sua vece, lo consegnasse ad …

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  • 3Calunnia: i fatti oggetto di falsa incolpazione devono essere seri e credibili
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 18 settembre 2023

    La massima Ai fini della configurabilità del reato di calunnia - che è di pericolo - non è necessario l'inizio di un procedimento penale a carico del calunniato, occorrendo soltanto che la falsa incolpazione contenga in sé gli elementi necessari e sufficienti per l'esercizio dell'azione penale nei confronti di una persona univocamente e agevolmente individuabile; cosicché soltanto nel caso di addebito che non rivesta i caratteri della serietà, ma si compendi in circostanze assurde, inverosimili o grottesche, tali da non poter ragionevolmente adombrare - perché in contrasto con i più elementari principi della logica e del buon senso - la concreta ipotizzabilità del reato denunciato, è da …

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  • 4Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/ · 2 maggio 2022

    RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 13 maggio 2021, la Corte di appello di Milano - Sezione minorenni confermava la sentenza emessa in data 26 settembre 2019 dal Tribunale per i minorenni di Milano, con la quale [omissis] era stato dichiarato responsabile del reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 - perché illecitamente deteneva sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed hashish - e condannato alla pena di anni uno e mesi quattro di reclusione ed euro 1.000,00 di multa. 2. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione [omissis] a mezzo del difensore di fiducia, articolando un unico motivo, con il quale deduce violazione di norma processuale stabilita a pena di …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 11/02/2010, n. 8082
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 8082
Data del deposito : 11 febbraio 2010

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