Cass. civ., sez. II, sentenza 12/03/2003, n. 3696
CASS
Sentenza 12 marzo 2003

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L'omesso esame di un documento può essere denunciato in sede di legittimità, sotto il profilo della omessa motivazione su un punto decisivo della controversia, solo quando si tratti di un documento che sia tale da invalidare, con giudizio di certezza e non di mera probabilità, l'efficacia probatoria delle altre risultanze di causa su cui è fondato il convincimento del giudice del merito, si che la "ratio decidendi" venga a trovarsi priva di base: e sulla parte che della pretesa omissione si dolga grava l'onere di indicare le ragioni per le quali il documento trascurato avrebbe determinato certamente una decisione diversa da quella adottata.

La semplice delazione che segue l'apertura della successione, pur rappresentandone un presupposto, non è di per sè sufficiente per l'acquisto della qualità di erede, ma diventa operativa soltanto se il chiamato alla successione accetta di essere erede o mediante una dichiarazione di volontà ("aditio"), oppure in dipendenza di un comportamento obiettivamente acquiescente ("pro herede gestio"), laddove, in ipotesi di chiamato che sia nel possesso dei beni, l'accettazione "ex lege" dell'eredità è determinata dall'apertura della successione, dalla delazione ereditaria, dal possesso dei beni e dalla mancata tempestiva redazione dell'inventario (nella specie, il giudice di merito aveva ritenuto provata la qualità di eredi in capo agli attori, e non necessaria da parte loro una accettazione dell'eredità, ne' formale ne' implicita, in quanto essi erano eredi legittimi, e l'accettazione sarebbe stata necessaria solo nell'ipotesi di successione testamentaria).

Commentario1

  • 1La delazione, che segue l'apertura della successione, non è sufficiente per acquistare la qualità di erede
    Avv. Giovanni Iaria · https://www.avvocatoandreani.it/ · 17 febbraio 2022

    ll diritto dei chiamati di accettare l'eredità si prescrive nel termine di dieci anni decorrenti dalla data dell'apertura della successione. Nel caso in cui in tale periodo per il recupero del credito vantato nei confronti di un soggetto defunto, il creditore agisce in giudizio nei confronti dei pretesi eredi, su chi incombe l'onere di fornire la prova circa l'assunzione della qualità di eredi da parte dei convenuti? Sulla questione segnaliamo un importante e recente decisione del Tribunale di Forlì (sentenza n. 32 del 13 gennaio 2022). IL CASO: Una ditta individuale stipulava con una banca un contratto di mutuo chirografario e un contratto di conto corrente. Per le obbligazioni assunte …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. II, sentenza 12/03/2003, n. 3696
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 3696
Data del deposito : 12 marzo 2003

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