Cass. pen., SS.UU., sentenza 30/10/2008, n. 4187
CASS
Sentenza 30 ottobre 2008

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In tema di riparazione per ingiusta detenzione, la liquidazione dell'indennizzo, che va determinata conciliando il criterio aritmetico con quello equitativo, deve tenere conto del fatto che il grado di sofferenza cui è esposto chi, innocente, subisca la detenzione è di norma amplificato rispetto alla condizione di chi, colpevole, sia ristretto per un periodo eccessivo rispetto alla pena inflitta. Ne consegue che, se, in linea di principio, il diritto dell'innocente è da valutare in maniera privilegiata rispetto a quello del colpevole, tale conclusione non ha carattere assoluto, ed è compito esclusivo del giudice di merito considerare la peculiarità della situazione, adeguando la liquidazione alla specificità della fattispecie e motivando in modo puntuale sulla sua entità. Conf. Corte cost., 20 giugno 2008 n. 219.

Il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione spetta anche quando la durata della custodia cautelare risulti superiore alla misura della pena inflitta con la sentenza di primo grado, alla quale abbia fatto seguito una sentenza di appello dichiarativa della estinzione del reato per prescrizione, ma, ai fini della quantificazione dell'indennizzo, non si deve tenere conto della parte di detenzione cautelare patita che corrisponda alla condanna inflitta in primo grado. Conf. Corte cost., 20 giugno 2008 n. 219

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., SS.UU., sentenza 30/10/2008, n. 4187
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 4187
Data del deposito : 30 ottobre 2008

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