Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 26/06/1999, n. 6663
CASS
Sentenza 26 giugno 1999

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L'illegittimo comportamento del datore di lavoro consistente nell'assegnazione del dipendente a mansioni inferiori a quelle corrispondenti alla sua qualifica può giustificare il rifiuto della prestazione lavorativa, in forza dell'eccezione di inadempimento di cui all'art. 1460 cod. civ., purché la reazione risulti proporzionata e conforme a buona fede. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza impugnata nella quale, in base all'interpretazione del c.c.n.l. del commercio da applicare, era stato accertato che nelle mansioni del terzo livello - vale a dire commesso provetto - rientrava anche quella attinente all'espletamento di operazioni di incasso, sicché l'assegnazione alla cassa doveva considerarsi esercizio legittimo dello "ius variandi" del datore di lavoro e, conseguentemente, il rifiuto opposto allo svolgimento della predetta mansione doveva considerarsi non giustificato).

Commentari5

  • 1Qualifica professionale
    Mauro · https://www.wikilabour.it/ · 4 febbraio 2021

    Questa voce è stata curata da Simone Perego Definizione La qualifica rappresenta lo status professionale del lavoratore; in altre parole, con il termine qualifica professionale si intende l'insieme di conoscenze, abilità e competenze di una specifica figura professionale. Spetta ai contratti collettivi individuare (art. 2071 c.c.) le qualifiche presenti in una determinata azienda (ad es. operario specializzato, elettricista, capo contabile, ecc.) e, di conseguenza, determinare, unitamente alla categoria e alla mansione, la posizione del lavoratore nella struttura organizzativa dell'impresa, da cui deriva una serie di diritti e doveri inerenti il rapporto di lavoro, nonché di trattamento …

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  • 2Licenziamento illegittimo per il prestatore di lavoro dequalificato che arriva tardi sul posto di lavoro (Cass. n. 1693/2013
    Rinaldi Manuela · https://www.diritto.it/ · 13 marzo 2013

    1. Premessa Nella decisione in commento del 24 gennaio 2013 n. 1693 i giudici della Corte, nella sezione lavoro, hanno precisato, ricordando precedenti sul tema (1) che il rifiuto da parte del lavoratore, di svolgere la prestazione lavorativa, ad esempio in caso di demansionamento, può essere legittimo, e di conseguenza non giustificare il licenziamento in base al principio di autotutela nel contratto a prestazioni corrispettive (art. 1460 c.c.), sempre che il rifiuto sia proporzionato all'illegittimo comportamento del datore di lavoro e conforme a buona fede. In tal caso il rifiuto imporrà una valutazione comparativa, da parte del giudice di merito, dei comportamenti di entrambe le …

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  • 3Legittimità del rifiuto del lavoratore a prestare mansioni inferioriAccesso limitato
    Gesuele Bellini · https://www.altalex.com/ · 1 luglio 2008

  • 4Lavoro subordinato, demansionamento, rifiuto di prestare l’attività, legittimitàAccesso limitato
    Redazione Altalex · https://www.altalex.com/ · 1 luglio 2008

  • 5Trasferimento del lavoratore, rifiuto al trasferimento, rischio di dequalificazioneAccesso limitato
    Redazione Altalex · https://www.altalex.com/ · 5 aprile 2008

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 26/06/1999, n. 6663
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 6663
Data del deposito : 26 giugno 1999

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