Cass. pen., sez. I, sentenza 06/03/2008, n. 14624
CASS
Sentenza 6 marzo 2008

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In tema di reati concernenti le armi, la clandestinità costituisce una "qualità" dell'arma tale da attribuirle una particolare pericolosità per l'ordine pubblico, attesa l'impossibilità di risalire alla sua provenienza, alle sue modalità di acquisizione, ai suoi trasferimenti: ne consegue che la diminuente del fatto di lieve entità, specificamente prevista dall'art. 5 della legge 2 ottobre 1967 n. 895, non è applicabile in relazione alle armi clandestine.

Non vi può essere assorbimento dei reati di detenzione e porto di arma comune da sparo in quelli di detenzione e porto di arma clandestina, essendo diversi sia la condotta dell'agente che l'interesse protetto dalle rispettive norme incriminatrici.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 06/03/2008, n. 14624
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 14624
    Data del deposito : 6 marzo 2008

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